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Investito da treno in corsa muore operaio della Tav

09 de julho de 2009 - Por Comunità Italiana

{mosimage}Alle 8.10 Daniele Le Cave, 40enne di Messina addetto alla protezione del cantiere dell'Alta velocità, è morto sul colpo dopo essere stato travolto da un treno in corsa. Il Pdci: "Ennesimo dramma nel microcosmo delle ferrovie"

 

Incidente sul lavoro nel cantiere Tav di Parma: alle 8,10 del mattino ha perso la vita Daniele Le Cave, un operaio di Milazzo (Messina) di 40 anni, sposato e padre di due figli, in città da pochi giorni.

L'incidente
L'uomo, addetto alla protezione del cantiere della Tav, era dipendente della Edil Scavi di Messina, ditta appaltatrice di Alfcom, a sua volta appaltatrice delle Ferrovie dello Stato. Anche se non se ne conoscono i motivi, sembra che l'operaio abbia scavalcato la recinzione dell'area di cantiere all'altezza del cavalcavia di via Trieste, a circa 800 metri dalla stazione di Parma in direzione dell'ex scalo merci di viale Fratti. Non si sarebbe accorto dell'arrivo di un treno, che lo ha urtato e sbalzato a molti metri di distanza, uccidendolo sul colpo. Nessun testimone avrebbe assistito all'incidente e non è stata data alcuna segnalazione nemmeno dal macchinista del convoglio che l'avrebbe urtato, con ogni probabilità l'Eurostar diretto ad Ancona delle 8.15.

La circolazione ferroviaria è stata interrotta dalle 8.15 alle 8.55, il traffico dei treni è poi ripreso con rallentamenti. Per il recupero della salma è stato necessario aspettare l'arrivo del medico legale, disposto dal titolare dell'inchiesta pm Adriana Blasco. Sul posto sono intervenuti gli addetti della Medicina del lavoro dell'Ausl e dell'Ispettorato, oltre al 118 e alla Polfer. Verso le 11 la salma è stata trasportata all'Istituto di medicina legale. La Polfer sta raccogliendo tutte le testimonianze degli operai del cantiere presenti al momento dell'incidente.

Le polemiche: "Ennesima morte bianca nel microcosmo delle ferrovie"
"Mentre il governo smantella il Testo Unico sulla sicurezza, un'altra volta ancora la tragedia quotidiana delle morti bianche si è abbattuta sul microcosmo delle Ferrovie, in tutta evidenza sempre più insicuro. E' stata stroncata stamattina la vita di un operaio di 40 anni, colpevole soltanto di compiere il suo dovere lungo la massicciata sui binari nei pressi di Parma''. Così afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del Pdci.

''Ironia della sorte – dice – stava lavorando su un cantiere dell'Alta Velocità, vale a dire quel settore che negli anni ha ottenuto ingenti risorse in precedenza destinate ai pendolari e, probabilmente, alla messa in sicurezza di linee periferiche e di convogli destinati al traffico locale o delle merci. Le cronache ci hanno raccontato per quanti minuti è rimasto interrotto il traffico ferroviario tra Milano e Bologna. Noi comunisti, che non dimentichiamo mai i disagi dei pendolari sacrificati sull'altare di chi utilizza il treno per fare business, aggiungiamo altre preoccupazioni, troppo spesso omesse: ci indigna sapere che il governo sta smantellando il Testo Unico sulla sicurezza varato poco più di un anno fa dal centrosinistra proprio mentre il dramma-infortuni si conferma come emergenza nazionale sempre piu' acuta, e ci lascia allibiti la leggerezza con cui l'amministratore delegato delle Ferrovie cerca, ogni volta che se ne presenta l'occasione, di sminuire la portata dei drammatici disservizi che circondano il traffico su rotaia e di enfatizzare i presunti successi di Trenitalia. Noi – conclude – continueremo a denunciare da un lato quanto sta accadendo e dall'altro la scomparsa dall'agenda politica del tema della sicurezza sul lavoro".

Fonte: www.repubblica.it 

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