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INFORMAZIONI
GENERALI SUL BRASILE



* LA BANDIERA DEL BRASILE

Image La Bandiera del Brasile fu adottata con decreto n° 4 del 19 novembre 1889. L'idea della Bandiera del Brasile si deve al professore Raimundo Teixeira Mendes, presidente dell'Apostolato Positivista del Brasile.I colori verde e giallo sono associati alla casa reale di Braganza, della quale fa-ceva parte l'imperatore Dom Pedro I, e alla casa reale degli Asburgo, alla quale appar-teneva l'imperatrice D. Leopoldina. Il Circolo interno blu corrisponde a una immagine della sfera celeste, inclinata secondo la latitudine della città del Rio de Janeiro alle 12 ore siderali (8 ore e 30 min) del giorno 15 novembre 1889. Ogni stella rap-presenta uno Stato della Federazione e tutte hanno 5 punte.Le stelle non hanno la stessa dimensione bensì appaiono in 5 (cinque) dimensioni diverse, che non corrispondono alla magnitudo astronomica, ma sono relative a se stes-se, cioè allo Stato che rappresentano. Quanto maggiore la magnitudo della stella(Stato), maggiore è la sua dimensione sulla Bandiera.

Astronomia della Bandiera Brasiliana:
Nove costellazioni, per un totale di 27 stelle, sono rappresentate nella Bandiera. Nonostante alcuni dicano che la fascia bian-ca della Bandiera rappresenti l'eclittica, oppure l'equatore celeste o lo zodiaco, in verità la fascia bianca, su cui risalta la scritta "Ordem e Progresso" non ha nessuna relazione con l' astronomia. Il motto Ordem e Progresso è attribuito al fi losofo positivista francese Auguste Comte, che aveva numerosi seguaci in Brasile.
Relazione tra le costellazioni, gli stati e le stelle

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L'Inno Nazionale Brasiliano
Versi di Joaquim Osório Duque Estrada
Musica di: Francisco Manuel da Silva
La musica dell'Inno Nazionale brasiliano fu composta nel 1822 per commemorare l'Indipendenza nazionale.
Ipiranga: località di San Paolo dove fu proclamata l'indipendenza nel 1822.

Parte I
Ouviram do Ipiranga as margens plácidasde um povo heróico o brado retumbante,e o sol da liberdade, em raios fúlgidos, brilhou no céu da pátria nesse instante.
Se o penhor dessa igualdade conseguimos conquistar com braço forte, em teu seio, ó liberdade, desafia o nosso peito a própria morte!
Ó Pátria amada, idolatrada,salve! Salve!
Brasil, um sonho intenso, um raio vívido de amor e de esperança à terra desce, se em teu formoso céu, risonho e límpido,a imagem do cruzeiro resplandece.
Gigante pela própria natureza, és belo, és forte, impávido colosso, e teu futuro espelha essa grandeza.
Terra adorada,entre outras mil,és tu, Brasil,ó pátria amada! Dos filhos deste solo és mãe gentil, pátria amada,Brasil!

Parte II
Deitado eternamente em berço esplêndido,ao som do mar e à luz do céu profundo, fulguras, ó Brasil, florão da América, iluminado ao sol do novo mundo!
Do que a terra, mais garrida,teus risonhos lindos campos têm mais flores; Nossos bosques têm mais vida,Nossa vida em teu seio mais amores.
Ó pátria amada,idolatrada,salve! Salve!
Brasil, de amor eterno seja símbolo, o lábaro que ostentas estrelado,e diga o verde-louro dessa flâmula, paz no futuro e glória no passado.
Mas, se ergues da justiça a clava forte,verás que um filho teu não foge à luta, nem teme, quem te adora, a própria morte.
Terra adorada,entre outras mil,és tu, Brasil,ó pátria amada! Dos filhos deste solo és mãe gentil,pátria amada,Brasil!

La bandiera italiana

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La bandiera italiana è una variante della bandiera della rivoluzione francese, nella quale fu sostituito l’azzurro con il verde che, secondo il simbolismo mas-sonico, signifi cava la natura ed i diritti naturali (uguaglianza e libertà).Non si sa precisamente quando è stata utilizzata per la prima volta; Napoleone la adottò il 15 maggio 1796 per le Legioni lombarde e italiane. Nell’ottobre dello stesso anno il tricolore assunse il titolo di bandiera rivoluzionaria italiana ed il suo verde, proclamato colore nazionale, divenne per i patrioti simbolo di speranza per un migliore avvenire. In quell’epoca le sue bande erano disposte talvolta verticalmente all’asta, con quella verde in primo luogo, talvolta orizzontalmente, con la verde in alto. A cominciare dal 1° maggio 1798 soltanto verticalmente. Nella metà del 1802 la forma diviene quadrata, con tre quadrati degli stessi colori racchiusi l’uno nell’altro. Abolito alla caduta del Regno Italico, il tricolore fu ripreso, nella sua variante rettangolare, dai patrioti dei moti del 1821 e del 1831. Mazzini la scelse come bandiera per la sua Giovine Italia, e fu subito adottata anche dalle truppe garibaldine.La variante sabauda divenne bandiera del Regno d’Italia fi no al referendum istituzio-nale del 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne Repubblica e lo scudo dei Savoia fu tolto.La bandiera italianaMarina MilitareMarina MercantileRepubblica Cisalpina(1797-1802)Repubblica Italiana(1802-1805)Regno Italico(1814-1815)Regno di Sardegna e d’Italia(1848-1946)

L’Inno Nazionale Italiano
Testo di Goffredo Mameli (Canto degli Italiani)
Musica di Michele NovaroIl
Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come l’Inno di Mameli, fu scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli e fu musicato poco dopo a Torino da Michele Novaro. Il Canto degli Italiani nacque in un clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria. Il 12 ottobre del 1946 l’Inno di Mameli divenne l’inno nazionale della Repubblica Italiana sostituendo la sabauda Marcia reale.

Qui di seguito viene riportato il testo completo del poema originale scritto da Goffredo Mameli; tuttavia l’inno italiano, così come eseguito in ogni occasione ufficiale, è composto dalla prima parte(la prima strofa e il coro, ripetuto due volte), e termina con un “Sì” deciso. Il resto del poema richiama episodi rilevanti della lotta per l’unificazione dell’Italia.

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa. Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma, Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
(Coro,ripetuto) Stringiamoci a coorte,
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò. (Si)

Ulteriori strofe dell’Inno
Noi siamo da secoli calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi.Raccòlgaci un’unica Bandiera, una speme:Di fonderci insieme Già l’ora suonò.Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morteL’Italia chiamò.Uniamoci, amiamoci, l’unione e l’ amorerivelano ai Popoli Le vie del Signore;Giuriamo far libero Il suolo natìo:uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci, l’unione e l’ amorerivelano ai Popoli Le vie del Signore;Giuriamo far libero Il suolo natìo:uniti per Dio Chi vincer ci può?Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano,Ogn’uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano,I bimbi d’Italia si chiaman Balilla,Il suon d’ogni squilla I Vespri suonò.Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano Le spade vendute:Già l’Aquila d’Austria Le penne ha perdute.Il sangue d’Italia, Il sangue Polacco,Bevé, col cosacco, Ma il cor le bruciò.Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Note al testo

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Scipio: L’elmo che indossa l’Italia pronta ad entrare in guerra contro gli austriaci è del generale romano Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, che sconfisse il generale cartaginese Annibale nella battaglia di Zama (nell’attuale Algeria) nel 202 a.C. mettendo fine alla seconda guerra punica.

Vittoria: Nell’antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli per distinguerle dalle donne libere che li portavano lunghi. La dea Vittoria, schiava di Roma per volere divino, è chiamata ad offrire la chioma affinché le venga tagliata.

Coorte:
La Patria chiama alle armi: la coorte era un formazione da combattimento del-l’esercito romano, decima parte di una legione. La corte è altra cosa.

Bandiera: Mameli auspica che l’Italia del 1848, ancora divisa in 7 Stati (Regno di Sarde-gna, Regno Lombardo-Veneto, Regno delle Due Sicilie, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena), si ritrovi unita sotto un’unica Bandiera e una sola speranza (speme).

Legnano: A Legnano si svolse la battaglia del 1176, dove la Lega Lombarda, che raggrup-pava i Comuni italiani guidati da Alberto da Giussano, sconfissero Federico Barbarossa.

Ferruccio:
Il capitano Francesco Ferrucci fu il simbolo della strenue difesa della Repubbli-ca di Firenze, assediata dall’esercito imperiale di Carlo V nel 1530. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della città, egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana; ferito e catturato, viene finito a Firenze da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo straniero, al quale rivolse le celebri parole d’infamia “Tu uccidi un uomo morto”.

Balilla:
Balilla è il soprannome di Giambattista Perasso, il ragazzo genovese simbolo della rivolta popolare contro gli austriaci. Il 10 dicembre 1746, dopo cinque giorni di lotta, la città ligure si libera dell’occupazione straniera, durata alcuni mesi. Il soprannome fu poi recuperato dal Fascismo per chiamare il primo dei suoi quadri giovanili

Vespri: La sera del 30 marzo 1282 il suono delle campane (ogni squilla) chiama i palermi-tani all’insurrezione contro i francesi di Carlo d’Angiò. La sommossa è ricordata come la rivolta dei Vespri siciliani.

Le spade vendute:
Mameli sottolinea il declino dell’Austria: “le spade vendute” sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi. Questa strofa fu in origine censurata dal Governo piemontese.

Aquila d’Austria: L’Aquila d’Austria è l’aquila bicipite, presente nello stemma degli Asburgo. Il “cosacco” è la Russia. Con essa l’Austria procedette allo smembramento della Polonia nel 1795. Ma il sangue sparso dei popoli oppressi lacerò il cuore dell’aquila asburgica.


* STORIA DEL BRASILE

L'incontro di due mondi
Gli indios del Brasile non avevano sviluppato alcun tipo di civiltà centralizzata, come fecero invece gli Incas o i Maya o gli Aztechi e hanno lasciato dietro di sé scarsissime testimonianze archeologiche, costituite perlopiù da oggetti in ceramica, cumuli di conchi-glie e scheletri. La popolazione india della regione attualmente occupata dal Brasile era molto variegata e si ritiene che contasse fra i due e i cinque milioni di individui quando arrivarono i primi esploratori portoghesi.

Vivendo lungo il litorale, furono i Tupì che i Portoghesi e i gli altri europei incontra-rono quando ebbero inizio le esplorazioni lungo la costa fin dall'inizio del XVI secolo.

Mentre gli Spagnoli cercavano di raggiungere le Indie navigando verso occidente, giungendo nel 1492 in America, i portoghesi si attenevano alla rotta in direzione est. Ma nella grande corsa alle esplorazioni, inevitabili furono tra Portogallo e Spagna i conflitti, soprattutto per quanto riguardava le zone di possesso e di influenza.

Con l'intervento del Papa Alessandro VI fu firmato tra le due potenze nel 1494 il trat-tato di Tordesillas, secondo il quale tutte le terre scoperte e non ancora scoperte che si trovavano ad est del meridiano situato a 370 leghe ovest di Capo Verde sarebbero appar-tenute al Portogallo, quelle ad ovest del meridiano alla Spagna. Mentre ci sarebbero voluti ancora anni perché il meridiano di Tordesillas fosse stabilito con precisione, a causa della mancata determinazione della longitudine, e sebbene le altre potenze dell' epoca non lo riconoscessero, si può dire che Spagna e Portogallo vi si attennero in buona misura: se il Brasile oggi parla portoghese in un continente dominato dalla lingua spagnola, ciò è dovuto al Trattato di Tordesillas.

Scoperta del Brasile
Nel marzo 1500 Pedro Álvares Cabral salpó con 13 caravelle da Lisbona, con l'in-tenzione dichiarata di raggiungere l' Oriente, con una rotta che prevedeva una deviazione sud-ovest, per sfruttare meglio i venti favorevoli di ponente. Ma dopo essere giunta oltre Capo Verde, la flotta di Cabral si spinse più ad ovest del dovuto.

ImageIl 21 aprile 1500 fu avvistata terra e il giorno seguente i portoghesi sbarcarono nei pressi dell'attuale porto Seguro, nello Stato di Bahia. Alla montagna che avevano visto dalle navi veniva dato il nome di Monte Pascoal essendo la settimana santa. Il 26 aprile veniva celebrata la prima messa sulla nuova terra.

Il primo maggio Cabral prese ufficialmente possesso in nome del Re del Portogallo Manuel I del territorio, che chiamo' Terra de Santa Cruz. Il giorno seguente la flotta salpo' per l'India. Alcuni storici affermano tuttavia che il Brasile fu fin dal primo momento la vera meta della spedizione e in effetti il sovrano del Portogallo riferì la scoperta compiuta da Cabral in termini così realistici da far supporre che l'esistenza del Brasile fosse già ben nota ai naviganti.

Effettivamente, il Portogallo era già a conoscenza dell' esistenza di nuove terre ad Occidente dopo i viaggi di Colombo e aveva avuto garanzia del loro possesso con il Tratta-to di Tordesillas. Inoltre spedizioni spagnole avevano già toccato il nord del Brasile.

In quei decenni di intensis-sime esplorazioni, che dovevano ridisegnare definitivamente le car-te geografiche e i mappamondi, un contributo di portata immensa fu data da Amerigo Vespucci (Améri-co Vespúcio per i brasiliani), tanto che le terre del nuovo mondo furono presto chiamate con il suo nome. Di famiglia fiorentina, Vespucci (1451-1512) conobbe a Siviglia Cristoforo Colombo, i cui viaggi lo spinsero a partecipare alla generale ricerca di un passaggio ad ovest per rag-giungere le Indie. Sotto la bandiera spagnola compì il primo viaggio nel 1498 giungendo nell'odierno Ve-nezuela e sulle coste settentrionali del Brasile. Nel suo secondo viaggio (1499) ancora costeggiando il Brasile, giunse probabi-bilmente fino ad Aracatì, a sud di Fortaleza, e a Capo Sant' Agostino. Nel terzo viaggio, pas-sato al servizio del Portogallo, giunse, nel 1501 a quella che chiamò Bahia de Todos Os Santos (Salvador); di lì, costeggiò praticamente tutto il continente passando per l'attuale Rio de Ja-neiro e Angra dos Reis fino alla foce del Rio Plata.A Cabo Frio, per garantire il futuro sfrutta-mento delle ricche foreste di pau-brasil, fondò il primo insediamento fortificato portoghese nel continente con una guarnigione di 24 uomini di cui la meta' italiani.

Lo sfruttamento del legname fu inizialmente la principale ragione di interesse per gli europei verso la nuova terra scoperta, tanto da chiamare la regione Terra do Brasil, dato il grande valore che aveva questo legname, in particolare per la sostanza colorante rossa che produceva, utilizzata in Europa dall'industria tessile.

1500-1530: Fin dal 1504 si registrano sulla costa brasiliana incursioni francesi per l'acca-parramento del pau-brasil. Queste incursioni erano dovute, al di là della ricerca del pre-zioso legname, alle strategie espansionistiche delle potenze europee (Francia, Inghilterra, Olanda) che non riconoscevano il trattato di Tordesillas.

In una prima fase non era intenzione del Portogallo oc-cupare il territorio scoperto, c'era piuttosto una occupazione mobile. I portoghesi percorrevano la costa brasiliana per difen-dere i possedimenti e fondarono insediamenti ed avamposti per il commercio del pau-brasil. Il commercio del pau-brasil e' dunque la prima attività economica della nuova terra ed è anche la prima attività ad essere dichiarata monopolio della Corona. Gli alberi erano tagliati dagli indios, in cambio di og-getti di metallo, come scuri, tessuti, specchi, ami. Man mano che gli alberi scarseggiavano sul litorale, maggiore era la parte-cipazione degli indios nella ricerca di boschi nell'interno.

La Colonia
Se in un primo momento, dunque, l'intenzione dei portoghesi è la ricerca di "porti sicuri" a garanzia delle vie commerciali con l' Africa e con le Indie, con le quali il commercio era assai più redditizio, successivamente prende avvio il processo di conquista e di coloniz-zazione del territorio, sempre più oggetto di attenzione da parte, oltre che della Francia anche dell' Olanda e della Spagna.

1501: Il Re portoghese Dom Manuel concede ad un gruppo di mercanti guidati da Fernan-do de Noronha(l'italiano Ferdinando della Rogna, amico del Re del Portogallo) il diritto di sfruttare il pau brasil nella terra chiamata Terra de Santa Cruz. L'anno seguente parte la prima spedizione per questo scopo: i risultati furono così soddisfacenti che quale riconoscimento a Fernando di Noronha, nel 1504, fu donata un'isola nell'arcipelago da lui scoperto che oggi porta ancora il suo nome. E' la prima capitania ereditária del Brasile.

