“Quest’estate andate a Venezia? Non dimenticate la mascherina anti-smog”. ‘Tranchant’ il titolo del Guardian che, in un lungo editoriale, si schiera a fianco dei veneziani che da anni protestano contro le enormi navi da crociera che entrano tra i canali fin nel cuore della città lagunare.

Le navi crociera non sono solo un’aggressione alla città, come plasticamente rappresenta una foto che correda l’articolo: una nave, vero e proprio eco-mostro, spunta minacciosa tra i ‘merletti’ dei palazzi storici affacciati lungo Canal Grande. Questi colossi del mare portano anche inquinamento: “Preoccuparsi dell’aria inquinata potrebbe sembrare strano in una cità che ha poche strade ed auto, ma l’aria di Venezia porta rischi nascosti. Ogni giorno cinque o sei navi da crociera tra le più grandi al mondo penetrano nel cuore della città vecchia, che ospita il più grande terminal di tutto il Mediterraneo. Queste navi offrono ristoranti di lusso, imponenti piscine e divertimenti esotici, ma nel silenzio pompano nell’aria fumi inquinanti”. “Gli abitanti di Venezia, che – ricorda l’autorevole quotidiano britannico, a maggio in un referendum simbolico hanno votato contro le navi da crociera – “hanno ragione ad essere furiosi”.

Le emissioni delle navi uccidono 50 mila europei all’anno

“Gli operatori sostengono di utilizzare carburante a basse emissioni quando sono vicini alle grandi città ma i rilievi che ho fatto vicino al porto di Venezia raccontano una storia differente”, scrive Axel Friedrich, il cronista del giornale inglese, “il carburante che bruciano quando sono nel porto contiene una quantità di zolfo cento volte superiore al diesel dei camion. Mentre le grandi navi facevano rotta attraverso il Canal Grande, a un tiro di schioppo dalla banchina, il mio team ha registrato fino a 500 microparticelle per centimetro cubo”. Ovvero un livello 500 volte superiore alla norma.

Secondo i dati della Commissione UE, circa 50 mila europei ogni anno muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento dovuto al settore navale. “Uno scandalo”, secondo il Guardian, dato che “ci sono strumenti a disposizionare per risolvere il problema in maniera efficiente dal punto di vista economico, utilizzando carburanti più puliti o utilizzando batterie presso la costa”. (agi)