La Bandiera del Brasile fu adottata con decreto n° 4 del 19 novembre
1889. L'idea della Bandiera del Brasile si deve al professore Raimundo
Teixeira Mendes, presidente dell'Apostolato Positivista del Brasile.I
colori verde e giallo sono associati alla casa reale di Braganza, della
quale fa-ceva parte l'imperatore Dom Pedro I, e alla casa reale degli
Asburgo, alla quale appar-teneva l'imperatrice D. Leopoldina. Il
Circolo interno blu corrisponde a una immagine della sfera celeste,
inclinata secondo la latitudine della città del Rio de Janeiro alle 12
ore siderali (8 ore e 30 min) del giorno 15 novembre 1889. Ogni stella
rap-presenta uno Stato della Federazione e tutte hanno 5 punte.Le
stelle non hanno la stessa dimensione bensì appaiono in 5 (cinque)
dimensioni diverse, che non corrispondono alla magnitudo astronomica,
ma sono relative a se stes-se, cioè allo Stato che rappresentano.
Quanto maggiore la magnitudo della stella(Stato), maggiore è la sua
dimensione sulla Bandiera.
Astronomia della Bandiera Brasiliana:
Nove costellazioni, per un totale di 27 stelle, sono rappresentate
nella Bandiera. Nonostante alcuni dicano che la fascia bian-ca della
Bandiera rappresenti l'eclittica, oppure l'equatore celeste o lo
zodiaco, in verità la fascia bianca, su cui risalta la scritta "Ordem e
Progresso" non ha nessuna relazione con l' astronomia. Il motto Ordem e
Progresso è attribuito al fi losofo positivista francese Auguste Comte,
che aveva numerosi seguaci in Brasile.
Relazione tra le costellazioni, gli stati e le stelle
L'Inno Nazionale Brasiliano
Versi di Joaquim Osório Duque Estrada
Musica di: Francisco Manuel da Silva
La musica dell'Inno Nazionale brasiliano fu composta nel 1822 per commemorare l'Indipendenza nazionale.
Ipiranga: località di San Paolo dove fu proclamata l'indipendenza nel 1822.
Parte I
Ouviram do Ipiranga as margens plácidasde um povo heróico o brado
retumbante,e o sol da liberdade, em raios fúlgidos, brilhou no céu da
pátria nesse instante.
Se o penhor dessa igualdade conseguimos conquistar com braço forte, em
teu seio, ó liberdade, desafia o nosso peito a própria morte!
Ó Pátria amada, idolatrada,salve! Salve!
Brasil, um sonho intenso, um raio vívido de amor e de esperança à terra
desce, se em teu formoso céu, risonho e límpido,a imagem do cruzeiro
resplandece.
Gigante pela própria natureza, és belo, és forte, impávido colosso, e teu futuro espelha essa grandeza.
Terra adorada,entre outras mil,és tu, Brasil,ó pátria amada! Dos filhos deste solo és mãe gentil, pátria amada,Brasil!
Parte II
Deitado eternamente em berço esplêndido,ao som do mar e à luz do céu
profundo, fulguras, ó Brasil, florão da América, iluminado ao sol do
novo mundo!
Do que a terra, mais garrida,teus risonhos lindos campos têm mais
flores; Nossos bosques têm mais vida,Nossa vida em teu seio mais amores.
Ó pátria amada,idolatrada,salve! Salve!
Brasil, de amor eterno seja símbolo, o lábaro que ostentas estrelado,e
diga o verde-louro dessa flâmula, paz no futuro e glória no passado.
Mas, se ergues da justiça a clava forte,verás que um filho teu não foge à luta, nem teme, quem te adora, a própria morte.
Terra adorada,entre outras mil,és tu, Brasil,ó pátria amada! Dos filhos deste solo és mãe gentil,pátria amada,Brasil!
La bandiera italiana
La bandiera italiana è una variante della bandiera della rivoluzione
francese, nella quale fu sostituito l’azzurro con il verde che, secondo
il simbolismo mas-sonico, signifi cava la natura ed i diritti naturali
(uguaglianza e libertà).Non si sa precisamente quando è stata
utilizzata per la prima volta; Napoleone la adottò il 15 maggio 1796
per le Legioni lombarde e italiane. Nell’ottobre dello stesso anno il
tricolore assunse il titolo di bandiera rivoluzionaria italiana ed il
suo verde, proclamato colore nazionale, divenne per i patrioti simbolo
di speranza per un migliore avvenire. In quell’epoca le sue bande erano
disposte talvolta verticalmente all’asta, con quella verde in primo
luogo, talvolta orizzontalmente, con la verde in alto. A cominciare dal
1° maggio 1798 soltanto verticalmente. Nella metà del 1802 la forma
diviene quadrata, con tre quadrati degli stessi colori racchiusi l’uno
nell’altro. Abolito alla caduta del Regno Italico, il tricolore fu
ripreso, nella sua variante rettangolare, dai patrioti dei moti del
1821 e del 1831. Mazzini la scelse come bandiera per la sua Giovine
Italia, e fu subito adottata anche dalle truppe garibaldine.La variante
sabauda divenne bandiera del Regno d’Italia fi no al referendum
istituzio-nale del 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne Repubblica e
lo scudo dei Savoia fu tolto.La bandiera italianaMarina MilitareMarina
MercantileRepubblica Cisalpina(1797-1802)Repubblica
Italiana(1802-1805)Regno Italico(1814-1815)Regno di Sardegna e
d’Italia(1848-1946)
L’Inno Nazionale Italiano
Testo di Goffredo Mameli (Canto degli Italiani)
Musica di Michele NovaroIl
Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come l’Inno di Mameli, fu
scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota
Goffredo Mameli e fu musicato poco dopo a Torino da Michele Novaro. Il
Canto degli Italiani nacque in un clima di fervore patriottico che già
preludeva alla guerra contro l’Austria. Il 12 ottobre del 1946 l’Inno
di Mameli divenne l’inno nazionale della Repubblica Italiana
sostituendo la sabauda Marcia reale.
Qui di seguito viene riportato il testo completo del poema originale
scritto da Goffredo Mameli; tuttavia l’inno italiano, così come
eseguito in ogni occasione ufficiale, è composto dalla prima parte(la
prima strofa e il coro, ripetuto due volte), e termina con un “Sì”
deciso. Il resto del poema richiama episodi rilevanti della lotta per
l’unificazione dell’Italia.
Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa. Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma, Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
(Coro,ripetuto) Stringiamoci a coorte,
Siam pronti alla morte,
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò. (Si)
Ulteriori strofe dell’Inno
Noi siamo da secoli calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché
siam divisi.Raccòlgaci un’unica Bandiera, una speme:Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morteL’Italia
chiamò.Uniamoci, amiamoci, l’unione e l’ amorerivelano ai Popoli Le vie
del Signore;Giuriamo far libero Il suolo natìo:uniti per Dio Chi vincer
ci può? Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci, l’unione e l’ amorerivelano ai Popoli Le vie del
Signore;Giuriamo far libero Il suolo natìo:uniti per Dio Chi vincer ci
può?Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Dall’Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano,Ogn’uom di Ferruccio Ha il core,
ha la mano,I bimbi d’Italia si chiaman Balilla,Il suon d’ogni squilla I
Vespri suonò.Stringiamoci a coorte Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.
Son giunchi che piegano Le spade vendute:Già l’Aquila d’Austria Le
penne ha perdute.Il sangue d’Italia, Il sangue Polacco,Bevé, col
cosacco, Ma il cor le bruciò.Stringiamoci a coorte Siam pronti alla
morte
L’Italia chiamò.
Note al testo
Scipio: L’elmo che indossa l’Italia pronta ad entrare in guerra contro
gli austriaci è del generale romano Publio Cornelio Scipione, detto
l’Africano, che sconfisse il generale cartaginese Annibale nella
battaglia di Zama (nell’attuale Algeria) nel 202 a.C. mettendo fine
alla seconda guerra punica.
Vittoria: Nell’antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli per
distinguerle dalle donne libere che li portavano lunghi. La dea
Vittoria, schiava di Roma per volere divino, è chiamata ad offrire la
chioma affinché le venga tagliata.
Coorte: La Patria chiama alle armi: la coorte era un formazione da
combattimento del-l’esercito romano, decima parte di una legione. La
corte è altra cosa.
Bandiera: Mameli auspica che l’Italia del 1848, ancora divisa in 7
Stati (Regno di Sarde-gna, Regno Lombardo-Veneto, Regno delle Due
Sicilie, Stato Pontificio, Granducato di Toscana, Ducato di Parma,
Ducato di Modena), si ritrovi unita sotto un’unica Bandiera e una sola
speranza (speme).
Legnano: A Legnano si svolse la battaglia del 1176, dove la Lega
Lombarda, che raggrup-pava i Comuni italiani guidati da Alberto da
Giussano, sconfissero Federico Barbarossa.
Ferruccio: Il capitano Francesco Ferrucci fu il simbolo della strenue
difesa della Repubbli-ca di Firenze, assediata dall’esercito imperiale
di Carlo V nel 1530. Il 2 agosto, dieci giorni prima della
capitolazione della città, egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana;
ferito e catturato, viene finito a Firenze da Fabrizio Maramaldo, un
italiano al soldo straniero, al quale rivolse le celebri parole
d’infamia “Tu uccidi un uomo morto”.
Balilla: Balilla è il soprannome di Giambattista Perasso, il ragazzo
genovese simbolo della rivolta popolare contro gli austriaci. Il 10
dicembre 1746, dopo cinque giorni di lotta, la città ligure si libera
dell’occupazione straniera, durata alcuni mesi. Il soprannome fu poi
recuperato dal Fascismo per chiamare il primo dei suoi quadri giovanili
Vespri: La sera del 30 marzo 1282 il suono delle campane (ogni squilla)
chiama i palermi-tani all’insurrezione contro i francesi di Carlo
d’Angiò. La sommossa è ricordata come la rivolta dei Vespri siciliani.
Le spade vendute: Mameli sottolinea il declino dell’Austria: “le spade
vendute” sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi. Questa strofa
fu in origine censurata dal Governo piemontese.
Aquila d’Austria: L’Aquila d’Austria è l’aquila bicipite, presente
nello stemma degli Asburgo. Il “cosacco” è la Russia. Con essa
l’Austria procedette allo smembramento della Polonia nel 1795. Ma il
sangue sparso dei popoli oppressi lacerò il cuore dell’aquila asburgica.
* STORIA DEL BRASILE
L'incontro di due mondi
Gli indios del Brasile non avevano sviluppato alcun tipo di civiltà
centralizzata, come fecero invece gli Incas o i Maya o gli Aztechi e
hanno lasciato dietro di sé scarsissime testimonianze archeologiche,
costituite perlopiù da oggetti in ceramica, cumuli di conchi-glie e
scheletri. La popolazione india della regione attualmente occupata dal
Brasile era molto variegata e si ritiene che contasse fra i due e i
cinque milioni di individui quando arrivarono i primi esploratori
portoghesi.
Vivendo lungo il litorale, furono i Tupì che i Portoghesi e i gli altri
europei incontra-rono quando ebbero inizio le esplorazioni lungo la
costa fin dall'inizio del XVI secolo.
Mentre gli Spagnoli cercavano di raggiungere le Indie navigando verso
occidente, giungendo nel 1492 in America, i portoghesi si attenevano
alla rotta in direzione est. Ma nella grande corsa alle esplorazioni,
inevitabili furono tra Portogallo e Spagna i conflitti, soprattutto per
quanto riguardava le zone di possesso e di influenza.
Con l'intervento del Papa Alessandro VI fu firmato tra le due potenze
nel 1494 il trat-tato di Tordesillas, secondo il quale tutte le terre
scoperte e non ancora scoperte che si trovavano ad est del meridiano
situato a 370 leghe ovest di Capo Verde sarebbero appar-tenute al
Portogallo, quelle ad ovest del meridiano alla Spagna. Mentre ci
sarebbero voluti ancora anni perché il meridiano di Tordesillas fosse
stabilito con precisione, a causa della mancata determinazione della
longitudine, e sebbene le altre potenze dell' epoca non lo
riconoscessero, si può dire che Spagna e Portogallo vi si attennero in
buona misura: se il Brasile oggi parla portoghese in un continente
dominato dalla lingua spagnola, ciò è dovuto al Trattato di Tordesillas.
Scoperta del Brasile
Nel marzo 1500 Pedro Álvares Cabral salpó con 13 caravelle da Lisbona,
con l'in-tenzione dichiarata di raggiungere l' Oriente, con una rotta
che prevedeva una deviazione sud-ovest, per sfruttare meglio i venti
favorevoli di ponente. Ma dopo essere giunta oltre Capo Verde, la
flotta di Cabral si spinse più ad ovest del dovuto.
Il 21 aprile 1500 fu avvistata terra e il giorno seguente i portoghesi
sbarcarono nei pressi dell'attuale porto Seguro, nello Stato di Bahia.
Alla montagna che avevano visto dalle navi veniva dato il nome di Monte
Pascoal essendo la settimana santa. Il 26 aprile veniva celebrata la
prima messa sulla nuova terra.
Il primo maggio Cabral prese ufficialmente possesso in nome del Re del
Portogallo Manuel I del territorio, che chiamo' Terra de Santa Cruz. Il
giorno seguente la flotta salpo' per l'India. Alcuni storici affermano
tuttavia che il Brasile fu fin dal primo momento la vera meta della
spedizione e in effetti il sovrano del Portogallo riferì la scoperta
compiuta da Cabral in termini così realistici da far supporre che
l'esistenza del Brasile fosse già ben nota ai naviganti.
Effettivamente, il Portogallo era già a conoscenza dell' esistenza di
nuove terre ad Occidente dopo i viaggi di Colombo e aveva avuto
garanzia del loro possesso con il Tratta-to di Tordesillas. Inoltre
spedizioni spagnole avevano già toccato il nord del Brasile.
In quei decenni di intensis-sime esplorazioni, che dovevano ridisegnare
definitivamente le car-te geografiche e i mappamondi, un contributo di
portata immensa fu data da Amerigo Vespucci (Améri-co Vespúcio per i
brasiliani), tanto che le terre del nuovo mondo furono presto chiamate
con il suo nome. Di famiglia fiorentina, Vespucci (1451-1512) conobbe a
Siviglia Cristoforo Colombo, i cui viaggi lo spinsero a partecipare
alla generale ricerca di un passaggio ad ovest per rag-giungere le
Indie. Sotto la bandiera spagnola compì il primo viaggio nel 1498
giungendo nell'odierno Ve-nezuela e sulle coste settentrionali del
Brasile. Nel suo secondo viaggio (1499) ancora costeggiando il Brasile,
giunse probabi-bilmente fino ad Aracatì, a sud di Fortaleza, e a Capo
Sant' Agostino. Nel terzo viaggio, pas-sato al servizio del Portogallo,
giunse, nel 1501 a quella che chiamò Bahia de Todos Os Santos
(Salvador); di lì, costeggiò praticamente tutto il continente passando
per l'attuale Rio de Ja-neiro e Angra dos Reis fino alla foce del Rio
Plata.A Cabo Frio, per garantire il futuro sfrutta-mento delle ricche
foreste di pau-brasil, fondò il primo insediamento fortificato
portoghese nel continente con una guarnigione di 24 uomini di cui la
meta' italiani.
Lo sfruttamento del legname fu inizialmente la principale ragione di
interesse per gli europei verso la nuova terra scoperta, tanto da
chiamare la regione Terra do Brasil, dato il grande valore che aveva
questo legname, in particolare per la sostanza colorante rossa che
produceva, utilizzata in Europa dall'industria tessile.
1500-1530: Fin dal 1504 si registrano sulla costa brasiliana incursioni
francesi per l'acca-parramento del pau-brasil. Queste incursioni erano
dovute, al di là della ricerca del pre-zioso legname, alle strategie
espansionistiche delle potenze europee (Francia, Inghilterra, Olanda)
che non riconoscevano il trattato di Tordesillas.
In una prima fase non era intenzione del Portogallo oc-cupare il
territorio scoperto, c'era piuttosto una occupazione mobile. I
portoghesi percorrevano la costa brasiliana per difen-dere i
possedimenti e fondarono insediamenti ed avamposti per il commercio del
pau-brasil. Il commercio del pau-brasil e' dunque la prima attività
economica della nuova terra ed è anche la prima attività ad essere
dichiarata monopolio della Corona. Gli alberi erano tagliati dagli
indios, in cambio di og-getti di metallo, come scuri, tessuti, specchi,
ami. Man mano che gli alberi scarseggiavano sul litorale, maggiore era
la parte-cipazione degli indios nella ricerca di boschi nell'interno.
La Colonia
Se in un primo momento, dunque, l'intenzione dei portoghesi è la
ricerca di "porti sicuri" a garanzia delle vie commerciali con l'
Africa e con le Indie, con le quali il commercio era assai più
redditizio, successivamente prende avvio il processo di conquista e di
coloniz-zazione del territorio, sempre più oggetto di attenzione da
parte, oltre che della Francia anche dell' Olanda e della Spagna.
1501: Il Re portoghese Dom Manuel concede ad un gruppo di mercanti
guidati da Fernan-do de Noronha(l'italiano Ferdinando della Rogna,
amico del Re del Portogallo) il diritto di sfruttare il pau brasil
nella terra chiamata Terra de Santa Cruz. L'anno seguente parte la
prima spedizione per questo scopo: i risultati furono così
soddisfacenti che quale riconoscimento a Fernando di Noronha, nel 1504,
fu donata un'isola nell'arcipelago da lui scoperto che oggi porta
ancora il suo nome. E' la prima capitania ereditária del Brasile.
Le capitanias hereditarias e la linea del meridiano di Tordesillas
(a ovest della linea i territori spagnoli, ad est i possedimenti portoghesi)
1530: Martim Afonso de Souza guida la prima spedizione esplorativa volta a colonizzare le terra brasiliane.
1534: In risposta alle azioni dei francesi, che avevano occupato vari
punti del litorale non riconoscendo al Trattato di Tordesillas validità
giuridica, la Corona portoghese fece il primo tentativo di colonizzare
il Brasile. Il territorio fu diviso in 14 fasce orizzontali, le
Capitanias Hereditárias, di circa 350 chilometri di larghezza, che
iniziavano dalla costa e terminavano nell'interno, alla linea
immaginaria del Trattato di Tordesillas. Queste erano concessioni di
determinate estensioni del territorio ad altrettanti donatari,
personaggi vicini alla corona, ai quali, a fronte dei benefici
economici e politici che ricevevano, era richiesto di garantirne lo
sviluppo economico e la difesa. I donatari esercitavano l'autorità
amministrativa e giuridica, la riscossione delle tasse e la
distribuzione delle terre, ma non possedevano il diritto sulla
proprietà dei terreni, che rimanevano al re.
Con l'eccezione delle capitanie di Pernambuco e S. Vicente, il sistema
non riuscì ad assicurare alcuna ricchezza e sicurezza a territori, le
cui coste vedevano le incursioni degli indios, degli inglesi, dei
francesi e degli olandesi, che necessitavano di grandi investimen-ti e
verso le quali, con poche eccezioni, i donatari non mostravano alcun
interesse.
La costa nordorientale del Brasile, trovandosi più vicina al Portogallo
ed ammini-strata in modo più diretto,si sviluppò più rapidamente del
sud, scarsamente occupato dai portoghesi e più vulnerabile agli
attacchi stranieri.
1548: La Corona portoghese, di fronte al fallimento delle capitanias,
adotta una forma di governo più centralizzata, con la creazione di un
"governo-geral". Tomé de Souza è il primo governatore del Brasile.
