l leader FI e la mozione renziana: «Non sono del tutto senza senso le volontà di un controllo». Ma i suoi smentiscono un’apertura ai dem. Brunetta: la loro mozione mette in crisi il sistema

Arriva a Bruxelles perché, dice soddisfatto e un po’ emozionato, «l’Italia ha bisogno in Europa di un rappresentante di peso, forte, esperto e affidabile , per recuperare un ruolo e per far prevalere le nostre idee sui temi economici, dell’immigrazione e della sicurezza».

E si tuffa subito alla riunione del vertice del Ppe che precede che il Consiglio, per parlare ad Angela Merkel, con la quale i rapporti — assicura — sono «di grande stima», al di là di «tutte le voci che sono state inventate».

Ma prima di dedicarsi ai dossier europei, Silvio Berlusconi dice la sua sul caso Visco, e sono parole che destano una certa sorpresa.

Perché il leader azzurro commenta senza apparire troppo scandalizzato le richieste che arrivano dall’area renziana per una sostituzione del governatore di Bankitalia.

O meglio, mostra di avere molti dubbi anche lui sull’operato del numero uno di via Nazionale: «Certamente Banca d’Italia non ha svolto il controllo che ci si attendeva, non sono del tutto senza senso le volontà di un controllo su quello che si è verificato».

Brunetta: «Noi i primi a chiedere di più»

È un assist al leader del Pd? Da Forza Italia lo smentiscono seccamente.

Intanto perché, come già aveva fatto il giorno prima, Berlusconi aggiunge che dalle mosse del Pd si può «vedere quella voglia della sinistra di occupare tutte le posizioni di potere: una volta lo facevano dopo le elezioni, ora lo fanno prima».

E poi perché, come spiega il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, quando parla di necessità di «controllo» l’ex premier intende altro: «Noi siamo stati i primi a chiedere e i più convinti a pretendere una commissione di inchiesta parlamentare sulle banche, quindi è ovvio che vogliamo chiarezza.

Ma allo stesso modo, abbiamo le carte pienamente in regola per chiedere autonomia e indipendenza di Bankitalia».

Infatti, ricorda Brunetta «fu il governo Berlusconi nel 2011 ad indicare Visco per Bankitalia e Draghi per la Bce, che non erano certo uomini considerati a noi vicini.

Sul secondo poi si aprì lo scontro con Sarkozy che tanto ci costò…».

Ecco perché oggi «pretendiamo autonomia e indipendenza, e condanniamo ferocemente il comportamento di Renzi che con quella mozione ha messo in crisi tutto il sistema delle banche centrali: non si è mai vista una forza di maggioranza che opera una forzatura così clamorosa».

Salvini: «Difendere i diritti di migliaia di cittadini»

Insomma, l’unica richiesta di FI è che la commissione indaghi su come è stata messa in atto da Bankitalia la «vigilanza» sulle banche nazionali, nessun messaggio trasversale a Renzi con il quale, anche ieri lo ha ribadito Berlusconi, le larghe intese non saranno possibili, in primo luogo perché «sono fiducioso che vincerà il centrodestra, che anche in Europa con la Lega» non ha più posizioni ostili, e poi perché «con il Pd ci sono troppe distanze per storia e per valori che non consentono una coalizione di questo genere».

Sul caso Visco nel centrodestra interviene anche Matteo Salvini: «Per difendere i diritti di migliaia di italiani truffati — dice il leader della Lega — scriverò a Gentiloni e Mattarella per chiedere che il Parlamento ascolti urgentemente Visco.

E’ evidente che l’insabbiatore Renzi attacca Visco perché non vuole che vengano fuori le responsabilità sue e del governo.

Chi sceglie Casini, cioè il vecchio sistema, alla presidenza della commissione d’inchiesta sulle banche non vuole chiarezza e verità».

E la conclusione è tranchant: «Tutti a casa, Renzi, governo e Visco: servono regole e trasparenza». (Corriere)