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Vigile gay al Grande Fratello, è giallo

06 de janeiro de 2009 - Por Comunità Italiana
Polemica a Milano sulla presunta artecipazione al reality-show daparte di Fabrizio Caiazza. Ma lui mentisce i boatos: «Tutto falso»
MILANO
Polemiche anche politiche a Milano sulla presunta partecipazione al prossimo "Grande fratello" di un vigile urbano che in passato si fece fotografare in divisa sulla copertina di riviste gay: lui smentisce di essere tra i prossimi inquilini della casa, ma l’assessore regionale alla Sicurezza chiede al Comune di vietargli la partecipazione.

Il vigile urbano in questione, Fabrizio Caiazza, non vuole dire nulla, ma i colleghi affermano che «smentisce tutto, anche di essere tra i concorrenti». In ogni caso i candidati al "Grande fratello", la cui edizione numero nove inizia lunedì prossimo, hanno l’obbligo alla riservatezza, con il rischio di essere esclusi se annunciano autonomamente la loro partecipazione. «Per noi non è una questione di decoro, – afferma Roberto Miglio, "storico" rappresentante sindacale delle Rsu dei vigili urbani di Milano – può fare quello che vuole».

Non così la pensa l’assessore regionale lombardo alla Sicurezza, Piergianni Prosperini (An), secondo il quale il Comune dovrebbe vietargli la partecipazione. E non solo: «Il vigile dovrebbe essere radiato dal corpo della polizia municipale di Milano», dice Prosperini. «Lo penso non perchè sia gay – spiega – o perchè partecipi al Grande fratello, ma perchè in passato mi dicono si sia prestato a foto lascive indossando la divisa del corpo: è un ufficiale di polizia giudiziaria e non può permetterselo». "No comment" sulla questione dal vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato (An), che comunque ricorda come del caso delle precedenti "apparizioni" di Caiazza si stia occupando la commissione disciplinare del Comune.

Fabrizio Caiazza era balzato agli onori delle cronache vincendo un concorso come vigile gay più sexy del mondo, sbaragliando più di 46 mila concorrenti arrivati a New York da 162 nazioni. Al suo rientro dagli States il comandante della polizia locale di Milano, Emiliano Bezzon, lo aveva convocato rimproverandogli appunto di aver sfilato con la divisa. Fabrizio Caiazza ha 33 anni, è napoletano di origine, milanese d'adozione, ha un fisico palestrato per un 1,80 di altezza. In quel concorso Caiazza vinse un premio di 15 mila euro. Soldi che gli serviranno «per finanziarmi gli studi universitari». «Sono molto contento — aveva dichiarato Fabrizio subito dopo la premiazione — che un italiano abbia vinto. Ho tenuto alta la reputazione degli uomini italiani in tutto il mondo. Il fascino poi della divisa, credo abbia influito non poco sull'esito finale».

 
 
La Stampa.it 

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