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Lara Comi: «Io, cattolica, milanista. Non sono una velina della politica»

03 de junho de 2009 - Por Comunità Italiana

{mosimage}La 26enne candidata del Pdl: «Opposione da Novella 2000. Franceschini? Leader con contratto a termine»

 

MILANO – «Non sono alla prima esperienza elettorale – ci tiene a precisare – sono stata la quarta tra in non eletti alle ultime politiche». Lara Comi, 26 anni, è una delle più giovani candidate per le Europee del Pdl e ci tiene a dimostrare di non essere una parvenue della politica. Lanciata direttamente dal leader Silvio Berlusconi, laurea in economia alla Bocconi («Mercati internazionali» la tesi, sottolinea lei), è una «brand manager» in una agenzia di giocattoli per bambini. Fan su Facebook? Ovvio: Berlusconi, Brunetta e Gelmini. Ma anche Kakà e Maldini. Lara Comi infatti è anche una sfegatata tifosa rossonera, anzi sul Milan ha fatto una tesi.

MILANISTA – «Nel tempo libero gioco a calcetto. Per dirvi quanto sono appassionata. E Silvio Berlusconi lo incontrai nel 2004 a San Siro proprio in occasione di una partita dei rossoneri. Si giocava Milan-Brescia e in quel periodo ero portavoce di Forza Italia a Saronno». Le domande dei lettori di Corriere.it sono centinaia e Lara Comi, arrivata in redazione accompagnata dal papà, per 45 minuti risponde rapidamente a tutte quelle che lesi riesce a porle. Tentenna solo su quelle che parlano di gossip. Sul caso Veronica Lario, ad esempio, rispetto alle dichiarazioni rilasciate a Telelombardia afferma di essere stata fraintesa.

VERONICA – La domanda gliela pone Francesco da Roma: «Lei ha detto in tv di sapere che Veronica Lario ha un compagno, cioè il capo dello staff…». E lei: «La mia risposta è: sì so che questa notizia esiste e che girava prima che la Santanchè ne parlasse ai giornali. Sulla veridicità di tale notizia non spetta a me riferire. Se parliamo d'Europa posso dire tutto ma della vita di Berlusconi non parlo. Se qualcuno gettasse fango sulla mia vita privata mi arrabbierei molto». Così l'argomento preferito da decine e decine di lettori viene accantonato. Adesso si parla di quali battaglie Lara Comi vuole portare avanti in Europa. «La cosa più difficile da realizzare credo sia l'unificazione della legislazione che permetterebbe il passaggio da una sovranità italiana a una a livello europeo. Questo è fondamentale. Ad esempio, se qualcuno in Europa deve parlare con Obama bisogna fare 25 telefonate ai leader per avere una posizione dell'Europa su uno specifico argomento. Questo perché non c'è un leader unico europeo».

IL CORSO PER I CANDIDATI – Tanti lettori pongono domande sulle veline in politica nelle file del Pdl. Allora Lara Comi ricorda il corso di preparazione alla politica affrontato a Roma con vari ministri e la differenza con i master: «L'idea del corso per i candidati alle europee nasceva per fornire una infarinatura generale sulle istituzioni. C'erano Brunetta, Frattini e Mario Mauro. Ovviamente dopo tre giorni di corso non si può essere pronti a fare il deputato europeo. Per i master il discorso è diverso, (visto che durano già da sei mesi ad un anno). L'importante è che siano affiancati da un'esperienza sul campo. Uno dei punti della mia campagna elettorale è creare una maggiore coesione tra l'ambito scolastico e quello lavorativo. Bisogna colmare il gap tra la teoria e la pratica e il master colma questa lacuna».

LE DONNE – Daniela da Londra chiede: «Non si sente offesa e denigrata dai comportamenti del Cavaliere con le donne?». «La mia candidatura – risponde la Comi – unisce due aspetti: giovani in politica e donne in politica. Berlusconi ha trovato in me due elementi poco rappresentati a livello europeo. La mia candidatura non è arrivata dall'alto ma dopo da sette anni in cui sono stata coordinatrice elettorale. Detto questo, per quanto riguarda la storia delle donne, ci sono giornali contraddittori tra di loro, tante versioni. Non potremo mai sapere la verità ed io non voglio parlare della vita privata di Berlusconi».

IMMIGRATI– Respingimenti e politiche migratorie dell'Italia. Maria Concetta da Milano solleva il quesito: «Quello dei migranti non deve essere un problema soltanto italiano. Deve diventare europeo. Questo per evitare che si ripetano più i casi come quello dei barconi pieni di migranti in attesa a Malta. Questa gente – dice la Comi – deve avere un permesso di soggiorno prima di arrivare e successivamente va ripartita tra i vari paesi europei. E poi, bisogna dirlo: l'Italia non è il grande sogno com'era l'America d'un tempo. Abbiamo anche noi la crisi economica. Quindi, ribadisco, bisogna creare una squadra a livello europeo altrimenti saremo inondati di clandestini che abbassano il livello di sicurezza del paese».

MALPENSA – Agnese da Varese solleva il problema dello scalo padano: Malpensa. «Sono attenta al problema anche perché io abito a Saronno. È una delle mie lotte valorizzare Malpensa e il suo indotto. Difenderò il territorio in cui vivo e difenderò anche l'Expo». Si passa poi al problema scuola. Un lettore chiede cosa pensa la giovane candidata dei tagli che costringono i presidi a chiedere i soldi alle famiglie. «La riforma la conosco molto bene avendo lavorato con il ministro Gelmini. La scuola necessita di un grande cambiamento. bisogna adeguarsi all'Europa anche se la Sinistra critica. Come ha fatto quando abbiamo introdotto l'inglese. Per quanto riguarda la parte economica bisogna tener conto anche delle richieste del ministero dell'Economia e di conseguenza tagliare gli sprechi».