1549: Fondazione di San Salvador di Bahia da parte di Tomé de Souza. Il
luogo è scelto sia per la posizione geografica sia per le condizioni
naturali dell'interno, favorevoli alla coltivazio-ne della canna da
zucchero. Con Tomé de Sousa sbarcano anche i Gesuiti, guidati da Manuel
da Nóbrega, che si dedicano alla catechizzazione degli indigeni e
all'istruzione dei coloni. Nei secoli seguenti costruiranno chiese,
missioni, scuole.
1549-1553: i conflitti tra i portoghesi e gli indigeni furono una
costante dell'inizio della colo-nizzazione. Tomé de Souza si alleò con
gli indios tupì contro le altre etnie, facendo schiavi gli sconfitti. I
Gesuiti che sbarcarono con il Governatore generale furono gli unici
protettori degli indios; si opposero alla schiavitù e si scontrarono
con le autorità statali portoghesi, ma l'appli-cazione della loro
rigida morale distrusse le tradizioni e la cultura indigene.
1553-1558: Inizia la produzione dello zucchero (Duarte da Costa secondo
Governatore gene-rale). I coloni scoprirono ben presto che il terreno e
il clima del Brasile erano ideali per la col-tivazione della canna da
zucchero. Per reperire le masse di lavoratori necessari al lavoro nelle
piantagioni per la produzione dello zucchero, che aveva luogo negli
"engenho", si utilizzarono gli indios ridotti in schiavitù e gli
africani importati.
1555-60: Colonia della France Antarctique nella baia di Guanabara
I Francesi, che non riconoscevano il Trattato di Tordesillas, fondarono
la cosiddetta France Antarctique, una piccola colonia nella Baia di
Guanabara (Rio de Janeiro), sotto il comando di Nicolas Durand de
Villegaignon. Principale occupazione era lo sfruttamento del
pau-brasil, con la manodopera indigena. Nel 1565 i Portoghesi guidati
dal Governatore Mem de Sá, che aveva spezzato l'alleanza tra gli indios
locali e i francesi, li allontanarono dalla Baia in seguito alla
battaglia nei pressi della Chiesa da Gloria di Outero.
1562: Scoppia a Bahia una terribile epidemia di vaiolo, che
colpisce,decimandoli, gli indios. I sopravissuti fuggono verso
l'interno, lasciando i coloni bianchi senza mano d'opera nelle
piantagioni.
1565: Estácio de Sá fonda São Sebastião do Rio do Janeiro.
1572: il Re del Portogallo crea il Vice-Reame del Brasile, con capitale Salvador (Bahia)
1568: Il Governatore di Salvador rende ufficiale il traffico di schiavi
africani. Ciascun senhor de engenho (produttori di zucchero) è
autorizzato a comprare fino a 120 schiavi all'anno. Questi andranno a
sostituire nelle piantagioni gli indios, considerati inadatti ai lavori
agricoli. Con la manodopera schiava è garantito il prezzo competitivo
dei prodotti all'estero e lo stesso traffico è fonte di grandi profitti
per i portoghesi. In questi anni vi è una forte domanda di zucchero da
parte dell' Europa; disponendo di terreni adatti e con il lavoro degli
schiavi, agli inizi del XVII secolo gli Stati di Pernambuco, Alagoas e
Bahia erano i primi produttori di zucchero del mon-do e l'orgoglio
dell' impero portoghese, fino a quando non sorse la concorrenza degli
Olandesi che iniziarono a produrre zucchero nei Carabi.
1580-1640: l'annessione della Corona portoghese a quella spagnola
(Unione iberica), a causa della mancanza di eredi al trono del
Portogallo, crea molti problemi al Brasile; l'Olanda, antica alleata
del Portogallo, si trasforma in nemica, attaccando e occupando grandi
fasce del litora-le, dove costruische fortezze e fonda città come
Cidade Mauricia (Recife, dal nome del principe Maurizio di Nassau)
1621: il territorio brasiliano è diviso nello Stato del Brasile, con
sede a Salvador e nello Stato del Maranhão, con sede a São Luis, con
l'obiettivo di migliorare la difesa della regione nord.
1624- 45: gli Olandesi conquistano Bahia e Pernambuco e assumono il controllo del Nordest.
1640: I gesuiti sono espulsi da San Paolo. Si intensificano le
spedizioni contro gli indios per ridurli in schiavitù ad opera dei
bandeirantes, vere e proprie bande o organizzazioni armate, composte in
maggioranza da mezzosangue indios.
1640: Fine dell'Unione iberica restaurazione del trono portoghese, sul
quale sale il Duca di Braganza con il nome di Dom João IV.
1654: i portoghesi respingono definitivamente gli olandesi dalla costa nordestina
1654: Apertura dei mercati portoghesi e brasiliani all' Inghilterra che
aveva sostenuto il Portogallo nella guerra contro la Spagna dopo la
fine dell' Unione iberica.
1690: scoperta dell' oro nel Minas Gerais (che significa infatti
Miniere Generali). Attorno al 1690 fu scoperto l'oro nel Minas Gerais,
con il conseguente massiccio arrivo di brasi-liani e portoghesi che
portarono con sé un'infinità di schiavi africani. Città come arrivo di
Riberao do Carmo (Mariana), Vila Rica (Ouro Preto) e São João del Rei
sorsero nel Planato Central e i segni del loro passato e della
prosperità sono ben visibili ancora oggi.
L'oro e le pietre preziose destinate al tesoro reale venivano
trasportate lungo "l'Estrada Real" a Parati e Rio de Janeiro, che
iniziò così la sua prosperità. Il periodo di maggior produzione è tra
il 1735 e il 1754, quando l'esportazione annua dell'oro giunge ad una
media di 14,5 tonnellate. Nel 1729 e' la volta della scoperta dei
diamanti nel Minas Gerais (Diamantina e Serra do Frio).
1750: Trattato di Madrid fra Spagna e Portogallo sulle frontiere latino
americane. Rico-nosce il diritto di possesso della terra a chi la usa.
Su tale base il Portogallo cede alla Spagna le terre al confine
occidentale del Rio della Plata e ottiene dalla Spagna la regione
amazzonica, il Mato Grosso, il Goiás e il Rio Grande do Sul
1759: Il potente ministro del re portoghese, il Marchese di Pombal,
decreta l'espulsione dei Gesuiti dal Portogallo e dal Brasile, con la
motivazione che la Compagnia stava assu-mendo funzioni più politiche
che spirituali e che erano in conflitto con lo Stato (eccessiva
protezione degli indigeni ad esempio). Lo stesso Ministro estingue il
sistema delle capi-tanias hereditarias ancora esistenti.
1763: la crescente importanza economica e portuale e la vicinanza ai
distretti minerari dell'oro e dei diamanti suggeriscono al Governo
portoghese di spostare la capitale della Colonia da Salvador de Bahia a
Rio de Janeiro.
1789: Primo movimento di indipendenza nel Minas Gerais: rivolta di Tiradentes,
Nel 1750 la quantità di oro estratta nel Minas Gerais iniziò a
diminuire. La Corona por-toghese fu costretta ad accrescere le già
pesanti tasse. Ispirandosi alla rivoluzione delle colonie
nordamericane, nel febbraio 1789 un gruppo di ufficiali tenta di
assassinare il go-vernatore, con l'intenzione di sollevare una rivolta
popolare contro la monarchia in nome della "libertà del Minas Gerais".
L'episodio è noto come l'Inconfidência Miniera. In seguito ad una
delazione il piano fu scoperto e i cospiratori furono condannati a
morte, ma solo Joaquim José da Siva Xavier, soprannominato Tiradentes,
fu giustiziato il 21 aprile 1792. Ti-radentes, ex sottotenente dei
dragoni, apparteneva ad una classe sociale inferiore a quella degli
altri congiurati e il suo coraggio esemplare durante il processo e l'
esecuzione a Rio de Janeiro accesero l' immaginazione popolare, che
fece di lui un martire. Nel XIX secolo i repubblicani ne fecero un eroe
nazionale, precursore dell' Indipendenza e il simbolo di libertà e di
resistenza patriottica, dal 1890 l'anniversario della sua esecuzione
(21 aprile) è festività nazionale in tutto il Brasile.
1800: all'inizio del XIX secolo, la popolazione complessiva del Brasile
era di circa 3 mi-lioni di abitanti. La città più popolosa era
Salvador, con 50.000 abitanti; la capitale Rio de Janeiro raggiungeva i
40.000 abitanti; Ouro Preto, che verso il 1750 aveva 30.000 abitanti,
era scesa a 20.000 abitanti.
L'Impero
1807: Invasione del Portogallo da parte delle armate napoleoniche.
1808: Il Reggente del Portogallo (poi Re Giovanni VI), con la protezione della flotta ingle-se, si rifugia in Brasile.
L'arrivo della Corte porto' vantaggi alla Colonia-regno: aprì i porti
al commercio estero, rimodellò la città capitale, stimolò l'economia
regionale, diversificando l'agricol-tura nel Rio Grande do Sul;
sviluppò la coltivazione del cotone, molto richiesto dall'in-dustria
tessile inglese. Vengono fondati il Banco do Brasil e il Jardim
Botánico. Il Brasile divenne così l'unica colonia del Nuovo Mondo ad
essere sede di un monarca europeo, nello stesso tempo cessò di essere
colonia per diventare un Impero.
1810: Un accordo tra Inghilterra e Portogallo, con la concessione di
tariffe privilegiate, afferma il dominio britannico nel commercio, a
favore delle industrie inglesi ( protezioni-smo, monopolio sui prodotti
brasiliani)
1815: Il re eleva il Brasile alla condizione di Regno Unito a
Portogallo e Algarve. Istituisce l' Accademia Militare e Navale e la
biblioteca reale.
1821: Re Giovanni VI su richiesta del Parlamento ritorna in Portogallo
per giurare sulla prima Costituzione e lascia il figlio Pedro Reggente
del Brasile.
9 gennaio 1822: Il Principe reggente manifesta la sua decisione di
rimanere in Brasile, andando contro le pretese portoghesi di abolire la
reggenza e di richiamarlo a Lisbona (Dia do fico).
7 settembre 1822: Pedro proclama l'indipendenza del Brasile e diventa
imperatore al grido Independência ou morte! sulle rive del fiume
Ipiranga nei pressi di San Paolo. Il Porto-gallo non aveva forza
sufficiente per combattere la propria colonia più importante.
Dom Pedro I è incoronato Imperatore del Brasile nel dicembre 1822.
11 agosto 1826: per decreto imperiale sono istituite due scuole di
Diritto: una a Olinda, per il nord e l'altra a San Paolo, per il sud.
1825: L' Inghilterra riconosce l' impero brasiliano, in cambio del mantenimento dei privi-legi acquisiti in precedenza.
7 aprile 1831: La crescente opposizione liberale e gravi episodi
politici ( la morte del medico e giornalista di origine italiana Libero
Badarò nel 1830, per la quale il re fu consi-derato responsabile)
convincono Pedro I ad abdicare a favore del figlio.
1831-1841: il Brasile è governato da Reggenti, a causa della minore etá del figlio.
1840: Pedro II è incoronato imperatore all'etá di 14 anni.
1845: In Inghilterra è approvato l' Aberdeen Bill, che consentiva alle
navi inglesi di at-taccare in acque internazionali navi brasiliane
coinvolte nel traffico degli schiavi. Con l'intensificazione della
repressione del traffico, gli inglesi attaccarono le navi anche nei
porti brasiliani.
1850: Abolizione della tratta degli schiavi, che non impedì che
continuasse, ancora per decenni, il traffico interno, con i proprietari
delle fazendas di caffè che compravano gli schiavi del nordest.
1850: inizia la coltivazione del caffè.
1871: I figli nati da schiavi acquistano la libertà (Lei do ventre
livre) 1886: Tutti gli schiavi di età superiore ai 60 anni sono resi
liberi (Leis do Sexagenarios), che ebbe scarsa applicazione, in quanto
non erano molti gli schiavi che raggiungevano quell'età. 13 maggio
1888: La principessa Isabel, che sostituiva il padre e imperatore in
viaggio in Europa, dirama la legge sull' Abolizione della schiavitù
(Lei aurea)
La Prima Repubblica -(1889-1930)
15 novembre 1889: Fine dell'Impero e proclamazione della Repubblica.
1889-1930: periodo noto come República Velha, caratterizzata dalla
cosiddetta politica del caffè con latte, per l'alternanza al potere
degli esponenti dei rappresentanti del Minas Gerais (latte, grandi
proprietari terrieri) e di San Paolo (caffè)
1890: Iniziano le grandi immigrazioni straniere, incoraggiate ed
incentivate anche dal Governo di Rio: il Brasile raggiunge i 15 milioni
di abitanti.
1904: "Rivolta del Vaccino", movimento popolare contro la vaccinazione
obbligatoria, ha come precedente la ristrutturazione di Rio de Janeiro,
dove il Sindaco Pereira Passos al-lontanò gli strati poveri che
vivevano nel centro coloniale, nel quale fu tracciata l' Avenida
Central, sul modello dei grandi viali parigini voluti da Hausmann.
Anche se le ex province, ora divenute Stati della Federazione, venivano
dotate di autonomia e nel 1891 fu approvata la Costituzione, il potere
rimaneva nelle mani di una élite ristretta e il Paese venne governato
da una serie di presidenti militari e civili il cui operato era
sottoposto al controllo delle forze armate.
Nel corso degli anni Venti i mutamenti sociali e la rigidità del
sistema politico mise-ro in evidenza il contrasto tra il governo e le
aspirazioni delle classi emergenti.
Rivolta di Copacabana Nel 1922 a Rio e nel 1924 a San Paolo ufficiali
dell' esercito (i tenentes) tentarono l'insurrezione; tra il 1924 e il
1927 il più famoso di questi tenentes, Luis Carlo Prestes, compì una
marcia di più di 20.000 chilometri nell'interno del Brasile alla guida
della celebre Colonna Prestes, nel tentativo di suscitare una
rivoluzione popo-lare di ispirazione comunista.
L'era Vargas - (1930-1954)
In opposizione alla politica governativa di sostegno alla produzione
del caffè, si formò un' opposizione libe-rale. Nel marzo 1930, Getúlio
Vargas, il candidato dell' alleanza liberale, fu battuto alle elezioni,
ma in ottobre egli e il suo movimento portarono alla fine della vecchia
repubblica. Vargas fu eletto Presidente del Congresso nel 1934 e nel
1935, con il pretesto di una rivolta comunista, creò uno Stato di
polizia. Nel 1937 sospese la vecchia Costituzione e instaurò un regime
autoritario ispirato ai governi di Mussolini in Italia e di Salazar in
Portogallo chiamato Estado Novo. Nonostante le simpatie per i regimi
europei di destra, nel febbraio 1942 il Brasile si schierò a fianco
degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, partecipando con sue
truppe alla liberazione dell'Italia con un contingente di 25.000 uomini
(pracinhas). La fine della guerra indebolì l'Estado Novo, il cui regime
autoritario sembrava in-compatibile con la sconfitta dei regimi di
destra in Europa. Una serie di scandali costrin-sero Vargas a mettersi
da parte. Finì suicida nell'agosto 1954.
Juscelino Kubitscheck - (1956-60)
A Vargas successe Juscelino Kubitscheck, che fu eletto Presidente nel
1956: mirava a riconciliare democrazia e crescita economica spingendo
il Brasile verso lo sviluppo e l'industrializzazione. Kubitscheck,
chiamato il Presidente Bossa Nova(simboli del periodo erano la bossa
nova e il maggiolino Volkswagen) o solo JK, lanciò un ambizioso
program-ma di integrazione nazionale, nel cui centro stava la
costruzione di una estesa rete strada-le e la costruzione della nuova
capitale, Brasilia(1960), che avrebbe dovuto promuovere lo sviluppo
delle vaste regioni dell'interno del Paese.
La Dittatura Militare - (1964-85)
Il successore di Kubitscheck fu Janio Quadros, che ereditò anche un pesante inde-bitamento e una terribile inflazione.
Denunciando sprechi, malgoverno e politiche populistiche, gli
oppositori di Var-gas e di Kubitscheck rivelavano il timore di
instabilità politica creato dalla confusa poli-tica di Quadros e dagli
eccessi del suo vice e successore João Goulart.
Nel 1964 si moltiplicarono gli scioperi e i problemi economici
peggiorarono. Mentre da sinistra si chiedevano interventi radicali, la
destra era decisa a rimuovere dalla politica ogni forma di populismo e
restituire al Paese ordine e stabilità. Per ottenere questo cercò
l'appoggio dell'esercito, che temeva il diffondersi delle idee
comuniste. Il 31 marzo ebbe inizio quella che fu chiamata la
rivoluzione del 1964. Ad aprile la democrazia era scomparsa. L' Atto
Istituzionale n. 5 del 1968 abolì le restanti libertà civili e istituì
una repressione sistematica degli oppositori. Tra il 1968 e il 1976
l'esercito e la polizia giustificarono tortura e carcere come mezzo per
combattere il terrorismo e la guerriglia. Il periodo della dittatura,
in cui centinaia di persone scomparvero senza lasciare traccia e gli
intellettuali democratici erano costretti all'esilio, coincise con il
miracolo economico brasiliano, con un tasso di crescita dell' economia
del 10% annuo. Il Brasile iniziò ad esportare i suoi prodotti
industriali.
Il Ritorno della Democrazia
In seguito all'indebolirsi del miracolo economico e alla crescente e
riorganizzata opposizione, il regime annunciò la cosiddetta abertura e
gradualmente allentò la stretta acquisendo gli elementi più liberali.
Fu concessa un'amnistia, gli esiliati iniziarono a ri-tornare e nel
1982 vi furono le prime elezioni. Nel 1984, durante la campagna del
diretas-já (elezioni subito), milioni di persone chiesero l'elezione
diretta del Presidente che ebbe luogo nel 1985, con collegi elettorali
pilotati. Risultò eletto Tancredo Neves. Egli morì prima della sua
investitura e fu sostituito dal suo vice José Sarney.
Nel novembre 1989 i brasiliani ebbero la possibilità di eleggere il
presidente con libere elezioni popolari. Il vincitore fu Fernando
Collor de Mello, che sconfisse il sinda-calista Luíz da Silva. Collor
si insediò promettendo di combattere la corruzione e ridurre
l'inflazione, ma nel dicembre del 1992 fu rimosso dalla sua carica e
incriminato per corru-zione. Il vicepresidente Itamar Franco rimpiazzò
il dimissionario Collor e nel novembre 1994 Fernando Henrique Cardoso
fu eletto presidente rimanendo in carica fino al 2002. Cardoso riuscì a
ridurre in misura significativa l'inflazione, ma a costo della perdita
di due milioni di posti di lavoro fra il 1989 e il 1996.
In questo periodo il Brasile ha ospitato nel 1992 a Rio la conferenza
mondiale del-l'ambiente (Rio 92) e nel gennaio 1995 è diventato membro
del Mercosul.
Il 27 ottobre 2002 è risultato eletto con il 61,5% dei voti Luis Inacio
"Lula" da Silva, Leader del Partito dei Lavoratori, e primo presidente
di sinistra eletto nel paese sudameri-cano. Lula ha dichiarato come
obiettivi primari la ripresa della crescita economica, il con-tenimento
del debito interno ed estero, il rilancio del Mercato Comune del
Sudamerica (Mercosul: costituito da Argentina, Brasile, Paraguay,
Uruguay e Bolivia). Conquistata la fiducia del Fondo Mondiale
Internazionale e degli imprenditori, "Lula" ha dovuto affronta-re
problemi seri quali la riforma agraria, gli interventi sulle pensioni e
sul sistema fiscale, gli squilibri sociali.
Le prossime elezioni presidenziali sono previste per il mese di ottobre 2006.