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Le capitanias hereditarias e la linea del meridiano di Tordesillas
(a ovest della linea i territori spagnoli, ad est i possedimenti portoghesi)


1530: Martim Afonso de Souza guida la prima spedizione esplorativa volta a colonizzare le terra brasiliane.
1534: In risposta alle azioni dei francesi, che avevano occupato vari punti del litorale non riconoscendo al Trattato di Tordesillas validità giuridica, la Corona portoghese fece il primo tentativo di colonizzare il Brasile. Il territorio fu diviso in 14 fasce orizzontali, le Capitanias Hereditárias, di circa 350 chilometri di larghezza, che iniziavano dalla costa e terminavano nell'interno, alla linea immaginaria del Trattato di Tordesillas. Queste erano concessioni di determinate estensioni del territorio ad altrettanti donatari, personaggi vicini alla corona, ai quali, a fronte dei benefici economici e politici che ricevevano, era richiesto di garantirne lo sviluppo economico e la difesa. I donatari esercitavano l'autorità amministrativa e giuridica, la riscossione delle tasse e la distribuzione delle terre, ma non possedevano il diritto sulla proprietà dei terreni, che rimanevano al re.
Con l'eccezione delle capitanie di Pernambuco e S. Vicente, il sistema non riuscì ad assicurare alcuna ricchezza e sicurezza a territori, le cui coste vedevano le incursioni degli indios, degli inglesi, dei francesi e degli olandesi, che necessitavano di grandi investimen-ti e verso le quali, con poche eccezioni, i donatari non mostravano alcun interesse.
La costa nordorientale del Brasile, trovandosi più vicina al Portogallo ed ammini-strata in modo più diretto,si sviluppò più rapidamente del sud, scarsamente occupato dai portoghesi e più vulnerabile agli attacchi stranieri.
1548: La Corona portoghese, di fronte al fallimento delle capitanias, adotta una forma di governo più centralizzata, con la creazione di un "governo-geral". Tomé de Souza è il primo governatore del Brasile.
1549: Fondazione di San Salvador di Bahia da parte di Tomé de Souza. Il luogo è scelto sia per la posizione geografica sia per le condizioni naturali dell'interno, favorevoli alla coltivazio-ne della canna da zucchero. Con Tomé de Sousa sbarcano anche i Gesuiti, guidati da Manuel da Nóbrega, che si dedicano alla catechizzazione degli indigeni e all'istruzione dei coloni. Nei secoli seguenti costruiranno chiese, missioni, scuole.
1549-1553: i conflitti tra i portoghesi e gli indigeni furono una costante dell'inizio della colo-nizzazione. Tomé de Souza si alleò con gli indios tupì contro le altre etnie, facendo schiavi gli sconfitti. I Gesuiti che sbarcarono con il Governatore generale furono gli unici protettori degli indios; si opposero alla schiavitù e si scontrarono con le autorità statali portoghesi, ma l'appli-cazione della loro rigida morale distrusse le tradizioni e la cultura indigene.
1553-1558: Inizia la produzione dello zucchero (Duarte da Costa secondo Governatore gene-rale). I coloni scoprirono ben presto che il terreno e il clima del Brasile erano ideali per la col-tivazione della canna da zucchero. Per reperire le masse di lavoratori necessari al lavoro nelle piantagioni per la produzione dello zucchero, che aveva luogo negli "engenho", si utilizzarono gli indios ridotti in schiavitù e gli africani importati.
1555-60: Colonia della France Antarctique nella baia di Guanabara
I Francesi, che non riconoscevano il Trattato di Tordesillas, fondarono la cosiddetta France Antarctique, una piccola colonia nella Baia di Guanabara (Rio de Janeiro), sotto il comando di Nicolas Durand de Villegaignon. Principale occupazione era lo sfruttamento del pau-brasil, con la manodopera indigena. Nel 1565 i Portoghesi guidati dal Governatore Mem de Sá, che aveva spezzato l'alleanza tra gli indios locali e i francesi, li allontanarono dalla Baia in seguito alla battaglia nei pressi della Chiesa da Gloria di Outero.
1562: Scoppia a Bahia una terribile epidemia di vaiolo, che colpisce,decimandoli, gli indios. I sopravissuti fuggono verso l'interno, lasciando i coloni bianchi senza mano d'opera nelle piantagioni.
1565: Estácio de Sá fonda São Sebastião do Rio do Janeiro.
1572: il Re del Portogallo crea il Vice-Reame del Brasile, con capitale Salvador (Bahia)
1568: Il Governatore di Salvador rende ufficiale il traffico di schiavi africani. Ciascun senhor de engenho (produttori di zucchero) è autorizzato a comprare fino a 120 schiavi all'anno. Questi andranno a sostituire nelle piantagioni gli indios, considerati inadatti ai lavori agricoli. Con la manodopera schiava è garantito il prezzo competitivo dei prodotti all'estero e lo stesso traffico è fonte di grandi profitti per i portoghesi. In questi anni vi è una forte domanda di zucchero da parte dell' Europa; disponendo di terreni adatti e con il lavoro degli schiavi, agli inizi del XVII secolo gli Stati di Pernambuco, Alagoas e Bahia erano i primi produttori di zucchero del mon-do e l'orgoglio dell' impero portoghese, fino a quando non sorse la concorrenza degli Olandesi che iniziarono a produrre zucchero nei Carabi.
1580-1640: l'annessione della Corona portoghese a quella spagnola (Unione iberica), a causa della mancanza di eredi al trono del Portogallo, crea molti problemi al Brasile; l'Olanda, antica alleata del Portogallo, si trasforma in nemica, attaccando e occupando grandi fasce del litora-le, dove costruische fortezze e fonda città come Cidade Mauricia (Recife, dal nome del principe Maurizio di Nassau)
1621: il territorio brasiliano è diviso nello Stato del Brasile, con sede a Salvador e nello Stato del Maranhão, con sede a São Luis, con l'obiettivo di migliorare la difesa della regione nord.
1624- 45: gli Olandesi conquistano Bahia e Pernambuco e assumono il controllo del Nordest.
1640: I gesuiti sono espulsi da San Paolo. Si intensificano le spedizioni contro gli indios per ridurli in schiavitù ad opera dei bandeirantes, vere e proprie bande o organizzazioni armate, composte in maggioranza da mezzosangue indios.
1640: Fine dell'Unione iberica restaurazione del trono portoghese, sul quale sale il Duca di Braganza con il nome di Dom João IV.
1654: i portoghesi respingono definitivamente gli olandesi dalla costa nordestina
1654: Apertura dei mercati portoghesi e brasiliani all' Inghilterra che aveva sostenuto il Portogallo nella guerra contro la Spagna dopo la fine dell' Unione iberica.
1690: scoperta dell' oro nel Minas Gerais (che significa infatti Miniere Generali). Attorno al 1690 fu scoperto l'oro nel Minas Gerais, con il conseguente massiccio arrivo di brasi-liani e portoghesi che portarono con sé un'infinità di schiavi africani. Città come arrivo di Riberao do Carmo (Mariana), Vila Rica (Ouro Preto) e São João del Rei sorsero nel Planato Central e i segni del loro passato e della prosperità sono ben visibili ancora oggi.
L'oro e le pietre preziose destinate al tesoro reale venivano trasportate lungo "l'Estrada Real" a Parati e Rio de Janeiro, che iniziò così la sua prosperità. Il periodo di maggior produzione è tra il 1735 e il 1754, quando l'esportazione annua dell'oro giunge ad una media di 14,5 tonnellate. Nel 1729 e' la volta della scoperta dei diamanti nel Minas Gerais (Diamantina e Serra do Frio).
1750: Trattato di Madrid fra Spagna e Portogallo sulle frontiere latino americane. Rico-nosce il diritto di possesso della terra a chi la usa. Su tale base il Portogallo cede alla Spagna le terre al confine occidentale del Rio della Plata e ottiene dalla Spagna la regione amazzonica, il Mato Grosso, il Goiás e il Rio Grande do Sul
1759: Il potente ministro del re portoghese, il Marchese di Pombal, decreta l'espulsione dei Gesuiti dal Portogallo e dal Brasile, con la motivazione che la Compagnia stava assu-mendo funzioni più politiche che spirituali e che erano in conflitto con lo Stato (eccessiva protezione degli indigeni ad esempio). Lo stesso Ministro estingue il sistema delle capi-tanias hereditarias ancora esistenti.
1763: la crescente importanza economica e portuale e la vicinanza ai distretti minerari dell'oro e dei diamanti suggeriscono al Governo portoghese di spostare la capitale della Colonia da Salvador de Bahia a Rio de Janeiro.
1789: Primo movimento di indipendenza nel Minas Gerais: rivolta di Tiradentes,
Nel 1750 la quantità di oro estratta nel Minas Gerais iniziò a diminuire. La Corona por-toghese fu costretta ad accrescere le già pesanti tasse. Ispirandosi alla rivoluzione delle colonie nordamericane, nel febbraio 1789 un gruppo di ufficiali tenta di assassinare il go-vernatore, con l'intenzione di sollevare una rivolta popolare contro la monarchia in nome della "libertà del Minas Gerais". L'episodio è noto come l'Inconfidência Miniera. In seguito ad una delazione il piano fu scoperto e i cospiratori furono condannati a morte, ma solo Joaquim José da Siva Xavier, soprannominato Tiradentes, fu giustiziato il 21 aprile 1792. Ti-radentes, ex sottotenente dei dragoni, apparteneva ad una classe sociale inferiore a quella degli altri congiurati e il suo coraggio esemplare durante il processo e l' esecuzione a Rio de Janeiro accesero l' immaginazione popolare, che fece di lui un martire. Nel XIX secolo i repubblicani ne fecero un eroe nazionale, precursore dell' Indipendenza e il simbolo di libertà e di resistenza patriottica, dal 1890 l'anniversario della sua esecuzione (21 aprile) è festività nazionale in tutto il Brasile.
1800: all'inizio del XIX secolo, la popolazione complessiva del Brasile era di circa 3 mi-lioni di abitanti. La città più popolosa era Salvador, con 50.000 abitanti; la capitale Rio de Janeiro raggiungeva i 40.000 abitanti; Ouro Preto, che verso il 1750 aveva 30.000 abitanti, era scesa a 20.000 abitanti.

L'Impero

1807: Invasione del Portogallo da parte delle armate napoleoniche.
1808: Il Reggente del Portogallo (poi Re Giovanni VI), con la protezione della flotta ingle-se, si rifugia in Brasile.
L'arrivo della Corte porto' vantaggi alla Colonia-regno: aprì i porti al commercio estero, rimodellò la città capitale, stimolò l'economia regionale, diversificando l'agricol-tura nel Rio Grande do Sul; sviluppò la coltivazione del cotone, molto richiesto dall'in-dustria tessile inglese. Vengono fondati il Banco do Brasil e il Jardim Botánico. Il Brasile divenne così l'unica colonia del Nuovo Mondo ad essere sede di un monarca europeo, nello stesso tempo cessò di essere colonia per diventare un Impero.
1810: Un accordo tra Inghilterra e Portogallo, con la concessione di tariffe privilegiate, afferma il dominio britannico nel commercio, a favore delle industrie inglesi ( protezioni-smo, monopolio sui prodotti brasiliani)
1815: Il re eleva il Brasile alla condizione di Regno Unito a Portogallo e Algarve. Istituisce l' Accademia Militare e Navale e la biblioteca reale.
1821: Re Giovanni VI su richiesta del Parlamento ritorna in Portogallo per giurare sulla prima Costituzione e lascia il figlio Pedro Reggente del Brasile.

9 gennaio 1822: Il Principe reggente manifesta la sua decisione di rimanere in Brasile, andando contro le pretese portoghesi di abolire la reggenza e di richiamarlo a Lisbona (Dia do fico).
7 settembre 1822: Pedro proclama l'indipendenza del Brasile e diventa imperatore al grido Independência ou morte! sulle rive del fiume Ipiranga nei pressi di San Paolo. Il Porto-gallo non aveva forza sufficiente per combattere la propria colonia più importante.
Dom Pedro I è incoronato Imperatore del Brasile nel dicembre 1822.
11 agosto 1826: per decreto imperiale sono istituite due scuole di Diritto: una a Olinda, per il nord e l'altra a San Paolo, per il sud.
1825: L' Inghilterra riconosce l' impero brasiliano, in cambio del mantenimento dei privi-legi acquisiti in precedenza.
7 aprile 1831: La crescente opposizione liberale e gravi episodi politici ( la morte del medico e giornalista di origine italiana Libero Badarò nel 1830, per la quale il re fu consi-derato responsabile) convincono Pedro I ad abdicare a favore del figlio.
1831-1841: il Brasile è governato da Reggenti, a causa della minore etá del figlio.
1840: Pedro II è incoronato imperatore all'etá di 14 anni.
1845: In Inghilterra è approvato l' Aberdeen Bill, che consentiva alle navi inglesi di at-taccare in acque internazionali navi brasiliane coinvolte nel traffico degli schiavi. Con l'intensificazione della repressione del traffico, gli inglesi attaccarono le navi anche nei porti brasiliani.
1850: Abolizione della tratta degli schiavi, che non impedì che continuasse, ancora per decenni, il traffico interno, con i proprietari delle fazendas di caffè che compravano gli schiavi del nordest.
1850: inizia la coltivazione del caffè.
1871: I figli nati da schiavi acquistano la libertà (Lei do ventre livre) 1886: Tutti gli schiavi di età superiore ai 60 anni sono resi liberi (Leis do Sexagenarios), che ebbe scarsa applicazione, in quanto non erano molti gli schiavi che raggiungevano quell'età. 13 maggio 1888: La principessa Isabel, che sostituiva il padre e imperatore in viaggio in Europa, dirama la legge sull' Abolizione della schiavitù (Lei aurea)

La Prima Repubblica -(1889-1930)
15 novembre 1889: Fine dell'Impero e proclamazione della Repubblica.

1889-1930: periodo noto come República Velha, caratterizzata dalla cosiddetta politica del caffè con latte, per l'alternanza al potere degli esponenti dei rappresentanti del Minas Gerais (latte, grandi proprietari terrieri) e di San Paolo (caffè)
1890: Iniziano le grandi immigrazioni straniere, incoraggiate ed incentivate anche dal Governo di Rio: il Brasile raggiunge i 15 milioni di abitanti.
1904: "Rivolta del Vaccino", movimento popolare contro la vaccinazione obbligatoria, ha come precedente la ristrutturazione di Rio de Janeiro, dove il Sindaco Pereira Passos al-lontanò gli strati poveri che vivevano nel centro coloniale, nel quale fu tracciata l' Avenida Central, sul modello dei grandi viali parigini voluti da Hausmann.
Anche se le ex province, ora divenute Stati della Federazione, venivano dotate di autonomia e nel 1891 fu approvata la Costituzione, il potere rimaneva nelle mani di una élite ristretta e il Paese venne governato da una serie di presidenti militari e civili il cui operato era sottoposto al controllo delle forze armate.
Nel corso degli anni Venti i mutamenti sociali e la rigidità del sistema politico mise-ro in evidenza il contrasto tra il governo e le aspirazioni delle classi emergenti.

Rivolta di Copacabana Nel 1922 a Rio e nel 1924 a San Paolo ufficiali dell' esercito (i tenentes) tentarono l'insurrezione; tra il 1924 e il 1927 il più famoso di questi tenentes, Luis Carlo Prestes, compì una marcia di più di 20.000 chilometri nell'interno del Brasile alla guida della celebre Colonna Prestes, nel tentativo di suscitare una rivoluzione popo-lare di ispirazione comunista.

L'era Vargas - (1930-1954)
In opposizione alla politica governativa di sostegno alla produzione del caffè, si formò un' opposizione libe-rale. Nel marzo 1930, Getúlio Vargas, il candidato dell' alleanza liberale, fu battuto alle elezioni, ma in ottobre egli e il suo movimento portarono alla fine della vecchia repubblica. Vargas fu eletto Presidente del Congresso nel 1934 e nel 1935, con il pretesto di una rivolta comunista, creò uno Stato di polizia. Nel 1937 sospese la vecchia Costituzione e instaurò un regime autoritario ispirato ai governi di Mussolini in Italia e di Salazar in Portogallo chiamato Estado Novo. Nonostante le simpatie per i regimi europei di destra, nel febbraio 1942 il Brasile si schierò a fianco degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, partecipando con sue truppe alla liberazione dell'Italia con un contingente di 25.000 uomini (pracinhas). La fine della guerra indebolì l'Estado Novo, il cui regime autoritario sembrava in-compatibile con la sconfitta dei regimi di destra in Europa. Una serie di scandali costrin-sero Vargas a mettersi da parte. Finì suicida nell'agosto 1954.

Juscelino Kubitscheck - (1956-60)
A Vargas successe Juscelino Kubitscheck, che fu eletto Presidente nel 1956: mirava a riconciliare democrazia e crescita economica spingendo il Brasile verso lo sviluppo e l'industrializzazione. Kubitscheck, chiamato il Presidente Bossa Nova(simboli del periodo erano la bossa nova e il maggiolino Volkswagen) o solo JK, lanciò un ambizioso program-ma di integrazione nazionale, nel cui centro stava la costruzione di una estesa rete strada-le e la costruzione della nuova capitale, Brasilia(1960), che avrebbe dovuto promuovere lo sviluppo delle vaste regioni dell'interno del Paese.

La Dittatura Militare - (1964-85)
Il successore di Kubitscheck fu Janio Quadros, che ereditò anche un pesante inde-bitamento e una terribile inflazione.
Denunciando sprechi, malgoverno e politiche populistiche, gli oppositori di Var-gas e di Kubitscheck rivelavano il timore di instabilità politica creato dalla confusa poli-tica di Quadros e dagli eccessi del suo vice e successore João Goulart.

Nel 1964 si moltiplicarono gli scioperi e i problemi economici peggiorarono. Mentre da sinistra si chiedevano interventi radicali, la destra era decisa a rimuovere dalla politica ogni forma di populismo e restituire al Paese ordine e stabilità. Per ottenere questo cercò l'appoggio dell'esercito, che temeva il diffondersi delle idee comuniste. Il 31 marzo ebbe inizio quella che fu chiamata la rivoluzione del 1964. Ad aprile la democrazia era scomparsa. L' Atto Istituzionale n. 5 del 1968 abolì le restanti libertà civili e istituì una repressione sistematica degli oppositori. Tra il 1968 e il 1976 l'esercito e la polizia giustificarono tortura e carcere come mezzo per combattere il terrorismo e la guerriglia. Il periodo della dittatura, in cui centinaia di persone scomparvero senza lasciare traccia e gli intellettuali democratici erano costretti all'esilio, coincise con il miracolo economico brasiliano, con un tasso di crescita dell' economia del 10% annuo. Il Brasile iniziò ad esportare i suoi prodotti industriali.

Il Ritorno della Democrazia
In seguito all'indebolirsi del miracolo economico e alla crescente e riorganizzata opposizione, il regime annunciò la cosiddetta abertura e gradualmente allentò la stretta acquisendo gli elementi più liberali. Fu concessa un'amnistia, gli esiliati iniziarono a ri-tornare e nel 1982 vi furono le prime elezioni. Nel 1984, durante la campagna del diretas-já (elezioni subito), milioni di persone chiesero l'elezione diretta del Presidente che ebbe luogo nel 1985, con collegi elettorali pilotati. Risultò eletto Tancredo Neves. Egli morì prima della sua investitura e fu sostituito dal suo vice José Sarney.

Nel novembre 1989 i brasiliani ebbero la possibilità di eleggere il presidente con libere elezioni popolari. Il vincitore fu Fernando Collor de Mello, che sconfisse il sinda-calista Luíz da Silva. Collor si insediò promettendo di combattere la corruzione e ridurre l'inflazione, ma nel dicembre del 1992 fu rimosso dalla sua carica e incriminato per corru-zione. Il vicepresidente Itamar Franco rimpiazzò il dimissionario Collor e nel novembre 1994 Fernando Henrique Cardoso fu eletto presidente rimanendo in carica fino al 2002. Cardoso riuscì a ridurre in misura significativa l'inflazione, ma a costo della perdita di due milioni di posti di lavoro fra il 1989 e il 1996.

In questo periodo il Brasile ha ospitato nel 1992 a Rio la conferenza mondiale del-l'ambiente (Rio 92) e nel gennaio 1995 è diventato membro del Mercosul.

Il 27 ottobre 2002 è risultato eletto con il 61,5% dei voti Luis Inacio "Lula" da Silva, Leader del Partito dei Lavoratori, e primo presidente di sinistra eletto nel paese sudameri-cano. Lula ha dichiarato come obiettivi primari la ripresa della crescita economica, il con-tenimento del debito interno ed estero, il rilancio del Mercato Comune del Sudamerica (Mercosul: costituito da Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia). Conquistata la fiducia del Fondo Mondiale Internazionale e degli imprenditori, "Lula" ha dovuto affronta-re problemi seri quali la riforma agraria, gli interventi sulle pensioni e sul sistema fiscale, gli squilibri sociali.

Le prossime elezioni presidenziali sono previste per il mese di ottobre 2006.


* ARCHITETTURA

Prima della colonizzazione, il patrimonio artistico era limitato e privo di grande originalità. La produzione più notevole era costituita da urne funerarie(isola di Marajo, alle foci del Rio delle Amazzoni), con una decorazione estremamente varia. Nella parte meridionale, si trovano idoli, statue e sculture in pietra. Alcune pitture rupestri sono state ritrovate in Amazzonia e nel Ceará.

