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Il biotestamento arriva in Senato Berlusconi: «Etica e responsabilità»

18 de março de 2009 - Por Comunità Italiana

 

{mosimage}Il premier conferma la libertà di coscienza nel voto.
«Parlamento sfidato da sentenze, confido nella lealtà»

 

 

ROMA – Si appella all'etica e al senso di responsabilità individuale il premier Silvio Berlusconi in una lettera indirizzata ai senatori del Pdl nel giorno in cui approda in Aula il ddl sul testamento biologico. Berlusconi conferma che sui temi etici resta nel voto la «libertà di coscienza» dei singoli parlamentari, ma in conclusione del testo si dice «sicuro di poter contare, come sempre, sulla tua lealtà».

SIGNIFICATO POLITICO – «Il senso di questa lettera – spiega – è quello di segnalarti l'importanza e il significato politico dell'appuntamento che ti appresti a vivere da protagonista, chiedendoti di contemperare l'etica della convinzione con quella della responsabilità, così come noi liberali, cristiani, socialisti umanitari, credenti e non credenti, appartenenti alla grande famiglia dei moderati, siamo abituati a fare in ogni atto e momento della nostra vita».

«SFIDATI DA SENTENZE» – Berlusconi sottolinea come una legge sulla fine della vita è «una materia sensibile quanto nessun'altra, sulla quale il nostro Parlamento dovrebbe astenersi dal legiferare, se non fosse stato apertamente sfidato da sentenze che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di usurparne le funzioni». Il presidente del Consiglio ricorda che si tratta di una legge di origine parlamentare e quindi «il governo non è tenuto a intervenire». «Ma alcune circostanze – sottolinea Berlusconi – mi impongono di scriverti questa lettera. Come uomo, ancor prima che come presidente del Consiglio, non posso far finta di dimenticare che questo appuntamento parlamentare fa seguito alla tragica sera nella quale morì Eluana Englaro».

SENSO DEL DECRETO – «Quella sera – ricorda riferendosi al 9 febbraio – il Senato era riunito per approvare una legge del governo che avrebbe salvato la vita di Eluana, dopo che l'esecutivo all'unanimità aveva varato un decreto che avrebbe sortito lo stesso effetto. Fu in quel momento che venne assunto l'impegno a coprire nel più breve tempo possibile il vuoto normativo all'origine di quella tragedia». «La legge che ti appresti a votare – aggiunge Berlusconi – riprende il senso di quel decreto e assolve a un impegno che sono certo anche tu non intendi disattendere». Secondo il Cavaliere il testo del ddl sul testamento biologico «riprende e traduce in norme alcuni dei valori fondamentali del popolarismo europeo, coniuga il diritto alla vita con la libertà di cura e dice no, al contempo, all'eutanasia di Stato e all'accanimento terapeutico».

VOCI DISSENZIENTI – «So bene – precisa Berlusconi in un altro passaggio – che su questa questione così complessa esistono, nel nostro partito e nei nostri gruppi parlamentari, voci dissenzienti che, tra l'altro, vanno in direzione tra di loro opposte. Non è mia intenzione chiedere a nessuno di contravvenire alla libertà di coscienza che, su questi temi, resta per tutti noi principio non negoziabile».

Fonte: www.corriere.it 

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