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Brasile: Di Stefano parla del rapporto strategico e della fiducia nel futuro

16 de março de 2022 - Por Comunità Italiana
Brasile: Di Stefano parla del rapporto strategico e della fiducia nel futuro

In un momento storico dove la guerra in Ucraina cambia il gioco geopolitico globale, il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Manlio Di Stefano mostra i punti di forza dell’Italia e parla del rapporto strategico con il paese sudamericano

In visita ufficiale in Brasile, il sottosegretario italiano agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, ci ha concesso un’intervista esclusiva in cui parla dei principali punti di forza del rapporto tra Italia e Brasile e della storica cooperazione tra i due Paesi che è di fondamentale importanza per affrontare le questioni globali. L’intervista ha avuto luogo nella residenza dell’Ambasciatore Francesco Azzarello presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia ed è stata la prima tappa della sua importante missione in Brasile.

Si può fare di più

Il sottosegretario italiano agli Affari Esteri Manlio di Stefano ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Comunità in cui spiega il futuro del rapporto dell’Italia con il Brasile, considerato partner strategico in un momento dove la guerra in Ucraina cambia il panorama geopolitico

Durante la sua prima visita ufficiale in America Latina Manlio Di Stefano, sottosegretario del ministero degli Affari Esteri italiano, ha scelto proprio il Brasile, nonostante la sua delega sia per l’Asia, perché lo ritiene un partner importante con delle relazioni strategiche definite da un solido rapporto di collaborazione e da comuni radici storiche e culturali. All’inizio della sua missione il sottosegretario ha concesso un’intervista esclusiva a Comunità nella residenza dell’Ambasciatore italiano, Francesco Azzarello presso la sede diplomatica a Brasilia.

Nel corso dell’intervista ha ribadito l’importanza delle relazioni con il Brasile, che è il principale partner economico della regione per l’Italia, con un interscambio commerciale importante che però afferma bisogna incrementare. In merito a ciò cita il sostegno dell’Italia dell’entrata in vigore dell’Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e Mercosur (che insieme hanno circa 780 milioni di abitanti), previa conclusione di un protocollo aggiuntivo in materia ambientale con un impegno concreto del Brasile sulla tutela dell’ambiente.

Per quanto riguarda la collettività italiana, Di Stefano ha detto che la considera un valore e un vantaggio ancora poco sfruttato nella promozione dell’italianità. Inoltre ha spiegato anche come è stato ridisegnato il ministero creando recentemente la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale che punta sulla cultura, un soft power italiano che rappresenta un “asset economico prioritario per il Paese” e come la Farnesina si sta impegnando nella digitalizzazione dei servizi consolari, citando il portale Fast It e la piattaforma di accesso Spid, che però ammette “si può fare ancora tanto”. Il sottosegretario ha anche affrontato il problema delle sedi consolari che sono abbastanza sottodimensionale rispetto al carico di lavoro che hanno in termini di personale. “Non possiamo avere la scusa del digitale chiaramente, però il digitale può dare una mano, quindi sicuramente questo è il percorso che vogliamo fare”.

L’intervista è stata condotta dal direttore Pietro Petraglia che ha fatto un’introduzione sui cambiamenti del panorama geopolitico e dalla giornalista italiana Stefania Pelusi il 15 marzo, giorno del ventottesimo anniversario della rivista Comunità. Il sottosegretario ha fatto i complimenti alla pubblicazione che “rende un servizio alla comunità italiana in Brasile ed anche all’Italia per far conoscere meglio il Paese ai brasiliani interessati all’Italia”.

Comunità Italiana — Lei sottosegretario viene in missione in un momento importante anche dal punto di vista geopolitico, con questa situazione tragica di una guerra che cambia la politica estera e il Brasile è un Paese strategico per l’Italia. L’Italia è un Paese che vanta di avere una rete di cittadini italiani sparsa in tutto il mondo ed in particolare in Brasile i cittadini italiani sono presenti in tutti i principali settori del tessuto sociale brasiliano. Come vede questa presenza italiana in Brasile e cosa fa l’Italia per creare nuove opportunità tra i due Paesi?