L'arte coloniale s'impernia soprattutto sull'architettura, spesso di stampo europeo. Pochi sono gli edifici rimasti dei primi 150 anni di colonizzazione. L'arte del periodo colo-niale si ricollega nell'insieme al barocco portoghese e il suo sviluppo, piuttosto tardivo, si colloca nel XVII e nel XVIII secolo. I centri storici di Salvador, Olinda e San Luis con-servano un ammirevole patrimonio architettonico insieme alle città storiche del Minas Gerais(Ouro Preto, Tiradentes, Diamantina) che hanno splendidi esempi d'architettura coloniale e sono comprese nella lista Unesco del patrimonio dell'umanità.

Il Novecento ha lasciato la sua influenza prima con l'Art Deco e poi con la costruzio-ne dei grattacieli, ma la creazione più audace e sorprendente è la fondazione della nuova capitale Brasilia, realizzata tra gli anni 50 e 60, in base a progetti di Oscar Niemeyer, Lucio Costa e Burle Marx.

Rio de Janeiro, per il fatto di essere stata capitale per due secoli, conserva, nono-stante le numerose modifiche intervenute nel tempo, testimonianze architettoniche del XVII, XVIII, XIX e XX secolo, quasi tutte concentrate nel Centro della città. Gli edifici più interessanti del XVII secolo sono le chiese costruite dai Gesuiti, il Convento di Sant'Antonio e il Monasteiro de São Bento, esempi di stile barocco.

Con l'arrivo di una missione artistica francese nel 1816, il neoclassicismo divenne lo stile ufficiale dell'Impero. Le costruzioni diventarono grandiose e monumentali: il Museu Nacional de Belas Artes e il Teatro Muncipal, modellato sull'Opéra di Parigi si distin-guono particolarmente.
Degli inizi del XX secolo e dell'art nouveau il caso esemplare è l'interno della Con-feitaria Colombo.

Tra il 1903 e il 1906 il Sindaco di Rio, Pereira Passos, avviò un'importante ristruttu-razione della città, costruendo grandi viali, tunnel e un esteso sistema sanitario. L'italiano Raffaele Rebecchi risulterà vincitore del progetto per la creazione della maggior arteria della città (l'attuale Avenida Rio Branco) la cui costruzione fu affidata al connazionale Antonio Jannuzzi, importante costruttore dell'epoca. In tale periodo furono costruite la Biblioteca Nacional e decine d'altri edifici lungo l'importante arteria. L'art deco negli anni Trenta ha lasciato esempi nell'edificio della Stazione Centrale e nella statua del Cristo Redentore.

Verso il 1930, l'architettura vide affermarsi una nuova generazione d'architetti, in particolare Lúcio Costa e Oscar Niemeyer, che adottarono e svilupparono il funziona-lismo, con l'uso massiccio d'acciaio e vetro e l'assenza d'ornamenti. Il Museu de Arte Moderna, inaugurato nel 1958, e la Cattedrale Metropolitana, iniziata nel 1964, sono esempi di questa tendenza. Lo stesso Niemeyer ha progettato uno degli edifici più affasci-nanti di Rio, il Museu de Arte Contemporânea di Niterói, dalle fluide forme.


* ARTE VISIVE

Il Brasile e Rio de Janeiro hanno ispirato, con i loro paesaggi, numerosi pittori.
L'influenza europea e francese, in particolare, rimase forte nel corso del XIX secolo e l'esponente più rappresentativo è Victor Meirelles (1832-1903), cui si deve il quadro A Primiera Missa (1861), che rappresenta la prima messa celebrata subito dopo lo sbarco di Cabral sulla costa brasiliana. L' italiano Eliséu d'Angelo Visconti, (1866-1944), ha lasciato importanti lavori per il Teatro Municipal, di cui dipinse il sipario.

Le correnti moderne giunsero in Brasile quando la pittrice Anita Malfatti (1889-1964) ritornò da Parigi e iniziò a comporre opere che rivelavano forti influenze dell'avan-guardia europea. Il momento fondamentale nella storia dell'arte moderna brasiliana fu la Semana da Arte Moderna a San Paolo. Artisti di avanguardia si incontrarono per rinnovare e rivitalizzare l'arte brasiliana e fu lanciato da Oswald de Andrade il Manifesto An-thropofágico, sostenitore di un eclettismo espressivo nella teorizzazione di un cannibalismo culturale verso i prodotti intellettuali dominanti, europei e nordamericani.

Tra gli artisti che emersero nel Novecento si ricorda Emiliano Cavalcanti, (1897-1976), influenzato dalle avanguardie parigine e dai classici italiani e noto per le opere che descrivono scene del Carnevale e Candido Portinari (1903-1962), una delle figure più rappresentative dell'arte brasiliana e ben noto a livello internazionale. I suoi temi sono il Brasile e i Brasiliani, visti negli aspetti del lavoro, della fatica e della sofferenza(esiste un sito internet interamente dedicato all'artista: www.portinari.org.br). Suoi sono gli affreschi e gli azulejos al Palácio Capanema a Rio, il Guerra e Pace nel Palazzo delle Nazioni Unite e Scoperta e Civiltà alla Biblioteca del Congresso a Washington e i murales che adornano edifici in Brasile e all'estero. José Pancetti (1904-1958), che fu marinaio, prima di dedicar-si alla pittura, dipinse soprattutto paesaggi, visti attraverso le tecniche dell'avanguardia. Si ricorda ancora Alfredo Volpi (1896-1988), nato a Lucca, portato dai genitori in Brasile all'età di un anno, celebre per i suoi paesaggi urbani.

* LETTERATURA

L'attività letteraria nazionale vera e propria iniziò solo con l'arrivo dei Gesuiti, cui fece seguito una seconda ondata di missionari, tra i quali spiccò Padre José de Anchieta, autore della prima grammatica degli indios Tupí. Per tutto il 1600, i generi letterari mag-giormente praticati furono la storiografia e l'oratoria sacra. Durante il 1700 lo stile fu influenzato dai modelli italiani e il Classicismo si sostituì al barocco, verso la fine del 1700 fiorì la "Escola mineira", formata da scrittori originari del Minas Gerais, di tendenze arcadiche.

Nei primi del 1800, la letteratura nazionale subì l'influsso delle dottrine francesi e assorbì i principi del romanticismo europeo; verso il 1860 la letteratura brasiliana affrontò i problemi sociali e nazionali. In questo periodo ha un grande sviluppo anche il romanzo, il cui iniziatore è Antonio Gonçalves Teixeira, creatore del romanzo popolare di ambiente nazionale; Joaquim Maria Machado de Assis fu l'unico scrittore brasiliano di questo secolo a godere di fama fuori del Brasile ed è considerato il maggiore scrittore brasiliano. La sua narrativa rivela un misurato realismo, con una sottile analisi psicologica delle situazioni e dei personaggi. (L'alienista, Don Casmurro, La cartomante e altri racconti, memorie dell'aldilà).

I narratori regionalisti svilupparono la corrente sertanista già delineatasi in epoca romantica, così chiamata in quanto si ispirava al sertao, l'interno aspro e difficile del Brasi-le, solo in parte civilizzato. Rappresentante di questa corrente fu Euclides de Cunha, au-tore del romanzo Sertães, documento storico e sociologico di valore universale. Tra il 1913-1917 sorse la poesia modernista di cui il principale rappresentante fu Mario de Andrade.

Ma è nella seconda metà del Novecento che la letteratura brasiliana raggiunge rapi-damente notorietà internazionale attraverso le opere di Joao Guimaraes Rosa, con Grande Sertao, Jorge Amado, che descrive la gente e i luoghi di Bahia (Gabriella, garofano e cannella, Dona Flor e i suoi due mariti, Teresa Batista stanca di guerra, Cacao, Bahia, per citare i più noti), Clarice Linspector, Joao Ubaldo Ribeiro (Viva il popolo brasiliano) e Paulo Coelho, autore di best seller celebrati, come l'Alchimista. Sono diventati classici delle scienze umane e sociali, poi, Casagrande e Senzala (in italiano Padroni e schiavi: la formazione della famiglia brasi-liana in regime di economia patriarcale) pubblicato nel 1933, di Gilberto Freyre e Tristi Tropici di Claude Lévi-Strauss, pietra miliare dell'antropologia, al contempo studio su alcuni popoli dell'interno brasiliano e grande diario di viaggio, con penetranti riflessioni sulla cultura dell'Occidente.


* MUSICA

L'origine del ricchissimo folclore brasiliano è triplice: l'eredità degli abitanti indige-ni conosciuta ancora parzialmente, la presenza portoghese dal XVI secolo, l'apporto nero dovuto a due secoli d'immigrazione africana. Gli indios della foresta amazzonica presentano grande interesse dal punto di vista musicale, hanno una vivissima predisposizione strumentale, conoscono un gran numero di scale, alcune semplici altre più evolute (la più frequente è quella pentatonica derivata forse dalla civiltà Inca). La musica importata dai coloni portoghesi è quasi del tutto tramontata, emergendo solo raramente, frammista a caratteri neri, assumendo una forma non più originale, ela-borata dalla sensibilità locale. Il più importante è l'elemento nero, che ha conferito alla musica brasiliana la sua affascinante potenza ritmica. La musica è una manifestazione collettiva, impiegata in oc-casione di feste e di riti magici e religiosi.

Gli strumenti base sono quelli ritmici, sopratutto tamburi, di origine africana: gli atabaques, la cuica, la marimba, il ganza, il reco-reco. I neri hanno contribuito in maniera pre-dominante ad arricchire e vivificare la musica nazionale, tanto che le canzoni moderne brasiliane sono quasi tutte di carattere nero. La musica leggera moderna ha attinto grandemente al patrimonio nero-iberico, ottenendo in tutto il mondo un grande successo, soprattutto con il samba.

La musica classica nazionale è nata nel XVII-XVIII secolo, quando la corte portoghese si trasferì nel Nuovo Mondo. Il massimo rappresentante del romanticismo fu Carlos Gomes, che si trasferì in Eu-ropa e si vide rappresentare con successo alla Scala di Milano, la sua opera Guaranì. Alla nascita della re-pubblica, la musica acquistò un carattere più nazionalistico, con Heitor Villa Lobos, il quale si prefisse il compito di creare uno stile nazionale

La musica popolare brasiliana si è sviluppata parallelamente alle sue radici classiche ed ha riunito l'uso di strumenti tradizionali europei, come violino, pianoforte e flauto, con un insieme di ritmi e suoni prodotti dagli strumenti del luogo.

Negli anni 30 la musica popolare brasiliana trasmessa dalle locali stazioni radio diventò un formidabile mezzo di comunicazione di massa. Tre dei più conosciuti com-positori di quell'epoca furono Noel Rosa (1910-1937), Lamartine Babo (1904-1963) e Ary Barroso (1903-1963).

La principale interprete delle musiche di Ary Barroso, Carmem Miranda, acquistò una fama internazionale grazie anche alla sua partecipazione ad una serie di film realizzati ad Hollywood.

Negli anni 60, la popolarissima Garota de Ipanema, con la sua linea melodica, fu il primo grande successo internazionale emerso dal movimento della Bossa Nova. Fece co-noscere la musica brasiliana nel mondo e condusse alla fama il compositore Tom Jobim ed il poeta-scrittore Vinicius de Moraes.

La Bossa Nova nacque a Rio de Janeiro, verso la fine degli anni 50, da una mescolan-za dei ritmi tipici del samba brasiliano con quelli del jazz americano. Inizialmente erano musiche suonate nei locali della classe medio - alta di Rio, ma più tardi la Bossa Nova si trasformò praticamente in nuovo concetto musicale, forse un po' triste, nella quale il testo assumeva tanta importanza quanto la musica. Per questa ragione, l'associazione di poeti moderni con compositori popolari (Vinicius de Moraes, Chico Buarque, Tom Jobim, Toquinho, Luiz Bonfà, Baden Powell) fu un enorme successo.

Nel 1968, durante il periodo della dittatura, delle guerriglie urbane e della volontà di apportare cambiamenti al sistema politico, venne il momento dei "Tropicalistas", pronti ad accogliere le diverse forme e tradizioni del Brasile: tra i nomi più rappresentativi spiccano Rita Lee, Maria Betania, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Gal Costa. Il "Tropicalismo" può essere descritto come una miscela di musica internazionale (ritmi latini e di rock'n roll) e di ritmi nazionali brasiliani. E' un movimento musicale lirico, intelligente, con ritmi più veloci e ricchi rispetto a quelli della Bossa Nova.

La musica popolare regionale brasiliana comprende: il forró originario del Nord-Est, nel quale la fisarmonica e i flauti si accompagnano con gli archi e le percussioni; il frevo, sempre del Nord-Est, dallo stile semplice ma energico; il chorinho, di Rio de Janeiro, che mette insieme vari tipi e generi d'archi, flauti, percussioni e a volte clarinetti e sassofoni. In ogni caso, la musica popolare brasiliana è universalmente associata con il ritmo del samba. Alcuni ritengono che sia nato nelle strade di Rio de Janeiro, grazie al contributo di tre differenti culture non solo musicali: quella della corte portoghese, quella dei ritmi africani e quella indigena, altri pensano che il samba sia semplicemente africano nelle sue origini e che provenga dal "batuque", una musica basata quasi esclusivamente sugli strumenti a percussione.

Infine vi è la Musica Popular Brasileira (MPB), musica con una varietà di stili che vanno dalle influenze del jazz alla bossa nova ad un pop melodico o languido.


* CINEMA

Quando si parla di cinematografia brasiliana di solito, si allude a quella corrente conosciuta come "Cinema Nôvo". Storicamente si tratta del terzo momento, autonomo e significativo, dopo la cosiddetta belle époque delle origini e le farse degli anni '40. Tra i precedenti del cinema nôvo si può annoverare un numero ristretto di film sulla vita popo-lare nelle aree urbane, realizzati a Rio de Janeiro e a San Paolo in seguito agli entusiasmi per il neorealismo italiano.

Nato nel 1962-63, con centro a Rio de Janeiro, il cinema nôvo ebbe una parabola sto-rica breve: s'inserì in una più vasta corrente di rinnovamento della cultura brasiliana e fu molto differenziato; non si configurò come una "scuola" né espresse atteggiamenti omo-genei in campo ideologico o cinematografico. Ebbe comunque un maestro riconosciuto in Luis Nelson Pereira dos Santos, il cui Rio 40 graus (1955) assunse valore esemplare come prototipo di una cinematografia nazionale e popolare.

io torna nel cinema con Orfeu Negro, di Marcel Camus (1959): è la rivisitazione del mito greco d'Orfeo ed Euridíce in una tragica storia d'amore ambientata nelle favelas di Rio de Janeiro, durante il Carnevale. Il film, che si avvale del contributo musicale di Vi-nicius de Moraes e di Tom Jobim, rappresenta, oltre al successo internazionale, il marchio fondante della bossa nova. La personalità di punta del cinema nôvo doveva essere quella di Glauber Rocha, il cui cinema raggiunse fama internazionale. (Barravento, 1962). La dittatura militare soffocò le espressioni creative della cultura e del cinema, che, tuttavia, sono oggi riprese con opere significative ed interessanti, trattando prevalente-mente i temi sociali.

Pixote, A lei do mais fraco, di Hector Babenco, (1981) (La legge del più debole), è la storia di un bambino di strada che fugge dalle durezze del riformatorio, diventando, assas-sino. Il film è la denuncia del fenomeno dei meninos de rua.

Cidade de Deus, di Fernando Meirelles, tratto da un romanzo di Paulo Lins, ricco anche d'episodi e personaggi reali, riproduce l'esplosione della violenza nella zona Cidade de Deus, alla periferia di Rio de Janeiro.

O que è isso, companheiro? Che cos' è questo, compagno?, (1988) di Bruno Barreto è basato sul sequestro, avvenuto nel 1969, da parte del movimento di guerriglia MR-8 di Alan Arkin, am-basciatore degli Stati Uniti in Brasile, per ottenere la liberazione di alcuni detenuti politici.

Central do Brasil, di Walter Salles, (1998). Il caos, la crudeltà metropolitana di Rio de Janeiro e il mondo rurale brasiliano fanno da sfondo alla storia di un bambino orfano e di una donna di mezza età. Il film è la storia del viaggio che i due compiono nel Brasile profondo alla ricerca della famiglia del bambino.

Cidade Baixa
(Città Bassa) (2005) di Sérgio Machado, racconta la storia di un trian-golo amoroso tra giovani ordinari, con tutti i sentimenti e le contraddizioni. Film sostan-zialmente realista, che si svolge nella cidade baixa di Salvador.

Cinema, Aspirina e Urubus, di Marcelo Gomes, (2005), è la storia, ambientata nel 1942, quando anche il Brasile era in guerra contro la Germania, di un venditore tedesco d'aspirina nelle desolate terre del sertão nordestino.

Un contributo alla lettura storica del Brasile, oltre al già citato film di Barreto, è Mission, di Roland Joffe, del 1986.
Il film racconta uno dei capitoli fondamentali della storia della colonizzazione del Brasile: la svolta dei gesuiti in favore degli indios. L'esperienza delle reduções, luoghi di organizzazione e tutela delle popolazioni indigene organizzate e rette dai gesuiti, con il consenso della Chiesa, sarà repressa con forza dall'esercito.

Nuovo impulso nel mondo della cinematografia sta derivando dal Festival Inter-nazionale del Cinema di Rio de Janeiro oggi la principale manifestazione del genere nell'America Latina.

A Rio de Janeiro si trova poi l'importante centro di produzione creato dalla Globo (PROJAC), uno dei più avanzati al mondo ed in grado di produrre in contemporanea diverse telenovelas.


* SPORT

Il Brasile è una nazione sportiva, che raggiunge risultati d'eccellenza in moltissime discipline. Nessuna è tanto popolare quanto il calcio, vera passione nazionale, che lan-cia, secondo le vicende della Nazionale, il Paese in stati d'autentica esaltazione o di gravissima crisi depressiva di massa. E' l'unica nazione ad aver vinto cinque vol-te il campionato mondiale di calcio (1958, 1962, 1970, 1994, 2002); i suoi giocatori giocano nelle migliori squadre europee, lo stadio del Marcanâ è il più grande del mondo ed i campioni del passato sono icone in patria e all'estero, come ad esem-pio, per citare i più rappresentativi, Pelé e Garrincha.

La pallavolo è il secondo sport più amato dai brasiliani. E' giocata ovunque in spiaggia sia tra gli uomini sia tra le donne. Le squadre nazionali vantano numerosi successi nelle Coppe del Mondo, nei Giochi Panamericani e alle Olimpiadi. Esistono le varianti come il beach volley e il footvolley, pallavolo giocata con i piedi, la testa e il torso, ma non con le mani. Nella pallacanestro il Brasile è una grande potenza e anche in questa specialità sono numerosi i successi internazionali.

Il tennis si sta diffondendo sempre di più, soprattutto nel sudest e nel sud, grazie anche alla popolarità datagli dall'idolo di Florianópolis, Gustavo Kuerten, vincitore per tre volte al Roland Garros di Parigi.

