8. Lo Stato di Bahia
Terra di tutti i santi e di tutte le divinità, Bahia è il centro
per eccellenza del sincretismo religioso brasiliano, in cui si
influenzano a vicenda miti, cre-denze cristiane ed africane. E’ su
queste coste che le caravelle di Pedro Álvares Cabral gettarono per la
prima volta l’ancora il 22 aprile 1500 e lo Stato di Bahia è sempre
stato, fin dalla scoperta del Brasile, tra quelli più legati alla
storia del Paese.
Qui fu fondata la prima capitale del Brasile, Salvador, che vide subito
quell’incontro tra i porto-ghesi, gli indigeni e gli schiavi africani,
che doveva dare origine alla mescolanza della popolazione brasiliana.

Fu anche l’ultimo possesso coloniale ad unirsi al Brasile indipendente,
rimanendo fedele al Portogallo ancora per due anni e fu il luogo dove
avvenne una delle più sangui-nose rivolte popolari della storia del
Paese, la guerra di Canudo. Lo Stato di Bahia ha sempre svolto un ruolo
chiave nella vita della nazione e, a par-tire dalla seconda metà del XX
secolo, è diventato uno dei centri economici e culturali del Brasile. A
Bahia si trova il secondo maggior centro petrolchimico del Paese e a
Bahia è sorto il movimen-to più vivace ed innovativo della cultura
alternativa alla fine degli anni Sessanta, il Tropicalismo, i cui
maggiori rappresen-tanti sono stati Caetano Veloso, Gilber-to Gil e Gal
Costa. (Salvador (BA), Dique do Tororó - sculture degli Orixás)
Lo Stato di Bahia è la patria del grande artista di bossa nova João
Gilber-to e di Maria Bethania, una delle grandi voci della MPB (Música
Popular Brasi-leira) e di Bahia sono Jorge Amado, Castro Alves, uno dei
poeti più discussi del Brasile e Glauber Rocha, il regista più noto del
Novo Cinema brasiliano.
A Bahia le feste religiose e secolari si svolgono tutto l’anno e gli
elementi caratteri-stici del Brasile si amalgamano in termini di arte,
misticismo e musica: nessuno Stato ha assimilato in tale misura gli
elementi portoghesi, indigeni ed africani nella cucina, nella cultura e
nella vita religiosa. Bahia continua ad essere il maggior centro del
Candomblé, un culto sincretico d’origine africana, con elementi del
cattolicesimo, anche se la loro con-vivenza risulta difficile, a causa
della posizione di resistenza della chiesa cattolica verso questo culto.
Quarto Stato per popolazione, con più di 12 milioni di abitanti, é il
principale stato della regione e la capitale, Salvador, è la maggiore
città.
L’economia baiana si è trasformata negli ultimi 30 anni, con la
crescita del settore industriale e la modernizzazione dei settori del
commercio e dei servizi.
A parte poche località dell’inter-no, la forza dell’economia è
concentrata nella Grande Salvador e la crescita in-dustriale e
commerciale ha modificato la composizione del Prodotto Interno Lordo,
dove si è registrato il decremen-to del settore agricolo.

Il processo di industrializzazione ha subito un forte slancio con la
costruzione, alla fine degli anni Settanta, del Centro petrolchimico di
Camaçari, influenzando tutta la catena dell’indotto e dando impulso
anche al settore minerario (oro, manganese, rame, cromite); il Polo,
risultato di 10 milioni di R$ di investimenti, è il maggiore di tutto
l’emisfero sud.
L’agricoltura è stata modernizzata, specialmente con il sistema di
irrigazione delle terre vicine al Rio S. Francisco; nel settore della
zootecnia i risultati non sono mancati nell’allevamento di bovini ed
ovini.
La tecnologia dell’irrigazione consente due raccolti l’anno di mango e
d’uva, l’agri-coltura consente allo Stato di essere tra i maggiori
produttori di canna da zucchero, arance, papaia del Paese. La soia
baiana rappresenta il 4,5% delle esportazioni brasiliane; consistente
anche la produzione di cacao e granoturco e il 30% delle uve brasiliane
pro-vengono dalla Valle del fiume San Francisco.
A partire dagli anni 70 il
turismo è andato ad arricchire il profilo
economico di Bahia, diventata uno dei grandi poli di attrazione e
seconda solo a Rio de Janeiro, con un ritmo di crescita annuo del 9%,
tre volte di più della media nazionale. Gli italiani sono il secondo
gruppo turistico europeo dopo i portoghesi e sono presenti lungo tutto
il litorale a sud di Salvador.
Lo Stato di Bahia si può dividere in tre aree geografiche: il reconcavo, il sertão e il litoral.