Manlio Di Stefano — Il Brasile per noi è un partner importante ed è importante in questa fase storica purtroppo, di questa guerra in Europa che nessuno si aspettava, per andare veramente a verificare quali sono i nuovi equilibri della geopolitica mondiale perché è facile dire che siamo tutti una rete di Paesi amici like-minded, però è nel momento della difficoltà che si capisce davvero dove sta un Paese e credo che il Brasile nonostante gli ottimi rapporti ad esempio con la Russia che storicamente ha avuto, abbia dimostrato anche aderendo alla votazione delle Nazioni Unite insieme all’Italia e ad altri Paesi dove stava e stava con chi crede che una guerra nel XXI secolo in Europa sia una sciagura per tutti. La comunità italiana o di origini italiane qui in Brasile conta un numero incredibile di persone e devo dire che è stato per me piacevole anche iniziare ieri sera a conoscere parte di questa comunità e scoprire che ricopre un ruolo di prestigio in Brasile e questo è un sintomo di una comunità che ha saputo arricchire anche il Brasile e anche l’immagine dell’Italia in Brasile. Quindi un rapporto di successo che ha portato sicuramente un vantaggio per entrambi i Paesi.

CI — Questa guerra arriva in un momento in cui l’Italia stava crescendo economi – camente ed oggi purtroppo l’inflazione è sentita in tutti i Paesi. Come uscirà l’Italia da questa situazione?

MDS — Noi siamo non voglio dire ottimisti, però siamo so – stenuti da un trend di crescita strutturato. Il 2021 ha portato all’Italia il più alto valore di export della nostra storia, 516 miliardi in esportazioni che sono quasi un terzo del Pil italiano, superiori ad ogni anno della storia d’Italia. Il 2019 era ricordato come l’anno dei record e facemmo 470 miliardi all’epoca, quindi abbiamo fatto quasi 50 miliardi in più di espor – tazioni e su cosa si basa questa forza? Sulla scelta precisa che abbiamo avuto di modernizzare il processo di internazionalizzazio – ne. Questo lo dico perché è un’op – portunità anche nelle partnership globali che abbiamo, anche in quella col Brasile perché oggi l’I – talia è un Paese che garantisce alle sue aziende un percorso più fa – cile per internazionalizzarsi. Qui in Brasile abbiamo delle grandi aziende italiane importantissime che hanno anche un ruolo anche qui in Brasile, da Tim, Leonardo, Enel e tante altre. Ecco a queste aziende oggi viene più facile esse – re in Brasile: hanno una finanza italiana alle spalle che le aiuta a scommettere anche su alcuni am – biti che a volte sono più rischiosi, perché chiaramente avere a che fare con un Paese così grande, così in crescita come il Brasile ha anche delle difficoltà ovviamente. La finanza oggi agevolata in Italia aiuta queste aziende a essere più presenti e soprattutto abbiamo fatto anche un grande lavoro sulla semplificazione nell’attrazione degli investimenti. I numeri con il Brasile non sono ancora di rilievo sugli investimenti brasiliani in Italia, però è un Paese questo che cresce anche in ricchezza, quindi a poco a poco necessariamente inizierà a investire anche all’estero e credo che oggi l’Italia sia un Paese pronto anche da questo punto di vista.

CI — Questi risultati sono frutto anche degli altri attori del MAECI. Poco tempo fa la Farnesina ha creato la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale presieduta dall’Ambasciatore Pasquale Terracciano fatta ad hoc per il soft power italiano. È una forza in più?

MDS — Noi abbiamo deciso di ridisegnare il ministero degli Affari Esteri che ora ha un pilastro forte in tutta la parte trade perché abbiamo portato le competenze dal ministero dello sviluppo economico al ministero degli Affari Esteri e quindi oggi l’Ambasciata è l’unico punto di ingresso per tutte le entità economiche che vogliono venire in Brasile ed è strutturata in modo tale da poter rispondere in modo concreto alle aziende. E si è scelto anche di creare una nuova direzione che si occupa del nostro soft power per eccellenza che è la cultura che per tanti anni è stata vista come un argomento un po’ naif. Siamo la patria della cultura, però con la cultura facciamo soltanto diciamo promozione fine a sé stessa, invece noi crediamo che la cultura oggi sia un asset anche economico prioritario per il Paese e cosa che darà alla cultura stessa maggiore capacità di promozione perché se porti anche il fattore economico nella cultura porti più soldi nella promozione della stessa, quindi l’Ambasciatore Terracciano ha una grande responsabilità adesso che è quella di far funzionare questa idea ed in questo le grandi comunità italiane all’estero, quella brasiliana, argentina, venezuelana, tedesca, hanno un ruolo fondamentale perché credo che la più grande forza delle comunità oriundi italiane sia quella di comunque portare automaticamente il messaggio italiano perché ce l’hanno nel cuore quindi, è un fattore di vantaggio per noi.