Un altro sport diventato molto popolare è l'automobilismo; dall'inizio degli anni Settanta i piloti brasiliani hanno vinto più gran premi in Formula 1 che qualsiasi altra nazione: si ricordano Emerson Fittipaldi, Nelson Piquet, Ayrton Senna, morto ad Imola nel 1994, e Rubens Barrichello.

GEOGRAFIA DEL BRASILE
Geografia fisica
Punti estremi: (2000)

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* IL TERRITORIO

* Il Brasile è il più grande paese dell'America latina. Con una superficie di Kmq 8.511.965 copre quasi la metà del continente sudamericano e si colloca al quinto posto tra i paesi più grandi del mondo, dopo la Federazione Russa, il Canada, la Cina e gli Stati Uniti d'America. Fatta eccezione per un piccolo numero d'isole, il Brasile è composto da un unico blocco compatto. Si può notare come la convessità orientale del Brasile combaci con la curva concava della costa occidentale dell'Africa. Secondo la teoria della deriva dei continenti, ciò è dovuto al fatto che un tempo Africa e Sudamerica erano uniti e soltanto successivamente, milioni di anni fa, si sono staccati.

Le foreste coprono il 65% del suo territorio, ed in Brasile si trova la più grande fore-sta pluviale tropicale del mondo: l'Amazzonia

L'equatore passa attraverso il nord del Brasile, vicino a Macapà, mentre il Tropico del Capricorno passa a sud, vicino a San Paolo. La larghezza del Brasile, Km 4.319,4, è quasi uguale alla distanza che corre tra il punto più a nord e quello più a sud del Paese, 4.394,7 chilometri. Il Brasile confina con dieci paesi: con il Dipartimento della Guyana Francese, il Suri-name, la Guyana, il Venezuela e la Colombia a nord, con l'Uruguay e l'Argentina a sud, con il Paraguay, la Bolivia e il Perù ad ovest. L'Ecuador e il Cile sono gli unici paesi del conti-nente sudamericano che non confinano con il Brasile. L'Oceano Atlantico bagna tutta la parte orientale del paese, dando origine ad una fascia costiera di Km 7.367.

La maggior parte del Brasile è costituita da uno zoccolo precambriano inegualmen-te ricoperto da rocce sedimentarie. Il territorio ha i suoi fondamenti strutturali in tre elementi che sono la base della stessa America meridionale:

il massiccio della Guyana
l'altopiano del Brasile
la depressione amazzonica.
I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti.

Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:

* 1. il Nord o Amazzonia (Norte): è la regione in cui confluiscono le acque ed è limitata
a nord dal massiccio delle guyane (Serra Parima, Pacaraima, Uassari, Acarai, Tumucu-maque). Il bacino del Rio delle Amazzoni è colmato da sedimenti nell'ampio imbuto che si apre a monte della città di Manaus.
* 2. il Nord-Est (Nordeste): in questa zona vi sono tavolati, le chapadas, del Maranhão, del Piauí, del Ceará, con la Serra di Ibiapa e a Serra do Araripe. L'altitudine è inferiore ai 1.000m.
* 3. il Sud-Est (Sudeste): regione d'altitudine abbastanza elevata, con rilievi che si ergono a picco direttamente sull'Oceano Atlantico. La costa, con le baie di Guanabara, Angra dos Reis, Santos, Paranaguá, è dominata dalla scarpata della Serra do Mar. Nel retroter-ra si estende la valle del Paraiba, dominata dalla scarpata che limita verso valle la Serra da Mantiqueira; in questa ultima si trova il Pico da Bandeira (2.890 m), seconda cima na-zionale. La maggior parte delle acque che scorrono in questa regione confluiscono verso ovest nel Río Grande, che forma il Paraná.
* 4. il Sud (Sul): è la regione delle colline del Rio Grande do Sul. I terreni formano grandi cuestas sinuose attraversate dai fiumi nati sul dorso della Serra do Mar.
* 5. il Centro-Ovest (Centro-Oeste): caratterizzato dall'estensione delle chapadas (Goiás e Mato Grosso) e vi scorre il Paraná da nord a sud.


* MORFOLOGIA

Altopiani: Il massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, superano di poco i 3.000 m (Epico da Felina 3.014 m., massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono morfologicamente vari. Essi si estendono dalla costa atlantica fino alle grandi depressio-ni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divisi tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad ovest dei penepiani che anticipano le Ande. In genere per questi al-tipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non mancano i tavolati (chapadas) che terminano con tipiche scarpate, in altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme, gli altopiani pre-sentano una caratteristica disimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato. Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e va-rio, con insenature come la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi pia-nure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km.

Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle cha-padas dell'altopiano brasiliano e del Mato Grosso a sud.


* CLIMA

Le stagioni sono esattamente opposte a quelle dell'Europa eccetto le regioni Nord e Nordest del paese dove il clima é tropicale. La grande estensione territoriale, le differenze del rilievo, la dinamica delle masse d'aria e delle correnti marittime fanno sì che vi siano diversità notevoli tra una regione e l'altra e diverse tipologie di clima.

Equatoriale: E' il clima dell'Amazzonia, del nord del Mato Grosso e dell'ovest del Maranhão, che si crea sotto l'azione delle masse d'aria equatoriali - continentali ed equa-toriali atlantiche d'aria calda ed umida. Le sue caratteristiche sono temperature medie elevate (da 25° a 27° gradi), piogge per tutto l'anno, con indici vicini ai 2.000 millimetri annui ed escursione termica bassa, attorno ai tre gradi.

Tropicale: Interessa tutto il Brasile centrale, la parte est del Maranhão, gran parte del Piauí, e la parte ovest di Bahia e del Minas Gerais e l'estremo nord del Paese (Roraima). Si caratterizza per le temperature elevate (da 18° a 28° C), con escursioni termiche da 5° a 7° e con stagioni ben definite: la stagione piovosa, in primavera, e la stagione secca in inverno.

Tropicale montano: Si trova nelle parti più elevate, situate oltre gli 800 metri, dell'altipia-no atlantico del Sudest. Interessa porzioni degli Stati di San Paolo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, Espírito Santo. Le temperature sono tra 18 e 22 gradi e l'escursione termica è tra i 7 e i 9 gradi.

Tropicale atlantico: Detto anche tropicale umido, questo tipo di clima si estende lungo la fascia litoranea dal Rio Grande do Norte al Paraná. Le temperature variano da 18 a 26 gradi e l'escursione termica cresce man mano che si scende in direzione sud. Nella parte nord-orientale le piogge si concentrano in inverno, in quella sud-orientale in primavera.

Subtropicale: Si presenta nelle regioni sotto il tropico del Capricorno ossia il sud dello Stato di San Paolo e la maggior parte del Paraná, di Santa Catarina e del Rio Grande do Sul. La temperatura media è di 18 gradi e l'escursione termica è elevata, circa 10 gradi. Le piogge sono poco intense; vi sono gelate frequenti e anche nevicate. Le stagioni sono ben definite: l'estate è molto calda, con temperature che possono superare i 30 gradi e in inverno le temperature possono scendere sotto lo zero. La primavera e l'autunno registra-no temperature tra i 12 e i 18 gradi.

Semiarido: E' tipico dell'interno del Nordest, nella regione conosciuta come "poli-gono della siccità" e corrisponde a quasi tutto il sertão nordestino. Si distingue per tem-perature elevate (media 27°) e piogge scarse (700 ml annui) ed irregolari, concentrate nei primi quattro mesi dell'anno.


* TEMPERATURA E PRECIPITAZIONI

Il livello più elevato di precipitazioni in Brasile si registra alla bocca del Rio delle Amazzoni, vicino alla città di Belém, e nelle regioni dell'Amazzonia, dove cadono più di 2000 millimetri di pioggia l'anno. Un'altra regione dalle intense precipitazioni si trova in prossimità del bordo del grande altopiano nello stato di San Paolo. La maggior parte del Paese è caratterizzata da precipitazioni abbastanza contenute, tra i 1.000 e i 1.500 milli-metri l'anno, concentrate nel periodo estivo, tra dicembre e aprile, mentre l'inverno si presenta abbastanza secco. La parte meno piovosa è quella a nord-est del Paese, il cosid-detto "poligono arido", che comprende il 10% del territorio nazionale. In questa regione, le piogge sono irregolari, mentre il tasso di evaporazione è molto elevato. Tutto ciò rende difficile la coltivazione della terra.

* LE STAGIONI

Il Brasile si trova nell'emisfero sud o australe e le stagioni sono opposte a quelle dell'emi-sfero nord o boreale dell'Europa:

Aree vegetative del Brasile

* il Norte o Amazzonia :dominata dalla foresta pluviale che si sviluppa diversamen-te in funzione dei suoli più o meno umidi: all'igapo la zona anfibia occupata dalle man-grovie, succede la varzea (le terre inondabili) e nelle terra-firmae (i terreni al riparo dalle inon-dazioni) si hanno le formazioni più grandi con alberi che raggiungono i 60 m di altezza.
* il Nordeste: ambienti semiaridi, chia-mati catinga, con una successione di arbusti, alberi e distese erbose, in cui non mancano le specie con caratteri xerofili.
* il Leste o Sudeste: si ritrovano aree fo-restali, che nelle zone montane danno luogo alla mata atlântica, foresta esuberante e ricca di specie; sulla fascia costiera si trovano terreni fertili che, in rapporto al clima caldo e umido, ne fanno la regione più adatta all'agricoltura di piantagione.
* il Centro-Oeste: dove prevale la catinga, si hanno arbusti e zone arborate; piante do-minanti sono diversi tipi di palme e nelle zone più meridionali l'albero del mate.
* il Sul: aree ricoperte da praterie a graminacee che preludono alla pampa uruguayana.


* LA VEGETAZIONE

La varietà del clima, le condizioni del suolo e delle acque si riflettono sulla vegetazio-ne del Brasile. Nel bacino del Rio delle Amazzoni e nelle zone lungo la costa atlantica, dove le piogge sono abbondanti, cresce la lussureggiante foresta tropicale, costituita da piante sempre verdi dalle larghe foglie. La foresta tropicale, composta da una grande varietà di piante, può raggiungere le 3.000 specie per miglio quadrato (circa kmq 2,6). Molte sono le nuove specie botaniche che vengono ancora oggi scoperte. Nelle pianure e sugli altopiani della costa orientale, laddove la pioggia è meno abbondante e la stagione è molto secca, si trovano delle foreste semidecidue. Qui gli alberi sono più piccoli di quelli della foresta tro-picale e perdono le foglie nella stagione secca. La catinga, con vegetazione prevalentemente secca, predomina nella regione semiarida del nordest. La maggior parte del Brasile centrale è invece ricoperta dalla savana, conosciuta con il nome di cerrado. La savana presenta una ve-getazione nella quale coesistono pochissimi alberi, dai rami spogli, con erbe che resistono bene alla siccità. Nel sud, sugli altopiani, predominano i pini dalle foglie a forma di ago (pini del Paraná detti anche Araucária), mentre le pianure a livello del mare sono coperte d'erba.


* PARCHI NAZIONALI

Foz de Iguaçu, Lençois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernan-do de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Orgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina


* FAUNA

La fauna è molto varia. Presenti quasi tutte le specie di scimmie(più di 30), tutti gli sdentati, numerosi chirotteri (tra cui il vampi-ro e il pipistrello pescatore). Molto diffuso il capivara(il più grande roditore del mondo, che può arrivare a pesare 60 chili), tra i felini sono presenti il giaguaro, il puma e lo yaguarondi; presenti anche i mustelidi (taira) e altri Car-nivori (volpe grigia della pampas, volpe dalle orecchie corte, crisocione, speoto). Nel Rio delle Amazzoni si trovano nume-rosissime specie di pesci, in particolare i cara-cidi (con i piranha), ed i mammiferi acquatici d'acqua dolce (boto, lamantino). Gli anfibi sono rappresentati in gran parte da raganelle arboricole, mentre per i ret-tili, troviamo l'anaconda, lo jacaré e l'iguana dai turbecoli. Ampia la varietà di uccelli, tra cui psittaciformi e tucani.

La foresta amazzonica ospita la più vasta riserva di organismi viventi al mondo. An-che se nessuno sa esattamente quante siano le specie presenti, gli scienziati le stimano tra le 800.000 e i 5 milioni, pari ad una percentuale che oscilla tra il 15 e il 30 per cento di tutte le specie esistenti al mondo Tra i pesci tipici della zona vanno ricordati il pirarucu, noto per essere il più grande pesce d'acqua dolce del mondo (alcuni esemplari raggiungo-no 2 metri di lunghezza e 125 kg di peso); il tambaqui, della famiglia dei caracidi, dotato di forte dentatura, in grado di rompere semi e noci molto duri.

Approssimativamente il 10% dei mammiferi e degli anfibi e il 17% degli uccelli esi-stenti nel mondo si trovano in territorio brasiliano. Il Paese presenta, la maggior varietà di primati del pianeta, circa 55 specie. Tra le 12 specie di mammiferi che popolano i tropici dell'emisfero occidentale, 11 si trovano in Brasile per un totale di 600 varietà. Tra questi bradipi, come il preguiça, formichieri, tapiri, armadilli, delfini. Il Brasile è il Paese con il maggior numero di volatili al mondo, con 1600 differenti specie. Ci sono per lo meno 40 specie di tartarughe, 120 di lucertole, 230 di serpenti, 5 di cocco-drilli o caimani, 331 specie di anfibi e 1500 di pesci d' acqua dolce; infine sono stati clas-sificati oltre 100.000 invertebrati, tra i quali più di 70.000 sono insetti.


* I FIUMI

Il Brasile possiede una delle più estese reti fluviali del mondo, con ben otto bacini idrografici. I bacini del Rio delle Amazzo-ni e del Tocantins Araguaia, al nord, rappresentano da soli circa il 56 per cento dell'intero sistema idrografico del Brasile. I1 Rio delle Amazzoni, formato, nei pressi di Manaus, dalla confluenza del Rio Negro e del Rio Solimões è il fiume più grande del mondo per portata d'acqua e scorre per Km 6.577, dei quali 3.615 in ter-ritorio brasiliano.

Il San Francisco è il più lungo dei fiumi che scorrono interamente in territorio brasiliano (oltre 1.600 Km) e si getta nell'Oceano Atlantico. Nasce nelle Terre Alte e nella parte superiore è navigabile solo con bar-che leggere, mentre negli ultimi 277 chilometri lo è anche per imbarcazioni di grandi dimensioni.


* RISORSE MINERALI

Il Brasile è fra i paesi con maggior potenziale di risorse minerarie del mondo, accan-to a Russia, Stati Uniti, Canada, Cina e Australia. Con i suoi 8,5 milioni di Km2 possiede numerose province minerarie estremamente ricche e riserve di sostanze minerarie di rile-vanza internazionale.

Il Brasile possiede ricchi depositi di minerali: può contare su riserve di ferro stima-te intorno ai 48 miliardi di tonnellate, 18 dei quali localizzati nella catena montuosa di Carajás (Serra dos Carajás- Amazzonia). Le riserve conosciute di questo minerale sono tali da far fronte alla domanda mondiale per i prossimi 500 anni. Oltre al ferro, il Brasile possiede depositi di manganese, di bauxite, di nickel. Di notevole importanza è la recen-te conferma dell'esistenza, negli stati di Minas Gerais e Goiás, di vaste riserve di uranio molto ricco (1,3%). Il Brasile ha inoltre riserve di potassio, fosfati, tungsteno, cassiterite (da cui si ricava lo stagno), piombo, grafite, cromo, oro, alluminio, caulino, litio, niobio, quarzo, titanio e rocce ornamentali (marmo e granito), zirconio (un metallo forte e duttile, dalle molteplici applicazioni nell'industria) e torio, un raro elemento radioattivo. Il Brasile detiene le maggiori province gemmologiche mondiali ed è uno dei più importanti produttori mondiali di gemme preziose, come diamanti, acquemarine, topazi, ametiste, tormaline e smeraldi.


* TRASPORTI

Reti autostradali: 5.000 km.
Reti stradali: 224.397 km.
Reti ferroviarie: 30.379km.
Reti navigabili interne: 50.000 km.


* TURISMO

Paesi di provenienza del turismo in Brasile: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, Italia 4%, altri 26%.

Principali poli turistici:
Rio de Janeiro, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Nordeste, Pantanal.

Indirizzi utili:
- Ufficio Nazionale del Turismo: www.embratur.gov.br
- Companhia de Turismo do Estado do Rio de Janeiro-Turisrio
Rua da Ajuda 5, 6° andar-Centro - 20040 000 Rio de Janeiro RJ - Tel.:(021)2215 0011 /2544 6558
Fax:(021)2544 6558 - e-mail:central@ turismo.rj.gov.br

- Empresa de Turismo da Bahia S/A -Bahiatursa
Jardim Armaçao-Centro de Convençoes da Bahia - 41750-270-Salvador BA
Tel.(071) 370 8410 / 8411 / 8401 / 5793 - Fax: (071) 371 6109/ 3023 - www.bahia.com.br


GEOGRAFIA UMANA


* LA POPOLAZIONE


La popolazione brasiliana è formata da diversi elementi: indigeni, europei, africani e, in scala minore, asiatici. La popolazione amerindia del Brasile discende dalle popolazioni nomadi originarie dell'Asia (attuale Siberia), che attraversarono lo Stretto di Bering che univa l'Asia all'Ame-rica del Nord, tra 24mila e 9000 anni fa. Ad essi si unirono i colonizzatori portoghesi, che a partire dal 1500 colonizzarono il Paese fino all'Indipendenza nel 1822.

Gli indios rappresentano ormai una piccola percentuale. I gesuiti ne avevano iniziato l'evangelizzazione già nel XVI secolo. Ma prima le razzie di coloni portoghesi, poi la lenta ma inesorabile penetrazione dei bianchi e le malattie che questi portarono contribuirono a decimare la massa degli indios. La civiltà brasiliana deve molto agli indios. Il contadino per eccellenza è il meticcio (caboclo), i cui metodi di coltura sono ancora quelli degli indios Tupí.

Con l'introduzione della schiavitù, iniziata nella seconda metà del secolo XVI, un grande numero di africani fu trasportato dalla costa occidentale dell'Africa in Brasile fino alla proibizione del traffico degli schiavi nel 1850. Il Brasile è il Paese con il maggior nu-mero di afrodiscendenti fuori dell'Africa.

A partire dalla seconda metà del secolo XIX, milioni di immigranti europei e asiatici cominciarono ad affluire in Brasile in sostituzione della mano d'opera schiava, con l'abo-lizione del regime schiavistico del 1888. Dall' Europa giunsero principalmente italiani e portoghesi, In minor numero tedeschi, spagnoli, e slavi (polacchi, ucraini, russi).

Nel periodo della grande immigrazione, tra il 1880 e il 1930, più della metà degli immigranti che entrarono in Brasile era italiana (35,5%) e portoghese. Il Brasile è il paese con il maggior numero di discendenti italiani fuori dell'Italia (circa 25 milioni). Dall' Asia giunsero popoli arabi (libanesi e siriani) e dal 1908 i Giapponesi: in Brasile vive la maggior popolazione di origine giapponese fuori del Giappone (1,5 milione).