Il reconcavo è una fascia di terre umi-de e calde, che circondano
Salvador e che furono centro della produzione dello zuc-chero e del
tabacco; il sertão è una vasta regione, caratterizzata da cicli
frequenti di siccità (secas), che rendono la vita dei contadini
miserabile e li costringe ad emigrare nei centri del litorale, il quale
è caratterizzato da affascinanti spiagge, con centri come Morro di San
Paolo, Itacare’, Porto Seguro, Ilheus, Trancoso, Valença, importanti
oltre che per il turismo, anche per la produzione di cacao(regione di
Ca-navieiras), così intensamente descritta da Jorge Amado.
GEOGRAFIA:
Superficie: 564.273 km quadrati.
Rilievo: litorali, pianure. Punto più elevato: Serra do Barbaro (2.034 m.).
Fiumi principali: S. Francisco, Paraguaçu, Itapicuru, de Contas.
Vegetazione: foresta tropicale, caatinga, cerrado. Clima: tropicale.
Popolazione: 13.070.000 (2000),
Densità: 23,2/kmq.
Città: Salvador (ab. 2.650.000), Feira de Santana (500.000), Vitória da Conquista (270.000), Ilheus (230.000).
Comuni: 417.
Nome degli abitanti: baiano.
Capitale: Salvador da Bahia de Todos os Santos (ab. 2.650.000),
Data di fondazione: 1° marzo 1549. Nome degli abitanti: soteropolitano.
Quotidiani: 4
Sede del Governo: Centro Administrativo da Bahia, 3^ Avenida, 390, Plataforma 4, Governadoria, Salvador.
Deputati statali: 63; Deputati Federali 39; Senatori 3.
Distanza da Rio de Janeiro: 1700 km
Distanza da Brasilia: 1.542 km
Lo Stato di Bahia non applica l’ora legale estiva, per cui vi è una
differenza di un’ ora in meno rispetto a Rio de Janeiro e a Vitória nel
periodo estivo da dicembre a marzo.
* Salvador

“Città religiosa, città coloniale, città di Bahia. Chiese sontuose,
ricoperte di oro, ricchi palazzi decorati di azu-lejos, catapecchie e
bassifondi di povertà, strade strette, monumenti storici, antiche
fortezze...”. Jorge Amado. (Salvador: la città alta)
Amerigo Vespucci (Américo Vespucio, come è noto in Brasile) approdò,
primo eu-ropeo, nella baia il 1° novembre 1501, Ognis-santi. Per questo
la chiamò Bahia de Todos os Santos. La città che sorse in questa baia
natu-rale, Salvador da Bahia de Todos os Santos, fu 167fondata dal
portoghese Tomé de Souza nel 1549 e divenne la capitale del Brasile
coloniale fino al 1763, quando il viceré fece di Rio de Janeiro la
nuova Capitale.
La città crebbe rapidamente grazie alla produzione della canna da
zucchero, all’in-troduzione della coltivazione del tabacco, del cacao,
dell’oro e dei diamanti della Chapada Diamantina, la sua ricchezza e la
sua potenza sono testimoniati dalle numerose e ricche chiese, dai
palazzi e dai monasteri.
Salvador fu anche il centro del commercio di schiavi in Brasile:
migliaia di africani furono importati dal Golfo di Guinea e dalle coste
dell’Angola. Già nel 1587 si stimava che in Salvador vi fossero
dodicimila bianchi, ottomila indigeni convertiti e 4000 schiavi neri.
L’eredità africana è palpabilmente presente oggi nelle persone, nella
cucina, nella musica, tanto che si è detto che Salvador è l’anima
africana del Brasile.
La città si colloca sulla parte meridionale di una penisola,
all’imboccatura della Bahia dos Todos os Santos, con l’Atlantico ad
ovest.
Un promontorio divide la città in due parti: la cidade alta, costruita
sulle scogliere che guardano la baia e l’isola di Itaparica e la cidade
baixa. Le due città sono collegate dall’Ele-vador Lacerda, da una
ferrovia funicolare (piano inclinado) e da ripide vie strette(ladeiras).
La città alta è il centro storico della città, il sito
dell’insediamento originario, scel-to per ragioni difensive e dove
furono costruite le chiese, gli uffici, i conventi e i palazzi
dell’antica capitale.
Nella zona, in particolare, del Pelourinho (dove venivano frustati gli
schiavi ribelli) di-chiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, è
stato avviato nel 1993 un intenso programma di risanamento e di
valorizzazione che ha trasformato la zona in un importante luogo
turistico. La zona è oggi molto più sicura di un tempo, grazie alla
massiccia presenza di forze di polizia. I suoi confini sono delimitati
da tre piazze: Tereiro de Jesus, Largo do Carmo e Largo do Pelourinho.
Praça Municipal. Anche nota come Praça Tomé de Souza, è fiancheggiata
dalla nuova sede del municipio e dal Palacio Rio Branco, il palazzo del
Governatore, risalente al 1549. Praça da Sé. Vi si trova la cattedrale
barocca del XVII secolo; originariamente ap-parteneva ai gesuiti e fu
elevata cattedrale dopo la loro espulsione nel 1759.