CI — Il Brasile ospita una straordinaria varietà di culture, di clima e di biomi so che Lei è molto interessato all’ambiente. Durante la sua visita ci saranno occasioni per parlare di questo tema, ha organizzato qualche incontro?

MDS — Grazie della domanda, perché è molto vero, nel senso che come partito politico una delle nostre cinque stelle del Movimento 5 Stelle era proprio l’ambiente. Abbiamo voluto sostenere il governo Draghi con l’accordo che si creasse un ministero per la Transizione Ecologica, il MiTE e oggi attorno a questo ministero scommettiamo tanto perché crediamo che l’energia debba essere messa in funzione dell’ambiente, cioè le due cose debbano camminare di pari passo. Siamo molto felici di dire che è una strada che ha preso anche l’Europa, perché sia nei pilastri del Next Generation UE che alla fine dei conti è la più grande campagna di investimenti che l’Unione Europea abbia mai fatto, ma anche nella Fit For 55 ed anche nella visione di Europa 2050 c’è tutto quello che noi come Italia abbiamo sempre promosso. In Farnesina abbiamo creato, sotto la mia presidenza, un’unica cabina di regia interministeriale che è proprio sull’energia e l’ambiente proprio per dare questo messaggio. Ecco senza girarci intorno sappiamo quanto il Brasile è stato al centro di un dibattito sul tema dell’ambiente in questi ultimi anni e io lo voglio affrontare però da un punto di vista positivo, cioè credo che il Brasile sia una ricchezza dell’umanità, il Brasile come tutti i Paesi dell’America Latina che sono quelli al mondo con la più grande biodiversità e il più grande patrimonio dal punto di vista del bioma. Ecco non possiamo pensare che il Brasile possa far da solo, nel senso possa autolimitare la sua potenzialità economica perché noi li chiediamo di rispettare l’ambiente, dobbiamo trovare insieme il modo giusto per farlo. Il nostro approccio quello italiano non è punitivo, cioè blocchiamo qualunque accordo di adesione come appunto il Mercosur perché prima dovete fare a, b, c, noi crediamo che insieme vada scritto un percorso per arrivare a un equilibrio tra la sostenibilità e la necessità di sviluppo economico del Paese. È il motivo per il quale l’Italia sostiene l’accordo del Mercosur anche perché dopo tutti questi anni che sono passati, sarebbe un peccato buttare tutto, ovviamente ci aspettiamo dal governo e dai prossimi governi, visto che fra un po’ si va anche alle elezioni brasiliane, un impegno vero e concreto sulla tutela ambientale. Anche però l’Europa si è data un orizzonte di 20 anni, perché ci siamo dati come orizzonte il 2050 per la transizione ecologica, quindi credo che occorra una visione veramente vasta ed insieme in questo ambito.

CI — Ritornando invece sulla sua missione in Brasile, questa è la sua prima missione ufficiale nel Paese, però durante la pandemia ha anche partecipato, seppur virtuale, a due Forum Economici tra l’Italia e il Brasile. Adesso che è qua intende promuovere anche questa parte?

MDS — Si, Italia e Brasile anche questo lo dico senza girarci troppo intorno sono sotto il potenziale di interscambio. Noi abbiamo una bilancia commerciale quasi in equilibrio sostanzialmente sotto i 10 miliardi di dollari però, che con un Paese da oltre 210 milioni di abitanti e un Paese come l’Italia che è il secondo Paese manifatturiero d’Europa, dopo la Germania, è un valore troppo basso, sia per i brasiliani che per l’Italia. Si può fare di più. È importante rompere tutte le barriere che ci sono di accesso ai mercati, questo sicuramente lo faremo con il Mercosur quando sarà approvato, ma intanto si può fare un lavoro di relazioni bilaterali perché le aziende italiane sono per il 98% piccole e medie, hanno difficoltà ad entrare in un mercato non business friendly o almeno non per loro che sono piccole di dimensioni. Quindi occorre lavorare per far si che le aziende piccole italiane decidano e capiscano come poter entrare nel mercato brasiliano sia nelle esportazioni, ma anche nelle importazioni, che poi questo è un Paese che ha un’incredibile capacità di esportazioni di prodotti di qualità e l’Italia è per tradizione importatrice di materie prime e semilavorati per poi fare un manufatto finale. Quindi c’è tanto che si può fare un questo senso, anche nell’attrazione degli investimenti il Brasile è uno dei Paesi dove l’Italia investe tanto e quindi si può fare da questo punto di vista. L’incontro principale di questa mia missione chiaramente è il ministro degli Esteri França con il quale parlerò di tutto quello detto finora perché credo che il ministero degli Esteri abbia un ruolo su più fronti, quindi parleremo sicuramente di politica estera, ma anche di politica ambientale e di futuro delle relazioni bilaterali.