* ARCHITETTURA
Prima della colonizzazione, il patrimonio artistico era limitato e
privo di grande originalità. La produzione più notevole era costituita
da urne funerarie(isola di Marajo, alle foci del Rio delle Amazzoni),
con una decorazione estremamente varia. Nella parte meridionale, si
trovano idoli, statue e sculture in pietra. Alcune pitture rupestri
sono state ritrovate in Amazzonia e nel Ceará.
L'arte coloniale s'impernia soprattutto sull'architettura, spesso di
stampo europeo. Pochi sono gli edifici rimasti dei primi 150 anni di
colonizzazione. L'arte del periodo colo-niale si ricollega nell'insieme
al barocco portoghese e il suo sviluppo, piuttosto tardivo, si colloca
nel XVII e nel XVIII secolo. I centri storici di Salvador, Olinda e San
Luis con-servano un ammirevole patrimonio architettonico insieme alle
città storiche del Minas Gerais(Ouro Preto, Tiradentes, Diamantina) che
hanno splendidi esempi d'architettura coloniale e sono comprese nella
lista Unesco del patrimonio dell'umanità.
Il Novecento ha lasciato la sua influenza prima con l'Art Deco e poi
con la costruzio-ne dei grattacieli, ma la creazione più audace e
sorprendente è la fondazione della nuova capitale Brasilia, realizzata
tra gli anni 50 e 60, in base a progetti di Oscar Niemeyer, Lucio Costa
e Burle Marx.
Rio de Janeiro, per il fatto di essere stata capitale per due secoli,
conserva, nono-stante le numerose modifiche intervenute nel tempo,
testimonianze architettoniche del XVII, XVIII, XIX e XX secolo, quasi
tutte concentrate nel Centro della città. Gli edifici più interessanti
del XVII secolo sono le chiese costruite dai Gesuiti, il Convento di
Sant'Antonio e il Monasteiro de São Bento, esempi di stile barocco.
Con l'arrivo di una missione artistica francese nel 1816, il
neoclassicismo divenne lo stile ufficiale dell'Impero. Le costruzioni
diventarono grandiose e monumentali: il Museu Nacional de Belas Artes e
il Teatro Muncipal, modellato sull'Opéra di Parigi si distin-guono
particolarmente.
Degli inizi del XX secolo e dell'art nouveau il caso esemplare è l'interno della Con-feitaria Colombo.
Tra il 1903 e il 1906 il Sindaco di Rio, Pereira Passos, avviò
un'importante ristruttu-razione della città, costruendo grandi viali,
tunnel e un esteso sistema sanitario. L'italiano Raffaele Rebecchi
risulterà vincitore del progetto per la creazione della maggior arteria
della città (l'attuale Avenida Rio Branco) la cui costruzione fu
affidata al connazionale Antonio Jannuzzi, importante costruttore
dell'epoca. In tale periodo furono costruite la Biblioteca Nacional e
decine d'altri edifici lungo l'importante arteria. L'art deco negli
anni Trenta ha lasciato esempi nell'edificio della Stazione Centrale e
nella statua del Cristo Redentore.
Verso il 1930, l'architettura vide affermarsi una nuova generazione
d'architetti, in particolare Lúcio Costa e Oscar Niemeyer, che
adottarono e svilupparono il funziona-lismo, con l'uso massiccio
d'acciaio e vetro e l'assenza d'ornamenti. Il Museu de Arte Moderna,
inaugurato nel 1958, e la Cattedrale Metropolitana, iniziata nel 1964,
sono esempi di questa tendenza. Lo stesso Niemeyer ha progettato uno
degli edifici più affasci-nanti di Rio, il Museu de Arte Contemporânea
di Niterói, dalle fluide forme.
* ARTE VISIVE
Il Brasile e Rio de Janeiro hanno ispirato, con i loro paesaggi, numerosi pittori.
L'influenza europea e francese, in particolare, rimase forte nel corso
del XIX secolo e l'esponente più rappresentativo è Victor Meirelles
(1832-1903), cui si deve il quadro A Primiera Missa (1861), che
rappresenta la prima messa celebrata subito dopo lo sbarco di Cabral
sulla costa brasiliana. L' italiano Eliséu d'Angelo Visconti,
(1866-1944), ha lasciato importanti lavori per il Teatro Municipal, di
cui dipinse il sipario.
Le correnti moderne giunsero in Brasile quando la pittrice Anita
Malfatti (1889-1964) ritornò da Parigi e iniziò a comporre opere che
rivelavano forti influenze dell'avan-guardia europea. Il momento
fondamentale nella storia dell'arte moderna brasiliana fu la Semana da
Arte Moderna a San Paolo. Artisti di avanguardia si incontrarono per
rinnovare e rivitalizzare l'arte brasiliana e fu lanciato da Oswald de
Andrade il Manifesto An-thropofágico, sostenitore di un eclettismo
espressivo nella teorizzazione di un cannibalismo culturale verso i
prodotti intellettuali dominanti, europei e nordamericani.
Tra gli artisti che emersero nel Novecento si ricorda Emiliano
Cavalcanti, (1897-1976), influenzato dalle avanguardie parigine e dai
classici italiani e noto per le opere che descrivono scene del
Carnevale e Candido Portinari (1903-1962), una delle figure più
rappresentative dell'arte brasiliana e ben noto a livello
internazionale. I suoi temi sono il Brasile e i Brasiliani, visti negli
aspetti del lavoro, della fatica e della sofferenza(esiste un sito
internet interamente dedicato all'artista: www.portinari.org.br). Suoi
sono gli affreschi e gli azulejos al Palácio Capanema a Rio, il Guerra
e Pace nel Palazzo delle Nazioni Unite e Scoperta e Civiltà alla
Biblioteca del Congresso a Washington e i murales che adornano edifici
in Brasile e all'estero. José Pancetti (1904-1958), che fu marinaio,
prima di dedicar-si alla pittura, dipinse soprattutto paesaggi, visti
attraverso le tecniche dell'avanguardia. Si ricorda ancora Alfredo
Volpi (1896-1988), nato a Lucca, portato dai genitori in Brasile
all'età di un anno, celebre per i suoi paesaggi urbani.
* LETTERATURA
L'attività letteraria nazionale vera e propria iniziò solo con l'arrivo
dei Gesuiti, cui fece seguito una seconda ondata di missionari, tra i
quali spiccò Padre José de Anchieta, autore della prima grammatica
degli indios Tupí. Per tutto il 1600, i generi letterari mag-giormente
praticati furono la storiografia e l'oratoria sacra. Durante il 1700 lo
stile fu influenzato dai modelli italiani e il Classicismo si sostituì
al barocco, verso la fine del 1700 fiorì la "Escola mineira", formata
da scrittori originari del Minas Gerais, di tendenze arcadiche.
Nei primi del 1800, la letteratura nazionale subì l'influsso delle
dottrine francesi e assorbì i principi del romanticismo europeo; verso
il 1860 la letteratura brasiliana affrontò i problemi sociali e
nazionali. In questo periodo ha un grande sviluppo anche il romanzo, il
cui iniziatore è Antonio Gonçalves Teixeira, creatore del romanzo
popolare di ambiente nazionale; Joaquim Maria Machado de Assis fu
l'unico scrittore brasiliano di questo secolo a godere di fama fuori
del Brasile ed è considerato il maggiore scrittore brasiliano. La sua
narrativa rivela un misurato realismo, con una sottile analisi
psicologica delle situazioni e dei personaggi. (L'alienista, Don
Casmurro, La cartomante e altri racconti, memorie dell'aldilà).
I narratori regionalisti svilupparono la corrente sertanista già
delineatasi in epoca romantica, così chiamata in quanto si ispirava al
sertao, l'interno aspro e difficile del Brasi-le, solo in parte
civilizzato. Rappresentante di questa corrente fu Euclides de Cunha,
au-tore del romanzo Sertães, documento storico e sociologico di valore
universale. Tra il 1913-1917 sorse la poesia modernista di cui il
principale rappresentante fu Mario de Andrade.
Ma è nella seconda metà del Novecento che la letteratura brasiliana
raggiunge rapi-damente notorietà internazionale attraverso le opere di
Joao Guimaraes Rosa, con Grande Sertao, Jorge Amado, che descrive la
gente e i luoghi di Bahia (Gabriella, garofano e cannella, Dona Flor e
i suoi due mariti, Teresa Batista stanca di guerra, Cacao, Bahia, per
citare i più noti), Clarice Linspector, Joao Ubaldo Ribeiro (Viva il
popolo brasiliano) e Paulo Coelho, autore di best seller celebrati,
come l'Alchimista. Sono diventati classici delle scienze umane e
sociali, poi, Casagrande e Senzala (in italiano Padroni e schiavi: la
formazione della famiglia brasi-liana in regime di economia
patriarcale) pubblicato nel 1933, di Gilberto Freyre e Tristi Tropici
di Claude Lévi-Strauss, pietra miliare dell'antropologia, al contempo
studio su alcuni popoli dell'interno brasiliano e grande diario di
viaggio, con penetranti riflessioni sulla cultura dell'Occidente.
* MUSICA
L'origine del ricchissimo folclore brasiliano è triplice: l'eredità
degli abitanti indige-ni conosciuta ancora parzialmente, la presenza
portoghese dal XVI secolo, l'apporto nero dovuto a due secoli
d'immigrazione africana. Gli indios della foresta amazzonica presentano
grande interesse dal punto di vista musicale, hanno una vivissima
predisposizione strumentale, conoscono un gran numero di scale, alcune
semplici altre più evolute (la più frequente è quella pentatonica
derivata forse dalla civiltà Inca). La musica importata dai coloni
portoghesi è quasi del tutto tramontata, emergendo solo raramente,
frammista a caratteri neri, assumendo una forma non più originale,
ela-borata dalla sensibilità locale. Il più importante è l'elemento
nero, che ha conferito alla musica brasiliana la sua affascinante
potenza ritmica. La musica è una manifestazione collettiva, impiegata
in oc-casione di feste e di riti magici e religiosi.
Gli strumenti base sono quelli ritmici, sopratutto tamburi, di origine
africana: gli atabaques, la cuica, la marimba, il ganza, il reco-reco.
I neri hanno contribuito in maniera pre-dominante ad arricchire e
vivificare la musica nazionale, tanto che le canzoni moderne brasiliane
sono quasi tutte di carattere nero. La musica leggera moderna ha
attinto grandemente al patrimonio nero-iberico, ottenendo in tutto il
mondo un grande successo, soprattutto con il samba.
La musica classica nazionale è nata nel XVII-XVIII secolo, quando la
corte portoghese si trasferì nel Nuovo Mondo. Il massimo rappresentante
del romanticismo fu Carlos Gomes, che si trasferì in Eu-ropa e si vide
rappresentare con successo alla Scala di Milano, la sua opera Guaranì.
Alla nascita della re-pubblica, la musica acquistò un carattere più
nazionalistico, con Heitor Villa Lobos, il quale si prefisse il compito
di creare uno stile nazionale
La musica popolare brasiliana si è sviluppata parallelamente alle sue
radici classiche ed ha riunito l'uso di strumenti tradizionali europei,
come violino, pianoforte e flauto, con un insieme di ritmi e suoni
prodotti dagli strumenti del luogo.
Negli anni 30 la musica popolare brasiliana trasmessa dalle locali
stazioni radio diventò un formidabile mezzo di comunicazione di massa.
Tre dei più conosciuti com-positori di quell'epoca furono Noel Rosa
(1910-1937), Lamartine Babo (1904-1963) e Ary Barroso (1903-1963).
La principale interprete delle musiche di Ary Barroso, Carmem Miranda,
acquistò una fama internazionale grazie anche alla sua partecipazione
ad una serie di film realizzati ad Hollywood.
Negli anni 60, la popolarissima Garota de Ipanema, con la sua linea
melodica, fu il primo grande successo internazionale emerso dal
movimento della Bossa Nova. Fece co-noscere la musica brasiliana nel
mondo e condusse alla fama il compositore Tom Jobim ed il
poeta-scrittore Vinicius de Moraes.
La Bossa Nova nacque a Rio de Janeiro, verso la fine degli anni 50, da
una mescolan-za dei ritmi tipici del samba brasiliano con quelli del
jazz americano. Inizialmente erano musiche suonate nei locali della
classe medio - alta di Rio, ma più tardi la Bossa Nova si trasformò
praticamente in nuovo concetto musicale, forse un po' triste, nella
quale il testo assumeva tanta importanza quanto la musica. Per questa
ragione, l'associazione di poeti moderni con compositori popolari
(Vinicius de Moraes, Chico Buarque, Tom Jobim, Toquinho, Luiz Bonfà,
Baden Powell) fu un enorme successo.
Nel 1968, durante il periodo della dittatura, delle guerriglie urbane e
della volontà di apportare cambiamenti al sistema politico, venne il
momento dei "Tropicalistas", pronti ad accogliere le diverse forme e
tradizioni del Brasile: tra i nomi più rappresentativi spiccano Rita
Lee, Maria Betania, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Gal Costa. Il
"Tropicalismo" può essere descritto come una miscela di musica
internazionale (ritmi latini e di rock'n roll) e di ritmi nazionali
brasiliani. E' un movimento musicale lirico, intelligente, con ritmi
più veloci e ricchi rispetto a quelli della Bossa Nova.
La musica popolare regionale brasiliana comprende: il forró originario
del Nord-Est, nel quale la fisarmonica e i flauti si accompagnano con
gli archi e le percussioni; il frevo, sempre del Nord-Est, dallo stile
semplice ma energico; il chorinho, di Rio de Janeiro, che mette insieme
vari tipi e generi d'archi, flauti, percussioni e a volte clarinetti e
sassofoni. In ogni caso, la musica popolare brasiliana è universalmente
associata con il ritmo del samba. Alcuni ritengono che sia nato nelle
strade di Rio de Janeiro, grazie al contributo di tre differenti
culture non solo musicali: quella della corte portoghese, quella dei
ritmi africani e quella indigena, altri pensano che il samba sia
semplicemente africano nelle sue origini e che provenga dal "batuque",
una musica basata quasi esclusivamente sugli strumenti a percussione.
Infine vi è la Musica Popular Brasileira (MPB), musica con una varietà
di stili che vanno dalle influenze del jazz alla bossa nova ad un pop
melodico o languido.
* CINEMA
Quando si parla di cinematografia brasiliana di solito, si allude a
quella corrente conosciuta come "Cinema Nôvo". Storicamente si tratta
del terzo momento, autonomo e significativo, dopo la cosiddetta belle
époque delle origini e le farse degli anni '40. Tra i precedenti del
cinema nôvo si può annoverare un numero ristretto di film sulla vita
popo-lare nelle aree urbane, realizzati a Rio de Janeiro e a San Paolo
in seguito agli entusiasmi per il neorealismo italiano.
Nato nel 1962-63, con centro a Rio de Janeiro, il cinema nôvo ebbe una
parabola sto-rica breve: s'inserì in una più vasta corrente di
rinnovamento della cultura brasiliana e fu molto differenziato; non si
configurò come una "scuola" né espresse atteggiamenti omo-genei in
campo ideologico o cinematografico. Ebbe comunque un maestro
riconosciuto in Luis Nelson Pereira dos Santos, il cui Rio 40 graus
(1955) assunse valore esemplare come prototipo di una cinematografia
nazionale e popolare.
io torna nel cinema con Orfeu Negro, di Marcel Camus (1959): è la
rivisitazione del mito greco d'Orfeo ed Euridíce in una tragica storia
d'amore ambientata nelle favelas di Rio de Janeiro, durante il
Carnevale. Il film, che si avvale del contributo musicale di Vi-nicius
de Moraes e di Tom Jobim, rappresenta, oltre al successo
internazionale, il marchio fondante della bossa nova. La personalità di
punta del cinema nôvo doveva essere quella di Glauber Rocha, il cui
cinema raggiunse fama internazionale. (Barravento, 1962). La dittatura
militare soffocò le espressioni creative della cultura e del cinema,
che, tuttavia, sono oggi riprese con opere significative ed
interessanti, trattando prevalente-mente i temi sociali.
Pixote, A lei do mais fraco, di Hector Babenco, (1981) (La legge del
più debole), è la storia di un bambino di strada che fugge dalle
durezze del riformatorio, diventando, assas-sino. Il film è la denuncia
del fenomeno dei meninos de rua.
Cidade de Deus, di Fernando Meirelles, tratto da un romanzo di Paulo
Lins, ricco anche d'episodi e personaggi reali, riproduce l'esplosione
della violenza nella zona Cidade de Deus, alla periferia di Rio de
Janeiro.
O que è isso, companheiro? Che cos' è questo, compagno?, (1988) di
Bruno Barreto è basato sul sequestro, avvenuto nel 1969, da parte del
movimento di guerriglia MR-8 di Alan Arkin, am-basciatore degli Stati
Uniti in Brasile, per ottenere la liberazione di alcuni detenuti
politici.
Central do Brasil, di Walter Salles, (1998). Il caos, la crudeltà
metropolitana di Rio de Janeiro e il mondo rurale brasiliano fanno da
sfondo alla storia di un bambino orfano e di una donna di mezza età. Il
film è la storia del viaggio che i due compiono nel Brasile profondo
alla ricerca della famiglia del bambino.
Cidade Baixa (Città Bassa) (2005) di Sérgio Machado, racconta la storia
di un trian-golo amoroso tra giovani ordinari, con tutti i sentimenti e
le contraddizioni. Film sostan-zialmente realista, che si svolge nella
cidade baixa di Salvador.
Cinema, Aspirina e Urubus, di Marcelo Gomes, (2005), è la storia,
ambientata nel 1942, quando anche il Brasile era in guerra contro la
Germania, di un venditore tedesco d'aspirina nelle desolate terre del
sertão nordestino.
Un contributo alla lettura storica del Brasile, oltre al già citato film di Barreto, è Mission, di Roland Joffe, del 1986.
Il film racconta uno dei capitoli fondamentali della storia della
colonizzazione del Brasile: la svolta dei gesuiti in favore degli
indios. L'esperienza delle reduções, luoghi di organizzazione e tutela
delle popolazioni indigene organizzate e rette dai gesuiti, con il
consenso della Chiesa, sarà repressa con forza dall'esercito.
Nuovo impulso nel mondo della cinematografia sta derivando dal Festival
Inter-nazionale del Cinema di Rio de Janeiro oggi la principale
manifestazione del genere nell'America Latina.
A Rio de Janeiro si trova poi l'importante centro di produzione creato
dalla Globo (PROJAC), uno dei più avanzati al mondo ed in grado di
produrre in contemporanea diverse telenovelas.
* SPORT
Il Brasile è una nazione sportiva, che raggiunge risultati d'eccellenza
in moltissime discipline. Nessuna è tanto popolare quanto il calcio,
vera passione nazionale, che lan-cia, secondo le vicende della
Nazionale, il Paese in stati d'autentica esaltazione o di gravissima
crisi depressiva di massa. E' l'unica nazione ad aver vinto cinque
vol-te il campionato mondiale di calcio (1958, 1962, 1970, 1994, 2002);
i suoi giocatori giocano nelle migliori squadre europee, lo stadio del
Marcanâ è il più grande del mondo ed i campioni del passato sono icone
in patria e all'estero, come ad esem-pio, per citare i più
rappresentativi, Pelé e Garrincha.
La pallavolo è il secondo sport più amato dai brasiliani. E' giocata
ovunque in spiaggia sia tra gli uomini sia tra le donne. Le squadre
nazionali vantano numerosi successi nelle Coppe del Mondo, nei Giochi
Panamericani e alle Olimpiadi. Esistono le varianti come il beach
volley e il footvolley, pallavolo giocata con i piedi, la testa e il
torso, ma non con le mani. Nella pallacanestro il Brasile è una grande
potenza e anche in questa specialità sono numerosi i successi
internazionali.
