La ricerca sui tessuti ha cambiato tutto: proprio come i device, l’abbigliamento da spiaggia è multifunzione. C’è il burkini antibatterico e anche l’ibrido fra mare e intimo

C’è quello antiscottature e quello antizanzara, quello che rinfresca e quello che protegge dai raggi UV. Il «famolo-strano» si gioca tra i costumi da bagno, neanche fossero pensati per un film di James Bond…. L’intero, lanciato l’estate scorsa, si conferma nel 2017, considerato anche più sexy; un invito, dopo anni di bikini selvaggio, a ritrovare una certa eleganza, nella speranza che la gente riprenda a investire sul costume da bagno. Nell’era del wellness e delle funzioni tecnologiche, le aziende di beachwear si sfidano a colpi di performance, come ha dimostrato Mode City Paris, tra le più influenti manifestazioni del settore.

Gli italiani al top nella ricerca

«La vera novità sono i tessuti e la notizia è che i più innovativi sono italiani», racconta Umberto Amato, coordinatore delle fiere Mare di moda di Cannes e Mare d’amare di Firenze (dal 22 al 24 di luglio). «Tra i tessitori più all’avanguardia per la sua divisione sviluppo e ricerca c’è Taiana di Olgiate Comasco — continua l’esperto —. Ha appena presentato Flyfree, prima fibra testata contro zanzare e mosquitos vari. L’idea parte dai tessuti militari, il trattamento anti-zanzara è invisibile e inodore, realizzato grazie a micro-1iniezioni nelle fibre di un repellente rilasciato solo a contatto con la pelle». «Flyfree è stato testato dallo Zoological Institute di Neuchatel (Svizzera) con prove durate oltre un anno in ambienti estremi — fa sapere Matteo Taiana, ad dell’azienda —. L’obiettivo del progetto è quello di poter consegnare ai nostri clienti un prodotto moda, ma con spiccata funzionalità». Dagli stessi laboratori sta per uscire, con brevetto, anche il costume anti-segno: «Lascia passare i raggi solari, filtrando quelli dannosi, al fine di garantire un’abbronzatura in sicurezza», racconta Amato.

Il sensore avverte quando è ora di mettere la crema

Intanto tra i gadget estivi c’è già il costume smart di Spinali Design che aiuta prevenire le scottature: il sensore sullo slip sincronizzato con lo smartphone avverte quando è il momento di rinnovare la crema . E contro la calura non poteva mancare il costume con effetto rinfrescante, realizzato dalla francese Hateia con tessuto sensil breeze. Come funziona? «La sezione trasversale simile a quella del cotone dona elasticità, sensazione di benessere e abbassa la temperatura mentre l’uso di un polimero smussato produce un tocco soffice e dà origine a una speciale ventilazione». Intanto Rafaela D’Angelo si è già imposta con il burkini in microfibra traspirante e antibatterica.

Ibrido, il nuovo costume si sdoppia

Come i device, il costume da bagno di nuova generazione è multifunzione. Buono per fare sport in riva al mare, ma anche sui campi da tennis, perché l’era della tintarella oziosa è un po’ finita. Al limite è concessa la pennica dopo il bagno che deve sempre svelare un certo spirito agonistico. E le pigre? Si consolino, a loro ha pensato il marchio tedesco Watercult che va forte tra le ragazze con la sua linea Underbeach, ibrido tra mare e intimo. L’intero è in sottile microfibra con inserti di pizzo disegnato al laser. Il bikini ha i laccetti staccabili, in un tessuto simil cotone, ma resistente ai raggi Uv, al cloro e alle creme abbronzanti. Il bikini Sensitive Scult di Yamamay è realizzato con una membrana (in esclusiva) che scolpisce e modella la silhouette. Innergy è il tessuto anticellulite messo a punto dal Maglificio Ripa di Spino D’Adda dopo due anni di studi e test (Università di Genova e Monzino). Assorbe energia generata dal corpo e la riflette sotto forma di raggi infrarossi, con effetto riscaldante e tonificante. Insomma, non sorprendetevi se vi vedrete consegnare anche il foglietto d’istruzioni insieme con il vostro costume da bagno. (Corriere)