Dopo la seconda guerra mondiale, il numero di immigranti in Brasile diminuì. Il flusso maggiore continuò a provenire dal Portogallo, dall'Italia e dalla Spagna. Continuarono ad arri-vare ebrei dall'Europa orientale, dalla Grecia, dalla Turchia, dalla Germania. Dal 1970 crebbe il numero di immigranti coreani, cinesi e dai paesi sudamericani (Argentina, Bolivia, Paraguai).

La popolazione brasiliana nei censimenti:
Non esiste una caratteristica generale della popolazione del Brasile, che è costituita da diverse razze ed etnie: si può dire che la popolazione è costituita in maggioranza da Portoghesi (lusi o lusitani), italiani, spagnoli, tedeschi, africani e giapponesi.

Di origine portoghese sono circa 60 milioni di persone (originari del Portogallo o europei con antenati lusitani). Di origine italiana sono circa 30 milioni. I discendenti spa-gnoli sono circa 26 milioni, mentre i tedeschi sono 18 milioni.

Di origine africana sono circa 60 milioni di abitanti (una persona può presentare caratteristiche di europeo, ma con antenati africani). Sono circa 4 milioni i giapponesi, di cui più di 1 milione e mezzo senza altra mescolanza razziale. Della prima formazione della popolazione brasiliana, creata con gli antenati degli indigeni - indi- non si hanno dati certi: si ritiene che gli abitanti che abbiano antenati indigeni siano circa 20 milioni. Consistenti sono anche la comunità polacca, russa, ucraina, araba, siriana e libane-se. Da ricordare sono gli ebrei dell'Europa centrale e di altre minoranze come gli armeni, scandinavi, francesi, svizzeri, austriaci, lituani, olandesi.

I primi nuclei di popolazione della costa del nordest sono in maggioranza mista, risultato di mescolanze tra i colonizzatori bianchi e le schiave negre, africani con paternità portoghese, inglesi, olandesi, francesi a seconda dei vari tentativi di colonizzare il Brasile da parte delle potenze europee. Si possono vedere persone dalla pelle scura e con occhi azzurri o verdi o, al contrario, persone dalla pelle molto chiara con capelli crespi.


* GRUPPI ETNICI

Il Brasile é composto sostanzialmente da 4 gruppi etnici: bianchi (principalmente nelle regioni del Sud e del Sudest), neri, gialli (indios e orientali) e pardos. Il criterio usato dall' IBGE per questa classificazione é l' auto-dichiarazione. Nel censimento del 2000, i bianchi dichiarati rappresentavano il 53,7% della popo-lazione, i neri il 6,3%, gli asiatici lo 0,4% e gli indigeni lo 0,4%; i pardos rappresentavano il 38,4%. Lo 0,8% non ha dichiarato il colore della propria pelle.

In sintesi, l' origine etnica dei brasiliani è varia, distinguendosi nell'elemento bianco (portoghese, immigrati europei e i loro discendenti) e quello negro e meticcio (mescolan-ze di bianchi con indios, di negri con bianchi, di negri, bianchi e indios).

Distribuzione per colore o razza (in %)
La popolazione brasiliana cambia di composizione secondo le diverse regioni della Federazione. Nel Sud del Brasile predomina l'elemento europeo. Ai primi colonizzatori portoghesi si aggiunsero le grandi ondate migratorie degli italiani, tedeschi e slavi durante il XIX secolo. Anche nel Sudest è prevalente l'elemento europeo, di origine portoghese e succes-sivamente italiana, spagnole e tedesca (arrivati nei sec. XIX e XX). Sono presenti, inoltre, gruppi africani e indigeni e nello Stato di San Paolo è significativo anche l'elemento Asia-tico (giapponesi) ed arabo. Nel Nordest, fin dalla sua formazione nel secolo XVII, predominano gli elementi africano ed europeo (portoghese), insieme al contributo degli indigeni.Nel Nord predomina l'elemento indigeno, accresciuto successivamente da quello bianco e nero. I meticci sono un gruppo numeroso in Brasile. La maggior parte dei meticci brasilia-ni sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Indio + Bianco) e Cafuzo (Nero+ Indio). Circa il 38% dei brasiliani sono meticci. I brasiliani di razza Nera sono anche numerosi, discendenti degli schiavi africani. La popolazione di Indios del Brasile è attualmente composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio del Brasile è degli índios, che vivono nelle foreste del paese.


* MIGRAZIONI INTERNE

Circa un terzo dei brasiliani non vive dove è nato per le migrazioni interne: migrazioni dalla campagna verso la città (esodo rurale), dovute a mancanza di condizioni agricole favo-revoli ed alla concentrazione fondiaria e migrazioni regionali, causate dai cicli economici, es. ciclo del caffé nello Stato di San Paolo e di Rio de Janeiro nel secolo XIX, ciclo della gomma amazzonica, o la costruzione di Brasília. Le migrazioni regionali più importanti sono avvenute tra il 1950 e il 1970, soprattutto dal Nordest verso il centro ovest e verso le grandi metropoli. Sono gli anni dei pau de arara, gli autocarri stracolmi di migranti che scendono dal nordest verso le grandi città.

Nei due decenni successivi, tra il 1970 e il 1990, si evidenziano nuovi orientamenti nei flussi migratori: diviene significativo il percorso verso gli Stati del sud, del sud est e verso le regioni della frontiera agricola del nord e del Mato Grosso, mentre non si arresta il flusso dal nordest verso le capitali industriali.

Negli anni 90 la caratteristica che segnala una inversione rispetto ai precedenti flussi migratori, è la crescente destinazione verso le città di dimensioni medie rispetto alle grandi metropoli.


* DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE

La distribuzione della popolazione brasiliana sul territorio non è omogenea, a causa della sua concentrazione nella zona litoranea, in particolare nel Sudest e nella fascia co-stiera del Nordest. La regione Sud costituisce un altro nucleo importante. Attualmente le regioni metropolitane del Brasile (censimento del 2000) conglobano quasi la metà della popolazione urbana, circa 80 milioni di persone.

La continua espansione delle città ha prodotto in diverse regioni metropolitane il fenomeno della co-nurbazione, dove le cinture periferiche formano fasce di congiunzione, provo-cando una concentrazione di problemi e di disagi riguardanti le abitazioni, i trasporti, le infrastrutture igieniche, i servizi sanitari e educativi. Le politiche abitative, non disgiunte da forme di speculazione edilizia, si sono rivelate inefficaci rispetto alle esigenze della popolazione che emigrava nelle città. Sono proliferati cosi i cortiços, abita-zioni popolari sovraffollate con servizi collettivi, le favelas e le occupazioni illegali di terreni.
L' IBGE, l'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, (il nostro Istat) colloca gerarchica-mente la rete urbana secondo la dimensione e l'importanza delle città. Le categorie delle città più importanti sono:

* Grande metropoli nazionale: San Paolo
* Metropoli nazionale: Rio de Janeiro
* Centri metropolitani regionali: Salvador, Belo Horizonte, Porto Alegre, Recife
Grandi metropoli regionali: Belém, Curitiba, Fortaleza, Goiânia
* La densità demografica ( abitanti per km. quadrato) del Brasile di 21,3.

Gli Stati più densamente popolati sono: (ab./kmq):
Il Distretto Federale 394,9
Rio de Janeiro 348,7
San Paolo 161,1
Alagoas 107,5


* RELIGIONE

In Brasile vige la libertà di culto. Nessun brasiliano è considerato affiliato o membro di qualsiasi religione: secondo la Costituzione Federale, la partecipazione di un cittadino ad attività religiose è un diritto e una scelta individuale, che non deve essere limitata o forzata. Nessuna religione prevale sulle leggi vigenti nel territorio nazionale. Circa tre quarti della popolazione brasiliana seguono la Religione Cattolica Romana, il che fa del Brasile il maggior paese cattolico al mondo. Vi è un piccolo numero di seguaci della Chiesa Cattolica Brasiliana. Seguono gli Evangelici (maggioranza attraverso le chiese evangeliche pentecostali) 15%, gli spiritisti 1%, i Testimoni di Geova, 0,5%, e il 7% non hanno religione. Gli altri culti degni di nota sono i culti di origine africana, praticati a volte in sincretismo con la religione cattolica, come l'Umbanda e il Candomblé. Il Giudaismo, il buddismo, l'islamismo e l'induismo hanno un numero ridotto di fedeli, concentrati in alcuni centri urbani.


* LINGUA

Il portoghese é la língua ufficiale. Lo spagnolo è generalmente compreso. L'inglese fa parte del currículum delle scuole pubbliche e private, in cui si insegna anche il francese, ma è usato e compreso da un numero limitato di persone ed è diffuso specialmente nei centri commerciali, negli ambienti finanziari e nel settore turistico. In certe comunità si parlano dialetti tedeschi; il pomerano e il talian (una forma di dialetto veneto) sono parla-ti nelle comunità tedesche e italiane del Rio Grande do Sul e di Santa Catarina. Una serie di accordi con Stati (Espirito Santo) e Municipi della Circoscrizione Consolare garantiscono la possibilità di optare per lo studio della lingua italiana nel-le scuole pubbliche statali e municipali.


* ISTRUZIONE

L'istruzione di base è garantita a tutti, ma la difficoltà nel censire gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà da parte del governo ad obbligare tutti a frequentare la scuola. L'anno scolastico ed accademico dura da febbraio a dicembre (è il calendario australe). L'istruzione si riparte in istruzione di base (dai 3 ai 18 anni) e in istruzione superiore (dopo i 18 anni). L'istruzione di base, preceduta dalla scuola materna, prevede tre cicli:

* l'educação infantil, dai 4 ai 6 anni, impartita nelle pré-escolas,
* l'ensino fundamental, dai 7 ai 14 anni, che si divide in escola primária, da 7 a 10 anni e in escola secondaria, da 11 a 14.
* l'ensino médio, dai 15 ai 17/18 anni, impartito nel colégio o escola secundária.
* La scuola è obbligatoria da 7 a 14 anni (ensino fundamental) e gratuita nelle scuole pubbliche.

Al termine dei diversi cicli è rilasciato un certificado de conclusão de primeiro grau, un diplo-ma de secondo grau, o per l'istruzione tecnica un diploma di técnico de nivel médio. Sono molto numerose le scuole private, in particolare quelle di ispirazione cattolica (salesiani, agostiniani, gesuiti).

Ensino superior.
L'istruzione universitaria si articola nella graduação e nella pos- graduação. I corsi di graduação, per conseguire la licenciatura e il bachalerado, sono accessibili attra-verso un esame di ammissione detto vestibular; la pos-graduação si conclude con un mestrado (dopo due anni e mezzo) o il doutorado. Le Università sono strutturate in dipartimenti, facoltà o scuole.
Vi sono università federali e statali ma moltissime sono le università e le facoltà private, alcune prestigiose come le Pontificie Università Cattoliche. L'ammissione degli studenti stranieri è subordinata alla conoscenza della lingua portoghese, i cui livelli di padronanza sono certificati dal CELPEBRAS, il diploma di co-noscenza per gli stranieri.

Siti internet:
Tutte le Università Brasiliane: www.pelourinho.com/universities.html
Università Federali:www.brasil.gov.br/orgaos/univ-fed.htm
Università Statali:www.brasil.gov.br/orgaos/univ-est.htm
Altre Università: www.crub.org.br/index.htm

Insegnamento dell'italiano
Non vi sono scuole italiane statali, paritarie o meramente private nella Circoscrizio-ne Consolare. Le più "vicine" sono la "Scuola Eugenio Montale" a San Paolo, che ha anche una sezione di Liceo Scientifico, e l'Istituto biculturale "Fondazione Torino" di Belo Horizonte, che ha tutti gli ordini e i gradi di scuola, con tre indirizzi nella secondaria: liceo scientifico, tecnico commerciale e turistico.

L'attività degli Enti Gestori locali(vedi capitolo Lingua e Cultura), che ricevono un finanziamento annuale dal ministero degli Affari Esteri Italiano, ha fatto sì che nello Stato di Rio de Janeiro e dell'Espirito Santo, con una serie di accordi tra le scuole e i municipi, l'italiano sia stato introdotto nelle scuole elementari e medie. Con un accordo recente tra il Consolato Generale e il Governo dell'Espirito Santo ( 9 dicembre 2005) l'italiano è diventata lingua moderna di insegnamento nella rete delle scuole statali dello Stato.


* DIVISIONE POLITICA

La struttura dello Stato brasiliano si divide classicamente nelle tre sfere del potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Capo dello Stato è il Presidente della Repubblica, eletto con voto diretto per un mandato di 4 anni, rinnovabile per altri 4. Il Presidente è il Capo del potere esecutivo federale e, data la natura di repubblica presidenziale, è il Capo di Stato e di governo. E', inoltre, il comandante supremo delle Forze Armate. Attribuzione atipica dell'esecutivo è l'esercizio di controllo del potere giudiziario, at-traverso la nomina dei ministri nel Supremo Tribunal Federal e degli altri tribunali superiori.

Il potere legislativo è diviso in due Camere (sistema bicamerale: il Congresso e il Senato).

Al Congresso i deputati federali sono eletti per un periodo di 4 anni in misura pro-porzionale alla popolazione per rispettare al massimo le differenze demografiche dei 26 Stati della Federazione e il Distretto Federale. La rappresentanza è così ripartita: Acre 8 / Alagoas 9 / Amazonas 8 / Amapá 8 / Bahia 39 / Ceará 22 / Distrito Federal 8
Espírito Santo 10 / Goiás 17 / Maranhao 18 / Minas Gerais 53 / Mato Grossso do Sul 8 / Mato Grosso 8 / Pará 17 / Paraíba 12 / Pernambuco 25 / Piauí 10 / Paraná 30 / Rio de Janeiro 46 / Rio Grande do Norte 8 / Rondônia 8 / Roraima 8 / Rio Grande do Sul 31 / Santa Catarina 16 / Sergipe 8 / Sao Paulo 70 / Tocantins 8.

Al Senato ciascuno Stato è rappresentato da 3 Senatori per un periodo di 8 anni. E composto quindi da 81 membri, considerando anche il Distretto Federale.

A capo di ciascuno stato vi è un Governatore, eletto con voto diretto per un mandato di 4 anni, rinnovabile per altri 4; lo stesso vale per i Sindaci (Prefeitos). Sia gli Stati, sia i Comuni, hanno una sola Camera legislativa: a livello di Stato i deputati sono eletti per 4 anni all'Assemblea Legislativa e a livello comunale i Consiglieri sono eletti alla Camera Municipale per lo stesso periodo.

Il potere esecutivo dei singoli Stati integra, in maniera indissolubile, la Repubblica Federale, attraverso il rispetto dell'unità della Federazione, della costituzione federale e Statale, l'inviolabilità dei diritti e delle garanzie fondamentali. Sul suo territorio lo Stato esercita tutta la competenza che non è attribuita al Governo federale. I Comuni godono di autonomia in accordo con la Costituzione Federale e la Costitu-zione dello Stato. Ogni Municipio è retto da una Lei Organica, approvata dai due terzi dei membri della Camara Municipal. La Lei Organica Municipal sta al Comune come la Costituzione federale sta al Paese.

Il potere esecutivo è esercitato dal Prefeito, eletto per 4 anni con voto diretto. Il prefeito, come capo dell'esecutivo ha attribuzioni politiche ed amministrative riguar-danti opere e servizi comunali.

Le ultime elezioni federali e statali si sono tenute nel 2002. Le prossime elezioni si terranno nell'autunno 2006.

Nell'ambito del potere giudiziario il massimo organo è il Supremo Tribunale Federale (STF, Supremo Tribunal Federal), considerato il guardiano della Costituzione al pari della Corte Costituzionale in Italia. Esamina e si pronuncia sui conflitti nella federazione e tra enti stata-li, sulle richieste di estradizione di altri Stati e sulla legittimità delle leggi e di atti federali.

Il sistema si articola nel:
Superior Tribunal de Justiça (STJ), formato da 11 ministri nominati dal Presidente della Repubblica
Superior Tribunal Militar (STM)
Conselho de Justiça Federal
Tribunali elettorali
Tribunais de Justiça
Tribunali del Lavoro
Tribunali federali Regionali, i cui giudici occupano l'incarico a vita.

A livello di Stato il potere giudiziario è esercitato dal Tribunal de Justiça Estadual e a li-vello comunale esso è organizzato in Comarcas, che non sempre seguono la divisione comunale ed è subalterno al Tribunale di Giustizia Statale. Ciascuno Stato, compreso il Distretto Federale, possiede propri organi esecutivi (nella figura del Governatore), legislativi (Assembléia Legislativa monocamerale) e giudiziari (tribunais estaduais).

Agli Stati soltanto compete la divisione in Comuni, che variano in numero, dai 15 di Roraima agli 853 del Minas Gerais. Le entità autonome minori della Federazione dispongo-no solo del potere esecutivo, esercitato dal Prefeito, il Sindaco, che presiede la Camera Muni-cipale, un'istituzione dalla storia secolare della penisola iberica e delle areee colonizzate.


* IL SISTEMA DELLE FORZE DI POLIZIA

La competenza per esercitare, organizzare e garantire la sicurezza pubblica é divisa tra l'Unione e gli Stati, con una Polizia Federale e, in ciascuno Stato, con una Polizia Civile e con una Polizia Militare.

La Polícia Federal, nei limiti di competenza dell'Unione, è subordinata al Ministero della Giustizia e opera in tutto il territorio nazionale. La sua principale funzione é quella di "agire contro i reati penali contro l'ordine pubblico e sociale e contro i beni, servizi e in-teressi dell'Unione e per altri reati che abbiano ripercussioni tra gli Stati o internazionali. Inoltre, ha il compito di reprimere il traffico di stupefacenti e di droghe affini, di prevenire il loro contrabbando e smercio, nella polizia marittima, aerea e di frontiera e delle funzioni di polizia dell'Unione".

Le polizie statali (polícias estaduais) si dividono in polizia militare e in polizia civile. La Polizia militare: svolge compiti di carattere civile e dipende dal Potere esecutivo (Governatore e Secretário de Segurança Pública di ciascuno Stato) e non è una forza interna dell'apparato militare nazionale. Ciononostante mantiene il nome di polícia militar, attri-buito al momento della sua creazione nel 1977 durante il regime militare. Non si tratta, quindi, di una forza propriamente militare, essendo subordinata direttamente al Potere esecutivo di ciascuno Stato.

La polícia militar ha il compito delle operazioni preventive e del mantenimento del-l'ordine pubblico; si occupa, in primo luogo, dei compiti quotidiani di pattugliamento e di ricerca dei criminali.

La polizia civile esercita la funzione di polizia giudiziaria statale, con il compito di impedire le azioni penali, ad eccezione dei reati che cadono nella sfera dei reati militari e di quelli di competenza della Polizia Federale.

Le polizie dello Stato, tanto militari quanto civili, dipendono dal Governatore dello Stato, del Distretto Federale e dei Territori.

Il Capo delle Forze di Polizia Statali è il Segretario della Pubblica Sicurezza (Secretário de Segurança Pública), alle dirette dipendenze del Governatore e responsabile degli atti che emana nell'esercizio dell'incarico.