Il tennis si sta diffondendo sempre di più, soprattutto nel sudest e
nel sud, grazie anche alla popolarità datagli dall'idolo di
Florianópolis, Gustavo Kuerten, vincitore per tre volte al Roland
Garros di Parigi.
Un altro sport diventato molto popolare è l'automobilismo; dall'inizio
degli anni Settanta i piloti brasiliani hanno vinto più gran premi in
Formula 1 che qualsiasi altra nazione: si ricordano Emerson Fittipaldi,
Nelson Piquet, Ayrton Senna, morto ad Imola nel 1994, e Rubens
Barrichello.
GEOGRAFIA DEL BRASILE
Geografia fisica
Punti estremi: (2000)
* IL TERRITORIO
* Il Brasile è il più grande paese dell'America
latina. Con una superficie di Kmq 8.511.965 copre quasi la metà del
continente sudamericano e si colloca al quinto posto tra i paesi più
grandi del mondo, dopo la Federazione Russa, il Canada, la Cina e gli
Stati Uniti d'America. Fatta eccezione per un piccolo numero d'isole,
il Brasile è composto da un unico blocco compatto. Si può notare come
la convessità orientale del Brasile combaci con la curva concava della
costa occidentale dell'Africa. Secondo la teoria della deriva dei
continenti, ciò è dovuto al fatto che un tempo Africa e Sudamerica
erano uniti e soltanto successivamente, milioni di anni fa, si sono
staccati.
Le foreste coprono il 65% del suo
territorio, ed in Brasile si trova la più grande fore-sta pluviale
tropicale del mondo: l'Amazzonia
L'equatore passa attraverso il nord del
Brasile, vicino a Macapà, mentre il Tropico del Capricorno passa a sud,
vicino a San Paolo. La larghezza del Brasile, Km 4.319,4, è quasi
uguale alla distanza che corre tra il punto più a nord e quello più a
sud del Paese, 4.394,7 chilometri. Il Brasile confina con dieci paesi:
con il Dipartimento della Guyana Francese, il Suri-name, la Guyana, il
Venezuela e la Colombia a nord, con l'Uruguay e l'Argentina a sud, con
il Paraguay, la Bolivia e il Perù ad ovest. L'Ecuador e il Cile sono
gli unici paesi del conti-nente sudamericano che non confinano con il
Brasile. L'Oceano Atlantico bagna tutta la parte orientale del paese,
dando origine ad una fascia costiera di Km 7.367.
La maggior parte del Brasile è
costituita da uno zoccolo precambriano inegualmen-te ricoperto da rocce
sedimentarie. Il territorio ha i suoi fondamenti strutturali in tre
elementi che sono la base della stessa America meridionale:
il massiccio della Guyana
l'altopiano del Brasile
la depressione amazzonica.
I due elementi orografici rappresentano
le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti.
Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
* 1. il Nord o Amazzonia (Norte): è la regione in cui confluiscono le acque ed è limitata
a nord dal massiccio delle guyane (Serra
Parima, Pacaraima, Uassari, Acarai, Tumucu-maque). Il bacino del Rio
delle Amazzoni è colmato da sedimenti nell'ampio imbuto che si apre a
monte della città di Manaus.
* 2. il Nord-Est (Nordeste): in questa zona vi sono
tavolati, le chapadas, del Maranhão, del Piauí, del Ceará, con la Serra
di Ibiapa e a Serra do Araripe. L'altitudine è inferiore ai 1.000m.
* 3. il Sud-Est (Sudeste): regione d'altitudine
abbastanza elevata, con rilievi che si ergono a picco direttamente
sull'Oceano Atlantico. La costa, con le baie di Guanabara, Angra dos
Reis, Santos, Paranaguá, è dominata dalla scarpata della Serra do Mar.
Nel retroter-ra si estende la valle del Paraiba, dominata dalla
scarpata che limita verso valle la Serra da Mantiqueira; in questa
ultima si trova il Pico da Bandeira (2.890 m), seconda cima na-zionale.
La maggior parte delle acque che scorrono in questa regione
confluiscono verso ovest nel Río Grande, che forma il Paraná.
* 4. il Sud (Sul): è la regione delle colline del
Rio Grande do Sul. I terreni formano grandi cuestas sinuose
attraversate dai fiumi nati sul dorso della Serra do Mar.
* 5. il Centro-Ovest (Centro-Oeste): caratterizzato
dall'estensione delle chapadas (Goiás e Mato Grosso) e vi scorre il
Paraná da nord a sud.
* MORFOLOGIA
Altopiani: Il massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non
elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al
confine con il Venezuela, superano di poco i 3.000 m (Epico da Felina
3.014 m., massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono
morfologicamente vari. Essi si estendono dalla costa atlantica fino
alle grandi depressio-ni continentali interne dell'Amazzonia e del
Paraná, divisi tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad
ovest dei penepiani che anticipano le Ande. In genere per questi
al-tipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non
mancano i tavolati (chapadas) che terminano con tipiche scarpate, in
altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da
residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme, gli
altopiani pre-sentano una caratteristica disimmetria, sono cioè
inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato.
Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono
prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il
litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare,
originando un contorno costiero roccioso e va-rio, con insenature come
la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi
pia-nure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle
lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos
Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km.
Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato
settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente
rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato
dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle cha-padas
dell'altopiano brasiliano e del Mato Grosso a sud.
* CLIMA
Le stagioni sono esattamente opposte a quelle dell'Europa eccetto le
regioni Nord e Nordest del paese dove il clima é tropicale. La grande
estensione territoriale, le differenze del rilievo, la dinamica delle
masse d'aria e delle correnti marittime fanno sì che vi siano diversità
notevoli tra una regione e l'altra e diverse tipologie di clima.
Equatoriale: E' il clima dell'Amazzonia, del nord del Mato Grosso e
dell'ovest del Maranhão, che si crea sotto l'azione delle masse d'aria
equatoriali - continentali ed equa-toriali atlantiche d'aria calda ed
umida. Le sue caratteristiche sono temperature medie elevate (da 25° a
27° gradi), piogge per tutto l'anno, con indici vicini ai 2.000
millimetri annui ed escursione termica bassa, attorno ai tre gradi.
Tropicale: Interessa tutto il Brasile centrale, la parte est del
Maranhão, gran parte del Piauí, e la parte ovest di Bahia e del Minas
Gerais e l'estremo nord del Paese (Roraima). Si caratterizza per le
temperature elevate (da 18° a 28° C), con escursioni termiche da 5° a
7° e con stagioni ben definite: la stagione piovosa, in primavera, e la
stagione secca in inverno.
Tropicale montano: Si trova nelle parti più elevate, situate oltre gli
800 metri, dell'altipia-no atlantico del Sudest. Interessa porzioni
degli Stati di San Paolo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, Espírito Santo.
Le temperature sono tra 18 e 22 gradi e l'escursione termica è tra i 7
e i 9 gradi.
Tropicale atlantico: Detto anche tropicale umido, questo tipo di clima
si estende lungo la fascia litoranea dal Rio Grande do Norte al Paraná.
Le temperature variano da 18 a 26 gradi e l'escursione termica cresce
man mano che si scende in direzione sud. Nella parte nord-orientale le
piogge si concentrano in inverno, in quella sud-orientale in primavera.
Subtropicale: Si presenta nelle regioni sotto il tropico del Capricorno
ossia il sud dello Stato di San Paolo e la maggior parte del Paraná, di
Santa Catarina e del Rio Grande do Sul. La temperatura media è di 18
gradi e l'escursione termica è elevata, circa 10 gradi. Le piogge sono
poco intense; vi sono gelate frequenti e anche nevicate. Le stagioni
sono ben definite: l'estate è molto calda, con temperature che possono
superare i 30 gradi e in inverno le temperature possono scendere sotto
lo zero. La primavera e l'autunno registra-no temperature tra i 12 e i
18 gradi.
Semiarido: E' tipico dell'interno del Nordest, nella regione conosciuta
come "poli-gono della siccità" e corrisponde a quasi tutto il sertão
nordestino. Si distingue per tem-perature elevate (media 27°) e piogge
scarse (700 ml annui) ed irregolari, concentrate nei primi quattro mesi
dell'anno.
* TEMPERATURA E PRECIPITAZIONI
Il livello più elevato di precipitazioni in Brasile si registra alla
bocca del Rio delle Amazzoni, vicino alla città di Belém, e nelle
regioni dell'Amazzonia, dove cadono più di 2000 millimetri di pioggia
l'anno. Un'altra regione dalle intense precipitazioni si trova in
prossimità del bordo del grande altopiano nello stato di San Paolo. La
maggior parte del Paese è caratterizzata da precipitazioni abbastanza
contenute, tra i 1.000 e i 1.500 milli-metri l'anno, concentrate nel
periodo estivo, tra dicembre e aprile, mentre l'inverno si presenta
abbastanza secco. La parte meno piovosa è quella a nord-est del Paese,
il cosid-detto "poligono arido", che comprende il 10% del territorio
nazionale. In questa regione, le piogge sono irregolari, mentre il
tasso di evaporazione è molto elevato. Tutto ciò rende difficile la
coltivazione della terra.
* LE STAGIONI
Il Brasile si trova nell'emisfero sud o australe e le stagioni sono opposte a quelle dell'emi-sfero nord o boreale dell'Europa:
Aree vegetative del Brasile
* il Norte o Amazzonia :dominata dalla foresta
pluviale che si sviluppa diversamen-te in funzione dei suoli più o meno
umidi: all'igapo la zona anfibia occupata dalle man-grovie, succede la
varzea (le terre inondabili) e nelle terra-firmae (i terreni al riparo
dalle inon-dazioni) si hanno le formazioni più grandi con alberi che
raggiungono i 60 m di altezza.
* il Nordeste: ambienti semiaridi, chia-mati
catinga, con una successione di arbusti, alberi e distese erbose, in
cui non mancano le specie con caratteri xerofili.
* il Leste o Sudeste: si ritrovano aree fo-restali,
che nelle zone montane danno luogo alla mata atlântica, foresta
esuberante e ricca di specie; sulla fascia costiera si trovano terreni
fertili che, in rapporto al clima caldo e umido, ne fanno la regione
più adatta all'agricoltura di piantagione.
* il Centro-Oeste: dove prevale la catinga, si hanno
arbusti e zone arborate; piante do-minanti sono diversi tipi di palme e
nelle zone più meridionali l'albero del mate.
* il Sul: aree ricoperte da praterie a graminacee che preludono alla pampa uruguayana.
* LA VEGETAZIONE
La varietà del clima, le condizioni del suolo e delle acque si
riflettono sulla vegetazio-ne del Brasile. Nel bacino del Rio delle
Amazzoni e nelle zone lungo la costa atlantica, dove le piogge sono
abbondanti, cresce la lussureggiante foresta tropicale, costituita da
piante sempre verdi dalle larghe foglie. La foresta tropicale, composta
da una grande varietà di piante, può raggiungere le 3.000 specie per
miglio quadrato (circa kmq 2,6). Molte sono le nuove specie botaniche
che vengono ancora oggi scoperte. Nelle pianure e sugli altopiani della
costa orientale, laddove la pioggia è meno abbondante e la stagione è
molto secca, si trovano delle foreste semidecidue. Qui gli alberi sono
più piccoli di quelli della foresta tro-picale e perdono le foglie
nella stagione secca. La catinga, con vegetazione prevalentemente
secca, predomina nella regione semiarida del nordest. La maggior parte
del Brasile centrale è invece ricoperta dalla savana, conosciuta con il
nome di cerrado. La savana presenta una ve-getazione nella quale
coesistono pochissimi alberi, dai rami spogli, con erbe che resistono
bene alla siccità. Nel sud, sugli altopiani, predominano i pini dalle
foglie a forma di ago (pini del Paraná detti anche Araucária), mentre
le pianure a livello del mare sono coperte d'erba.
* PARCHI NAZIONALI
Foz de Iguaçu, Lençois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino
Fernan-do de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte
Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Orgãos, Sete Cidades, Serra da
Canasta, Ubajara, Pico da Neblina
* FAUNA
La fauna è molto varia. Presenti quasi tutte le specie di scimmie(più
di 30), tutti gli sdentati, numerosi chirotteri (tra cui il vampi-ro e
il pipistrello pescatore). Molto diffuso il capivara(il più grande
roditore del mondo, che può arrivare a pesare 60 chili), tra i felini
sono presenti il giaguaro, il puma e lo yaguarondi; presenti anche i
mustelidi (taira) e altri Car-nivori (volpe grigia della pampas, volpe
dalle orecchie corte, crisocione, speoto). Nel Rio delle Amazzoni si
trovano nume-rosissime specie di pesci, in particolare i cara-cidi (con
i piranha), ed i mammiferi acquatici d'acqua dolce (boto, lamantino).
Gli anfibi sono rappresentati in gran parte da raganelle arboricole,
mentre per i ret-tili, troviamo l'anaconda, lo jacaré e l'iguana dai
turbecoli. Ampia la varietà di uccelli, tra cui psittaciformi e tucani.
La foresta amazzonica ospita la più vasta riserva di organismi viventi
al mondo. An-che se nessuno sa esattamente quante siano le specie
presenti, gli scienziati le stimano tra le 800.000 e i 5 milioni, pari
ad una percentuale che oscilla tra il 15 e il 30 per cento di tutte le
specie esistenti al mondo Tra i pesci tipici della zona vanno ricordati
il pirarucu, noto per essere il più grande pesce d'acqua dolce del
mondo (alcuni esemplari raggiungo-no 2 metri di lunghezza e 125 kg di
peso); il tambaqui, della famiglia dei caracidi, dotato di forte
dentatura, in grado di rompere semi e noci molto duri.
Approssimativamente il 10% dei mammiferi e degli anfibi e il 17% degli
uccelli esi-stenti nel mondo si trovano in territorio brasiliano. Il
Paese presenta, la maggior varietà di primati del pianeta, circa 55
specie. Tra le 12 specie di mammiferi che popolano i tropici
dell'emisfero occidentale, 11 si trovano in Brasile per un totale di
600 varietà. Tra questi bradipi, come il preguiça, formichieri, tapiri,
armadilli, delfini. Il Brasile è il Paese con il maggior numero di
volatili al mondo, con 1600 differenti specie. Ci sono per lo meno 40
specie di tartarughe, 120 di lucertole, 230 di serpenti, 5 di
cocco-drilli o caimani, 331 specie di anfibi e 1500 di pesci d' acqua
dolce; infine sono stati clas-sificati oltre 100.000 invertebrati, tra
i quali più di 70.000 sono insetti.
* I FIUMI
Il Brasile possiede una delle più estese reti fluviali del mondo, con
ben otto bacini idrografici. I bacini del Rio delle Amazzo-ni e del
Tocantins Araguaia, al nord, rappresentano da soli circa il 56 per
cento dell'intero sistema idrografico del Brasile. I1 Rio delle
Amazzoni, formato, nei pressi di Manaus, dalla confluenza del Rio Negro
e del Rio Solimões è il fiume più grande del mondo per portata d'acqua
e scorre per Km 6.577, dei quali 3.615 in ter-ritorio brasiliano.
Il San Francisco è il più lungo dei fiumi che scorrono interamente in
territorio brasiliano (oltre 1.600 Km) e si getta nell'Oceano
Atlantico. Nasce nelle Terre Alte e nella parte superiore è navigabile
solo con bar-che leggere, mentre negli ultimi 277 chilometri lo è anche
per imbarcazioni di grandi dimensioni.
* RISORSE MINERALI
Il Brasile è fra i paesi con maggior potenziale di risorse minerarie
del mondo, accan-to a Russia, Stati Uniti, Canada, Cina e Australia.
Con i suoi 8,5 milioni di Km2 possiede numerose province minerarie
estremamente ricche e riserve di sostanze minerarie di rile-vanza
internazionale.
Il Brasile possiede ricchi depositi di minerali: può contare su riserve
di ferro stima-te intorno ai 48 miliardi di tonnellate, 18 dei quali
localizzati nella catena montuosa di Carajás (Serra dos Carajás-
Amazzonia). Le riserve conosciute di questo minerale sono tali da far
fronte alla domanda mondiale per i prossimi 500 anni. Oltre al ferro,
il Brasile possiede depositi di manganese, di bauxite, di nickel. Di
notevole importanza è la recen-te conferma dell'esistenza, negli stati
di Minas Gerais e Goiás, di vaste riserve di uranio molto ricco (1,3%).
Il Brasile ha inoltre riserve di potassio, fosfati, tungsteno,
cassiterite (da cui si ricava lo stagno), piombo, grafite, cromo, oro,
alluminio, caulino, litio, niobio, quarzo, titanio e rocce ornamentali
(marmo e granito), zirconio (un metallo forte e duttile, dalle
molteplici applicazioni nell'industria) e torio, un raro elemento
radioattivo. Il Brasile detiene le maggiori province gemmologiche
mondiali ed è uno dei più importanti produttori mondiali di gemme
preziose, come diamanti, acquemarine, topazi, ametiste, tormaline e
smeraldi.
* TRASPORTI
Reti autostradali: 5.000 km.
Reti stradali: 224.397 km.
Reti ferroviarie: 30.379km.
Reti navigabili interne: 50.000 km.
* TURISMO
Paesi di provenienza del turismo in Brasile: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, Italia 4%, altri 26%.
Principali poli turistici:
Rio de Janeiro, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Nordeste, Pantanal.
Indirizzi utili:
- Ufficio Nazionale del Turismo: www.embratur.gov.br
- Companhia de Turismo do Estado do Rio de Janeiro-Turisrio
Rua da Ajuda 5, 6° andar-Centro - 20040 000 Rio de Janeiro RJ - Tel.:(021)2215 0011 /2544 6558
Fax:(021)2544 6558 - e-mail:central@ turismo.rj.gov.br
- Empresa de Turismo da Bahia S/A -Bahiatursa
Jardim Armaçao-Centro de Convençoes da Bahia - 41750-270-Salvador BA
Tel.(071) 370 8410 / 8411 / 8401 / 5793 - Fax: (071) 371 6109/ 3023 - www.bahia.com.br
GEOGRAFIA UMANA
* LA POPOLAZIONE
La popolazione brasiliana è formata da diversi elementi: indigeni,
europei, africani e, in scala minore, asiatici. La popolazione
amerindia del Brasile discende dalle popolazioni nomadi originarie
dell'Asia (attuale Siberia), che attraversarono lo Stretto di Bering
che univa l'Asia all'Ame-rica del Nord, tra 24mila e 9000 anni fa. Ad
essi si unirono i colonizzatori portoghesi, che a partire dal 1500
colonizzarono il Paese fino all'Indipendenza nel 1822.
Gli indios rappresentano ormai una piccola percentuale. I gesuiti ne
avevano iniziato l'evangelizzazione già nel XVI secolo. Ma prima le
razzie di coloni portoghesi, poi la lenta ma inesorabile penetrazione
dei bianchi e le malattie che questi portarono contribuirono a decimare
la massa degli indios. La civiltà brasiliana deve molto agli indios. Il
contadino per eccellenza è il meticcio (caboclo), i cui metodi di
coltura sono ancora quelli degli indios Tupí.
Con l'introduzione della schiavitù, iniziata nella seconda metà del
secolo XVI, un grande numero di africani fu trasportato dalla costa
occidentale dell'Africa in Brasile fino alla proibizione del traffico
degli schiavi nel 1850. Il Brasile è il Paese con il maggior nu-mero di
afrodiscendenti fuori dell'Africa.
A partire dalla seconda metà del secolo XIX, milioni di immigranti
europei e asiatici cominciarono ad affluire in Brasile in sostituzione
della mano d'opera schiava, con l'abo-lizione del regime schiavistico
del 1888. Dall' Europa giunsero principalmente italiani e portoghesi,
In minor numero tedeschi, spagnoli, e slavi (polacchi, ucraini, russi).
