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Kartika, la modella condannata a sei frustate per una birra

21 de agosto de 2009 - Por Comunità Italiana

{mosimage}È la prima volta che una donna viene punita con i colpi di canna per aver violato la legge islamica

 

PECHINO— Alla Corte della Sharia non bastava che Kartika Sari Dewi Shukarno ammettesse il suo peccato. Kartika, la modella Kartika, sapeva di aver sbagliato. Ma dopo il delitto serviva il castigo. E il castigo arriva. Kartika—addirittura — gli va incontro spavalda, «è giusto che io sia punita», e per sottoporsi al verdetto rientra dall'estero nella sua Malaysia. La aspettano sei colpi di canna di rattan, così hanno stabilito un mese fa i magistrati che applicano la legge coranica ai malesi di fede musulmana. Kartika è malese e musulmana, dunque soggetta alla sharia. La sua colpa è essere stata sorpresa nell'agosto dell’anno scorso a bere birra in un night club in Pehang, uno degli stati orientali più conservatori.

Kartika è una peccatrice e non lo ha mai negato. «Non ho paura perché da subito ero pronta alla punizione — ha confidato — e le autorità pensano di utilizzare il mio caso per educare i musulmani. Facciano pure. Per me la vita continua». Sposata, madre di due bambini, 32 anni, Kartika ha ricevuto a Singapore, dove vive, la notizia del mandato d’arresto spiccato martedì scorso. Lasciata l'isola-Stato, troverà una prigione malese, dove resterà da lunedì per una settimana. Verrà sottoposta a esami medici per verificare se il suo fisico possa sopportare le nerbate, quindi sarà il momento del supplizio, che le verrà inflitto da una guardia carceraria donna. A completare la pena, una multa di 5mila ringgit, circa 1.100 euro. «I giovani imparino dal mio caso», aveva dichiarato in luglio all’agenzia di stampa Bernama.

Per la storia criminale della Malaysia si tratta di un evento senza precedenti. Non era mai accaduto — ricorda il suo avvocato, Mohamad Zuki Che Muhamad Ghani — che una donna venisse punita con i colpi di canna per aver violato la legge coranica. Chi non è sorpreso è il padre, Shukarno Mutalib: «Nessuna tristezza, noi siamo musulmani e siamo d'accordo», anche se il più delle volte il musulmano sorpreso a bere alcol viene multato (il massimo della pena, però, è di 3 anni in cella). Ci sono gruppi per i diritti delle donne e parlamentari che hanno espresso contrarietà a una punizione crudele, generalmente riservata agli uomini che si siano macchiati di gravi reati. Tuttavia, se stupratori, corrotti e corruttori vengono percossi con canne pesanti, a Kartika sembra sia riservata una canna sottile.

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La convivenza e l’intreccio, in Malaysia, delle leggi e delle istituzioni ordinarie e delle corti coraniche è un elemento che produce cortocircuiti legali e morali. Con le Corti della Sharia competenti per i musulmani su questioni religiose e sul diritto di famiglia, a suscitare controversie sono spesso le accuse di apostasia a chi si converte al cristianesimo o sentenze circa vicende coniugali. Laici e musulmani moderati mettono in guardia dai rischi di un’erosione delle prerogative dello Stato secolare in un Paese federale dove sì i due terzi della popolazione sono musulmani, ma nel quale le minoranze cinese (soprattutto) e indiana hanno un peso decisivo. In una situazione politica e sociale complessa, di fronte alla crisi di legittimità del partito di maggioranza Umno, l’opposizione islamica ha aumentato la sua influenza negli stati più tradizionalisti, consolidando allo stesso tempo l’autorità delle corti coraniche. Gli sfregi sul corpo di Kartika potrebbero non essere gli ultimi.

Fonte: www.corriere.it 

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