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Sarkozy: "Via la nazionalità francese a chi attacca la polizia" |
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Dopo le violenze di Grenoble e Saint Aignan, il presidente francese
propone una misura repressiva che mette nel mirino tutta la comunità
francese d'origini straniere. Colpendo un principio inviolabile dalla
Liberazione: la non distinzione tra francesi d'origine e francesi
acquisiti
GRENOBLE - L'aveva anticipata un'indiscrezione di Le Monde,
adesso la notizia è confermata. Il presidente francese Nicolas Sarkozy
ha proposto oggi un provvedimento in base al quale potrà essere
ritirata la nazionalità francese a "qualsiasi persona d'origine
straniera che volontariamente attenti alla vita di un agente di
polizia, di un gendarme o a qualunque altro depositario di autorità
pubblica".
La misura proposta dal presidente francese non mette
nel mirino solo nomadi e Rom. Con questa nuova iniziativa, Sarkozy,
ormai al livello più basso della sua popolarità, "rompe un tabù -
sottolinea Le Monde -, colpendo due principi giuridici
considerati come inviolabili dalla Liberazione: il diritto alla
nazionalità e il rifiuto di ogni distinzione tra francesi 'di origine'
e quelli che hanno acquisito da poco la nazionalità".
"Due
settimane dopo le violenze di Grenoble (tre notti di violenza tra forze
dell'ordine e giovani nella banlieue di Villeneuve, dal 16 al 18
luglio, dopo la morte di un pregiudicato nel corso di una sparatoria
con la polizia) ) e a Saint Aignan (tra gendarmi e Rom), Sarkozy
ribadisce le sue convinzioni, e supera una tappa ulteriore nella
politica di repressione" aveva spiegato Le Monde, citando il
discorso che il presidente avrebbe pronunciato oggi in occasione della
nomina del nuovo prefetto dell'Isere Eric Le Doiron.
Discorso nel quale Sarkozy ha spiegato anche che non sia più automatica "l'acquisizione della nazionalità francese da parte di un
minore delinquente al momento della sua maggiore età". "La nazionalità
va meritata - ha concluso Sarkozy -. Bisogna potersene dimostrare
degni. Quando si tira addosso a un agente delle forze dell'ordine, non
si è più degni di essere francesi".
Fonte: www.repubblica.it
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