Nel periodo della grande immigrazione, tra il 1880 e il 1930, più della
metà degli immigranti che entrarono in Brasile era italiana (35,5%) e
portoghese. Il Brasile è il paese con il maggior numero di discendenti
italiani fuori dell'Italia (circa 25 milioni). Dall' Asia giunsero
popoli arabi (libanesi e siriani) e dal 1908 i Giapponesi: in Brasile
vive la maggior popolazione di origine giapponese fuori del Giappone
(1,5 milione).
Dopo la seconda guerra mondiale, il numero di immigranti in Brasile
diminuì. Il flusso maggiore continuò a provenire dal Portogallo,
dall'Italia e dalla Spagna. Continuarono ad arri-vare ebrei dall'Europa
orientale, dalla Grecia, dalla Turchia, dalla Germania. Dal 1970 crebbe
il numero di immigranti coreani, cinesi e dai paesi sudamericani
(Argentina, Bolivia, Paraguai).
La popolazione brasiliana nei censimenti:
Non esiste una caratteristica generale della popolazione del Brasile,
che è costituita da diverse razze ed etnie: si può dire che la
popolazione è costituita in maggioranza da Portoghesi (lusi o
lusitani), italiani, spagnoli, tedeschi, africani e giapponesi.
Di origine portoghese sono circa 60 milioni di persone (originari del
Portogallo o europei con antenati lusitani). Di origine italiana sono
circa 30 milioni. I discendenti spa-gnoli sono circa 26 milioni, mentre
i tedeschi sono 18 milioni.
Di origine africana sono circa 60 milioni di abitanti (una persona può
presentare caratteristiche di europeo, ma con antenati africani). Sono
circa 4 milioni i giapponesi, di cui più di 1 milione e mezzo senza
altra mescolanza razziale. Della prima formazione della popolazione
brasiliana, creata con gli antenati degli indigeni - indi- non si hanno
dati certi: si ritiene che gli abitanti che abbiano antenati indigeni
siano circa 20 milioni. Consistenti sono anche la comunità polacca,
russa, ucraina, araba, siriana e libane-se. Da ricordare sono gli ebrei
dell'Europa centrale e di altre minoranze come gli armeni, scandinavi,
francesi, svizzeri, austriaci, lituani, olandesi.
I primi nuclei di popolazione della costa del nordest sono in
maggioranza mista, risultato di mescolanze tra i colonizzatori bianchi
e le schiave negre, africani con paternità portoghese, inglesi,
olandesi, francesi a seconda dei vari tentativi di colonizzare il
Brasile da parte delle potenze europee. Si possono vedere persone dalla
pelle scura e con occhi azzurri o verdi o, al contrario, persone dalla
pelle molto chiara con capelli crespi.
* GRUPPI ETNICI
Il Brasile é composto sostanzialmente da 4 gruppi etnici: bianchi
(principalmente nelle regioni del Sud e del Sudest), neri, gialli
(indios e orientali) e pardos. Il criterio usato dall' IBGE per questa
classificazione é l' auto-dichiarazione. Nel censimento del 2000, i
bianchi dichiarati rappresentavano il 53,7% della popo-lazione, i neri
il 6,3%, gli asiatici lo 0,4% e gli indigeni lo 0,4%; i pardos
rappresentavano il 38,4%. Lo 0,8% non ha dichiarato il colore della
propria pelle.
In sintesi, l' origine etnica dei brasiliani è varia, distinguendosi
nell'elemento bianco (portoghese, immigrati europei e i loro
discendenti) e quello negro e meticcio (mescolan-ze di bianchi con
indios, di negri con bianchi, di negri, bianchi e indios).
Distribuzione per colore o razza (in %)
La popolazione brasiliana cambia di composizione secondo le diverse
regioni della Federazione. Nel Sud del Brasile predomina l'elemento
europeo. Ai primi colonizzatori portoghesi si aggiunsero le grandi
ondate migratorie degli italiani, tedeschi e slavi durante il XIX
secolo. Anche nel Sudest è prevalente l'elemento europeo, di origine
portoghese e succes-sivamente italiana, spagnole e tedesca (arrivati
nei sec. XIX e XX). Sono presenti, inoltre, gruppi africani e indigeni
e nello Stato di San Paolo è significativo anche l'elemento Asia-tico
(giapponesi) ed arabo. Nel Nordest, fin dalla sua formazione nel secolo
XVII, predominano gli elementi africano ed europeo (portoghese),
insieme al contributo degli indigeni.Nel Nord predomina l'elemento
indigeno, accresciuto successivamente da quello bianco e nero. I
meticci sono un gruppo numeroso in Brasile. La maggior parte dei
meticci brasilia-ni sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Indio +
Bianco) e Cafuzo (Nero+ Indio). Circa il 38% dei brasiliani sono
meticci. I brasiliani di razza Nera sono anche numerosi, discendenti
degli schiavi africani. La popolazione di Indios del Brasile è
attualmente composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio
del Brasile è degli índios, che vivono nelle foreste del paese.
* MIGRAZIONI INTERNE
Circa un terzo dei brasiliani non vive dove è nato per le migrazioni
interne: migrazioni dalla campagna verso la città (esodo rurale),
dovute a mancanza di condizioni agricole favo-revoli ed alla
concentrazione fondiaria e migrazioni regionali, causate dai cicli
economici, es. ciclo del caffé nello Stato di San Paolo e di Rio de
Janeiro nel secolo XIX, ciclo della gomma amazzonica, o la costruzione
di Brasília. Le migrazioni regionali più importanti sono avvenute tra
il 1950 e il 1970, soprattutto dal Nordest verso il centro ovest e
verso le grandi metropoli. Sono gli anni dei pau de arara, gli
autocarri stracolmi di migranti che scendono dal nordest verso le
grandi città.
Nei due decenni successivi, tra il 1970 e il 1990, si evidenziano nuovi
orientamenti nei flussi migratori: diviene significativo il percorso
verso gli Stati del sud, del sud est e verso le regioni della frontiera
agricola del nord e del Mato Grosso, mentre non si arresta il flusso
dal nordest verso le capitali industriali.
Negli anni 90 la caratteristica che segnala una inversione rispetto ai
precedenti flussi migratori, è la crescente destinazione verso le città
di dimensioni medie rispetto alle grandi metropoli.
* DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE
La distribuzione della popolazione brasiliana sul territorio non è
omogenea, a causa della sua concentrazione nella zona litoranea, in
particolare nel Sudest e nella fascia co-stiera del Nordest. La regione
Sud costituisce un altro nucleo importante. Attualmente le regioni
metropolitane del Brasile (censimento del 2000) conglobano quasi la
metà della popolazione urbana, circa 80 milioni di persone.
La continua espansione delle città ha prodotto in diverse regioni
metropolitane il fenomeno della co-nurbazione, dove le cinture
periferiche formano fasce di congiunzione, provo-cando una
concentrazione di problemi e di disagi riguardanti le abitazioni, i
trasporti, le infrastrutture igieniche, i servizi sanitari e educativi.
Le politiche abitative, non disgiunte da forme di speculazione
edilizia, si sono rivelate inefficaci rispetto alle esigenze della
popolazione che emigrava nelle città. Sono proliferati cosi i cortiços,
abita-zioni popolari sovraffollate con servizi collettivi, le favelas e
le occupazioni illegali di terreni.
L' IBGE, l'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, (il nostro
Istat) colloca gerarchica-mente la rete urbana secondo la dimensione e
l'importanza delle città. Le categorie delle città più importanti sono:
* Grande metropoli nazionale: San Paolo
* Metropoli nazionale: Rio de Janeiro
* Centri metropolitani regionali: Salvador, Belo Horizonte, Porto Alegre, Recife
Grandi metropoli regionali: Belém, Curitiba, Fortaleza, Goiânia
* La densità demografica ( abitanti per km. quadrato) del Brasile di 21,3.
Gli Stati più densamente popolati sono: (ab./kmq):
Il Distretto Federale 394,9
Rio de Janeiro 348,7
San Paolo 161,1
Alagoas 107,5
* RELIGIONE
In Brasile vige la libertà di culto. Nessun brasiliano è considerato
affiliato o membro di qualsiasi religione: secondo la Costituzione
Federale, la partecipazione di un cittadino ad attività religiose è un
diritto e una scelta individuale, che non deve essere limitata o
forzata. Nessuna religione prevale sulle leggi vigenti nel territorio
nazionale. Circa tre quarti della popolazione brasiliana seguono la
Religione Cattolica Romana, il che fa del Brasile il maggior paese
cattolico al mondo. Vi è un piccolo numero di seguaci della Chiesa
Cattolica Brasiliana. Seguono gli Evangelici (maggioranza attraverso le
chiese evangeliche pentecostali) 15%, gli spiritisti 1%, i Testimoni di
Geova, 0,5%, e il 7% non hanno religione. Gli altri culti degni di nota
sono i culti di origine africana, praticati a volte in sincretismo con
la religione cattolica, come l'Umbanda e il Candomblé. Il Giudaismo, il
buddismo, l'islamismo e l'induismo hanno un numero ridotto di fedeli,
concentrati in alcuni centri urbani.
* LINGUA
Il portoghese é la língua ufficiale. Lo spagnolo è generalmente
compreso. L'inglese fa parte del currículum delle scuole pubbliche e
private, in cui si insegna anche il francese, ma è usato e compreso da
un numero limitato di persone ed è diffuso specialmente nei centri
commerciali, negli ambienti finanziari e nel settore turistico. In
certe comunità si parlano dialetti tedeschi; il pomerano e il talian
(una forma di dialetto veneto) sono parla-ti nelle comunità tedesche e
italiane del Rio Grande do Sul e di Santa Catarina. Una serie di
accordi con Stati (Espirito Santo) e Municipi della Circoscrizione
Consolare garantiscono la possibilità di optare per lo studio della
lingua italiana nel-le scuole pubbliche statali e municipali.
* ISTRUZIONE
L'istruzione di base è garantita a tutti, ma la difficoltà nel censire
gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà
da parte del governo ad obbligare tutti a frequentare la scuola. L'anno
scolastico ed accademico dura da febbraio a dicembre (è il calendario
australe). L'istruzione si riparte in istruzione di base (dai 3 ai 18
anni) e in istruzione superiore (dopo i 18 anni). L'istruzione di base,
preceduta dalla scuola materna, prevede tre cicli:
* l'educação infantil, dai 4 ai 6 anni, impartita nelle pré-escolas,
* l'ensino fundamental, dai 7 ai 14 anni, che si
divide in escola primária, da 7 a 10 anni e in escola secondaria, da 11
a 14.
* l'ensino médio, dai 15 ai 17/18 anni, impartito nel colégio o escola secundária.
* La scuola è obbligatoria da 7 a 14 anni (ensino fundamental) e gratuita nelle scuole pubbliche.
Al termine dei diversi cicli è rilasciato un certificado de conclusão
de primeiro grau, un diplo-ma de secondo grau, o per l'istruzione
tecnica un diploma di técnico de nivel médio. Sono molto numerose le
scuole private, in particolare quelle di ispirazione cattolica
(salesiani, agostiniani, gesuiti).
Ensino superior.
L'istruzione universitaria si articola nella graduação e nella pos-
graduação. I corsi di graduação, per conseguire la licenciatura e il
bachalerado, sono accessibili attra-verso un esame di ammissione detto
vestibular; la pos-graduação si conclude con un mestrado (dopo due anni
e mezzo) o il doutorado. Le Università sono strutturate in
dipartimenti, facoltà o scuole.
Vi sono università federali e statali ma moltissime sono le università
e le facoltà private, alcune prestigiose come le Pontificie Università
Cattoliche. L'ammissione degli studenti stranieri è subordinata alla
conoscenza della lingua portoghese, i cui livelli di padronanza sono
certificati dal CELPEBRAS, il diploma di co-noscenza per gli stranieri.
Siti internet:
Tutte le Università Brasiliane: www.pelourinho.com/universities.html
Università Federali:www.brasil.gov.br/orgaos/univ-fed.htm
Università Statali:www.brasil.gov.br/orgaos/univ-est.htm
Altre Università: www.crub.org.br/index.htm
Insegnamento dell'italiano
Non vi sono scuole italiane statali, paritarie o meramente private
nella Circoscrizio-ne Consolare. Le più "vicine" sono la "Scuola
Eugenio Montale" a San Paolo, che ha anche una sezione di Liceo
Scientifico, e l'Istituto biculturale "Fondazione Torino" di Belo
Horizonte, che ha tutti gli ordini e i gradi di scuola, con tre
indirizzi nella secondaria: liceo scientifico, tecnico commerciale e
turistico.
L'attività degli Enti Gestori locali(vedi capitolo Lingua e Cultura),
che ricevono un finanziamento annuale dal ministero degli Affari Esteri
Italiano, ha fatto sì che nello Stato di Rio de Janeiro e dell'Espirito
Santo, con una serie di accordi tra le scuole e i municipi, l'italiano
sia stato introdotto nelle scuole elementari e medie. Con un accordo
recente tra il Consolato Generale e il Governo dell'Espirito Santo ( 9
dicembre 2005) l'italiano è diventata lingua moderna di insegnamento
nella rete delle scuole statali dello Stato.
* DIVISIONE POLITICA
La struttura dello Stato brasiliano si divide classicamente nelle tre sfere del potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Capo dello Stato è il Presidente della Repubblica, eletto con voto
diretto per un mandato di 4 anni, rinnovabile per altri 4. Il
Presidente è il Capo del potere esecutivo federale e, data la natura di
repubblica presidenziale, è il Capo di Stato e di governo. E', inoltre,
il comandante supremo delle Forze Armate. Attribuzione atipica
dell'esecutivo è l'esercizio di controllo del potere giudiziario,
at-traverso la nomina dei ministri nel Supremo Tribunal Federal e degli
altri tribunali superiori.
Il potere legislativo è diviso in due Camere (sistema bicamerale: il Congresso e il Senato).
Al Congresso i deputati federali sono eletti per un periodo di 4 anni
in misura pro-porzionale alla popolazione per rispettare al massimo le
differenze demografiche dei 26 Stati della Federazione e il Distretto
Federale. La rappresentanza è così ripartita: Acre 8 / Alagoas 9 /
Amazonas 8 / Amapá 8 / Bahia 39 / Ceará 22 / Distrito Federal 8
Espírito Santo 10 / Goiás 17 / Maranhao 18 / Minas Gerais 53 / Mato
Grossso do Sul 8 / Mato Grosso 8 / Pará 17 / Paraíba 12 / Pernambuco 25
/ Piauí 10 / Paraná 30 / Rio de Janeiro 46 / Rio Grande do Norte 8 /
Rondônia 8 / Roraima 8 / Rio Grande do Sul 31 / Santa Catarina 16 /
Sergipe 8 / Sao Paulo 70 / Tocantins 8.
Al Senato ciascuno Stato è rappresentato da 3 Senatori per un periodo
di 8 anni. E composto quindi da 81 membri, considerando anche il
Distretto Federale.
A capo di ciascuno stato vi è un Governatore, eletto con voto diretto
per un mandato di 4 anni, rinnovabile per altri 4; lo stesso vale per i
Sindaci (Prefeitos). Sia gli Stati, sia i Comuni, hanno una sola Camera
legislativa: a livello di Stato i deputati sono eletti per 4 anni
all'Assemblea Legislativa e a livello comunale i Consiglieri sono
eletti alla Camera Municipale per lo stesso periodo.
Il potere esecutivo dei singoli Stati integra, in maniera
indissolubile, la Repubblica Federale, attraverso il rispetto
dell'unità della Federazione, della costituzione federale e Statale,
l'inviolabilità dei diritti e delle garanzie fondamentali. Sul suo
territorio lo Stato esercita tutta la competenza che non è attribuita
al Governo federale. I Comuni godono di autonomia in accordo con la
Costituzione Federale e la Costitu-zione dello Stato. Ogni Municipio è
retto da una Lei Organica, approvata dai due terzi dei membri della
Camara Municipal. La Lei Organica Municipal sta al Comune come la
Costituzione federale sta al Paese.
Il potere esecutivo è esercitato dal Prefeito, eletto per 4 anni con
voto diretto. Il prefeito, come capo dell'esecutivo ha attribuzioni
politiche ed amministrative riguar-danti opere e servizi comunali.
Le ultime elezioni federali e statali si sono tenute nel 2002. Le prossime elezioni si terranno nell'autunno 2006.
Nell'ambito del potere giudiziario il massimo organo è il Supremo
Tribunale Federale (STF, Supremo Tribunal Federal), considerato il
guardiano della Costituzione al pari della Corte Costituzionale in
Italia. Esamina e si pronuncia sui conflitti nella federazione e tra
enti stata-li, sulle richieste di estradizione di altri Stati e sulla
legittimità delle leggi e di atti federali.
Il sistema si articola nel:
Superior Tribunal de Justiça (STJ), formato da 11 ministri nominati dal Presidente della Repubblica
Superior Tribunal Militar (STM)
Conselho de Justiça Federal
Tribunali elettorali
Tribunais de Justiça
Tribunali del Lavoro
Tribunali federali Regionali, i cui giudici occupano l'incarico a vita.
A livello di Stato il potere giudiziario è esercitato dal Tribunal de
Justiça Estadual e a li-vello comunale esso è organizzato in Comarcas,
che non sempre seguono la divisione comunale ed è subalterno al
Tribunale di Giustizia Statale. Ciascuno Stato, compreso il Distretto
Federale, possiede propri organi esecutivi (nella figura del
Governatore), legislativi (Assembléia Legislativa monocamerale) e
giudiziari (tribunais estaduais).
Agli Stati soltanto compete la divisione in Comuni, che variano in
numero, dai 15 di Roraima agli 853 del Minas Gerais. Le entità autonome
minori della Federazione dispongo-no solo del potere esecutivo,
esercitato dal Prefeito, il Sindaco, che presiede la Camera
Muni-cipale, un'istituzione dalla storia secolare della penisola
iberica e delle areee colonizzate.
* IL SISTEMA DELLE FORZE DI POLIZIA
La competenza per esercitare, organizzare e garantire la sicurezza
pubblica é divisa tra l'Unione e gli Stati, con una Polizia Federale e,
in ciascuno Stato, con una Polizia Civile e con una Polizia Militare.
La Polícia Federal, nei limiti di competenza dell'Unione, è subordinata
al Ministero della Giustizia e opera in tutto il territorio nazionale.
La sua principale funzione é quella di "agire contro i reati penali
contro l'ordine pubblico e sociale e contro i beni, servizi e
in-teressi dell'Unione e per altri reati che abbiano ripercussioni tra
gli Stati o internazionali. Inoltre, ha il compito di reprimere il
traffico di stupefacenti e di droghe affini, di prevenire il loro
contrabbando e smercio, nella polizia marittima, aerea e di frontiera e
delle funzioni di polizia dell'Unione".
Le polizie statali (polícias estaduais) si dividono in polizia militare
e in polizia civile. La Polizia militare: svolge compiti di carattere
civile e dipende dal Potere esecutivo (Governatore e Secretário de
Segurança Pública di ciascuno Stato) e non è una forza interna
dell'apparato militare nazionale. Ciononostante mantiene il nome di
polícia militar, attri-buito al momento della sua creazione nel 1977
durante il regime militare. Non si tratta, quindi, di una forza
propriamente militare, essendo subordinata direttamente al Potere
esecutivo di ciascuno Stato.
La polícia militar ha il compito delle operazioni preventive e del
mantenimento del-l'ordine pubblico; si occupa, in primo luogo, dei
compiti quotidiani di pattugliamento e di ricerca dei criminali.