Terreiro de Jesus. Su questa piazza sorgono il Museo Afrobrasiliano, e
la chiesa roco-cò di Sao Pedro dos Clérigos; essa continua in Praça
Anchieta, nota anche come Praça da Cruz de Sao Francisco, dove sorge il
Monastero di Sao Francisco, un capolavoro dell’archi-tettura coloniale
barocca sontuosamente decorato di ori straripanti. Il grande chiostro
ha i muri ricoperti di azulejos, raffiguranti allegorie cattoliche. A
poca distanza sorge la Igreja da Ordem Terceira dos Franciscanos del
1703, esempio notevole di barocco coloniale.
Il Pelourinho è affollato di negozi per turisti, bar e ristoranti ed è
sede di manifestazioni artistiche e musicali. Il luogo dove gli schiavi
erano posti all’asta, in Largo do Pelourinho, è sede della Fondazione
Jorge Amado. Dirigendosi verso il Carmo si incontra la settecentesca
Igreja Nossa Senhora do Rosario dos Pretos (Nostra Signora del Rosario
dei Neri), costruita da e per gli schiavi.
La ladeira do Carmo porta ai quartieri popolari di Carmo, Cruz Pascoal
e San An-tonio; sul Largo omonimo sorgono la Igreja (1636) e il
Convento de Nossa Senhora do Carmo, nel cui museo si trova una famosa
scultura di Cristo eseguita da uno schiavo, Francisco Chagas.
La città bassa è il centro commerciale e finanziario di Salvador,
nonché sede del porto e degli alberghi e si è sviluppata nel XIX e XX
secolo. Praça Castro Alves, caratterizzata dalla statua del poeta
abolizionista autore del Navio Negreiro (1868), è il luogo
dell’incontro, il mercoledì delle Ceneri, dei trios elétricos che
segnano la fine ufficiale del rumoroso e popolare Carnevale. Avenida 7
de Setembro, ricca di negozi, case coloniali ed istituzioni culturali,
attra-versa la città fino a Campo Grande, una bella piazza verde
dominata dal monumento Dois de Julho, che ricorda l’indipendenza dello
Stato di Bahia nel 1823.
Interessante è la Dique de Tororó, nell’Avenida Vasco de Gama, un
laghetto su cui galleggiano le statue, scolpite da Tatti Moreno, degli
orixás, Oxalá, il dio creatore nel candomblé, Ogum, Oxòssi, Oxum e
Iemanjà, A quest’ ultima, madre e regina del mare, è dedicata il 2
febbraio una delle feste più popolari di Salvador. bPercorrendo la baia
si incontrano le fortezze di São Diogo (1596), Santa Maria (1625) e di
Barra (1534) affiancata da un faro dove è oggi ospitato un museo.
Più avanti si trova il Solar da União, un antico engenho, luogo adibito
alla fabbri-cazione dello zucchero, bell’esempio di casa coloniale del
XVII secolo, affiancata da una cappella, ora sede di un museo di arte
contemporanea e di un ristorante.
A sud si trova la Igreja de Nossa Senhora de Bonfim, costruita nel
1745, su una collina, da cui si può ammirare la baia e la città. Il
santuario è famoso per il suo miracolo-so potere curativo, come
testimonia la quantità degli ex voto.
L’aeroporto internazionale Luis Eduardo Magalhães (sigla SSA) dista dal centro 28 chilometri.
Ha due piste di 3005 metri e di 1520 metri - Telefono: (071)3204 1010/3204-1130
Uffici Postali: Pelourinho, largo do Cruzeiro de S. Francisco 20; in
Centro, Rua Guedes de Brito 1, a Ondina, in Avenida Adhemar de Barros
408
Vice Consolato d’Italia SALVADOR (Bahia)
Vice Console Dr.Giovanni Pisanu - Avenida Sete de Setembro 1238 - CEP 40080-001 Salvador (Bahia)
Tel: (071) 3329 5338 - Fax: (071) 3329 3591 - e-mail: consulado.correio@gmail. com
Per la lingua e la cultura italiana, sono attivi in Salvador i seguenti Enti Gestori di corsi: Dante Alighieri e Italia Amica.
Presso il Dipartimento di Lettere dell’Università Federale di Bahia è
istituita una catte-dra di Italiano e vi opera un lettore di ruolo
inviato dal Ministero degli Affari Esteri - www.ufba.br
Si segnala, inoltre, l’Instituto de Cultura Brasil Italia con una
biblioteca di musica, arte, lingua e turismo, in Rua Porto dos
Tainheiros, 36, Ribeira, Salvador. Tel.: 071 320 777 17, www.icbie.co.br