BERLUSCONI – Tra i ministri giovani chi ha più stoffa – chiede un lettore – visto che nel futuro prima o poi Berlusconi lascerà? «Spero che questa data sia lontana perché nessuno può sostituire Berlusconi. Per i ministri con la stoffa è presto per una risposta. Bisogna aspettare la scadenza dei 5 anni di legislatura per giudicare». Cosa pensa del Pd? «Io come giovane faccio fatica a credere nel Pd. – risponde la Comi-. Hanno dimostrato di saper fare solo un'opposizione basata su Novella 2000. Nel Pd non vedo figure carismatiche. Franceschini andrà via ad ottobre. Come si può credere ad un leader con contratto a termine? Sia Berlusconi che Bossi hanno un carisma ed un attaccamento al territorio non presente in alcuno nella sinistra».

LE VELINE – E le veline in politica? «Allora, chiariamo: le veline hanno delle capacità come cantare e ballare. Nell'ambito della politica si è parlato di ragazze-immagine che non ha idee e non hanno programmi. Ora questo che c'entra con noi tre ragazze-candidate (Barbara Matera e Licia Renzulli, ndr)? Siamo state colpite da queste polemiche e giustamente ci siamo arrabbiate. Non siamo veline».

DOMANDE PERSONALI – Tante anche le domande sul piano personale. Ad esempio Filippo da Milano vuole sapere quante lingue parla. «Inglese correttamente e anche spagnolo. Ma imparerò anche il francese se sarò eletta. Alla mia età non è difficile». Silvia da Bruxelles: «Con quanto ti sei laureata in Bocconi?». «A pieni voti, – ribatte l'aspirante deputata – subendo il 3+2 mi sono laureata a pieni voti alla Cattolica e a pieni voti in Bocconi».

PENSIONI – «Il suo pensiero sulla riforma delle pensioni?» si domanda Marco da Roma.«Lo vedo come un problema lontano da me, visto la mia età. Ma è fuor di dubbio che il sistema pensionistico vada riformato – risponde Lara – ma non è facile per via dei sindacati. Posso solo consigliare di riscattare ai fini pensionistici gli anni universitari. Io lo sto facendo. In futuro però vorrei essere protagonista di questa riforma. Non vorrei trovarmi a lavorare fino ad 80 anni per pagare le pensioni di chi ci va adesso».

GIUSTIZIA – Un lettore chiede cosa pensa del conflitto d'interesse di Berlusconi e del lodo Alfano. «Il presidente Berlusconi si è ritirato da tutte le sue attività anche se mi chiedo come la presidenza del Milan possa creare problemi a livello dell'esecutivo. Il lodo Alfano è giustificato perché la magistratura attacca. E lo fa durante la campagna elettorale. Accade sempre ormai: durante le campagne elettorali, mai prima e mai dopo. Le inchieste arrivano come un orologio svizzero. La speranza è quella di riuscire a fare la separazione delle carriere dei magistrati».

NUCLEARE E TEMI ETICI – Alberto da Cagliari solleva la questione del Nucleare. «In Francia ci sono le centrali nucleari quindi ce l'abbiamo a due passi da casa. Se ci fossero dei problemi saremmo i primi ad essere colpiti. Sono del parere che bisogna valutare e, soprattutto, avere il consenso del popolo italiano». Tocca poi a temi etici e diritti civili. «Sui diritti civili ovviamente occorre tutelarli. Sui temi etici, penso alla fecondazione assistita, all'aborto, alla donazione di organi, ecco questi sono temi molto ampi. Io sono cattolica ma penso che le istituzioni devono essere neutrali e lasciare le decisioni alla piena libertà dei singoli individui».

LA MAFIA – Matteo da Palermo sottolinea come l'Italia sia considerata la patria della mafia e si chiede se questa cosa non crea imbarazzo per il Pdl che ha candidati indagati per mafia: «Questo è tutto da verificare – risponde la Comi – perché questi casi non riguardano il Pdl. È vero: l'Italia viene classificata come centro di mafia ma allora dobbiamo essere noi cittadini a combatterla. Magari gli stessi siciliani aiutati dagli altri italiani. Occorre fare squadra».

FRANCESCHINI – Poi a raffica risponde ad una serie di quesiti. «Cementificare il territorio? Non è colpa di Berlusconi se i comuni vogliono cementificare. Mario da Londra chiede del mancato accordo con i Radicali: «Quando gli abbiamo proposta l'alleanza loro non hanno accettato. Non è dipeso da noi». Alessandra da Lucca si domanda come mai l'Unione europea non stia a cuore agli italiani. «È un problema che vediamo nella campagna elettorale. Forse perché c'è una mancanza di comunicazione tra parlamentari europei e i cittadini durante la legislatura». Giovanni da Mantova: «Ridurre il numero dei parlamentari?». «E' già una battaglia di Berlusconi. Al parlamento europeo non si va per scaldare la sedia». E Alessandro da Roma chiede come fare per cambiare l'immagine degli italiani assenteisti in Europa. «Due parole: votare Comi. Sarò attiva per questo chiedo fiducia perché chi mi conosce sa che ho sempre rispettato la parola data». L'ultima domanda è un'occasione per lanciare una frecciata al leader del Pd. Da Monaco di Baviera si pone il problema dell'incompatibilità tra le cariche istituzionali e la corsa alle candidature per le Europee. «Il presidente Berlusconi ha un consenso del 75% quindi la sua è una candidatura di bandiera. Una volta eletto darà le dimissioni. La polemica nasce perché Franceschini al contrario ha paura di non prendere tante preferenze».
 
Fonte: www.corriere.it 

 

 

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