La polizia civile esercita la funzione di polizia giudiziaria statale,
con il compito di impedire le azioni penali, ad eccezione dei reati che
cadono nella sfera dei reati militari e di quelli di competenza della
Polizia Federale.
Le polizie dello Stato, tanto militari quanto civili, dipendono dal
Governatore dello Stato, del Distretto Federale e dei Territori.
Il Capo delle Forze di Polizia Statali è il Segretario della Pubblica
Sicurezza (Secretário de Segurança Pública), alle dirette dipendenze
del Governatore e responsabile degli atti che emana nell'esercizio
dell'incarico.
* GLI STATI DELLA FEDERAZIONE
Il Brasile è composto di 26 stati, più un Distretto Federale, nel quale
si trova la capitale Brasilia. Le 27 unità della Federazione sono
raggruppate per fini geografico- statistici federale in 5 grandi
Regioni: Centro-Oeste, Nordeste, Norte, Sudeste e Sul.
Região Norte: Acre (AC), Amapá (AP), Amazonas (AM), Pará (PA), Rondônia (RO), Roraima (RR), Tocantins (TO);
Região Nordeste: Alagoas (AL), Bahia (BA), Ceará (CE), Maranhão (MA),
Paraí-ba (PB), Pernambuco (PE), Piauí (PI), Rio Grande do Norte (RN),
Sergipe (SE);
Região Centro-Oeste: Goiás (GO), Mato Grosso(MT), Mato
Grosso do Sul (MS), Distrito Federal do Brasil, Brasília (DF); Região
Sudeste: Espírito Santo (ES), Minas Gerais (MG), Rio de Janeiro (RJ),
São Paulo (SP); Região Sul: Paraná (PR), Santa Catarina (SC), Rio
Grande do Sul (RS) - (dati 2000).
Maggiori agglomerati urbani e Le città più popolose:
Lo Stato più esteso del Brasile é l'Amazonas, Região Norte, 5 volte l'Italia, con capitale Manaus (1.593.000 abitanti).
Il più piccolo è il Sergipe, Região Nordeste, capitale Aracajù (492.000
abitanti). Il più popolato, lo Stato di San Paolo, Região Sudeste, dove
la capitale San Paolo (10.900.000) è, con i sobborghi, uno dei maggiori
agglomerati urbani del mondo. Il meno popolato Roraima, Região Norte,
con la capitale Boa Vista, 237.000 abitanti.
* L'ECONOMIA DEL BRASILE
La colonia portoghese, soggetta al regime del patto coloniale, fu
aperta all’immi-grazione degli stranieri solo all’inizio del XIX
secolo. Il Brasile divenne per l’Europa, e in seguito per l’America
Settentrionale, un fornitore di derrate tropicali ed un acquirente di
manufatti. Dopo la prima guerra mondiale si verificò tuttavia un
cambiamento per il rapido progresso dell’industrializzazione nel paese
fino a giungere, all’inizio degli anni settanta, al cosiddetto
“miracolo economico brasiliano”. Purtroppo si è anche trattato di un
fenomeno più apparente che reale, cui ha fatto seguito una recessione
economica che è andata sempre più aggravandosi con il passare degli
anni.
Grazie ad un’organizzazione ampia e ben sviluppata nel settore
agricolo, minerario, manifatturiero e dei servizi, l’economia
brasiliana supera quella di tutti gli altri Paesi del-l’America Latina,
concorrendo ad oltre il 50% del PIL della Regione e si espande ormai
sul mercato mondiale.
* QUADRO MACROECONOMICO
a) Andamento congiunturale e rischio Paese
Nel 2005 la crescita dell’economia brasiliana già rilevata nel 2004 ha
subito un ral-lentamento. Tale crescita (+2,3%) è avvenuta in un
contesto caratterizzato da una politica di rigoroso controllo della
spesa pubblica e dalla lotta ad ogni focolaio d’inflazione per-seguita
con una politica di tassi elevati. Il saldo della bilancia commerciale
brasiliana nel 2005 è comunque estremamente positivo (+ 21,8 miliardi
di dollari) con esportazioni per oltre 118,3 miliardi di dollari e
importazioni per circa 73,5 miliardi. L’ effetto complessivo di tali
manovre, il buon momento economico e i commenti positivi degli
organismi internazionali hanno favorito un significativo rafforzamento
del Real sul dollaro e sull’euro. E’ da notare peraltro che
l’apprezzamento della valuta nazio-nale e la politica di alti tassi
d’interesse hanno fortemente preoccupato gli ambienti im-prenditoriali.
L’accordo con il FMI non è stato rinnovato a riprova della fiducia che
queste autorità ripongono nella crescita del paese e nella creazione di
uno sviluppo virtuale che consenta di innestare una crescita di lungo
periodo. Il rischio paese al 21 marzo 2006 è valutato in 225 punti, in
discesa dai 430 punti di fine 2004 e a conferma dei giudizi positivi
espressi dalla comunità finanziaria internazionale. La crescita del
PIL, secondo le stime effettuate su base annua, dovrebbe essere, per il
2006, tra il 2,5% ed il 3%, in crescita rispetto al precedente anno,
anche per il forte aumento del tasso di sconto, tra i più alti del
mondo.
Il governo, sta continuando nella linea d’adozione di leggi volte a
migliorare il qua-dro generale economico del Paese. La nuova legge che
regola le procedure di fallimento delle aziende commerciali dovrebbe
semplificare le procedure oggi esistenti.
Va inoltre segnalato che, sulla scia della Legge sulle PPP
(Collaborazioni Pubblico Private), già molti Stati brasiliani hanno
adottato una propria legge di riferimento per favorire gli investimenti
e la partecipazione privata alle iniziative. Sono in corso anche la
definizione di regolamenti e procedure per rendere più chiara la
procedura relativa alla legge PPP. L´inflazione è sotto controllo e
l’accumulato è pari a 5.6%. Gli investimenti esteri nel 2005 sono stati
pari a 15,19 miliardi di dollari, con una riduzione del 16,4% rispetto
al 2004.
b) Grado di apertura del Paese al commercio internazionale ed agli investimenti esteri
Il Brasile ha iniziato ad aprirsi al commercio internazionale dopo la
fine della ditta-tura. Dal 1990, durante la presidenza di Fernando
Collor, il processo di apertura ha avuto un vero impulso, consentendo
l’accesso a molti beni di largo consumo importati dall’este-ro, tra cui
le automobili. Il paese risente tuttavia ancora del fatto che molti
settori della vita socio-economica brasiliana sono influenzati da
impostazioni fortemente protezionistiche. Tali atteggiamenti trovano
riflesso nei negoziati con gli Stati Uniti per l’Alca e con Unione
Europea per l’accor-do di libero scambio. Va rilevato che i settori in
cui il Brasile ha maggiormente incrementato la propria competitività
sono quelli in cui maggiore è stata la liberalizzazione degli scambi.
Il grado di apertura del Brasile al commercio internazionale (rapporto
percentuale tra il valore dei beni e servizi scambiati con l’estero ed
il PIL) è significativamente aumen-tato negli ultimi anni, passando dal
18,4% nel 2000 al 23,9% nel 2003 e al 26,4% nel 2004. Agli storici
partners commerciali (Usa, Europa e Argentina) nell’ultimo biennio si
sono ag-giunti la Cina, l’India, la Russia, il Sudafrica, i paesi
mediorientali. La maggiore presenza brasiliana nei nuovi mercati è
conseguenza sia dell’andamento della domanda delle com-modities
brasiliane, sia della continua ricerca di nuovi accordi commerciali con
altri paesi ad economie non ancora totalmente mature.
Nel complesso, il Brasile, pur migliorando i dati delle proprie
esportazioni e della bilancia commerciale, resta sostanzialmente
esposto alle dinamiche dei prezzi interna-zionali, per la qualità
merceologica delle sue esportazioni, legate alle commodities e quindi
soggette a repentine oscillazioni. Lo scenario odierno, caratterizzato
da una ripresa della domanda e quindi anche delle importazioni,
potrebbe non avere riflesso sulle vendite ita-liane verso il Brasile
per l’istituzione di nuove imposte (non tariffarie) sulle operazioni di
compravendita. Tali imposte- che si applicano anche sui prodotti
nazionali- incidono pe-santemente sul costo finale delle importazioni,
poiché gravano “a cascata” sopra a tutta la serie di dazi ed altre
tasse giá applicati in precedenza sui beni importati. L’aumento delle
imposte dovrebbe avere ripercussioni negative per tutti i principali
partners del Brasile.
Persistono difficoltà per l’investitore straniero pur se non tali da
far recedere dall’in-vestimento. In particolare per: settore doganale,
visti di lavoro, fitosanitaria, burocrazia in genere. Per contro,
quando vengono presentati alle autorità politiche e amministrative
brasiliane progetti di peso, queste ultime non hanno mai mancato di
appoggiarli, anche con interventi concreti, inclusi finanziamenti
agevolati ed incentivi fiscali. Va registrato nel caso di controversie
la facilità di accesso alla magistratura brasilia-na da parte delle
aziende locali con problemi in caso di contenzioso.
c) Andamento dell’interscambio commerciale con l’Italia e degli investimenti diretti esteri bilaterali
I dati di interscambio bilaterale forniti dall’ISTAT, per il 2005,
confermano le aspettati-ve positive. Si è concretizzata, infatti, la
previsione di una ripresa degli investimenti produtti-vi degli
imprenditori brasiliani, tenuti a freno nel precedente biennio di
relativa stagnazione. Ciò ha influito direttamente sulla ripresa delle
esportazioni italiane dei settori dei macchi-nari e delle attrezzature,
i più rilevanti per il nostro export, che avevano particolarmente
sofferto nel 2002, la quota nel 2004 era del 32,6% e nel 2005 è stata
del 34,7%.
Risultati positivi hanno registrato anche i settori della chimica e
farmaceutica, e soprattutto i fitofarmaci legati al fortissimo sviluppo
dell’industria agricola brasiliana; mentre nel settore delle macchine
ed attrezzature per l’agro-industria, la crescita è stata modesta. Tali
settori, comunque, hanno costituito la “locomotiva” per un incremento
delle esportazioni italiane in Brasile nel corso del 2005 di circa il
6,2% rispetto all’anno prece-dente (fonti statistiche ufficiali
brasiliane).
Pur a fronte di tale positivo risultato, la quota italiana sull’import
totale brasiliano è scesa al 3,22% per il crescente peso rappresentato
dalle importazioni di petrolio e suoi derivati. Una quota sempre
crescente delle importazioni è inoltre orientata dalla presenza di
grossi investimenti esteri, e/o dalla presenza di sistemi bancari
stranieri in grado di finanziare gli acquisti di prodotti e tecnologie
del proprio Paese.
Le esportazioni brasiliane verso l’Italia hanno registrato d’altra
parte un fortissi-mo incremento (+11% rispetto al 2004, fonti
statistiche ufficiali brasiliane), comportan-do un saldo a favore del
Brasile che su base annuale è stato nell’ordine di 943,7 milioni di
dollari.
Tale concreto successo brasiliano, del resto registrato su tutti i
mercati mondiali, ha sfruttato l’affermazione delle competitive
commodities di questo Paese, soprattutto nel cam-po dei prodotti
agricoli e dell’agro-industria (fino alla filiera della carne e delle
pelli) ed in quello dell’industria estrattiva e metallurgica. Questa
composizione dell’export brasiliano tende a rallentare la crescita
della componente di prodotti manufatti e di tecnologie, sul cui
sviluppo i governi brasiliani stanno puntando da tempo, pur se nel
breve termine ge-nera effetti positivi di cassa per le imprese e lo
Stato.
Flussi di investimenti bilaterali (dati 2003): l’Italia ha effettuato
investimenti diretti per circa 390 milioni di USD, collocandosi al 10°
posto tra i Paesi investitori. Tale ammon-tare continua ma vanno
evidenziati alcuni aspetti positivi. Si sono andati ultimamente
moltiplicando gli investimenti di PMI italiane, a fronte di alcune
grandi società italiane che hanno alleggerito la loro posizione, o
abbandonato completamente il mercato. Va poi considerato che il dato
numerico non rappresenta compiutamente il quadro complessivo, dato che
una parte consistente di investimenti italiani “transita” attraverso i
cosiddetti “paradisi fiscali”. E’ da notare che l’esperienza mostra un
crescente interesse di piccole e medie aziende italiane a sviluppare
rapporti di collaborazione industriale con interlocuto-ri brasiliani,
anche sfruttando le affinità culturali connesse alla forte presenza,
soprattutto in alcune aree, di grandi e ricche comunità di oriundi
italiani.
Politica commerciale e di accesso al mercato
a) Barriere tariffarie: Nonostante si operi in un contesto normativo in
continua evoluzio-ne, la legislazione brasiliana in materia non oppone
particolari difficoltà alle importazioni di prodotti italiani.
Tuttavia, oltre ad esistere problemi legati ai tempi della burocrazia,
che incidono notevolmente su tempi e costi di gestione, esistono
vincoli inerenti all’applicazio-ne delle tariffe d’importazione sui
prodotti stranieri, spesso problematici se rapportati alla tipicità
della produzione nazionale nostrana. Ci si riferisce in particolare
alle imposizioni sui beni di consumo e sui prodotti alimentari ma anche
in parte sui beni industriali (in questo caso applicate in maniera
ridotta per le agevolazioni fiscali introdotte con la facilitazione
“ex-tariffaria” che prevede la definizione (ogni sei mesi) di un elenco
di beni tecnologici “non prodotti in Brasile”, che possono godere di un
dazio pari al 5% in luogo del comune 14%. In sostanza l’atteggiamento
ancora guardingo nei confronti del commercio interna-zionale determina
fenomeni di protezionismo.
b) Barriere non tariffarie: Dopo diversi casi di blocchi di
importazione di generi alimen-tari italiani, si sta attualmente
assistendo alla graduale normalizzazione delle procedure burocratiche.
L’avanzamento delle negoziazioni in ambito UE-Mercosul ha contribuito
alla progressiva normalizzazione delle procedure delle autorità
sanitarie/doganali brasiliane in materia d’importazione e sdoganamento.
Numerosi prodotti hanno sofferto limiti di accesso negli ultimi anni:
- Il prosciutto crudo, anche qualità San Daniele e Parma (recentemente
è stato, però accettato il principio che una stagionatura superiore ai
dodici mesi rende il prodotto im-mune da rischi di diffusione delle
malattie infettive);
- Gli insaccati con maturazione inferiore ai dodici mesi, in
particolare, salame e mortadella (in quest’ultimo caso, la cottura
oltre i 120 gradi per lungo tempo non è stata considerata localmente un
elemento di assicurazione circa la eliminazione del rischio di
diffusione di malattie infettive).
Problemi simili sono stati riscontrati anche per l’accesso al mercato
per i prodotti a base di latte, in particolare del parmigiano.
Per quanto concerne i vini, si segnala che per la vigente legislazione
brasiliana un pro-dotto per essere considerato vino non può eccedere i
13 gradi alcolici. Superato tale limite, il prodotto è considerato
“vino liquoroso”, su cui gravano maggiori imposte(27% per i vini contro
il 40% dei vini liquorosi). La legislazione brasiliana prevede che al
momento dell’im-portazione del vino (che deve essere accompagnato da un
certificato di analisi) possano es-sere prelevate due bottiglie per
ogni partita per effettuare le analisi di controllo. Il prodotto non
può essere venduto sul territorio nazionale prima del risultato delle
analisi.
* QUADRO MACROECONOMICO
Andamento Congiunturale
Nel 2005 l’economia brasiliana ha “raccolto i frutti” dell’adozione,
nell’ultimo quin-quennio, di una politica macroeconomica d’austerità
basata sulla stabilità monetaria e fiscale, a sua volta finalizzata al
perseguimento di un target in termini d’avanzo primario (concordato con
il FMI) e di tasso d’inflazione, lasciando al mercato la determinazione
del tasso di cambio, in assenza o con minimi interventi da parte delle
autorità monetarie locali. Tale politica è stata di fondamentale
importanza per accrescere il livello di fiducia del paese nei confronti
degli operatori economici. L’assestamento del tasso di cambio Real/$USA
e la flessione della traiettoria di crescita dell’inflazione, che ha
raggiunto la percentuale del 12,53% nel 2002 per poi scendere nel 2004
al 7,6% e nel 2005 al 5,7%, sono stati altrettanto essenziali per
accreditare il Paese a livello internazionale. Ciò ha consentito al
Brasile di usufruire dei vantaggi derivanti dall’aumento del commercio
internazionale. Difatti, secon-do il Fondo Monetario Internazionale,
l’incremento del commercio estero nel 2005 è stato del 22%, a fronte
del 8,8% del 2004 e del 5,1% del 2003. Durante tale periodo, la
partecipazio-ne brasiliana nelle esportazioni mondiali è passata dallo
0,96% del 2002 al 2,19% del 2005.
La crescita reale del PIL nel 2005 è stata, come detto, del 2,3%, in
calo rispetto al 2004. Le ragioni vanno ricercate nella valorizzazione
del Real rispetto al dollaro. Peraltro alcuni elementi registrati nel
2004 facevano già prevedere tale rallentamento. La bilancia commerciale
infatti, dopo tre anni di crescenti surplus, ha presentato un
rallentamento.
Un mantenimento dell’inflazione dentro i limiti preannunciati ( 4,5%
per il 2006 e 2007) dovrebbe permettere alle autorità competenti di
proseguire la politica di riduzione del tasso di interesse di
riferimento SELIC recentemente iniziata e stimolare il sistema
finanziario incrementando l’offerta di credito. L’aumento naturale del
numero dei posti di lavoro e il consumo dei privati (responsabile per
il 56% del prodotto interno lordo brasi-liano), dovrebbero compensare
il peggioramento atteso del saldo della bilancia commer-ciale e nel
livello degli investimenti (nel 2005 il 19% sul PIL).
La riduzione del tasso di interesse SELIC la cui prevedibile graduale
diminuzio-ne dipenderà anche dal mantenimento del grado di fiducia
dell’investitore estero può rappresentare uno stimolo all’incremento
degli investimenti, sia perché renderà meno difficoltoso l’accesso al
credito, sia perché provocherà una graduale svalutazione della moneta
brasiliana nei confronti dell’euro e del dollaro nordamericano, il che,
a sua volta, contribuirà alla ripresa di quei settori maggiormente
orientati all’esportazione, soprattut-to di beni primari, che hanno
come punto di forza principale il tasso di cambio. E’ da no-tare
peraltro che, sia per l’attuale rallentamento dell’economia che per
l’instabilità legata alle prossime scadenze elettorali, è improbabile
una crescita sostenuta dell’investimento pubblico, principale
componente degli investimenti, in questo anno e nei prossimi.
La bilancia commerciale da parte sua, se da un lato con la riduzione
del surplus con-corre ad un rallentamento dell’incremento del PIL,
dall’altro contribuisce alla riduzione delle pressioni inflazionistiche.
La valutazione delle principali agenzie di rating colloca il Brasile
nella categoria B (speculative grade), che comprende i paesi che
presentano un profilo di rischio che può su-bire oscillazioni
significative nel corso del tempo, a causa della vulnerabilità agli
shock e della volatilità dei flussi di capitali. I fattori che
concorrono allo sviluppo di tale quadro includono, altresì, il notevole
peso del debito pubblico (+51,8% sul PIL nel 2004), con interessi molto
elevati e, quindi, la necessità di un forte finanziamento esterno in
rapporto agli introiti di valuta. Il debito estero (36,1% sul PIL nel
2004) resta un record in assoluto. Inoltre il consistente debito
pubblico rallenta il processo al rialzo dell’investimento pub-blico,
principale componente del PIL.
