Per risolvere la crisi dei migranti l’Italia è pronta ad attuare “l’opzione nucleare”. L’anticipazione del Times scatena un putiferio. Secondo il tabloid inglese, infatti, il governo italiano sarebbe pronto a concedere 200mila visti temporanei validi per l’Unione europea a migranti sbarcati sulle coste del nostro Paese e diretti verso il nord Europa. Come si legge sul Corriere della Sera, la decisione del nostro Paese fa riferimento ad una direttiva europea scritta subito dopo la guerra dei Balcani con cui l’Italia permetterebbe ai migranti che arrivano sulle sue coste di circolare liberamente in Europa e così l’accoglienza sarebbe un problema di tutta l’Ue.

Manconi: “E’ previsto dalla norma vigente”

Il numero di 200mila migranti non trova conferme, ma che l’idea sia al vaglio del ministro dell’Interno, Marco Minniti, lo ha ammesso il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani. “Non è una minaccia all’Europa”, ha precisato, ma “qualcosa previsto dalla normativa vigente: qualcosa di molto più serio, di meno velleitario e meno illegale dell’annunciato blocco dei porti”.

Le altre due strategie del governo

  1. SENTENZA SUI MIGRANTI RESPINTI IN CROZIA
    Si attende a breve con grande interesse una sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue che potrebbe cambiare lo scenario ribaltando l’applicazione del Trattato di Dublino. E in particolare dell’articolo 13 che, come si legge su La Stampa, prevede che la responsabilità dell’asilo sia del Paese di primo sbarco: ovvero, chi arriva in Italia tocca all’Italia. Questa, almeno. è la prassi interpretativa. In realtà il Trattato è in parte diverso: dice che il Paese di primo approdo è il posto dove fare richiesta di asilo solo se si è entrati illegalmente. Ebbene è pendente presso la Corte di Giustizia Ue il caso di due immigrati, uno siriano e uno afghano, entrati in Croazia nel 2015 e a cui fu consentito di andare uno in Austria e uno in Slovenia per chiedere asilo.
  2. Le richieste furono respinte sulla base dell’accordo di Dublino e il 26 luglio la Corte Europea di Giustizia dovrà chiarire se fosse giusta questa interpretazione. L’avvocato generale della Corte, la relatrice della decisione, ha già dato ragione ai due profughi, sostenendo che questo tipo di ingressi non possono essere considerati illegali. Qualora la Corte accogliesse questa linea, darebbe ragione all’Italia che nega si possano ritenere arrivi illegali quelli di persone salvate in acque internazionali, secondo gli obblighi del diritto internazionale del mare e della Convenzione di Ginevra sui diritti umani, da navi della Marina militare italiana, fatti sbarcare nei porti italiani e registrare negli hotspot. Pensare che questi arrivi siano illegali e’ un controsenso, sostiene il governo.
  3. LA PROPOSTA DEI GIURISTI DI SANT’EGIDIO
    C’è poi anche la proposta suggerita dai giuristi della Comunità di Sant’Egidio e che potrebbe risolvere un volta per tutti la questione della ripartizione dei migranti tra i Paesi Ue: la direttiva Ue del 20 luglio 2001, numero 55, concepita dopo la crisi jugoslava per far fronte all’afflusso massiccio di sfollati. La direttiva prevede la concessione della protezione temporanea agli sfollati e nello stesso tempo promuove l’equilibrio degli sforzi tra i Paesi che ricevono gli sfollati. Dunque, anche in questa coso si potrebbe superare il blocco di Dublino 3, secondo cui il migrante dove aspettare il riconoscimento di rifugiato nel Paese dove è stato accolto. In virtù della direttiva, tutti i Paesi europei si potrebbero prendere una parte dei migranti e riconoscere loro la protezione temporanea. Per recepire la direttiva in Consiglio europeo occorre la maggioranza qualificata, 14 Paesi su 27. Il governo dunque dovrebbe cercare accordi intergovernativi con alcuni Stati per applicare da subito la direttiva.

Sottosegretario Giro: “Dobbiamo trovare alleati”

Come sottolinea  il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro, “al momento non abbiamo un forte potere negoziale, ma dobbiamo trovare alleati. Con buona pace di chi invoca atti di forza (ma non spiegando come si possa fare, se non al costo di vite umane). E’ un duro negoziato, ma da due anni in Europa si parla solo di argomenti proposti da noi. Agli italiani chiediamo pazienza e calma”. Secondo il sottosegretario Giro, la strategia del governo per convincere l’Europa a una gestione meno egoista dell’emergenza migranti è quindi quella negoziale: “In Europa non servono atti di forza, urlare o battere i pugni, ma un duro negoziato”, spiega. (AGI)