Dopo quasi tre anni e mezzo, il mio incarico di Console Generale a Rio de Janeiro sta volgendo al termine. Voglio quindi lasciare ai lettori de Comunità Italiana (una rivista che apprezzo, in quanto rappresenta un ponte ideale tra la cultura italiana e quella brasiliana), un saluto e una breve riflessione su questa mia esperienza in Brasile, la seconda dopo quella in cui ebbi la direzione dell’Ufficio consolare a Curitiba dal 2005 al 2009.

Come ho già avuto modo di affermare in occasione della scorsa Festa Nazionale, tanto per me quanto per la mia famiglia il soggiorno a Rio si è rivelato complessivamente molto piacevole e ricco di soddisfazioni. L’esperienza vissuta a Rio è stata infatti caratterizzata da un insieme di situazioni positive, intense e coinvolgenti.

Le Olimpiadi del 2016, innanzitutto. Una manifestazione sportiva a carattere universale, che per la capitale carioca e per l’intero Brasile ha significato tantissimo, anche in termini di prestigio e di immagine. Per me personalmente, come per l’intero Consolato Generale, si è trattato di un impegno fuori del comune, un vero e proprio banco di prova delle nostre capacità operative. E, anche se non è stato semplice preparare e gestire una sicura e ordinata partecipazione italiana ai Giochi, i risultati sono stati eccellenti, con nostra grande soddisfazione.

Inoltre, attorno all’anno “olimpico” si sono accresciute le visite a Rio di importanti personalità politiche italiane, prima tra tutte quella dell’allora Presidente del Consiglio, Renzi, venuto a partecipare alla cerimonia di apertura dei Giochi. Ancora, sia prima che dopo il grande evento sportivo, abbiamo ricevuto altri illustri esponenti politici italiani, tra i quali cito la Presidente della Camera Boldrini, la Vice Presidente della Camera Sereni, e – più recentemente – il Ministro degli Affari Esteri Alfano.

Non mi è qui possibile elencare tutte le tante cose viste o vissute in questi oltre tre anni. Voglio però menzionare l’intensa attività di promozione culturale, realizzata insieme all’Istituto di Cultura (di cui io stesso sono stato responsabile per lungo tempo), che ha comportato l’ideazione e la realizzazione di un grande numero di eventi significativi: mostre, concerti, conferenze, partecipazione a festival, ecc. Così come, in un altro campo, l’efficace e costante  supporto da me fornito alle attività delle imprese italiane operanti nella circoscrizione, tra le quali, come è risaputo, operano alcuni “giganti” della nostra economia come ENEL, TIM, Leonardo, Fincantieri, Techint e altri ancora.

Tali compiti, che possiamo definire di “proiezione esterna”, sono molto importanti e hanno pertanto finito con l’assorbire una buona dose del mio tempo e delle mie energie. La parte preponderante del lavoro, sia mio che dei miei collaboratori (che qui voglio ringraziare pubblicamente), è però stata costituita dall’attività consolare tradizionale, quella che viene quotidianamente indirizzata verso le esigenze, individuali o collettive, sia degli italiani residenti nella circoscrizione che di quelli di passaggio.

Nel mio ultimo discorso per il 2 giugno ho affermato che “un motivo di orgoglio per noi italiani è che il nostro Paese può vantare una vastissima collettività di connazionali residenti all´estero: un patrimonio di grandissimo valore sociale, culturale ed economico”. E ho ricordato che “in Brasile, in particolare, vive la più grande comunità al mondo di discendenti di italiani: un fatto che ci rende fieri e al tempo stesso responsabilizza tutti noi che operiamo quotidianamente nel sistema consolare.”

Anche negli Stati di Rio de Janeiro e di Espírito Santo, i due della circoscrizione consolare del Consolato Generale, la popolazione italiana residente è in continua crescita, soprattutto per via dei riconoscimenti di cittadinanza iure sanguinis. A tali connazionali si rivolge dunque principalmente l’attività del personale dell’Ufficio consolare, che peraltro si articola in una vastissima gamma di servizi.

A tale insieme assai rilevante di attività va anche aggiunto un impegno straordinario che negli ultimi anni si è presentato con crescente frequenza: l’organizzazione delle consultazioni elettorali e referendarie. Di grande rilievo, nel mio periodo a Rio, quella per il referendum costituzionale del dicembre 2016 e l’altra per le elezioni politiche del marzo di quest’anno.

Non certo secondaria è stata inoltre la mia attiva partecipazione alle diverse riunioni di coordinamento della rete consolare, promosse dall’Ambasciata a Brasilia; così come l’assistenza fornita in più occasioni ai vari organismi rappresentativi della collettività: il COMITES, il CGIE e i parlamentari italiani eletti nella ripartizione sudamericana.

Desidero concludere con un’ultima, breve considerazione riguardo al servizio consolare in generale (e in Sud America in particolare). La crescita costante delle attività avviene in un contesto di progressivo decremento delle risorse umane. Sui funzionari in servizio nelle sedi consolari incombe pertanto un numero sempre più elevato e meno facilmente gestibile di attività e di  responsabilità. Sarebbe quanto mai opportuno, per sanare tale situazione, che si intervenisse con urgenza, anche a livello politico, con una nuova e più efficace programmazione. Inoltre, e sempre al fine di favorire una migliore offerta dei servizi consolari, appare a  mio avviso necessaria e ormai improcrastinabile una seria e incisiva riforma della legge sulla cittadinanza, così come una revisione radicale della legge sul voto degli italiani all’estero.

Cari lettori de Comunità Italiana, nell’accingermi a lasciare la meravigliosa terra brasiliana voglio rivolgervi il mio più caloroso saluto e un … arrivederci.