«Gli effetti si potranno vedere solo nel medio e lungo periodo». Il presidente Anac «preoccupato» per la sanità. Il saluto con Raggi: abbiamo ripreso i rapporti

«Piccoli ma importanti risultati ottenuti». E grandi, impegnativi passi ancora da compiere. Gli effetti positivi della lotta alla corruzione dice il presidente dell’Anac Raffaele Cantone nella sua relazione annuale, «si potranno vedere solo nel medio e lungo periodo, sempre che la strada intrapresa venga perseguita con ancora maggiore impegno da tutti gli attori istituzionali». Fiducia e collaborazione, insomma, sembrano essere le chiavi di volta. L’una e l’altra paiono ripristinate, ad esempio, con il Comune di Roma. Ieri, dopo una stretta di mano, il magistrato si è intrattenuto con la sindaca pentastellata Virginia Raggi: «Abbiamo ripreso i rapporti» ha detto lui.

Grande attenzione su Consip e Anas

Sono state 1.800 le segnalazioni ricevute da Anac sulle infrastrutture (anomalie relative alla realizzazione di opere) mentre altre 2.600 hanno riguardato i servizi e le forniture di beni allo Stato, fra cui la sanità (ci sarà un piano ispettivo ad hoc). Grande attenzione sulla Consip («ma il suo ruolo non è in discussione») e l’Anas, le maggiori stazioni appaltanti del Paese, ma anche sulla Rai (stop ai contratti esterni). Si sono ingenerate «aspettative forse eccessive nell’opinione pubblica e negli operatori e anche qualche equivoco sui reali ambiti di intervento» di Anac che, puntualizza Cantone, «non è un organismo che può occuparsi di ogni forma di illegalità», nè bisogna «assecondare l’idea che gli appalti si possano fare solo con il suo “bollino”» o che Anac possa sostituirsi alle scelte dell’amministrazione.

Le segnalazioni

Quanto alla valanga di segnalazioni (whistleblowing) arrivate all’Authority (252), anziché essere denunce anonime di violazioni sospette, la maggior parte sono state relative a «problemi di carattere personale relativi a concorsi o progressioni di carriera».C’è spazio anche per qualche critica. Come per l’inadeguatezza della norma sul conflitto d’interessi per la quale l’authority chiede modifiche, come l’estensione della disciplina ai consigli di amministrazione e al direttore generale. Cantone infine frena sul nuovo Codice antimafia dopo averlo attaccato: «Io credo di aver dato un contributo ma il Parlamento è sovrano e va rispettato». (Corriere)