Le elezioni previste a marzo fanno allungare i tempi del fondo americano. L’ipotesi di unacordata con una compagnia aerea e partecipazione ridimensionata

Il fondo americano Cerberus Capital Management vuole giocare la sua parte in Alitalia, ma ridimensiona un eventuale ruolo nella nuova compagnia e «congela» il dossier per quattro mesi — quanto ci separa dalle elezioni politiche previste agli inizi di marzo 2018 — con la speranza di trovarsi con un bando «nuovo e meno restrittivo» e pure con conti migliori dopo gli interventi di efficientamento avviati dai commissari Luigi Gubitosi, Stefano Paleari ed Enrico Laghi come la restituzione di alcuni velivoli presi a noleggio (sei Airbus A320) e interventi sul costo del lavoro.

Il piano americano

Il gruppo di private equity — che non ha fatto un’offerta formale entro la scadenza del 16 ottobre scorso — conferma l’interesse per tutta la compagnia tricolore, mentre Lufthansa ed easyJet vorrebbero prendersi ufficialmente soltanto la parte aviation (la flotta, i piloti e gli assistenti di volo, gli slot).

«Ma il nostro interlocutore non può essere l’attuale governo, quanto quello che uscirà dalle urne a marzo», chiarisce al Corriere della Sera un dirigente di Cerberus Capital Management che chiede l’anonimato perché non autorizzato a discutere con la stampa.

«Siamo convinti dell’operazione — continua il manager —, abbiamo visto i numeri grazie all’accesso al data room e c’è un canale aperto con i commissari.

Non abbiamo però l’intenzione di avere una grande quota di quella che sarà la nuova società».

Quota che dovrebbe aggirarsi, secondo chi sta studiando il dossier, tra il 1o e il 20% e che si aggirerebbe quindi tra i 100 e i 200 milioni di euro.

I contatti istituzionali

Diversi analisti — che «valutano» Alitalia tra gli 800 e i 900 milioni di euro — non nascondono lo scetticismo sulle possibili mosse di Cerberus Capital Management e sottolineano che questa è una vicenda del tutto diversa da quella di Air Canada, precedentemente gestita proprio dal fondo.

Da New York — dove ha sede il quartier generale — fanno trapelare che le prossime settimane serviranno soprattutto per creare quei rapporti istituzionali che potrebbero servire, anche sotto forma di moral suasion, per unire la loro offerta a quella di un vettore che comprenda sia l’aviation che l’handling e con una quota minoritaria dello Stato italiano attraverso i capitali di Cassa depositi e prestiti o F2i.

Su questo capitolo si è parlato di contatti tra statunitensi e i vertici di Lufthansa, ma un portavoce del colosso tedesco replica a questo giornale che «il gruppo non commenta questa diceria».

Il nuovo volo per le Maldive

Intanto dopo aver ripristinato i collegamenti diretti tra Roma e Nuova Delhi, in India, Alitalia continua sul rafforzamento del network del lungo raggio.

L’ex compagnia di bandiera ha inaugurato martedì in tarda serata il volo verso Malè, la capitale delle Maldive, con un Airbus A330 con una configurazione interna da 256 posti divisi in tre classi di viaggio (20 Magnifica, 17 Premium Economy e 219 Economy).

Alitalia servirà per tutta la stagione invernale una fra le destinazioni turistiche più richieste dai tour operator italiani: secondo il ministero del Turismo delle Maldive nel 2016 sono stati 71.200 i visitatori italiani sbarcati a Malè (+8,5% rispetto al 2015), quarto Paese al mondo per numero ingressi. (Corriere)