* GLI STATI DELLA FEDERAZIONE

Il Brasile è composto di 26 stati, più un Distretto Federale, nel quale si trova la capitale Brasilia. Le 27 unità della Federazione sono raggruppate per fini geografico- statistici federale in 5 grandi Regioni: Centro-Oeste, Nordeste, Norte, Sudeste e Sul.

Região Norte: Acre (AC), Amapá (AP), Amazonas (AM), Pará (PA), Rondônia (RO), Roraima (RR), Tocantins (TO);
Região Nordeste: Alagoas (AL), Bahia (BA), Ceará (CE), Maranhão (MA), Paraí-ba (PB), Pernambuco (PE), Piauí (PI), Rio Grande do Norte (RN), Sergipe (SE);
Região Centro-Oeste:
Goiás (GO), Mato Grosso(MT), Mato Grosso do Sul (MS), Distrito Federal do Brasil, Brasília (DF);
Região Sudeste: Espírito Santo (ES), Minas Gerais (MG), Rio de Janeiro (RJ), São Paulo (SP); Região Sul: Paraná (PR), Santa Catarina (SC), Rio Grande do Sul (RS) - (dati 2000).

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Maggiori agglomerati urbani e Le città più popolose:
Lo Stato più esteso del Brasile é l'Amazonas, Região Norte, 5 volte l'Italia, con capitale Manaus (1.593.000 abitanti).
Il più piccolo è il Sergipe, Região Nordeste, capitale Aracajù (492.000 abitanti). Il più popolato, lo Stato di San Paolo, Região Sudeste, dove la capitale San Paolo (10.900.000) è, con i sobborghi, uno dei maggiori agglomerati urbani del mondo. Il meno popolato Roraima, Região Norte, con la capitale Boa Vista, 237.000 abitanti.


* L'ECONOMIA DEL BRASILE

La colonia portoghese, soggetta al regime del patto coloniale, fu aperta all’immi-grazione degli stranieri solo all’inizio del XIX secolo. Il Brasile divenne per l’Europa, e in seguito per l’America Settentrionale, un fornitore di derrate tropicali ed un acquirente di manufatti. Dopo la prima guerra mondiale si verificò tuttavia un cambiamento per il rapido progresso dell’industrializzazione nel paese fino a giungere, all’inizio degli anni settanta, al cosiddetto “miracolo economico brasiliano”. Purtroppo si è anche trattato di un fenomeno più apparente che reale, cui ha fatto seguito una recessione economica che è andata sempre più aggravandosi con il passare degli anni.
Grazie ad un’organizzazione ampia e ben sviluppata nel settore agricolo, minerario, manifatturiero e dei servizi, l’economia brasiliana supera quella di tutti gli altri Paesi del-l’America Latina, concorrendo ad oltre il 50% del PIL della Regione e si espande ormai sul mercato mondiale.


* QUADRO MACROECONOMICO

a) Andamento congiunturale e rischio Paese
Nel 2005 la crescita dell’economia brasiliana già rilevata nel 2004 ha subito un ral-lentamento. Tale crescita (+2,3%) è avvenuta in un contesto caratterizzato da una politica di rigoroso controllo della spesa pubblica e dalla lotta ad ogni focolaio d’inflazione per-seguita con una politica di tassi elevati. Il saldo della bilancia commerciale brasiliana nel 2005 è comunque estremamente positivo (+ 21,8 miliardi di dollari) con esportazioni per oltre 118,3 miliardi di dollari e importazioni per circa 73,5 miliardi. L’ effetto complessivo di tali manovre, il buon momento economico e i commenti positivi degli organismi internazionali hanno favorito un significativo rafforzamento del Real sul dollaro e sull’euro. E’ da notare peraltro che l’apprezzamento della valuta nazio-nale e la politica di alti tassi d’interesse hanno fortemente preoccupato gli ambienti im-prenditoriali. L’accordo con il FMI non è stato rinnovato a riprova della fiducia che queste autorità ripongono nella crescita del paese e nella creazione di uno sviluppo virtuale che consenta di innestare una crescita di lungo periodo. Il rischio paese al 21 marzo 2006 è valutato in 225 punti, in discesa dai 430 punti di fine 2004 e a conferma dei giudizi positivi espressi dalla comunità finanziaria internazionale. La crescita del PIL, secondo le stime effettuate su base annua, dovrebbe essere, per il 2006, tra il 2,5% ed il 3%, in crescita rispetto al precedente anno, anche per il forte aumento del tasso di sconto, tra i più alti del mondo.

Il governo, sta continuando nella linea d’adozione di leggi volte a migliorare il qua-dro generale economico del Paese. La nuova legge che regola le procedure di fallimento delle aziende commerciali dovrebbe semplificare le procedure oggi esistenti.

Va inoltre segnalato che, sulla scia della Legge sulle PPP (Collaborazioni Pubblico Private), già molti Stati brasiliani hanno adottato una propria legge di riferimento per favorire gli investimenti e la partecipazione privata alle iniziative. Sono in corso anche la definizione di regolamenti e procedure per rendere più chiara la procedura relativa alla legge PPP. L´inflazione è sotto controllo e l’accumulato è pari a 5.6%. Gli investimenti esteri nel 2005 sono stati pari a 15,19 miliardi di dollari, con una riduzione del 16,4% rispetto al 2004.

b) Grado di apertura del Paese al commercio internazionale ed agli investimenti esteri
Il Brasile ha iniziato ad aprirsi al commercio internazionale dopo la fine della ditta-tura. Dal 1990, durante la presidenza di Fernando Collor, il processo di apertura ha avuto un vero impulso, consentendo l’accesso a molti beni di largo consumo importati dall’este-ro, tra cui le automobili. Il paese risente tuttavia ancora del fatto che molti settori della vita socio-economica brasiliana sono influenzati da impostazioni fortemente protezionistiche. Tali atteggiamenti trovano riflesso nei negoziati con gli Stati Uniti per l’Alca e con Unione Europea per l’accor-do di libero scambio. Va rilevato che i settori in cui il Brasile ha maggiormente incrementato la propria competitività sono quelli in cui maggiore è stata la liberalizzazione degli scambi.

Il grado di apertura del Brasile al commercio internazionale (rapporto percentuale tra il valore dei beni e servizi scambiati con l’estero ed il PIL) è significativamente aumen-tato negli ultimi anni, passando dal 18,4% nel 2000 al 23,9% nel 2003 e al 26,4% nel 2004. Agli storici partners commerciali (Usa, Europa e Argentina) nell’ultimo biennio si sono ag-giunti la Cina, l’India, la Russia, il Sudafrica, i paesi mediorientali. La maggiore presenza brasiliana nei nuovi mercati è conseguenza sia dell’andamento della domanda delle com-modities brasiliane, sia della continua ricerca di nuovi accordi commerciali con altri paesi ad economie non ancora totalmente mature.

Nel complesso, il Brasile, pur migliorando i dati delle proprie esportazioni e della bilancia commerciale, resta sostanzialmente esposto alle dinamiche dei prezzi interna-zionali, per la qualità merceologica delle sue esportazioni, legate alle commodities e quindi soggette a repentine oscillazioni. Lo scenario odierno, caratterizzato da una ripresa della domanda e quindi anche delle importazioni, potrebbe non avere riflesso sulle vendite ita-liane verso il Brasile per l’istituzione di nuove imposte (non tariffarie) sulle operazioni di compravendita. Tali imposte- che si applicano anche sui prodotti nazionali- incidono pe-santemente sul costo finale delle importazioni, poiché gravano “a cascata” sopra a tutta la serie di dazi ed altre tasse giá applicati in precedenza sui beni importati. L’aumento delle imposte dovrebbe avere ripercussioni negative per tutti i principali partners del Brasile.

Persistono difficoltà per l’investitore straniero pur se non tali da far recedere dall’in-vestimento. In particolare per: settore doganale, visti di lavoro, fitosanitaria, burocrazia in genere. Per contro, quando vengono presentati alle autorità politiche e amministrative brasiliane progetti di peso, queste ultime non hanno mai mancato di appoggiarli, anche con interventi concreti, inclusi finanziamenti agevolati ed incentivi fiscali. Va registrato nel caso di controversie la facilità di accesso alla magistratura brasilia-na da parte delle aziende locali con problemi in caso di contenzioso.

c) Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia e degli investimenti diretti esteri bilaterali
I dati di interscambio bilaterale forniti dall’ISTAT, per il 2005, confermano le aspettati-ve positive. Si è concretizzata, infatti, la previsione di una ripresa degli investimenti produtti-vi degli imprenditori brasiliani, tenuti a freno nel precedente biennio di relativa stagnazione. Ciò ha influito direttamente sulla ripresa delle esportazioni italiane dei settori dei macchi-nari e delle attrezzature, i più rilevanti per il nostro export, che avevano particolarmente sofferto nel 2002, la quota nel 2004 era del 32,6% e nel 2005 è stata del 34,7%.
Risultati positivi hanno registrato anche i settori della chimica e farmaceutica, e soprattutto i fitofarmaci legati al fortissimo sviluppo dell’industria agricola brasiliana; mentre nel settore delle macchine ed attrezzature per l’agro-industria, la crescita è stata modesta. Tali settori, comunque, hanno costituito la “locomotiva” per un incremento delle esportazioni italiane in Brasile nel corso del 2005 di circa il 6,2% rispetto all’anno prece-dente (fonti statistiche ufficiali brasiliane).

Pur a fronte di tale positivo risultato, la quota italiana sull’import totale brasiliano è scesa al 3,22% per il crescente peso rappresentato dalle importazioni di petrolio e suoi derivati. Una quota sempre crescente delle importazioni è inoltre orientata dalla presenza di grossi investimenti esteri, e/o dalla presenza di sistemi bancari stranieri in grado di finanziare gli acquisti di prodotti e tecnologie del proprio Paese.
Le esportazioni brasiliane verso l’Italia hanno registrato d’altra parte un fortissi-mo incremento (+11% rispetto al 2004, fonti statistiche ufficiali brasiliane), comportan-do un saldo a favore del Brasile che su base annuale è stato nell’ordine di 943,7 milioni di dollari.

Tale concreto successo brasiliano, del resto registrato su tutti i mercati mondiali, ha sfruttato l’affermazione delle competitive commodities di questo Paese, soprattutto nel cam-po dei prodotti agricoli e dell’agro-industria (fino alla filiera della carne e delle pelli) ed in quello dell’industria estrattiva e metallurgica. Questa composizione dell’export brasiliano tende a rallentare la crescita della componente di prodotti manufatti e di tecnologie, sul cui sviluppo i governi brasiliani stanno puntando da tempo, pur se nel breve termine ge-nera effetti positivi di cassa per le imprese e lo Stato.

Flussi di investimenti bilaterali (dati 2003): l’Italia ha effettuato investimenti diretti per circa 390 milioni di USD, collocandosi al 10° posto tra i Paesi investitori. Tale ammon-tare continua ma vanno evidenziati alcuni aspetti positivi. Si sono andati ultimamente moltiplicando gli investimenti di PMI italiane, a fronte di alcune grandi società italiane che hanno alleggerito la loro posizione, o abbandonato completamente il mercato. Va poi considerato che il dato numerico non rappresenta compiutamente il quadro complessivo, dato che una parte consistente di investimenti italiani “transita” attraverso i cosiddetti “paradisi fiscali”. E’ da notare che l’esperienza mostra un crescente interesse di piccole e medie aziende italiane a sviluppare rapporti di collaborazione industriale con interlocuto-ri brasiliani, anche sfruttando le affinità culturali connesse alla forte presenza, soprattutto in alcune aree, di grandi e ricche comunità di oriundi italiani.

Politica commerciale e di accesso al mercato
a) Barriere tariffarie: Nonostante si operi in un contesto normativo in continua evoluzio-ne, la legislazione brasiliana in materia non oppone particolari difficoltà alle importazioni di prodotti italiani. Tuttavia, oltre ad esistere problemi legati ai tempi della burocrazia, che incidono notevolmente su tempi e costi di gestione, esistono vincoli inerenti all’applicazio-ne delle tariffe d’importazione sui prodotti stranieri, spesso problematici se rapportati alla tipicità della produzione nazionale nostrana. Ci si riferisce in particolare alle imposizioni sui beni di consumo e sui prodotti alimentari ma anche in parte sui beni industriali (in questo caso applicate in maniera ridotta per le agevolazioni fiscali introdotte con la facilitazione “ex-tariffaria” che prevede la definizione (ogni sei mesi) di un elenco di beni tecnologici “non prodotti in Brasile”, che possono godere di un dazio pari al 5% in luogo del comune 14%. In sostanza l’atteggiamento ancora guardingo nei confronti del commercio interna-zionale determina fenomeni di protezionismo.

b) Barriere non tariffarie: Dopo diversi casi di blocchi di importazione di generi alimen-tari italiani, si sta attualmente assistendo alla graduale normalizzazione delle procedure burocratiche. L’avanzamento delle negoziazioni in ambito UE-Mercosul ha contribuito alla progressiva normalizzazione delle procedure delle autorità sanitarie/doganali brasiliane in materia d’importazione e sdoganamento.

Numerosi prodotti hanno sofferto limiti di accesso negli ultimi anni:
- Il prosciutto crudo, anche qualità San Daniele e Parma (recentemente è stato, però accettato il principio che una stagionatura superiore ai dodici mesi rende il prodotto im-mune da rischi di diffusione delle malattie infettive);
- Gli insaccati con maturazione inferiore ai dodici mesi, in particolare, salame e mortadella (in quest’ultimo caso, la cottura oltre i 120 gradi per lungo tempo non è stata considerata localmente un elemento di assicurazione circa la eliminazione del rischio di diffusione di malattie infettive).

Problemi simili sono stati riscontrati anche per l’accesso al mercato per i prodotti a base di latte, in particolare del parmigiano.

Per quanto concerne i vini, si segnala che per la vigente legislazione brasiliana un pro-dotto per essere considerato vino non può eccedere i 13 gradi alcolici. Superato tale limite, il prodotto è considerato “vino liquoroso”, su cui gravano maggiori imposte(27% per i vini contro il 40% dei vini liquorosi). La legislazione brasiliana prevede che al momento dell’im-portazione del vino (che deve essere accompagnato da un certificato di analisi) possano es-sere prelevate due bottiglie per ogni partita per effettuare le analisi di controllo. Il prodotto non può essere venduto sul territorio nazionale prima del risultato delle analisi.


* QUADRO MACROECONOMICO

Andamento Congiunturale

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Nel 2005 l’economia brasiliana ha “raccolto i frutti” dell’adozione, nell’ultimo quin-quennio, di una politica macroeconomica d’austerità basata sulla stabilità monetaria e fiscale, a sua volta finalizzata al perseguimento di un target in termini d’avanzo primario (concordato con il FMI) e di tasso d’inflazione, lasciando al mercato la determinazione del tasso di cambio, in assenza o con minimi interventi da parte delle autorità monetarie locali. Tale politica è stata di fondamentale importanza per accrescere il livello di fiducia del paese nei confronti degli operatori economici. L’assestamento del tasso di cambio Real/$USA e la flessione della traiettoria di crescita dell’inflazione, che ha raggiunto la percentuale del 12,53% nel 2002 per poi scendere nel 2004 al 7,6% e nel 2005 al 5,7%, sono stati altrettanto essenziali per accreditare il Paese a livello internazionale. Ciò ha consentito al Brasile di usufruire dei vantaggi derivanti dall’aumento del commercio internazionale. Difatti, secon-do il Fondo Monetario Internazionale, l’incremento del commercio estero nel 2005 è stato del 22%, a fronte del 8,8% del 2004 e del 5,1% del 2003. Durante tale periodo, la partecipazio-ne brasiliana nelle esportazioni mondiali è passata dallo 0,96% del 2002 al 2,19% del 2005.
La crescita reale del PIL nel 2005 è stata, come detto, del 2,3%, in calo rispetto al 2004. Le ragioni vanno ricercate nella valorizzazione del Real rispetto al dollaro. Peraltro alcuni elementi registrati nel 2004 facevano già prevedere tale rallentamento. La bilancia commerciale infatti, dopo tre anni di crescenti surplus, ha presentato un rallentamento.
Un mantenimento dell’inflazione dentro i limiti preannunciati ( 4,5% per il 2006 e 2007) dovrebbe permettere alle autorità competenti di proseguire la politica di riduzione del tasso di interesse di riferimento SELIC recentemente iniziata e stimolare il sistema finanziario incrementando l’offerta di credito. L’aumento naturale del numero dei posti di lavoro e il consumo dei privati (responsabile per il 56% del prodotto interno lordo brasi-liano), dovrebbero compensare il peggioramento atteso del saldo della bilancia commer-ciale e nel livello degli investimenti (nel 2005 il 19% sul PIL).
La riduzione del tasso di interesse SELIC la cui prevedibile graduale diminuzio-ne dipenderà anche dal mantenimento del grado di fiducia dell’investitore estero può rappresentare uno stimolo all’incremento degli investimenti, sia perché renderà meno difficoltoso l’accesso al credito, sia perché provocherà una graduale svalutazione della moneta brasiliana nei confronti dell’euro e del dollaro nordamericano, il che, a sua volta, contribuirà alla ripresa di quei settori maggiormente orientati all’esportazione, soprattut-to di beni primari, che hanno come punto di forza principale il tasso di cambio. E’ da no-tare peraltro che, sia per l’attuale rallentamento dell’economia che per l’instabilità legata alle prossime scadenze elettorali, è improbabile una crescita sostenuta dell’investimento pubblico, principale componente degli investimenti, in questo anno e nei prossimi.

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La bilancia commerciale da parte sua, se da un lato con la riduzione del surplus con-corre ad un rallentamento dell’incremento del PIL, dall’altro contribuisce alla riduzione delle pressioni inflazionistiche.

La valutazione delle principali agenzie di rating colloca il Brasile nella categoria B (speculative grade), che comprende i paesi che presentano un profilo di rischio che può su-bire oscillazioni significative nel corso del tempo, a causa della vulnerabilità agli shock e della volatilità dei flussi di capitali. I fattori che concorrono allo sviluppo di tale quadro includono, altresì, il notevole peso del debito pubblico (+51,8% sul PIL nel 2004), con interessi molto elevati e, quindi, la necessità di un forte finanziamento esterno in rapporto agli introiti di valuta. Il debito estero (36,1% sul PIL nel 2004) resta un record in assoluto. Inoltre il consistente debito pubblico rallenta il processo al rialzo dell’investimento pub-blico, principale componente del PIL.


Sviluppo, Industria e Commercio
Nel quadriennio 2001-2004 gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di approvvigionamento per l’economia brasiliana( quota del 18,1%). Tra i fornitori europei la Germania si mantiene al vertice, riuscendo ad accrescere la propria quota di mercato ( 8,1%). Tra i partner principali spiccano in assoluto le prestazioni di due paesi: la Cina, che raddoppia la propria presenza sul mercato brasiliano (adesso è al 5,9%) e la Nigeria, im-portante fornitore di petrolio, che da un modesto 1,3% si ritrova ad oltre il 5,57%. L’Italia registra una leggera riduzione della propria quota (3,26% nel 2004 rispetto al 3,93% del 2001), passando dal quinto all’ottavo posto nella graduatoria generale dei fornitori, subito dopo la Francia che diventa secondo fornitore europeo.

