È l’ultima partita del girone, con l’Italia già qualificata. Ma la sua importanza è incalcolabile. In palio c’è la possibilità, con una vittoria, di affrontare l’abbordabile Finlandia negli ottavi di finale. In caso di sconfitta, invece, il destino di affrontare una squadra forte come la Slovenia, ancora imbattuta. Dall’altra parte del parquet però c’è la Georgia, costretta vincere per restare in corsa.

Primo quarto, l’inizio perfetto

Dopo i primi due minuti il punteggio è ancora 0-0. Tutti i fantasmi della partita con la Germania spuntano fuori ma è uno spavento che viene cacciato via dai canestri degli azzurri: Datome, Belinelli, Hackett e Cusin. Segnano in 4 nel primo allungo italiano (10-2). Melli non trova il fondo della retina ma stoppa e limita l’attacco georgiano che sembra molto stanco dopo la partita di ieri, con Israele, finita all’overtime.

Coach Zouros prova a svegliare la sua squadra in tutti i modi: chiama timeout, prende un fallo tecnico per proteste, fa qualche cambio. Tutto inutile. Belinelli, con due triple consecutive, e Datome tengono a distanza la squadra dell’est che, dopo 7 minuti, ha segnato appena 5 punti (22-5) con 1/12 dal campo. Il quarto lo chiude il solito, meraviglioso, Filloy. L’Italia ha segnato in 10 minuti la metà totale dei punti di ieri (27-10).

 

Secondo quarto, il ritorno della Georgia

La Georgia è una squadra difficile da mandare al tappeto. Incassa i colpi e poi, improvvisamente, reagisce. Guidati da Shermadini (11 punti) e Dixon (9 punti) iniziano a macinare pallacanestro, canestri, falli e una rediviva intensità. I risultato è un parziale enorme che porta la squadra fino al meno cinque (33-28). Cusin e Melli soffrono sotto i gomiti di Pachulia, uno che ha lasciato il segno anche in NBA, e la fisicità dei lunghi avversari. L’attacco italiano si è fermato davanti ai cambi continui della difesa georgiana che gioca al limite del fallo e fa uscire mentalmente i nostri cecchini dalla partita. Ve li ricordate i fantasmi della Germania? Sono tornati. Solo 6 punti in 8 minuti in questa seconda frazione. Tutto da rifare. Ma l’Italia dimostra di aver imparato la lezione e non si disunisce. Belinelli e Aradori si prendono sulle spalle la squadra. Nasce così il piccolo parziale azzurro che chiude il primo tempo (38-30). È ossigeno puro.

 

Terzo quarto, l’energia ritrovata

La tensione attanaglia ancora gli azzurri che eseguono, scolastici, senza essere aggressivi. La Georgia non si tira indietro, segna e si riporta a meno quattro (38-34). Ma bastano due giocate di energia per far tornare la fiducia in casa azzurra: una schiacciata, a tutta (pre)potenza di Melli e una stoppata, devastante, di Cusin. Due azioni, sui due lati del campo, che suonano la sveglia. Filloy e Aradori. in cabina di regia, sono quelli che ci mettono la fantasia oltre alla diligenza. il risultato sono triple e assist. Compreso un gioco da quattro punti di Belinelli baciato dagli dei del basket e dalla dolcezza del ferro. In due minuti il divario è di nuovo in doppia cifra (49-37). Di voglia e di cuore. Datome, che aveva iniziato male, torna con un’altra faccia. Altri 5 punti veloci e nuova fuga azzurra (54-41). La sqaudra di Zouros si affida al suo giocatore “americano”, Dixon, che di georgiano ha solo il passaporto, ma mette 6 punti in pochissimo tempo (28 nella partita). Gli ultimi due punti, inaspettati, sono di Biligha (58-47). Sarà volata.

 

Ultimo quarto, la voglia di vincere

L’Italia punisce subito in contropiede. Arrivano così i primi punti dell’ultimo periodo. Punti facili, senza fatica. Un’ottima idea. Aradori, oggi davvero decisivo, e Hackett allungano la forbice tra i due quintetti in campo (65-51). Ma la Georgia non muore mai. Due schiacciate di fila valgono il meno dieci e costringono Ettore Messina a chiamare un timeout. È un finale “brutto, sporco e cattivo”. Tante botte, tanti contatti. L’Italia è meno abituata a giocare in questo modo e subisce il ritorno degli avversari (65-60). Le due triple di Dixon cancellano ogni sforzo e danno il vantaggio ai georgiani (67-68). È un parziale di 17-2 che fa male, malissimo. Hackett, eroico, ci porta avanti con una penetrazione splendida (69-68). L’Italia è viva, vivissima. Melli fa un capolavoro difensivo su Pachulia e recupera una palla esiziale. Aradori in lunetta segna un solo libero e a 14 secondi dalla fine l’Italia è sopra di due, miseri, punticini (70-68). La tripla di Dixon, ancora lui, stavolta si infrange sul ferro. L’ultima possibilità per la Georgia è tra le mani di Shermadini ma Datome, da capitano, stoppa il lungo avversario e lancia la squadra in paradiso. Ora si va a Istanbul per gli ottavi di finale. C’è la Finlandia e un’altra battaglia da vincere. (agi)