CI — Durante la sua missione in Brasile incontrerà anche varie organizzazioni ed anche la comunità italiana. Cosa si aspetta da questi incontri e da questo Paese che ha un rapporto solido e storico con l’Italia?

MDS — La comunità italiana per noi è un valore, è un vantaggio da sfruttare meglio. Io personalmente vedo nella comunità italiana l’alfiere della promozione dell’italianità, non è un caso che anche la campagna di comunicazione che abbiamo lanciato quest’anno si chiama beIT, essere italiani, perché crediamo che essere italiani oggi significhi sposare un set di valori, di cultura, di modo di vivere, il cosiddetto vivere all’italiana che prescinde dal passaporto italiano. Qui in Brasile abbiamo dai numeri che ho io che magari non sono esattamente quelli giusti, quasi 700 mila cittadini italiani, cioè con passaporto, ma quasi 25 milioni con origini italiane. Qui non è più solo una questione di avere il passaporto, qui è una questione di avere un modo di pensare, uno stile di vita italiano e promuovere questo set valoriale perché il mondo sta andando davvero nella direzione che gli italiani hanno per natura coltivato: rispetto ambientale, sostenibilità, km 0 e tutela delle risorse. Noi crediamo quindi alla promozione dell’Italia perché crediamo che sia la strada giusta anche per tutti gli altri Paesi e la comunità italiana in questo senso è promotrice di questo, quindi io confido tanto in loro e sono felice di incontrarli.

CI — Come promuovere anche questo in Italia, come far ricordare anche agli italiani che esiste un’altra Italia là fuori orgogliosa delle sue origini italiane e che porta avanti i valori italiani?

MDS — L’Italia ha una consapevolezza chiara della sua interconnessione con altri Paesi in particolare con Latino America e noi ad esempio in Italia anche come Farnesina abbiamo recentemente istituito alcuni nuovi strumenti come il turismo delle radici ad esempio che servono proprio a questo, cioè servono a far riscoprire agli oriundi italiani che magari che non sono mai venuti in Italia, perché di questi numeri brasiliani ad esempio non so quanti davvero poi abbiamo visto le loro origini. E invece si può creare una connessione nei fatti portando questa gente a riscoprire i loro paesi che a volte sono paesi veramente particolari, piccoliborghi, scoprirli e far scoprire però anche alla gente di quei paesi le loro radici. Ad esempio se parliamo del Brasile abbiamo nel Veneto tantissimi paesi piccolini che si sono svuotati alle fine dell’800 per l’emigrazione verso il Brasile e il valore di riconnettere queste realtà, questi paesini con i loro cittadini di oltre un secolo fa sicuramente porta ricchezza anche culturale all’Italia, quindi valorizzarla da questo punto di vista è sicuramente un vantaggio che possiamo avere.

CI — Per quanto riguarda la sua missione Lei ha dichiarato che dopo la pausa imposta dalla pandemia intende rilanciare le relazioni bilaterali tra i due Paesi e i principali strumenti di cooperazioni definiti dal nostro partenariato. Potrebbe darci maggiori dettagli?