Sviluppo, Industria e Commercio
Nel quadriennio 2001-2004 gli Stati Uniti si confermano il principale
mercato di approvvigionamento per l’economia brasiliana( quota del
18,1%). Tra i fornitori europei la Germania si mantiene al vertice,
riuscendo ad accrescere la propria quota di mercato ( 8,1%). Tra i
partner principali spiccano in assoluto le prestazioni di due paesi: la
Cina, che raddoppia la propria presenza sul mercato brasiliano (adesso
è al 5,9%) e la Nigeria, im-portante fornitore di petrolio, che da un
modesto 1,3% si ritrova ad oltre il 5,57%. L’Italia registra una
leggera riduzione della propria quota (3,26% nel 2004 rispetto al 3,93%
del 2001), passando dal quinto all’ottavo posto nella graduatoria
generale dei fornitori, subito dopo la Francia che diventa secondo
fornitore europeo.
Anche a livello di paesi clienti gli Stati Uniti si confermano il
principale partner commer-ciale del Brasile, assorbendo nel 2004 il
20,8% delle esportazioni brasiliane, pari a 20 miliardi di dollari,
contro i 14,2 mld. del 2001, che rappresentavano il 24,4% del mercato
brasiliano.
Tra i principali acquirenti del mercato brasiliano, l’Argentina occupa
la seconda posizione; grazie a questa performance il saldo della
bilancia commerciale, in forte defi-cit nel biennio 2001-2002 è tornato
in pareggio nel 2003. Principale partner europeo sul fronte delle
esportazioni torna a confermarsi, nel 2004, i Paesi Bassi (quarto paese
cliente in assoluto), quale principale punto di transito di materie
prime e commodities brasiliane. Seguono Germania, Messico e Italia (3%).
ORIENTAMENTO SETTORIALE DEL COMMERCIO CON L’ESTERO
Dall’avvio del Mercosul nel 1991, con la progressiva liberalizzazione e
apertura agli scambi internazionali, unita ad un rafforzamento della
valuta, il paese aveva accumulato consi-stenti e crescenti deficit
commerciali con l’estero, fino al livello massimo raggiunto nel 1997,
allorché il saldo negativo aveva segnato 6,8 mld. USD; nel gennaio
1999, a seguito dell’adozione del piano Real, con la conseguente
oscillazione e svalutazione della valuta, lo scenario è cominciato a
mutare in direzione di un maggior bilanciamento dei saldi com-merciali.
Nel 2001 la bilancia commerciale era nuovamente in surplus, con valori
record negli anni successivi dell’espansione dell’export. Dalla
sostenibilità della crescita del-l’export dipende l’affrancamento
dell’economia brasiliana dai flussi di risparmio degli in-vestitori
esteri per conseguire l’obiettivo di una crescita durevole e sostenuta
nel tempo. Di seguito è analizzata la struttura dell’interscambio
mondiale brasiliano.
Minerali fossili – comparto che ha registrato uno dei maggiori
incrementi (+63%), passan-do da 3ª a 1ª voce dell’import brasiliano,
per un totale di $USD 11,4 mld nel 2004. Solo nel biennio 2003/2004,
l’incremento è stato superiore al 53%, percentuale in linea con la
forte ripresa del PIL (+5,2%).
In merito all’orientamento geografico degli approvvigionamenti, la
Nigeria confer-ma la leadership, aumentando la propria presenza
complessivamente di circa 10 punti al 30,5%; gli immediati concorrenti
sono l’Algeria, l’Arabia Saudita e l’Argentina.
Reattori nucleari, caldaie, macchinari e loro parti – Comparto di punta
delle importazioni brasiliane, dopo una contrazione nel 2002-2003 ha
registrato un incremento del 19,6% nel biennio successivo.
Turboreattori, parti di macchine per ufficio, lettori magnetici ed
affini e utensili in metallo duro ed affini sono le voci più
significative delle importazioni brasiliane nel com-parto. La
leadership in questo comparto spetta agli Stati Uniti (29,2%), la cui
quota rimane stabile. Sensazionale la progressione realizzata dalla
Cina che in un solo triennio passa da 2,0 al 4,4% della quota di
mercato. L’Italia occupa il quarto posto (7,2%), dopo il Giappone e la
Germania.
Macchine, apparecchi, materiali elettrici e loro parti – Il comparto,
così come i precedenti, ha evidenziato un incremento dell’import pari
al 28,5%; in valore assoluto nel triennio 2002-2004 si è passati dai
7,0 mld. USD importati nel 2002 agli 8,7 del 2004. Circuiti stampati,
parti destinate ad apparecchi televisori ed affini e componentistica
elettrica sono i settori su cui si concentrano in prevalenza (40%) le
importazioni brasiliane. Il mercato è polarizzato essenzialmente
attorno a tre paesi fornitori: gli Stati Uni-ti(16,4%), seguiti dalla
Cina e dalla Corea del Sud.
ESPORTAZIONI
La composizione strutturale dell’export brasiliano risulta praticamente
invariata nel triennio 2002-2004. Occorre rilevare che non emergono
settori particolarmente rilevanti, bensì una polverizzazione piuttosto
equa dell’intero export su un gran numero di compar-ti, tra i quali:
E’ questo il comparto principale dell’intero export brasiliano. Questo
settore ha registrato nel 2004 una variazione positiva rispetto al 2003
(38,6%). Il comparto presenta un saldo attivo di oltre $USD 5 miliardi
nonostante la parallela crescita delle importazioni. Resta uno dei
settori a più forte traino per l’export brasiliano soprattutto perché
sostenuto dagli ingenti investimenti esteri.
Argentina, Messico, Stati Uniti e Cile sono i principali mercati di destinazione, per una quota complessiva di oltre il 60%.
L’Italia detiene una quota del solo 1,5%.
Reattori nucleari, caldaie, macchinari e loro parti – Questo comparto
ha registrato nel 2002-2004 un incremento dell’export superiore
all’83%. In valore il flusso esportativo è aumentato nel 2004 a circa
7,8 miliardi di dollari dai 4,2 del 2002. Il saldo resta negativo per
oltre 1,5 miliardi $USD. I principali paesi partner sono Stati Uniti
(27,3%), Argentina, Germania e Messico.
Ferro e acciaio – Questo comparto evidenzia una forte espansione, a
causa degli incre-menti delle esportazioni verso Stati Uniti (88%),
Argentina e Messico. Il tasso di crescita complessivo dal 2002 al 2004
supera il 91%.
1.2.2 Grado di Apertura del Paese agli Investimenti Esteri. Sulla base
di un rapporto dell’UNCTAD, fino agli inizi degli anni ottanta il
Brasile occupava il settimo posto al mondo tra i paesi destinatari di
Investimenti Diretti Esteri (IDE), assorbendone il 3,6%. Tuttavia, la
natura dei cicli economici che hanno caratterizza-to l’economia del
Paese durante gli anni ottanta hanno allontanato gli investitori
interna-zionali, facendo scendere il Paese nella graduatoria mondiale.
Il Piano Real e la conseguente stabilizzazione del cambio,
dell’inflazione e la nuova accelerazione data alle privatizzazioni,
hanno determinato lo sviluppo degli IDE in Brasile. Nel periodo
1995-1998, si è assistito ad un incremento di oltre il 224%, passando
da 5 a 28,4 miliardi di USD$.
La decisione del Governo brasiliano di abbandonare il regime di cambio
fisso con conseguente svalutazione del Real nel 1999, una maggiore
intraprendenza nel processo di privatizzazione nei settori delle
telecomunicazioni, bancario e delle infrastrutture, hanno stimolato le
aspettative degli investitori esteri, i cui capitali affluiti hanno
raggiunto nel 2000 il valore record di 33,5 mld. USD$.
Dal 2001 al 2003 l’intera area latino-americana ha sperimentato una
forte contra-zione, ma nel 2004, gli IDE destinati all’America Latina
sono tornati a crescere, per un totale di USD$ 56,4 miliardi. La
partecipazione del Brasile su tale cifra è stata del 32%, equivalente a
USD$ 18 mld (+79% rispetto al 2003). Il settore dei servizi è stato
quello che ha ricevuto la maggior quota d’investimenti, diretti nei
sottosettori tradizionali e non in quelli a maggior valor aggiunto
(tecnologia avanzata, centri di ricerca e sviluppo ecc.).
Per il 2005, si stima che gli IDE netti in Brasile siano diminuti
leggermente rispetto al 2004, raggiungendo la soglia di $USD 14,6 mld.
A lungo termine le prospettive appaiono incerte, a causa del permanere
di problemi di natura strutturale che hanno contribuito a ridurre la
capacità d’attrazione degli inve-stimenti esteri, in aggiunta, per
effetto della sempre più agguerrita concorrenza asiatica, cinese in
particolare, si è affievolita la capacità d’attrazione di investimenti
nei settori labour-intensive, sebbene una risposta in termini di
vantaggio comparato possa venire da un quadro tributario più
favorevole, unito ad una decisa semplificazione burocratica.
1.3 Andamento dell’Interscambio Commerciale con l’Italia e degli Investimenti diretti Esteri Bilaterali
1.3.1 Andamento dell’Interscambio Commerciale con l’Italia
Nel quinquennio 2001-2004 si è assistito ad una netta inversione di
tendenza nell’in-terscambio commerciale Brasile – Italia. Mentre fino
al 2001 il paese sudamericano ha visto accumularsi consistenti deficit
commerciali nei confronti dell’Italia, il 2002 ha rappresentato l’anno
di svolta, per effetto di un sensibile deprezzamento del Real nei
confronti dell’euro, che ha dato competitività ai prodotti brasiliani
rendendo onerose le importazioni. Il saldo commerciale nel biennio
2002-2003 ha registrato un attivo che nel 2003 ha raggiunto una
consistenza pari a 454 milioni di dollari. Nel 2004, la diminuzione
delle esportazioni brasilia-ne verso l’Italia e l’incremento delle
importazioni brasiliane dall’Italia ha fatto sì che il saldo della
bilancia commerciale ritornasse ai livelli del 2002 risultato
consolidatosi nel 2005.
Interscambio commerciale Italia – Brasile (valori in milioni di US$)
I comparti più rilevanti delle importazioni del Brasile dall’Italia
sono i seguenti: macchine e apparecchi meccanici; prodotti dell’ICT,
elettrotecnica, strumenti di precisio-ne; autoveicoli.
Macchine ed apparecchi meccanici: continua a rappresentare il comparto
dal peso relativo più importante tra le importazioni totali dall’Italia
(32,6%); in termini di valore, nel 2004 le importazioni brasiliane
dall’Italia si sono attestate a 668,5 mln. USD, per una crescita del
6,5% rispetto all’anno precedente.
Prodotti dell’ICT, elettrotecnica, strumenti di precisione: questo
comparto è stato tra quelli che ha maggiormente collaborato
all’incremento delle importazioni brasiliane dall’Italia, vedendosi la
quota sul totale passare dal 9,2% al 11,3%. In termini di valore, le
importa-zioni brasiliani dall’Italia hanno superato USD 232 mln;
Autoveicoli: Le importazioni dall’Italia in questo comparto hanno
subito una contrazione costante fino al 2003 per poi riprendere nel
2004; in termini di valore si è passati da USD 124,3 mln. nel 2002 a
USD 114,5 nel 2003 e a USD 148,3;
Di seguito vengono analizzati i comparti più significativi dell’export brasiliano in Italia:
Cuoio e prodotti in cuoio (12,6% sull’export totale): in questo
comparto a saldo struttural-mente positivo per il Brasile si è
registrato un leggero aumento delle esportazioni verso l’Italia nel
quinquennio 2000-2005 (+20,4%); in termini assoluti i valori del 2000
pari a 305,4 milioni di dollari sono passati a 367,8 del 2004.Minerali,
scorie e ceneri (9,9% sull’export totale): altro comparto tradizionale
dell’export brasiliano; si tratta prevalentemente dei minerali di ferro
(99,1%). Nel 2004 il Brasile ha esportato oltre 288,3 mln di dollari
verso l’Italia di tali prodotti, con una crescita percen-tuale rispetto
all’anno precedente del 43,7%.
Semi, frutti oleosi ed affini (8,6% sull’export totale): tale settore
ha registrato una forte crescita nel corso dell’ultimo triennio,
passando da USD 98,6 mln. nel 2002 a USD 248,2 nel 2004, per un tasso
d’incremento complessivo di oltre 151%. Le esportazioni di grani di
soia rappresentano oltre il 98% del totale del comparto.
Andamento degli Investimenti Diretti Esteri Bilaterali
Secondo la Banca Centrale del Brasile, nel 2004 l’Italia ha partecipato
con USD 429,21 mln al flusso in entrata in Brasile degli IDE, cifra
corrispondente al 2,1% del totale. Nei tre anni precedenti, tale
percentuale ha variato tra il minimo dell’1,3% (2001) al mas-simo del
3,0% (2003).
Sono esclusi da tale calcolo eventuali entrate pervenute attraverso
paradisi fiscali, origine più comune delle risorse provenienti dalle
aziende di maggiore dimensione.
L’universo delle aziende italiane con presenza diretta in Brasile
attraverso filiali commerciali o produttive, ufficio di rappresentanza,
oppure joint-venture con aziende locali è di 222. I settori
d’appartenenza sono i più svariati possibili: cosmetici,
abbiglia-mento, articoli di gioiellieria, beni strumentali, servizi di
trasporto, farmaceutici, servizi di telecomunicazioni, prodotti
aerospaziali, mobili, autovetture ecc. La grande maggioranza possiede
solo strutture commerciali, ma sono numerose quelle aziende che hanno
tra-sferito parte della produzione in Brasile in modo da godere del
basso costo della mano d’opera e dell’abbondanza di materie prime e
poter produrre non solo per il mercato loca-le ma anche per altri paesi
dell’America meridionale e del mercato nordamericano.
* FARE AFFARI IN BRASILE
Il mercato brasiliano offre immense possibilità ed è molto competitivo.
Sono numerose le possibilità di intraprendere attività nel campo
industriale, nel commercio, nell’informatica.
Esistono numerose forme giuridiche di società, ma la Ltda (limitada) e
la SA (so-cietà per azioni) sono quelle più diffuse. Il capitale
sociale può essere interamente di origine straniera, ma un
rappresentante legale residente in Brasile deve rappresentare gli
investitori stranieri.
Per avere in Italia informazioni sulle possibilità d’affari per una ditta italiana in Brasile:
In Italia: bisogna mettersi in contatto con il Settore Commerciale
dell’Ambasciata del Brasile a Roma o il Settore Commerciale del
Consolato Generale del Brasile a Milano
A Rio de Janeiro: operano per informazione, consulenza ed assistenza
l’Ufficio Com-merciale del Consolato Generale d’Italia, l’ICE e la
Camera di Commercio Italo-Brasiliana.
Alcune linee elementari per la preparazione all’impresa:
* fare lo studio di mercato
* studiare attentamente tutti gli aspetti giuridici
* scegliere il miglior socio brasiliano possibile
* valutare attentamente la localizzazione
dell’attività tenendo conto delle distanze, dei costi del trasporto,
dei tempi di consegna e anche delle eventuali agevolazioni fiscali
* disporre di fondi propri: il costo dei prestiti è elevatissimo
* non sottovalutare la complessità della burocrazia
brasiliana e servirsi anche di inter-mediari, i despachantes.
E’ possibile richiedere all’Ufficio Commerciale del Consolato Generale
liste di studi commer-ciali, traduttori, legali per seguire le varie
procedure, nonché l’elenco delle aziende italiane operanti nella
Circoscrizione Consolare.
La Camera di Commercio Italo-Brasiliana di Rio de Janeiro. La finalità
principale della Camera di Commercio è quella di favorire i rapporti
commerciali tra il Brasile e l’Italia, in stretta collaborazione con le
Autorità dei due Paesi. Tra le azioni svolte sono: l’elaborazione di
ricerche di mercato, ricerca di partner per la formazione di
joint-ventures, l’organizzazione di attività promozionali, eventi,
seminari e incontri per accrescere i contatti tra gli operatori
brasiliani ed italiani.
Documenti necessari per costituire una società in Brasile: sarebbe
opportuno che l’in-vestitore, prima di recarsi in Brasile per
costituire una società, richieda alle competenti autorità italiane la
seguente documentazione:
a) certificato di nascita
b) certificato di residenza
c) certificato di Stato di famiglia
d) certificato di Stato civile
e) certificato Penale Generale
f) certificato di carichi pendenti
g) copia del passaporto (prima e seconda pagina)
Tutti i documenti rilasciati dal Comune, dalle Strutture Sanitarie
(ASL), dalle Strutture scolastiche, ecc., devono essere legalizzati in
Prefettura.
Tutti i documenti rilasciati dal Cancelliere del Tribunale devono
essere legalizzati in Pro-cura. Infine, tali documenti dovranno poi
essere legalizzati anche presso il Consolato del Brasile nella
giurisdizione d’appartenenza.
Gli indirizzi sono:
Roma Consolato Generale del Brasile
Via S.M. dell’Anima, 32 – 00186 Roma
Tel: 06-688.9661 – Fax:06-6880.2883
e-mail:
Milano Consolato Generale del Brasile
Corso Europa, 12 – 20122 Milano
Tel:02-777.1071 – Fax:02-7601.5628
e-mail:
Per aprire un conto corrente bancario in Brasile l’investitore
straniero può entrare in contatto con gli uffici del BANCO DO BRASIL in
Italia che potranno fornire informazioni dettagliate per il
trasferimento e la gestione dei capitali necessari per la realizzazione
dei progetti d’investimento.
Gli indirizzi sono:
Banco do Brasil
Piazza Castello, 1 – 20121 Milano
Tel:02-88.251 – fax:02-890.0265
e-mail:
Banco do Brasil
Via Barberini, 29 – 4º piano – 00187 Roma
Tel:06-488.0707 – fax:06-488.2984
e-mail:
Quando l’investimento in valuta è equivalente o superiore, a U$
200.000,00 (Due-centomila dollari) per società giuridiche o a U$
50.000,00 (Cinquantamila dollari) per persone fisiche viene rilasciato
un VISTO Permanente 2-A, per investimento.
La richiesta di questo visto si svolge in due fasi:
1ª Fase
L’investitore dovrà presentare direttamente al Ministero del Lavoro in Brasile i seguenti documenti:
* formulario d’autorizzazione al lavoro, fornito dal
Coordinamento d’Immigrazione, situato in ogni Ispettorato del Lavoro,
su tutto il territorio nazionale;
* qualifica dell’interessato ed eventuali suoi
familiari, come pure indicazione della Sede conso-lare brasiliana
d’appartenenza (giurisdizione di Roma o Milano), dove potrà ottenere il
visto;
* certificato penale generale debitamente
legalizzato da un Consolato brasiliano in Italia;- Prova del pagamento
della tassa individuale d’immigrazione. Secondo la Normativa del
Mi-nistero del Lavoro del Brasile, l’interessato dovrà acquistare un
DARF- Documento di Esazio-ne della Receita Federal (Finanze),
compilarlo con il codice 1361 e pagarlo in qualsiasi agen-zia bancaria
brasiliana ufficiale autorizzata.(p.es. Banco do Brasil a Milano oppure
a Roma);
* contratto societario o atto costitutivo
dell’impresa dove si farà l’investimento, registrato presso l’organo
competente;
* certificato di registrazione del capitale estero
investito, rilasciato dal Banco Central do Brasil (corrispondente alla
Banca d’Italia);
* procura, debitamente legalizzata presso uno dei
consolati brasiliani in Italia, quando l’investitore estero si fa
rappresentare da procuratore.
