Dopo sette anni, alla Fiom si chiude l’era di Maurizio Landini e inizia quella di Francesca Re David. Un passaggio che se da un lato segna una continuità sindacale, dall’altro rappresenta un punto di svolta nella storia dell’organizzazione di corso Trieste. E’ la prima volta in 115 anni, infatti, che una donna sale alla guida di una federazione dei metalmeccanici e inoltre interrompe il dominio reggiano durato 16 anni; sia Landini, sia il predecessore Gianni Rinaldini vengono dall’Emilia Romagna.

Romana, 2 figlie. La tuta rosa che adesso guida le tute blu, invece, è romana, diplomata al liceo classico Tito Lucrezio Caro, e ha poi studiato all’Università di Roma la Sapienza. La 57enne che adesso guida la Fiom è laureata in Storia con una tesi sul Pci e la Comunità europea di difesa. Da 39 anni è sposata con il giornalista e regista Fabio Venditti con il quale ha due figlie, Chiara (37 anni) e Margherita (21).

La sezione del Pci di Berlinguer. La militanza di Re David inizia fin da giovanissima nella sezione del Pci di Ponte Milvio, quella di Enrico Berlinguer; nel 1987 inizia a collaborare con la Cgil occupandosi di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e con la Fiom, avviando un progetto di formazione sull’innovazione tecnologica che si conclude, nel 1990, con sei mesi da cooperante in Brasile con i metalmeccanici della Cut. Nel 1990 entra in Cgil, dove – tra i vari incarichi ? si occupa di politiche per i disoccupati e i giovani in cerca di lavoro. Nel 1997 è chiamata in Fiom dall’allora segretario generale Claudio Sabattini, entrando in segreteria nazionale l’anno successivo, prima come responsabile dei settori dell’informatica e telecomunicazioni e poi dell’elettrodomestico.

Esperta di organizzazione. Durante la segreteria di Gianni Rinaldini ricopre l’incarico di responsabile dell’organizzazione, incarico confermato poi anche da Maurizio Landini. Presidente del Comitato centrale della Fiom, alla fine del 2013 è eletta segretaria generale della Fiom di Roma e del Lazio. è a lei che si deve l’ultimo accordo sul contratto di categoria, un accoro storico perchè unitario tra Federmeccanica e Fiom-Fim-Uilm.

Tosta ma diplomatica. Una tosta davvero, assicura chi la conosce bene, più dura anche di Landini che, anche per questo, pare abbia deciso di puntare su di lei. “Serve avere esperienza pratica, serve avere conoscenze, non amicizie, e serve avere capacità contrattuali, ma anche capacità di relazione, capacità di lavorare in gruppo con i compagni e le compagne, e una capacità di ascolto anche più alta di quella che posso aver avuto io. Queste sono le caratteristiche che ci hanno fatto pensare a Francesca”, aveva detto ieri il segretario uscente di Fiom, Maurizio Landini, nel suo intervento all’assemblea, spiegando i motivi che hanno portato alla candidatura di Re David.

Unica strada, il conflitto. Una convinta sostenitrice del conflitto come “unico strumento” per far cambiare rotta a Governo e imprese, Re David gode del consenso di una buona parte della sinistra anti-renziana.

Mandato preciso. “So quale è il mio mandato, è preciso, ed è costruire insieme una linea contrattuale, tenendo presente quali nuove modalità di lavoro sono in campo. E’ difficile fare contrattazione senza conoscere nel dettaglio come funziona il lavoro, come funzionano i propri diritti. Sono grata di essermi occupata di tante cose diverse perchè vedo le cose da più punti di vista. E sono grata alla Fiom per questo”.

Dialogo con tutti. “Io a piazza Santi apostoli non c’ero ma non ci sarebbe stato assolutamente niente di male. La Fiom dialoga con tutti ed è disponibile al confronto con tutti, ma io quel giorno ero al mare”.

No al “massacro sociale”. “Al governo chiediamo di bloccare il rischio di massacro sociale che ci sarà con la fine degli ammortizzatori sociali. A partire dall’autunno vedremo un aumento della disoccupazione perché scadono gli ammortizzatori sociali. E’ necessario riprendere una politica industriale – un elemento fondamentale – ed estendere il secondo livello di contrattazione perchè vogliamo che i lavoratori abbiano voce in capitolo”.

Sociale al centro. “La Fiom non ha caratterizzazione politica ma ha una forte caratterizzazione sindacale. Non ho piacere a identificarmi con i partiti, gli iscritti al nostro sindacato non hanno tutti la stessa appartenenza politica e io non ho tessere di partito da quando ero iscritta al Pci. Noi, come Fiom, vogliamo rimettere al centro i valori sociali”. (agi)