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Gli operai Innse: «Non ce ne andremo»

03 de agosto de 2009 - Por Comunità Italiana

Prosegue il presidio davanti alla società in liquidazione. I delegati sindacali incontrano i vertici della Regione

 

MILANO – Davanti ai cancelli della Innse, dopo una notte tranquilla seguita alle tensioni tra operai e forze dell'ordine, è ripreso il presidio di lavoratori ed esponenti dell'area antagonista, guardati a vista da un nutrito schieramento di polizia e carabinieri. Intanto una delegazione di dipendenti dell'azienda a rischio liquidazione ha raggiunto il Pirellone per un incontro con i vertici della Regione.

IL PRESIDIO – «Noi non ce ne andremo mai da qui» dicono gli operai della Innse Presse, presidiata da 14 mesi da una cinquantina di persone in mobilità che chiedono di poter continuare a lavorare. Domenica è cominciato lo smantellamento delle attrezzature dello stabilimento, vendute dalla proprietà a due diverse società. «Abbiamo passato 14 mesi qui e non è questo il momento di andarcene – spiega Claudio, che lavora da 30 anni nell'industria nei pressi di Lambrate -. Aspettiamo un compratore, che c'è già, perché la società di intermediazione che ha ricevuto l'incarico lo ha già trovato». Gli operai stanno presidiando l'ingresso della fabbrica, assieme ad alcuni esponenti dei centri sociali milanesi, in attesa dell'esito dell'incontro tra i vertici della Fiom Cgil di Milano e Lombardia e la direzione generale della Regione. È presente al presidio il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Antonello Patta.

CAUSA CIVILE – Sul fronte giudiziario, è stata aggiornata all'11 agosto l'udienza civile in corso relativa alla causa intentata dalla Rubattino 87, società del gruppo Aedes, che vanta crediti per 3 milioni di euro nei confronti dell'imprenditore Silvano Genta, proprietario della Innse. Genta ha venduto mesi fa 7 macchinari della fabbrica di Lambrate e domenica, tra le proteste di 49 operai dell'azienda, sono iniziate le operazioni di smantellamento. Lunedì il giudice della sesta sezione civile del tribunale di Milano, Salvatore Di Blasi, ha fatto alle parti una proposta conciliativa, che ora verrà vagliata in vista di un eventuale accordo e ha riconvocato i legali delle due società e lo stesso Genta, presente in aula, tra una settimana. L'avvocato Franco Casarano, per Rubattino 87, e il collega Gianbattista Lomartire, per Innse, hanno spiegato che la causa civile «non ha alcun rilievo rispetto a quello che sta succedendo a Lambrate, perché riguarda beni in proprietà esclusiva di soggetti terzi», ovvero gli acquirenti (la Mpc di Santorso e la Lombardmet di Arluno, le due società che hanno acquistato i macchinari).

Fonte: www.corriere.it 

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