Indirizzo del Ministero del Lavoro in Brasile:
Ministério do Trabalho e Emprego
Secretaria de Relações do Trabalho-Coordenação Geral de Imigração
Esplanada dos Ministérios, Bloco F
CEP 70059-900 Brasília – DF
Tel:(0055.61) 317.6463 – Fax:(0055.61) 321.0652
Pagina web: www.mtb.gov.br
2ª Fase
Dopo l’arrivo dell’autorizzazione del Ministero del Lavoro brasiliano,
l’interessato dovrà presentare al Consolato Generale del Brasile, di
competenza, 2 foto tessera, 2 moduli richiesta di visto permanente
compilati e firmati, certificato penale (legalizzato dalla Pro-cura) e
passaporto con validità minima di 6 mesi.
Sotto forma di domande e risposte, si presenta un compendio sulle
principali proble-matiche di interesse degli investitori (fonte: Studio
Legale Guarnera di San Paolo).
1.1. Come costituire un’azienda in Brasile?
Per l’apertura di una società la legge locale non richiede un valore
minimo di capi-tale sociale, tuttavia è da notare che qualsiasi
movimentazione di capitale straniero è re-golamentata dalla locale
Banca Centrale. Per quanto riguarda il capitale sociale, il valore
versato potrà essere utilizzato per le attività della società.
I soci stranieri dovranno essere rappresentati da un procuratore
residente in Brasile con poteri per ricevere citazioni, come previsto
dalla locale normativa. L’amministrazione della società dovrà,
obbligatoriamente, essere a carico di una persona residente in Brasile.
1.2. Quali sono le inscrizioni necessarie in Brasile per costituire un’azienda?
a) Per i soci stranieri
Le società straniere che siano o desiderino essere titolari di beni
immobili, parteci-pazioni societarie, conti correnti presso una banca
od investimenti nel mercato finanzia-rio, sono obbligate ad ottenere
l’iscrizione presso il locale fisco federale. Tale iscrizione
(CNPJ/MF), dovrà essere effettuata, per mezzo di un procuratore
speciale, residente in Brasile, identificato come persona fisica
responsabile.
Le persone fisiche straniere che investano in Brasile, dovranno invece
ottenere l’iscrizione al CPF/MF, per essere identificate fiscalmente in
Brasile.
Sulla base di una locale normativa, si è previsto che le società
straniere debbano ottenere l’iscrizione al CNPJ (codice fiscale),
nominando un responsabile residente in Bra-sile con poteri per ricevere
citazioni da parte del fisco.
b) Per la società brasiliana
Preliminarmente, é necessaria l’elaborazione del contratto sociale di
costituzione aziendale, nei casi di Società Limitata e Società Anonima.
Il suddetto contratto deve essere registrato presso la Junta Comercial
territorialmente competente, nel caso delle imprese che svolgono
attività imprenditoriali. Invece, trattando-si di Società Semplice, la
registrazione deve avvenire presso il Cartório de Titulos e Documentos.
Al termine di tale procedura (che dura circa 15 gg.) la società
costituita dovrà riceve-re a sua volta il numero di iscrizione nel
C.N.P.J. (Cadastro Nacional de Pessoas Jurídicas), cioè il proprio
codice fiscale.
Per poter operare, la società dovrà richiedere le seguenti ulteriori iscrizioni:
* Iscrizione municipale (CCM - Cadastro
Contribuintes Mobiliários) - al fine, tra l’altro, di poter adempiere
alla legislazione tributaria municipale.
* Alvará de localização e funcionamento - necessario
per l’esercizio dell’attività desiderata, e rilasciato dal Municipio di
localizzazione.
* Iscrizione statale (I.E. - Inscrição Estadual) –
(equivalente alla partita IVA), necessaria alle imprese industriali e
commerciali per le operazioni di circolazione dei prodotti.
* Iscrizione Sisbacen (Sistema del Banco Central) –
necessaria per le registrazioni delle operazione relative agli
investimenti o finanziamenti stranieri.
* Iscrizione presso il RADAR (Sistema della Receita Federal) – necessaria per operazioni di import / esport.
Tali attività richiedono normalmente ulteriori 45/90 gg.
1.3 Quali sono le possibili forme di organizzazione d’impresa in Brasile?
Le società estere possono operare in Brasile sia in via diretta, per
mezzo di succur-sali o filiali, sia in via indiretta, per mezzo di
affiliate o joint-ventures, costituite secondo una delle diverse forme
previste dall’ordinamento giuridico.
Le forme più comuni per effettuare investimenti nella Repubblica Federativa del Brasile sono le seguenti:
a) Succursale di società estera – Per il funzionamento di società
estere in territorio na-zionale, è necessaria l’autorizzazione da parte
del potere esecutivo, presentando domanda al locale Departamento
Nacional de Registro do Comércio (DNRC). Il rappresentante della
società in Brasile deve essere residente nel paese, e dovrà rice-vere
poteri per trattare qualsiasi problematica relativa alla società e per
ricevere citazioni.
Tutti gli atti o le operazioni eseguite in Brasile dalla società estera
sono soggetti alla normativa ed alla giurisdizione brasiliana e, una
volta installata in Brasile, deve operare in conformità alle condizioni
stabilite dal decreto di autorizzazione. Per la scarsa flessibilità
delle formalità descritte, le compagnie estere raramente ricorrono a
tale tipo d’intervento diretto.
b) Società Limitata è la società equivalente alla S.R.L. italiana. La
società in questione è la forma preferita dagli investitori per la
semplicità di struttura, organizzazione e funzionamento.
In questo tipo di società, la responsabilità dei soci è limitata alle
quote di loro titolarità, a seguito del versamento totale del capitale
sociale, con distribuzione degli utili in proporzione alle quote.
L’amministrazione può essere affidata ad uno o più amministratori. I
soci stranieri non potranno esercitare l’amministrazione della società,
ma dovranno nominare a tal fine un amministratore, residente in Brasile.
c) Società per Azioni. (S.A.) è assimilabile alla Coporation americana
ed alla società per azioni italiana (S.p.A.). Tale tipo di società è la
forma più idonea per medie e grandi impre-se. Nelle S.A. i soci o
azionisti devono essere almeno due persone fisiche o giuridiche, e
saranno responsabili soltanto per il valore d’emissione delle azioni
sottoscritte o acquisi-te. Sulla base della possibilità che le azioni
siano o non siano ammesse alla negoziazione nella Borsa di Valori, la
S.A. potrà essere “aperta” oppure “chiusa”.
d) Società Semplice è caratterizzata dalla natura dei suoi obiettivi,
non imprenditoriali, quindi dal tipo di attività che svolgerà e non
dalla sua forma. La normativa specifica della società semplice prevede
che la responsabilità dei soci è illimitata, nel senso che, se il
patrimonio sociale non è sufficiente per soddisfare i credi-tori, i
soci, in via sussidiaria, risponderanno proporzionalmente, con i loro
beni.
È però possibile limitare la responsabilità dei soci scegliendo la forma della Società Limitata.
1.4 Presso quale organo avviene la registrazione del capitale straniero?
Il capitale straniero deve essere registrato utilizzando il Registro
Declatório Eletrônico del Ban-co Central do Brasil. La locale Banca
Centrale (Banco Central do Brasil) costituisce un organi-smo con potere
normativo e di controllo, in sede valutaria, inserito nell’ambito del
potere esecutivo, privo, quindi, della caratteristica di indipendenza,
esistente in vari altri Stati.
1.5 Per quale tipologia di settore sono previste restrizioni o limitazioni in materia d’investimenti stranieri in Brasile?
Attualmente, permangono restrizioni per i seguenti settori:
a. svolgimento di attività relative ad energia atomica ed elettrica;
b. proprietà di aree rurali ed attività commerciali in zone di frontiera; internazionale;
c. trasporto aereo interno;
d. industria aerospaziale;
e. industria di pesca;
f. poste e telegrafi.
1.6 Come funziona il sistema fiscale brasiliano?
Sulla base della Costituzione Federale del 1988, i tributi in Brasile
possono essere mu-nicipali, statali e federali, e si dividono in
imposte, tasse, contributi di miglioramento e contributi sociali.
1.7 A quale regime d’imposizione fiscale sarà assoggettato (italiano o brasiliano)?
Le imposte e tasse dovute dalle aziende costituite in Brasile, sono
previste dalla legislazione brasiliana, in ambito federale, statale e
comunale.
Il Brasile è sottoscrittore di un trattato contro le doppie imposizioni
con l’Italia, che regola l’incidenza tributaria per le categorie di
redditi indicate nell’accordo(la convenzio-ne tra Italia e Brasile è
entrata in vigore il 1º gennaio 1982). Le regole stabilite
nell’articolo 23 della Convenzione tra Italia ed il Brasile per evitare
le doppie imposizioni e prevenire le evasioni fiscali in materia
d’imposte sul reddito devono essere quindi esaminate dagli investitori
italiani.
1.8 Quale processo devo seguire per rimpatriare il capitale investito?
L’investimento diretto in Brasile da parte di stranieri registrato
presso la Banca Cen-trale, permette l’invio di dividendi al socio
straniero. Non esistono restrizioni, assoggetta-mento a tributi o
necessità di autorizzazione per il rimpatrio totale del capitale
investito e registrato presso il Banco Central do Brasil.
Potrà essere comunque rimpatriato soltanto il valore della
partecipazione equiva-lente al patrimonio netto della società, se lo
stesso è uguale od inferiore all’investimen-to iniziale. In caso,
invece, di cessione della partecipazione a terzi, residenti o meno in
Brasile, saranno considerati utili di capitale i valori eccedenti a
quelli corrispondenti al patrimonio netto, e saranno conseguentemente
tributati con aliquota del 15%.
2. È possibile acquistare beni immobili in Brasile da parte di stranieri?
Le persone fisiche o giuridiche straniere possono acquistare proprietà
immobiliari a condizione che non siano localizzate nella fascia
costiera, in aree di confine, o di sicu-rezza nazionale. Per quanto
concerne le aree rurali acquistate da stranieri, vi sono alcune
restrizioni.
La legge brasiliana prevede che la proprietà dei beni immobili si
trasferisce con la registrazione dell’atto pubblico o della scrittura
privata autenticata di compravendita nel Registro de Imóveis del luogo
dove si trova l’immobile.
Per formalizzare un contratto di compravendita di un immobile il
compratore dovrà inizialmente ottenere il codice fiscale brasiliano
presso la Receita Federal.
Inoltre, il proprietario non residente di un bene immobile in Brasile
dovrà nominare un procuratore residen-te in Brasile per ricevere
citazioni.
3. Quali sono i principali rapporti commerciali tra società brasiliane e società estere?
Al fine di commercializzare i propri prodotti in Brasile, una società
straniera potrà stabilire uno specifico rapporto di collaborazione con
soggetti locali; per esempio di di-stribuzione, di agenzia e di
compravendita internazionale.
a) Distribuzione: i prodotti stranieri possono essere distribuiti in
Brasile sulla base di un contratto di distribuzione per mezzo del quale
la società brasiliana acquisterà i prodotti stranieri (importandoli) e
li rivenderà nel mercato locale. A tal fine, le parti firmeranno un
contratto di distribuzione internazionale.
b) Agenzia: una società estera potrà inoltre avvalersi di un agente che
promuoverà la vendita diretta dei propri prodotti in Brasile. L’agente
riceverà una commissione in base ad una percentuale fissata sulle
vendite. In questo caso, il cliente (destinatario finale dei prodotti)
dovrà effettuare direttamente le importazioni. È importante osservare
la diffe-renza introdotta recentemente nella normativa locale in base
alla quale l’agente realizza affari in nome e per conto di una terza
società, mentre il rappresentante è dotato, in linea di principio, solo
di poteri per promuovere le vendite di una società terza.
c) Trading: le società di trading in Brasile attuano come intermediarie
nei processi d’impor-tazione ed esportazione e possono ausiliare sia il
venditore sia il compratore a tal fine.
È importante prevedere, in qualsiasi operazione citata, le garanzie idonee onde evitare danni commerciali.
4.1 Dove effettuo la registrazione del mio marchio in Brasile?
L’Istituto Nacional da Propriedade Industrial (INPI) è l’organo del
Governo Brasiliano responsabile per i diritti di proprietà industriale
e l’esame formale delle richieste di con-cessione di brevetti
d’invenzioni e della titolarità dei marchi. La titolarità è concessa
sulla base dell’anteriorità della richiesta.
4.2 Come mi devo comportare per importare il mio marchio, già registrato in Italia?
I marchi detenuti o richiesti in Italia dovranno essere depositati per
la registrazione in Brasile. Se la richiesta di registrazione viene
effettuata entro 6 mesi dalla registrazione nel paese d’origine, verrà
attribuita al marchio la stessa vigenza del marchio del paese di
origine.
4.3 Il Brasile è sottoscrittore di trattati in materia di proprietà industriale?
Il Brasile è parte dei più importante trattati internazionali in
materia di proprietà industriale, tra cui la Convenzione di Parigi del
14 luglio 1967, promulgata l’8 aprile 1975 con il Decreto n. 75.572.
4.4 Che tipo di ritenute sono previste sulle royalties in caso di licenza del mio marchio?
Sulla rimessa di royalties, è prevista una ritenuta alla fonte del 15%,
se a carico del-l’impresa straniera, o del 17,5%, se a carico
dell‘impresa brasiliana, la cui ricuperabilità è disciplinata dalle
norme del trattato contro la doppia imposizione eventualmente
esisten-te con il paese di residenza dell’impresa beneficiaria.
Inoltre su tale rimessa incide uno specifico contributo (CIDE - Contribuição de Intervenção no Domínio Econômico) del 10%.
5.1 Quali sono gli organismi responsabili per la concessione di visti per la residenza in Brasile?
Il Ministério do Trabalho, attraverso la Coordenadoria Geral de
Imigração (CGIG), è l’organi-smo responsabile per le concessioni di
permessi di soggiorno.
5.2Quali sono le categorie di visto o permesso?
La legislazione brasiliana presuppone la concessione delle seguenti
categorie di visto o permesso di soggiorno d’accordo con ogni
situazione e finalità del viaggio.
a) Visto per viaggi di affari di corta durata e per turismo.
Per un periodo fino a 90 giorni, a contare dalla data di arrivo nel
paese, allo straniero è permessa la partecipazione a riunioni,
conferenze, fiere, visite a potenziali clienti, ricer-che di mercato od
attività simili.
Con riferimento al visto di turista è sufficiente presentare il biglietto aereo di andata e ritorno.
In entrambe le situazioni, tuttavia, non è permesso lavorare nel paese.
b) Permesso di soggiorno provvisorio speciale.
Non è permesso lavorare e ricevere lo stipendio da entità o aziende
brasiliane. Normal-mente è concesso alle persone che intendono
partecipare a missioni religiose, studenti, tiro-cinanti e a tutti
coloro che hanno bisogno di assistenza medica presso ospedali
brasiliani.
c) Permesso di soggiorno provvisorio di lavoro.
Visto di lavoro subordinato allo straniero contrattato da una società
costituita in Brasile che potrà essere concesso per un periodo iniziale
di due anni (rinnovabile), e sarà sottoposto alla normativa locale sul
lavoro. Potrà essere concesso anche agli artisti, spor-tivi,
giornalisti.
d) Permesso di soggiorno permanente per investitori
Il visto permanente potrà essere richiesto a favore dell’amministratore
o direttore straniero inviato da un investitore straniero che dimostri
di aver effettuato un investimen-to minimo equivalente a US$ 200.000,00
nella società brasiliana.
Recentemente è stata introdotta la possibilità di richiedere il visto
permanente a favore dell’amministratore o direttore straniero di un
investitore straniero che dimostri di aver effettuato un investimento
minimo equivalente a US$ 50.000,00, con impegno a crea-re 10 nuovi
posti di lavoro, nei successivi 2 anni dall’istallazione della società
brasiliana o dall’assunzione delle funzioni del candidato.
Un amministratore o direttore, che abbia ottenuto un visto permanente,
potrà amministrare anche altre società appartenenti allo stesso gruppo
economico, mediante rilascio di una specifica autorizzazione da parte
del Ministero del Lavoro. Il visto permanente potrà essere concesso
anche ad una persona fisica straniera che effettui direttamente un
investimento uguale o superiore a US$ 50.000,00, ovvero inferiore a
tale valore se la stessa s’impegni ad assumere 10 nuovi dipendenti nei
suc-cessivi cinque anni.
6.1 Quali sono le figure professionali indicate per la formalizzazione e l’elaborazione di documenti ai fini sopra indicati?
a) Costituzione di società.
Avvocato – lo stesso elabora gli atti costitutivi (contratto sociale)
ed ulteriori documenti della società, tranne nell’ipotesi in cui si
conferiscano beni immobili od in presenza di mi-nori. In Brasile non
esiste la figura professionale del commercialista. Tale lavoro è svolto
da parti di avvocati specializzati nell’assistenza in materia
societaria.
Ragioniere – il ragioniere s’incarica dell’ottenimento delle iscrizioni
della nuova società presso gli organi pubblici e dei successivi
aggiornamenti. Inoltre il ragioniere sarà respon-sabile per la
contabilità e gli adempimenti fiscali della società, così come per
l’elaborazio-ne dei bilanci della stessa.
Auditor Indipendente – il revisore sarà responsabile per rivedere le
registrazioni fiscali e contabili della società, così come i bilanci
della stessa, preparati dal Ragioniere.
b) Operazioni immobiliari
L’avvocato sarà responsabile per l’importante analisi dei documenti
immobiliari e delle pendenze processuali relative ai venditori, onde
garantire l’acquisto, e preparerà gli atti e le procure per la
scrittura privata. L’atto pubblico sarà preparato dal notaio
(Tabelião), e successivamente registrato presso il Cartorio de Registro
de Imóveis.
c) Contratti privati
I contratti sono normalmente preparati o verificati da un avvocato.
d) Contratti pubblici
In Brasile, la maggioranza degli atti potrà essere formalizzata per
mezzo di scritture pri-vate, mentre, per alcuni atti specifici, la
legge esige la relativa formalizzazione per mezzo di un atto pubblico.
In tale caso, il responsabile dovrà essere un tabelião (notaio). La
legge espressamente richiede la forma pubblica per le scritture
pubbliche di compravendita di immobili, testamenti, donazione agli
eredi. In qualsiasi caso, si consiglia che un avvocato assista
l’operazione.
e) Marchi e brevetti
I contratti per licenza e trasferimento e la richiesta di registrazione
sono preparati da avvocati specializzati nell’area della proprietà
intellettuale o da ditte di consulenza in questo settore.
f) Permessi di soggiorno
L’avvocato specializzato nell’area d’immigrazione potrà ausiliare nel
processo di richiesta dei permessi di soggiorno in Brasile o da uffici
specializzati.
g) Operazioni di cambio
I contratti di cambio saranno realizzati con un’istituzione bancaria,
però l’intermediazione degli stessi potrà essere svolta da un agente di
cambio (corretor de câmbio).
h) Operazioni di import/export
Tali operazioni in Brasile sono necessariamente svolte da un agente doganale (despachante).
6.2 Quali sono le principali autorità locali e qual è la loro funzione?
a) Receita Federal (Guardia di Finanza)
Dogana; emissione di Codici fiscali – CNPJ o CPF - organo fiscale per tributi federali.
b) Junta Comercial (Camera del Commercio)
Organo per la registrazione di documenti delle società imprenditoriali.
c) Tabelião (Notaio)
Elabora gli atti pubblici.
d) Registro de Títulos e Documentos
Organo per il registro di documenti privati, per validità degli stessi presso terze parti (non elabora tali documenti).
e) Registro de Pessoa Jurídica
Organo per la registrazione di documenti di società semplice.
f) Registro de Imóveis (Conservatoria dei registri immobiliari)
g) Banca Centrale
Un’ utile pubblicazione sugli investimenti stranieri in Brasile è la
Guia legal para o inve-stimento estrangeiro, pubblicata dal Centro de
Estudos das Sociedades de Advogados (CESA), disponibile in portoghese
ed in inglese al sito www.cesa.org.br
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