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Anche a livello di paesi clienti gli Stati Uniti si confermano il principale partner commer-ciale del Brasile, assorbendo nel 2004 il 20,8% delle esportazioni brasiliane, pari a 20 miliardi di dollari, contro i 14,2 mld. del 2001, che rappresentavano il 24,4% del mercato brasiliano.
Tra i principali acquirenti del mercato brasiliano, l’Argentina occupa la seconda posizione; grazie a questa performance il saldo della bilancia commerciale, in forte defi-cit nel biennio 2001-2002 è tornato in pareggio nel 2003. Principale partner europeo sul fronte delle esportazioni torna a confermarsi, nel 2004, i Paesi Bassi (quarto paese cliente in assoluto), quale principale punto di transito di materie prime e commodities brasiliane. Seguono Germania, Messico e Italia (3%).

ORIENTAMENTO SETTORIALE DEL COMMERCIO CON L’ESTERO

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Dall’avvio del Mercosul nel 1991, con la progressiva liberalizzazione e apertura agli scambi internazionali, unita ad un rafforzamento della valuta, il paese aveva accumulato consi-stenti e crescenti deficit commerciali con l’estero, fino al livello massimo raggiunto nel 1997, allorché il saldo negativo aveva segnato 6,8 mld. USD; nel gennaio 1999, a seguito dell’adozione del piano Real, con la conseguente oscillazione e svalutazione della valuta, lo scenario è cominciato a mutare in direzione di un maggior bilanciamento dei saldi com-merciali. Nel 2001 la bilancia commerciale era nuovamente in surplus, con valori record negli anni successivi dell’espansione dell’export. Dalla sostenibilità della crescita del-l’export dipende l’affrancamento dell’economia brasiliana dai flussi di risparmio degli in-vestitori esteri per conseguire l’obiettivo di una crescita durevole e sostenuta nel tempo. Di seguito è analizzata la struttura dell’interscambio mondiale brasiliano.

Minerali fossili – comparto che ha registrato uno dei maggiori incrementi (+63%), passan-do da 3ª a 1ª voce dell’import brasiliano, per un totale di $USD 11,4 mld nel 2004. Solo nel biennio 2003/2004, l’incremento è stato superiore al 53%, percentuale in linea con la forte ripresa del PIL (+5,2%).
In merito all’orientamento geografico degli approvvigionamenti, la Nigeria confer-ma la leadership, aumentando la propria presenza complessivamente di circa 10 punti al 30,5%; gli immediati concorrenti sono l’Algeria, l’Arabia Saudita e l’Argentina.

Reattori nucleari, caldaie, macchinari e loro parti – Comparto di punta delle importazioni brasiliane, dopo una contrazione nel 2002-2003 ha registrato un incremento del 19,6% nel biennio successivo.
Turboreattori, parti di macchine per ufficio, lettori magnetici ed affini e utensili in metallo duro ed affini sono le voci più significative delle importazioni brasiliane nel com-parto. La leadership in questo comparto spetta agli Stati Uniti (29,2%), la cui quota rimane stabile. Sensazionale la progressione realizzata dalla Cina che in un solo triennio passa da 2,0 al 4,4% della quota di mercato. L’Italia occupa il quarto posto (7,2%), dopo il Giappone e la Germania.

Macchine, apparecchi, materiali elettrici e loro parti – Il comparto, così come i precedenti, ha evidenziato un incremento dell’import pari al 28,5%; in valore assoluto nel triennio 2002-2004 si è passati dai 7,0 mld. USD importati nel 2002 agli 8,7 del 2004. Circuiti stampati, parti destinate ad apparecchi televisori ed affini e componentistica elettrica sono i settori su cui si concentrano in prevalenza (40%) le importazioni brasiliane. Il mercato è polarizzato essenzialmente attorno a tre paesi fornitori: gli Stati Uni-ti(16,4%), seguiti dalla Cina e dalla Corea del Sud.

ESPORTAZIONI
La composizione strutturale dell’export brasiliano risulta praticamente invariata nel triennio 2002-2004. Occorre rilevare che non emergono settori particolarmente rilevanti, bensì una polverizzazione piuttosto equa dell’intero export su un gran numero di compar-ti, tra i quali:

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E’ questo il comparto principale dell’intero export brasiliano. Questo settore ha registrato nel 2004 una variazione positiva rispetto al 2003 (38,6%). Il comparto presenta un saldo attivo di oltre $USD 5 miliardi nonostante la parallela crescita delle importazioni. Resta uno dei settori a più forte traino per l’export brasiliano soprattutto perché sostenuto dagli ingenti investimenti esteri.
Argentina, Messico, Stati Uniti e Cile sono i principali mercati di destinazione, per una quota complessiva di oltre il 60%.
L’Italia detiene una quota del solo 1,5%.

Reattori nucleari, caldaie, macchinari e loro parti – Questo comparto ha registrato nel 2002-2004 un incremento dell’export superiore all’83%. In valore il flusso esportativo è aumentato nel 2004 a circa 7,8 miliardi di dollari dai 4,2 del 2002. Il saldo resta negativo per oltre 1,5 miliardi $USD. I principali paesi partner sono Stati Uniti (27,3%), Argentina, Germania e Messico.

Ferro e acciaio – Questo comparto evidenzia una forte espansione, a causa degli incre-menti delle esportazioni verso Stati Uniti (88%), Argentina e Messico. Il tasso di crescita complessivo dal 2002 al 2004 supera il 91%.
1.2.2 Grado di Apertura del Paese agli Investimenti Esteri. Sulla base di un rapporto dell’UNCTAD, fino agli inizi degli anni ottanta il Brasile occupava il settimo posto al mondo tra i paesi destinatari di Investimenti Diretti Esteri (IDE), assorbendone il 3,6%. Tuttavia, la natura dei cicli economici che hanno caratterizza-to l’economia del Paese durante gli anni ottanta hanno allontanato gli investitori interna-zionali, facendo scendere il Paese nella graduatoria mondiale.

Il Piano Real e la conseguente stabilizzazione del cambio, dell’inflazione e la nuova accelerazione data alle privatizzazioni, hanno determinato lo sviluppo degli IDE in Brasile. Nel periodo 1995-1998, si è assistito ad un incremento di oltre il 224%, passando da 5 a 28,4 miliardi di USD$.

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La decisione del Governo brasiliano di abbandonare il regime di cambio fisso con conseguente svalutazione del Real nel 1999, una maggiore intraprendenza nel processo di privatizzazione nei settori delle telecomunicazioni, bancario e delle infrastrutture, hanno stimolato le aspettative degli investitori esteri, i cui capitali affluiti hanno raggiunto nel 2000 il valore record di 33,5 mld. USD$.
Dal 2001 al 2003 l’intera area latino-americana ha sperimentato una forte contra-zione, ma nel 2004, gli IDE destinati all’America Latina sono tornati a crescere, per un totale di USD$ 56,4 miliardi. La partecipazione del Brasile su tale cifra è stata del 32%, equivalente a USD$ 18 mld (+79% rispetto al 2003). Il settore dei servizi è stato quello che ha ricevuto la maggior quota d’investimenti, diretti nei sottosettori tradizionali e non in quelli a maggior valor aggiunto (tecnologia avanzata, centri di ricerca e sviluppo ecc.).

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Per il 2005, si stima che gli IDE netti in Brasile siano diminuti leggermente rispetto al 2004, raggiungendo la soglia di $USD 14,6 mld.
A lungo termine le prospettive appaiono incerte, a causa del permanere di problemi di natura strutturale che hanno contribuito a ridurre la capacità d’attrazione degli inve-stimenti esteri, in aggiunta, per effetto della sempre più agguerrita concorrenza asiatica, cinese in particolare, si è affievolita la capacità d’attrazione di investimenti nei settori labour-intensive, sebbene una risposta in termini di vantaggio comparato possa venire da un quadro tributario più favorevole, unito ad una decisa semplificazione burocratica.
1.3 Andamento dell’Interscambio Commerciale con l’Italia e degli Investimenti diretti Esteri Bilaterali
1.3.1 Andamento dell’Interscambio Commerciale con l’Italia
Nel quinquennio 2001-2004 si è assistito ad una netta inversione di tendenza nell’in-terscambio commerciale Brasile – Italia. Mentre fino al 2001 il paese sudamericano ha visto accumularsi consistenti deficit commerciali nei confronti dell’Italia, il 2002 ha rappresentato l’anno di svolta, per effetto di un sensibile deprezzamento del Real nei confronti dell’euro, che ha dato competitività ai prodotti brasiliani rendendo onerose le importazioni. Il saldo commerciale nel biennio 2002-2003 ha registrato un attivo che nel 2003 ha raggiunto una consistenza pari a 454 milioni di dollari. Nel 2004, la diminuzione delle esportazioni brasilia-ne verso l’Italia e l’incremento delle importazioni brasiliane dall’Italia ha fatto sì che il saldo della bilancia commerciale ritornasse ai livelli del 2002 risultato consolidatosi nel 2005.
Interscambio commerciale Italia – Brasile (valori in milioni di US$)

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I comparti più rilevanti delle importazioni del Brasile dall’Italia sono i seguenti: macchine e apparecchi meccanici; prodotti dell’ICT, elettrotecnica, strumenti di precisio-ne; autoveicoli.
Macchine ed apparecchi meccanici: continua a rappresentare il comparto dal peso relativo più importante tra le importazioni totali dall’Italia (32,6%); in termini di valore, nel 2004 le importazioni brasiliane dall’Italia si sono attestate a 668,5 mln. USD, per una crescita del 6,5% rispetto all’anno precedente.
Prodotti dell’ICT, elettrotecnica, strumenti di precisione: questo comparto è stato tra quelli che ha maggiormente collaborato all’incremento delle importazioni brasiliane dall’Italia, vedendosi la quota sul totale passare dal 9,2% al 11,3%. In termini di valore, le importa-zioni brasiliani dall’Italia hanno superato USD 232 mln;

Autoveicoli: Le importazioni dall’Italia in questo comparto hanno subito una contrazione costante fino al 2003 per poi riprendere nel 2004; in termini di valore si è passati da USD 124,3 mln. nel 2002 a USD 114,5 nel 2003 e a USD 148,3;

Di seguito vengono analizzati i comparti più significativi dell’export brasiliano in Italia:

Cuoio e prodotti in cuoio (12,6% sull’export totale): in questo comparto a saldo struttural-mente positivo per il Brasile si è registrato un leggero aumento delle esportazioni verso l’Italia nel quinquennio 2000-2005 (+20,4%); in termini assoluti i valori del 2000 pari a 305,4 milioni di dollari sono passati a 367,8 del 2004.Minerali, scorie e ceneri (9,9% sull’export totale): altro comparto tradizionale dell’export brasiliano; si tratta prevalentemente dei minerali di ferro (99,1%). Nel 2004 il Brasile ha esportato oltre 288,3 mln di dollari verso l’Italia di tali prodotti, con una crescita percen-tuale rispetto all’anno precedente del 43,7%.

Semi, frutti oleosi ed affini (8,6% sull’export totale): tale settore ha registrato una forte crescita nel corso dell’ultimo triennio, passando da USD 98,6 mln. nel 2002 a USD 248,2 nel 2004, per un tasso d’incremento complessivo di oltre 151%. Le esportazioni di grani di soia rappresentano oltre il 98% del totale del comparto.

Andamento degli Investimenti Diretti Esteri Bilaterali
Secondo la Banca Centrale del Brasile, nel 2004 l’Italia ha partecipato con USD 429,21 mln al flusso in entrata in Brasile degli IDE, cifra corrispondente al 2,1% del totale. Nei tre anni precedenti, tale percentuale ha variato tra il minimo dell’1,3% (2001) al mas-simo del 3,0% (2003).

Sono esclusi da tale calcolo eventuali entrate pervenute attraverso paradisi fiscali, origine più comune delle risorse provenienti dalle aziende di maggiore dimensione.
L’universo delle aziende italiane con presenza diretta in Brasile attraverso filiali commerciali o produttive, ufficio di rappresentanza, oppure joint-venture con aziende locali è di 222. I settori d’appartenenza sono i più svariati possibili: cosmetici, abbiglia-mento, articoli di gioiellieria, beni strumentali, servizi di trasporto, farmaceutici, servizi di telecomunicazioni, prodotti aerospaziali, mobili, autovetture ecc. La grande maggioranza possiede solo strutture commerciali, ma sono numerose quelle aziende che hanno tra-sferito parte della produzione in Brasile in modo da godere del basso costo della mano d’opera e dell’abbondanza di materie prime e poter produrre non solo per il mercato loca-le ma anche per altri paesi dell’America meridionale e del mercato nordamericano.


* FARE AFFARI IN BRASILE

Il mercato brasiliano offre immense possibilità ed è molto competitivo. Sono numerose le possibilità di intraprendere attività nel campo industriale, nel commercio, nell’informatica.
Esistono numerose forme giuridiche di società, ma la Ltda (limitada) e la SA (so-cietà per azioni) sono quelle più diffuse. Il capitale sociale può essere interamente di origine straniera, ma un rappresentante legale residente in Brasile deve rappresentare gli investitori stranieri.

Per avere in Italia informazioni sulle possibilità d’affari per una ditta italiana in Brasile:

In Italia: bisogna mettersi in contatto con il Settore Commerciale dell’Ambasciata del Brasile a Roma o il Settore Commerciale del Consolato Generale del Brasile a Milano

A Rio de Janeiro: operano per informazione, consulenza ed assistenza l’Ufficio Com-merciale del Consolato Generale d’Italia, l’ICE e la Camera di Commercio Italo-Brasiliana.

Alcune linee elementari per la preparazione all’impresa:

* fare lo studio di mercato
* studiare attentamente tutti gli aspetti giuridici
* scegliere il miglior socio brasiliano possibile
* valutare attentamente la localizzazione dell’attività tenendo conto delle distanze, dei costi del trasporto, dei tempi di consegna e anche delle eventuali agevolazioni fiscali
* disporre di fondi propri: il costo dei prestiti è elevatissimo
* non sottovalutare la complessità della burocrazia brasiliana e servirsi anche di inter-mediari, i despachantes.

E’ possibile richiedere all’Ufficio Commerciale del Consolato Generale liste di studi commer-ciali, traduttori, legali per seguire le varie procedure, nonché l’elenco delle aziende italiane operanti nella Circoscrizione Consolare.
La Camera di Commercio Italo-Brasiliana di Rio de Janeiro. La finalità principale della Camera di Commercio è quella di favorire i rapporti commerciali tra il Brasile e l’Italia, in stretta collaborazione con le Autorità dei due Paesi. Tra le azioni svolte sono: l’elaborazione di ricerche di mercato, ricerca di partner per la formazione di joint-ventures, l’organizzazione di attività promozionali, eventi, seminari e incontri per accrescere i contatti tra gli operatori brasiliani ed italiani.

Indirizzo: Avenida Graça Aranha n. 1, 6° piano
Telefono: (021) 22 62 91 41 - (021) 22 62 29 96
Fax: (021) 22 62 29 98
e-mail:
sito web: www.camaraitaliana.com.br

Documenti necessari per costituire una società in Brasile: sarebbe opportuno che l’in-vestitore, prima di recarsi in Brasile per costituire una società, richieda alle competenti autorità italiane la seguente documentazione:
a) certificato di nascita
b) certificato di residenza
c) certificato di Stato di famiglia
d) certificato di Stato civile
e) certificato Penale Generale
f) certificato di carichi pendenti
g) copia del passaporto (prima e seconda pagina)

Tutti i documenti rilasciati dal Comune, dalle Strutture Sanitarie (ASL), dalle Strutture scolastiche, ecc., devono essere legalizzati in Prefettura.
Tutti i documenti rilasciati dal Cancelliere del Tribunale devono essere legalizzati in Pro-cura. Infine, tali documenti dovranno poi essere legalizzati anche presso il Consolato del Brasile nella giurisdizione d’appartenenza.

Gli indirizzi sono:
Roma Consolato Generale del Brasile
Via S.M. dell’Anima, 32 – 00186 Roma
Tel: 06-688.9661 – Fax:06-6880.2883
e-mail:

Milano Consolato Generale del Brasile
Corso Europa, 12 – 20122 Milano
Tel:02-777.1071 – Fax:02-7601.5628
e-mail:

Per aprire un conto corrente bancario in Brasile l’investitore straniero può entrare in contatto con gli uffici del BANCO DO BRASIL in Italia che potranno fornire informazioni dettagliate per il trasferimento e la gestione dei capitali necessari per la realizzazione dei progetti d’investimento.

Gli indirizzi sono:

Banco do Brasil
Piazza Castello, 1 – 20121 Milano
Tel:02-88.251 – fax:02-890.0265
e-mail:

Banco do Brasil
Via Barberini, 29 – 4º piano – 00187 Roma
Tel:06-488.0707 – fax:06-488.2984
e-mail:

Quando l’investimento in valuta è equivalente o superiore, a U$ 200.000,00 (Due-centomila dollari) per società giuridiche o a U$ 50.000,00 (Cinquantamila dollari) per persone fisiche viene rilasciato un VISTO Permanente 2-A, per investimento.
La richiesta di questo visto si svolge in due fasi:

1ª Fase
L’investitore dovrà presentare direttamente al Ministero del Lavoro in Brasile i seguenti documenti:

* formulario d’autorizzazione al lavoro, fornito dal Coordinamento d’Immigrazione, situato in ogni Ispettorato del Lavoro, su tutto il territorio nazionale;
* qualifica dell’interessato ed eventuali suoi familiari, come pure indicazione della Sede conso-lare brasiliana d’appartenenza (giurisdizione di Roma o Milano), dove potrà ottenere il visto;
* certificato penale generale debitamente legalizzato da un Consolato brasiliano in Italia;- Prova del pagamento della tassa individuale d’immigrazione. Secondo la Normativa del Mi-nistero del Lavoro del Brasile, l’interessato dovrà acquistare un DARF- Documento di Esazio-ne della Receita Federal (Finanze), compilarlo con il codice 1361 e pagarlo in qualsiasi agen-zia bancaria brasiliana ufficiale autorizzata.(p.es. Banco do Brasil a Milano oppure a Roma);
* contratto societario o atto costitutivo dell’impresa dove si farà l’investimento, registrato presso l’organo competente;
* certificato di registrazione del capitale estero investito, rilasciato dal Banco Central do Brasil (corrispondente alla Banca d’Italia);
* procura, debitamente legalizzata presso uno dei consolati brasiliani in Italia, quando l’investitore estero si fa rappresentare da procuratore.

