Il Renzi-pensiero arriva in libreria il prossimo 12 luglio con il volume ‘Avanti – Perché l’Italia non si ferma’ pubblicato da Feltrinelli.

Intanto sulla stampa nazionale arrivano le anticipazioni e ogni testata sceglie la linea e i temi che perferisce. La scissione del Pd, il “logoramento” e il fuoco amico” sono quelli scelti da La Repubblica, che come altri quotidiani italiani ha pubblicato una pagina di anticipazione del libro. I vertici europei, i rapporti, a volte duri, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, con altri leader europei e con chi lo ha preceduto a Palazzo Chigi, Mario Monti ed Enrico Letta (“europeisti solo a parole) sono invece i temi scelti invece dal Corriere della Sera,  Le “colpe” per l’intervento sulla Libia nel 2011, “un dramma totale del quale dovrebbero scusarsi in tanti a cominciare da Cameron a Sarkozy” è invece il tema scelto da La Stampa,

Vediamo i 9 punti principali trattati dall’ex premier nel suo libro, argomento per argomenti

  1. SCISSIONE PD – Attacco a Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani: “I maestri del logoramento se ne sono andati non per il Jobs Act, ma quando hanno capito che non sarebbero stati rieletti”.
  2. IL NUOVO ULIVO – Nessuna voglia di ripercorrere l’esperienza di Romano Prodi: “Chi rimpiange l’Unione a 15 partiti non mi parli di alleanze”. “Oggi viene evocata la stagione dell’Ulivo da parte dei leader politici che allora stavano contro l’Ulivo. O dall’esterno, in Rifondazione Comunista come Giuliano Pisapia. O dall’interno, a cominciare da Massimo D’Alema, che quell’Ulivo contribuì in modo decisivo a segare”.
  3. AUTOLESIONISMO PD – “Nel nostro campo esiste una vocazione suicida che punta alla distruzione del leader”
  4. ANGELA MERKEL – “Il nostro è un rapporto intenso, ma complicato”, “non concordo minimamente con chi la indica come responsabile dei problemi italiani: se l’Italia non va è colpa dei politici italiani”.
  5. MARIO MONTI – All’ex premier che gli rimproverò di non saper trattare con gli altri leader europei, Renzi risponde: “Se trattare significa cedere sul Fiscal compact o sulle banche, è vero”. Critiche a Monti anche sul caso dei due marò, “esposti alla stampa e alle tv”, perché “i governi tecnici” amano la “visibilità”.
  6. GLI ALTRI GOVERNI – “Si sono fatti imporre il Fiscal compact, noi ci siamo presi la flessibilità”. Loro “hanno messo le clausole di salvaguardia, noi abbiamo abbassato le tasse”, loro “hanno firmato il Trattato di Dublino sui richiedenti asilo, noi abbiamo proposto il migration compact”, loro “hanno prodotto precarietà, noi il Jobs Act”.
  7. LIBIA – L’intervento in Libia nel 2011 è “un dramma totale del quale dovrebbero scusarsi in tanti a cominciare da Cameron a Sarkozy”. “Forse anche in Italia è mancato un giudizio critico e autocritico sull’atteggiamento del Paese e del governo in quel delicato passaggio. Nessuno tra gli autorevolissimi protagonisti istituzionali di quella scelta – a differenza di Obama – ha mai avvertito l’esigenza di una sana autocritica”, aggiunge l’ex premier, secondo il quale, con un “afflusso impressionante di migranti”, stiamo ancora pagando le conseguenze di quella decisione.
  8. SFIDA ALLA UE – Matteo Renzi lancia la sfida all’Ue: “ritorno per 5 anni ai parametri di Maastricht con deficit al 2,9%”. “Così – spiega Renzi citato dal Sole 24 Ore – avremo a disposizione almeno 30 miliardi per i prossimi 5 anni per ridurre la pressione fiscale e rimodellare le strategie di crescita”. Il segretario del Pd propone uno scambio in Europa: “Noi abbassiamo il debito ma la strada maestra per farlo è la crescita. Quindi abbiamo bisogno di abbassare le tasse”. E ancora, “l’avvento scriteriato del Fiscal compact fa del ritorno ai parametri di Maastricht un manifesto progressista. Siamo per il veto sul Fiscal compact nei trattati”. Renzi parla anche dell’atteggiamento dei Paesi dell’Est sui migranti: “Cambi – dice – o stop ai fondi”.
  9. IMMIGRAZIONE – Il tema che ha scatenato polemiche nei giorni scorsi e uno scontro con Roberto Saviano, è stato anticipatro da Democartica: “Vorrei che ci liberassimo da una sorta di senso di colpa. Noi non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio. Se ciò avvenisse sarebbe un disastro etico, politico, sociale e alla fine anche economico. Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro”, scrive Renzi. Poi il premier spiega: “Vanno aiutati a casa loro. Perché l’immigrazione indiscriminata è un rischio che non possiamo correre. Sostenere la necessità di controllare le frontiere non è un atto razzista, ma un dovere politico: come nota Régis Debray in un suo testo di qualche anno fa, Elogio delle frontiere, “Una frontiera riconosciuta è il miglior vaccino contro l’epidemia dei muri”.

    “Ed è evidente che occorre stabilire un tetto massimo di migranti – scrive ancora Matteo Renzi – un “numero chiuso”, che, in relazione alle capacità del sistemapaese di valorizzare e integrare in maniera diffusa, nel rispetto della sicurezza e della legalità, consenta un’accoglienza positiva e sostenibile. Il tutto, naturalmente, ribadendo la necessità che la responsabilità dell’accoglienza sia equamente condivisa con gli altri stati europei. Perché un eccesso di immigrazione non fa bene a nessuno”.  (AGI)