MDS — L’argomento principale debba essere come facilitare l’interscambio economico, sicuramente, significa lavorare sulla tutela degli investimenti, lavorare sulla capacità delle filiere produttive di venire qui perché il dato che davo prima non è un dato banale, le nostre aziende, tutti pensano all’Italia colosso della manifattura e dell’industria, ma in realtà buona parte delle nostre aziende, sono aziende familiari. Quindi il messaggio che vorrò dare sia al ministro França, ma anche agli altri interlocutori che avrò il piacere di incontrare è lavorare in sinergia, ad esempio non solo con l’Ambasciata e le sue derivazioni e quindi l’ICE, l’Italian Trade Agency, le Camere di Commercio e fare in modo che ci sia per le aziende e per gli investitori un canale semplice per poter lavorare in Brasile. Chiaramente abbiamo anche l’ambizione di attrarre investimenti, però non è così semplice, perché il Brasile in questo momento non è un Paese fortemente investitore all’estero, però si può poco a poco lavorare anche su quello, quindi quello è sicuramente un obiettivo. E poi ripeto il sostegno nostro al Mercosur che so anche essere un’ambizione del governo brasiliano molto concreta e il nostro sostegno a questo progetto è sicuramente una sponda che diamo al governo brasiliano.

CI — La Farnesina sta investendo molto nella parte digitale, anche le reti consolari stanno usando sempre di più questo strumento. Lei cosa ne pensa?

MDS — È una cosa sulla quale ho personalmente investito tanta energia perché un Paese che ha una rete di cittadini all’estero così vasta nel XXI secolo ha mille possibilità di facilitare i percorsi. Abbiamo istituito specie a livello consolare tante novità, la piattaforma Fast It, tante altre che ne sono nate, si può fare ancora tanto, abbiamo un problema chiaramente a volte anche di accesso a questi strumenti, ma questo vale anche per l’Italia, nel senso che noi in Italia abbiamo da pochissimo tempo, dal governo Conte I, abbiamo creato la piattaforma di accesso lo Spid, ma chiaramente tanta gente ancora non è in grado di utilizzarla per una incapacità digitale, ma questo fa parte delle cose, quindi io credo che il percorso si sia incanalato bene, ora per fortuna grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) uno dei tre pilastri è proprio la digitalizzazione e quindi investiremo ancora di più su questo aspetto. La Farnesina può fare tanto anche perché questo causerebbe un alleggerimento del carico per le ambasciate che purtroppo come sappiamo sono abbastanza sottodimensionate rispetto al carico di lavoro che hanno in termini di personale, aspetto su cui dobbiamo lavorare, non possiamo avere la scusa del digitale chiaramente, però il digitale può dare una mano, quindi sicuramente questo è un percorso che vogliamo fare.

CI — Siamo arrivati alla conclusione dell’intervista la ringraziamo della disponibilità e volevo chiudere con un messaggio per i nostri lettori per questi 28 anni della rivista oltre ad augurarle un buon proseguimento per questa missione.

MDS — Grazie mille e buon lavoro a voi, spero di celebrare anche i 50 anni e via dicendo della rivista.

Prima visita del sottosegretario Manlio Di Stefano

(Brasilia e San Paolo, 14-17 marzo)

La visita del sottosegretario Di Stefano in Brasile è iniziata il 14 marzo a Brasilia con la partecipazione all’inaugurazione di Portinari Illustratore, una mostra inedita di incisioni di Candido Portinari, uno dei più grandi pittori brasiliani del XX secolo di origini italiane. Il giorno dopo Di Stefano ha avuto una riunione di lavoro molto produttiva con il ministro degli Affari Esteri brasiliano Carlos Alberto Franco França, con il quale ha discusso dell’interesse dell’entrata in vigore dell’Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e Mercosur, previa conclusione di un protocollo aggiuntivo in materia ambientale. Inoltre entrambi hanno sostenuto di incrementare ulteriormente la collaborazione bilaterale nel settore spaziale e in quello degli investimenti. Nel corso della missione il sottosegretario ha incontrato altre autorità brasiliane come il presidente della Banca Centrale brasiliana Roberto Campos Neto e il vice ministro dell’economia Robert Fendt. Il 16 marzo si è recato a San Paolo dove ha incontrato le imprese italiane attive nel Paese e successivamente una delegazione di alto livello di imprenditori e investitori brasiliani nella sede della Federazione delle Industrie dello Stato di San Paolo. È stato anche ricevuto nella sede del Governo di San Paolo dal governatore João Doria con cui ha parlato delle relazioni tra Italia e Brasile. Infine sia a Brasilia che a San Paolo si è riunito con lo staff delle sedi consolari italiane e ha incontrato i rappresentanti della collettività italiana e le organizzazioni italiane che operano nel Paese.

Comunità Italiana

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