Indirizzo del Ministero del Lavoro in Brasile:
Ministério do Trabalho e Emprego
Secretaria de Relações do Trabalho-Coordenação Geral de Imigração
Esplanada dos Ministérios, Bloco F
CEP 70059-900 Brasília – DF
Tel:(0055.61) 317.6463 – Fax:(0055.61) 321.0652
Pagina web: www.mtb.gov.br

2ª Fase
Dopo l’arrivo dell’autorizzazione del Ministero del Lavoro brasiliano, l’interessato dovrà presentare al Consolato Generale del Brasile, di competenza, 2 foto tessera, 2 moduli richiesta di visto permanente compilati e firmati, certificato penale (legalizzato dalla Pro-cura) e passaporto con validità minima di 6 mesi.
Sotto forma di domande e risposte, si presenta un compendio sulle principali proble-matiche di interesse degli investitori (fonte: Studio Legale Guarnera di San Paolo).

1.1. Come costituire un’azienda in Brasile?
Per l’apertura di una società la legge locale non richiede un valore minimo di capi-tale sociale, tuttavia è da notare che qualsiasi movimentazione di capitale straniero è re-golamentata dalla locale Banca Centrale. Per quanto riguarda il capitale sociale, il valore versato potrà essere utilizzato per le attività della società.
I soci stranieri dovranno essere rappresentati da un procuratore residente in Brasile con poteri per ricevere citazioni, come previsto dalla locale normativa. L’amministrazione della società dovrà, obbligatoriamente, essere a carico di una persona residente in Brasile.
1.2. Quali sono le inscrizioni necessarie in Brasile per costituire un’azienda?

a) Per i soci stranieri
Le società straniere che siano o desiderino essere titolari di beni immobili, parteci-pazioni societarie, conti correnti presso una banca od investimenti nel mercato finanzia-rio, sono obbligate ad ottenere l’iscrizione presso il locale fisco federale. Tale iscrizione (CNPJ/MF), dovrà essere effettuata, per mezzo di un procuratore speciale, residente in Brasile, identificato come persona fisica responsabile.
Le persone fisiche straniere che investano in Brasile, dovranno invece ottenere l’iscrizione al CPF/MF, per essere identificate fiscalmente in Brasile.
Sulla base di una locale normativa, si è previsto che le società straniere debbano ottenere l’iscrizione al CNPJ (codice fiscale), nominando un responsabile residente in Bra-sile con poteri per ricevere citazioni da parte del fisco.

b)
Per la società brasiliana
Preliminarmente, é necessaria l’elaborazione del contratto sociale di costituzione aziendale, nei casi di Società Limitata e Società Anonima. Il suddetto contratto deve essere registrato presso la Junta Comercial territorialmente competente, nel caso delle imprese che svolgono attività imprenditoriali. Invece, trattando-si di Società Semplice, la registrazione deve avvenire presso il Cartório de Titulos e Documentos. Al termine di tale procedura (che dura circa 15 gg.) la società costituita dovrà riceve-re a sua volta il numero di iscrizione nel C.N.P.J. (Cadastro Nacional de Pessoas Jurídicas), cioè il proprio codice fiscale.

Per poter operare, la società dovrà richiedere le seguenti ulteriori iscrizioni:

* Iscrizione municipale (CCM - Cadastro Contribuintes Mobiliários) - al fine, tra l’altro, di poter adempiere alla legislazione tributaria municipale.
* Alvará de localização e funcionamento - necessario per l’esercizio dell’attività desiderata, e rilasciato dal Municipio di localizzazione.
* Iscrizione statale (I.E. - Inscrição Estadual) – (equivalente alla partita IVA), necessaria alle imprese industriali e commerciali per le operazioni di circolazione dei prodotti.
* Iscrizione Sisbacen (Sistema del Banco Central) – necessaria per le registrazioni delle operazione relative agli investimenti o finanziamenti stranieri.
* Iscrizione presso il RADAR (Sistema della Receita Federal) – necessaria per operazioni di import / esport.
Tali attività richiedono normalmente ulteriori 45/90 gg.

1.3 Quali sono le possibili forme di organizzazione d’impresa in Brasile?
Le società estere possono operare in Brasile sia in via diretta, per mezzo di succur-sali o filiali, sia in via indiretta, per mezzo di affiliate o joint-ventures, costituite secondo una delle diverse forme previste dall’ordinamento giuridico.
Le forme più comuni per effettuare investimenti nella Repubblica Federativa del Brasile sono le seguenti:

a) Succursale di società estera – Per il funzionamento di società estere in territorio na-zionale, è necessaria l’autorizzazione da parte del potere esecutivo, presentando domanda al locale Departamento Nacional de Registro do Comércio (DNRC). Il rappresentante della società in Brasile deve essere residente nel paese, e dovrà rice-vere poteri per trattare qualsiasi problematica relativa alla società e per ricevere citazioni.

Tutti gli atti o le operazioni eseguite in Brasile dalla società estera sono soggetti alla normativa ed alla giurisdizione brasiliana e, una volta installata in Brasile, deve operare in conformità alle condizioni stabilite dal decreto di autorizzazione. Per la scarsa flessibilità delle formalità descritte, le compagnie estere raramente ricorrono a tale tipo d’intervento diretto.

b)
Società Limitata è la società equivalente alla S.R.L. italiana. La società in questione è la forma preferita dagli investitori per la semplicità di struttura, organizzazione e funzionamento.
In questo tipo di società, la responsabilità dei soci è limitata alle quote di loro titolarità, a seguito del versamento totale del capitale sociale, con distribuzione degli utili in proporzione alle quote.
L’amministrazione può essere affidata ad uno o più amministratori. I soci stranieri non potranno esercitare l’amministrazione della società, ma dovranno nominare a tal fine un amministratore, residente in Brasile.

c) Società per Azioni. (S.A.) è assimilabile alla Coporation americana ed alla società per azioni italiana (S.p.A.). Tale tipo di società è la forma più idonea per medie e grandi impre-se. Nelle S.A. i soci o azionisti devono essere almeno due persone fisiche o giuridiche, e saranno responsabili soltanto per il valore d’emissione delle azioni sottoscritte o acquisi-te. Sulla base della possibilità che le azioni siano o non siano ammesse alla negoziazione nella Borsa di Valori, la S.A. potrà essere “aperta” oppure “chiusa”.

d) Società Semplice è caratterizzata dalla natura dei suoi obiettivi, non imprenditoriali, quindi dal tipo di attività che svolgerà e non dalla sua forma. La normativa specifica della società semplice prevede che la responsabilità dei soci è illimitata, nel senso che, se il patrimonio sociale non è sufficiente per soddisfare i credi-tori, i soci, in via sussidiaria, risponderanno proporzionalmente, con i loro beni.

È però possibile limitare la responsabilità dei soci scegliendo la forma della Società Limitata.

1.4 Presso quale organo avviene la registrazione del capitale straniero?
Il capitale straniero deve essere registrato utilizzando il Registro Declatório Eletrônico del Ban-co Central do Brasil. La locale Banca Centrale (Banco Central do Brasil) costituisce un organi-smo con potere normativo e di controllo, in sede valutaria, inserito nell’ambito del potere esecutivo, privo, quindi, della caratteristica di indipendenza, esistente in vari altri Stati.

1.5 Per quale tipologia di settore sono previste restrizioni o limitazioni in materia d’investimenti stranieri in Brasile?
Attualmente, permangono restrizioni per i seguenti settori:
a. svolgimento di attività relative ad energia atomica ed elettrica;
b. proprietà di aree rurali ed attività commerciali in zone di frontiera; internazionale;
c. trasporto aereo interno;
d. industria aerospaziale;
e. industria di pesca;
f. poste e telegrafi.

1.6 Come funziona il sistema fiscale brasiliano?
Sulla base della Costituzione Federale del 1988, i tributi in Brasile possono essere mu-nicipali, statali e federali, e si dividono in imposte, tasse, contributi di miglioramento e contributi sociali.

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1.7 A quale regime d’imposizione fiscale sarà assoggettato (italiano o brasiliano)?
Le imposte e tasse dovute dalle aziende costituite in Brasile, sono previste dalla legislazione brasiliana, in ambito federale, statale e comunale.
Il Brasile è sottoscrittore di un trattato contro le doppie imposizioni con l’Italia, che regola l’incidenza tributaria per le categorie di redditi indicate nell’accordo(la convenzio-ne tra Italia e Brasile è entrata in vigore il 1º gennaio 1982). Le regole stabilite nell’articolo 23 della Convenzione tra Italia ed il Brasile per evitare le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia d’imposte sul reddito devono essere quindi esaminate dagli investitori italiani.

1.8 Quale processo devo seguire per rimpatriare il capitale investito?
L’investimento diretto in Brasile da parte di stranieri registrato presso la Banca Cen-trale, permette l’invio di dividendi al socio straniero. Non esistono restrizioni, assoggetta-mento a tributi o necessità di autorizzazione per il rimpatrio totale del capitale investito e registrato presso il Banco Central do Brasil.
Potrà essere comunque rimpatriato soltanto il valore della partecipazione equiva-lente al patrimonio netto della società, se lo stesso è uguale od inferiore all’investimen-to iniziale. In caso, invece, di cessione della partecipazione a terzi, residenti o meno in Brasile, saranno considerati utili di capitale i valori eccedenti a quelli corrispondenti al patrimonio netto, e saranno conseguentemente tributati con aliquota del 15%.

2. È possibile acquistare beni immobili in Brasile da parte di stranieri?
Le persone fisiche o giuridiche straniere possono acquistare proprietà immobiliari a condizione che non siano localizzate nella fascia costiera, in aree di confine, o di sicu-rezza nazionale. Per quanto concerne le aree rurali acquistate da stranieri, vi sono alcune restrizioni.
La legge brasiliana prevede che la proprietà dei beni immobili si trasferisce con la registrazione dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata di compravendita nel Registro de Imóveis del luogo dove si trova l’immobile.
Per formalizzare un contratto di compravendita di un immobile il compratore dovrà inizialmente ottenere il codice fiscale brasiliano presso la Receita Federal.
Inoltre, il proprietario non residente di un bene immobile in Brasile dovrà nominare un procuratore residen-te in Brasile per ricevere citazioni.

3. Quali sono i principali rapporti commerciali tra società brasiliane e società estere?
Al fine di commercializzare i propri prodotti in Brasile, una società straniera potrà stabilire uno specifico rapporto di collaborazione con soggetti locali; per esempio di di-stribuzione, di agenzia e di compravendita internazionale.
a) Distribuzione: i prodotti stranieri possono essere distribuiti in Brasile sulla base di un contratto di distribuzione per mezzo del quale la società brasiliana acquisterà i prodotti stranieri (importandoli) e li rivenderà nel mercato locale. A tal fine, le parti firmeranno un contratto di distribuzione internazionale.
b) Agenzia: una società estera potrà inoltre avvalersi di un agente che promuoverà la vendita diretta dei propri prodotti in Brasile. L’agente riceverà una commissione in base ad una percentuale fissata sulle vendite. In questo caso, il cliente (destinatario finale dei prodotti) dovrà effettuare direttamente le importazioni. È importante osservare la diffe-renza introdotta recentemente nella normativa locale in base alla quale l’agente realizza affari in nome e per conto di una terza società, mentre il rappresentante è dotato, in linea di principio, solo di poteri per promuovere le vendite di una società terza.
c) Trading: le società di trading in Brasile attuano come intermediarie nei processi d’impor-tazione ed esportazione e possono ausiliare sia il venditore sia il compratore a tal fine.
È importante prevedere, in qualsiasi operazione citata, le garanzie idonee onde evitare danni commerciali.

4.1 Dove effettuo la registrazione del mio marchio in Brasile?
L’Istituto Nacional da Propriedade Industrial (INPI) è l’organo del Governo Brasiliano responsabile per i diritti di proprietà industriale e l’esame formale delle richieste di con-cessione di brevetti d’invenzioni e della titolarità dei marchi. La titolarità è concessa sulla base dell’anteriorità della richiesta.

4.2 Come mi devo comportare per importare il mio marchio, già registrato in Italia?
I marchi detenuti o richiesti in Italia dovranno essere depositati per la registrazione in Brasile. Se la richiesta di registrazione viene effettuata entro 6 mesi dalla registrazione nel paese d’origine, verrà attribuita al marchio la stessa vigenza del marchio del paese di origine.

4.3 Il Brasile è sottoscrittore di trattati in materia di proprietà industriale?
Il Brasile è parte dei più importante trattati internazionali in materia di proprietà industriale, tra cui la Convenzione di Parigi del 14 luglio 1967, promulgata l’8 aprile 1975 con il Decreto n. 75.572.

4.4 Che tipo di ritenute sono previste sulle royalties in caso di licenza del mio marchio?
Sulla rimessa di royalties, è prevista una ritenuta alla fonte del 15%, se a carico del-l’impresa straniera, o del 17,5%, se a carico dell‘impresa brasiliana, la cui ricuperabilità è disciplinata dalle norme del trattato contro la doppia imposizione eventualmente esisten-te con il paese di residenza dell’impresa beneficiaria.
Inoltre su tale rimessa incide uno specifico contributo (CIDE - Contribuição de Intervenção no Domínio Econômico) del 10%.

5.1 Quali sono gli organismi responsabili per la concessione di visti per la residenza in Brasile?
Il Ministério do Trabalho, attraverso la Coordenadoria Geral de Imigração (CGIG), è l’organi-smo responsabile per le concessioni di permessi di soggiorno.

5.2Quali sono le categorie di visto o permesso?
La legislazione brasiliana presuppone la concessione delle seguenti categorie di visto o permesso di soggiorno d’accordo con ogni situazione e finalità del viaggio.
a) Visto per viaggi di affari di corta durata e per turismo.
Per un periodo fino a 90 giorni, a contare dalla data di arrivo nel paese, allo straniero è permessa la partecipazione a riunioni, conferenze, fiere, visite a potenziali clienti, ricer-che di mercato od attività simili.
Con riferimento al visto di turista è sufficiente presentare il biglietto aereo di andata e ritorno.
In entrambe le situazioni, tuttavia, non è permesso lavorare nel paese.
b) Permesso di soggiorno provvisorio speciale.
Non è permesso lavorare e ricevere lo stipendio da entità o aziende brasiliane. Normal-mente è concesso alle persone che intendono partecipare a missioni religiose, studenti, tiro-cinanti e a tutti coloro che hanno bisogno di assistenza medica presso ospedali brasiliani.
c) Permesso di soggiorno provvisorio di lavoro.
Visto di lavoro subordinato allo straniero contrattato da una società costituita in Brasile che potrà essere concesso per un periodo iniziale di due anni (rinnovabile), e sarà sottoposto alla normativa locale sul lavoro. Potrà essere concesso anche agli artisti, spor-tivi, giornalisti.
d) Permesso di soggiorno permanente per investitori

Il visto permanente potrà essere richiesto a favore dell’amministratore o direttore straniero inviato da un investitore straniero che dimostri di aver effettuato un investimen-to minimo equivalente a US$ 200.000,00 nella società brasiliana.
Recentemente è stata introdotta la possibilità di richiedere il visto permanente a favore dell’amministratore o direttore straniero di un investitore straniero che dimostri di aver effettuato un investimento minimo equivalente a US$ 50.000,00, con impegno a crea-re 10 nuovi posti di lavoro, nei successivi 2 anni dall’istallazione della società brasiliana o dall’assunzione delle funzioni del candidato.

Un amministratore o direttore, che abbia ottenuto un visto permanente, potrà amministrare anche altre società appartenenti allo stesso gruppo economico, mediante rilascio di una specifica autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro. Il visto permanente potrà essere concesso anche ad una persona fisica straniera che effettui direttamente un investimento uguale o superiore a US$ 50.000,00, ovvero inferiore a tale valore se la stessa s’impegni ad assumere 10 nuovi dipendenti nei suc-cessivi cinque anni.

6.1 Quali sono le figure professionali indicate per la formalizzazione e l’elaborazione di documenti ai fini sopra indicati?
a) Costituzione di società.
Avvocato – lo stesso elabora gli atti costitutivi (contratto sociale) ed ulteriori documenti della società, tranne nell’ipotesi in cui si conferiscano beni immobili od in presenza di mi-nori. In Brasile non esiste la figura professionale del commercialista. Tale lavoro è svolto da parti di avvocati specializzati nell’assistenza in materia societaria.
Ragioniere – il ragioniere s’incarica dell’ottenimento delle iscrizioni della nuova società presso gli organi pubblici e dei successivi aggiornamenti. Inoltre il ragioniere sarà respon-sabile per la contabilità e gli adempimenti fiscali della società, così come per l’elaborazio-ne dei bilanci della stessa.
Auditor Indipendente – il revisore sarà responsabile per rivedere le registrazioni fiscali e contabili della società, così come i bilanci della stessa, preparati dal Ragioniere.
b) Operazioni immobiliari
L’avvocato sarà responsabile per l’importante analisi dei documenti immobiliari e delle pendenze processuali relative ai venditori, onde garantire l’acquisto, e preparerà gli atti e le procure per la scrittura privata. L’atto pubblico sarà preparato dal notaio (Tabelião), e successivamente registrato presso il Cartorio de Registro de Imóveis.
c) Contratti privati
I contratti sono normalmente preparati o verificati da un avvocato.
d) Contratti pubblici
In Brasile, la maggioranza degli atti potrà essere formalizzata per mezzo di scritture pri-vate, mentre, per alcuni atti specifici, la legge esige la relativa formalizzazione per mezzo di un atto pubblico. In tale caso, il responsabile dovrà essere un tabelião (notaio). La legge espressamente richiede la forma pubblica per le scritture pubbliche di compravendita di immobili, testamenti, donazione agli eredi. In qualsiasi caso, si consiglia che un avvocato assista l’operazione.
e) Marchi e brevetti
I contratti per licenza e trasferimento e la richiesta di registrazione sono preparati da avvocati specializzati nell’area della proprietà intellettuale o da ditte di consulenza in questo settore.
f) Permessi di soggiorno
L’avvocato specializzato nell’area d’immigrazione potrà ausiliare nel processo di richiesta dei permessi di soggiorno in Brasile o da uffici specializzati.
g) Operazioni di cambio
I contratti di cambio saranno realizzati con un’istituzione bancaria, però l’intermediazione degli stessi potrà essere svolta da un agente di cambio (corretor de câmbio).
h) Operazioni di import/export
Tali operazioni in Brasile sono necessariamente svolte da un agente doganale (despachante).
6.2 Quali sono le principali autorità locali e qual è la loro funzione?
a) Receita Federal (Guardia di Finanza)
Dogana; emissione di Codici fiscali – CNPJ o CPF - organo fiscale per tributi federali.
b) Junta Comercial (Camera del Commercio)
Organo per la registrazione di documenti delle società imprenditoriali.
c) Tabelião (Notaio)
Elabora gli atti pubblici.
d) Registro de Títulos e Documentos
Organo per il registro di documenti privati, per validità degli stessi presso terze parti (non elabora tali documenti).
e) Registro de Pessoa Jurídica
Organo per la registrazione di documenti di società semplice.
f) Registro de Imóveis (Conservatoria dei registri immobiliari)
g) Banca Centrale
Un’ utile pubblicazione sugli investimenti stranieri in Brasile è la Guia legal para o inve-stimento estrangeiro, pubblicata dal Centro de Estudos das Sociedades de Advogados (CESA), disponibile in portoghese ed in inglese al sito www.cesa.org.br

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